CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / MINOTAURO PARMA

(Gianni Barone) – All’indomani della debacle, l’ennesima, contro il Crotone che da ultimo in classifica ha avuto ragione dei Crociati – in epoche e gestioni tecniche differenti, per ben due volte – assistiamo ad un fenomeno alquanto strano: una dualità incredibile ed incredula di reazioni. Da una parte quella della tifoseria, la cui assenza forzata dovuto al COVID, per alcuni potrebbe essere una delle cause principali di questo annus orribilis, supportata con, qualche acrobazia verbale dalla stampa e radiotelevisione locale, e dall’altra la reazione composta, dispiaciuta, comprensibile sin che si vuole, anche se un po’ distonica da quella che la realtà dei fatti, dell’allenatore e del Presidente, i quali con accenti e toni diversi non dico che difendano, ma comprendono con bonomia (ingiustificata), l’atteggiamento di una squadra che ha dimostrato, a più riprese, di avere una mancanza vera e propria di “anima”. Tradotto in: scarsa personalità nel difendere situazioni di gioco e risultati, mancanza di leadership in grado di guidare e dirigere la rotta nei momenti difficili e topici delle gare e della stagione intera, crescente ingenuità, evidente affanno, scarsa lucidità e chi più ne ha più ne metta. Però, a fronte di tutto quanto affermato, ciò che sorprende è la tranquillità, la serenità, la benevolenza di tecnico e massimo dirigente nell’affrontare la questione, adducendo motivazioni che alla tifoseria sembrano oltre che fuori luogo, molto lontani dal comune sentire e dal comune credere che si tratti, viceversa, di un qualcosa da trattare con maggiore ed eloquente severità. Sentire dire che i giocatori si sono impegnati, ma sono stati sfortunati negli episodi, accende in chi ha a cuore i colori Crociati un sentimento di rabbia che sembra, al momento, non avere eguali. Si tratta di avere un’ immagine del Parma attuale e del momento delicato, doppia, duale, quasi una sorta di “Minotauro”, con corpo umano (quello giustificazionista) e testa “ taurina”, che s’infuria e che vorrebbe, con le sue corna, sentimentali, romantiche, colpire ed infilzare chi si insinua nel “labirinto”, della sua passione per la storia e i colori, che sono stati traditi dalla mancanza di onore e orgoglio. Il vedere calpestati e vilipesi i diritti di chi ha creduto e sostenuto le imprese utili alla rinascita repentina, quasi miracolosa del club, rimane stranito di fronte a tanta, troppa indulgenza palesata dall’altra parte. Il “corpo umano”, della creatura “mitologica” Parma, proprio in quanto mito pondera e raffredda ire e risentimenti mentre la “testa animale”, del mostro vorrebbe un “redde rationem”, anticipato ed immediato nei confronti di chi, già lo scorso anno, si è da poco scoperto, avendolo lui stesso svelato, addirittura a tre partite dalla fine era stato sfiduciato per poi essere chiamato a salvare, in corsa, la nave divenuta poi barca, ora più che mai alla deriva. Una deriva, però, dorata, visto la solidità economica garantita dal nuovo Presidente più che mai convinto della bontà del suo investimento, anche emotivo, nonostante la bruttezza dei risultati e degli eventi. Una resa dei conti che ancora non si può dire rivelata ed esplicita, visto che per bocca del tecnico, ci si deve ancora sedere ad un tavolo per discutere se continuare o no, insieme, nella prossima stagione in ossequio al contratto tuttora in atto con scadenza 2022. Addirittura il Minotauro Parma, potrebbe ancora sopravvivere, perché il filo di Arianna che conduce il Teseo di turno all’interno del labirintico futuro immediato non è stato ancora annodato. Eppure l’avere già individuato chi dovrà scegliere gli uomini nuovi o confermare i vecchi per il prossimo labirinto cadetto è da considerare un passo verso il cielo che la tranquillità presidenziale, vorrebbe infondere nell’animo “infuriato” dei supporter. Carlo Brugnoli, sulla Gazzetta di Parma, chiede un ulteriore rafforzamento, tramite proclama o dichiarazione, di quanto la dirigenza voglia confermare per ciò che sembra implicito e scontato, e ci può anche stare. Però, l’agonia delle ultime cinque, in cui ci sono in ballo onore e dignità, non distolgono i pensieri di rimpianto da parte chi sostiene che forse, se non si fosse accelerato all’inizio con l’ansia di cambiare, ad ogni costo, la mentalità che aveva negli passati garantito salvezze sicure, qualcosa poteva indirizzare l’inerzia del campionato verso strade diverse e meno tortuose. Se si fosse creduto, sul modello Inter di Conte, con potenzialità tecniche ridotte, è ovvio, che il risultato è importante aldilà dei fronzoli del “bel gioco”, predicato ahinoi anche nei vivai, forse la mostruosa creatura, della retrocessione, oggi sarebbe stata vinta e sconfitta. Invece dobbiamo ragionare, come direbbe D’Aversa, con una squadra da rifondare, da ricalibrare, da riadattare e da rimettere in carreggiata, negli angusti sterrati della B, con molti addii, poche conferme e molti innesti di categoria, anche se qualcuno ipotizza che qualche elemento da “A”, in più potrebbe fare la differenza, oppure dovremo ritornare a ragionare sui Ciano, sui Galano e sui Mancuso al posto dei Pellè, Inglese e Gervinho. Forse sarà così, ma chissà? Attendiamo tutti un segnale, anzi tanti segnali luminosi per uscire da questa fastidiosa e logorante impasse che non permette, al momento, di intravedere soluzioni efficaci e che appassisce i sentimenti.  Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

8 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / MINOTAURO PARMA

  • 26 Aprile 2021 in 16:06
    Permalink

    Intanto a darci il senso delle cose importanti, che non sono il calcio e che nessun industriale serio dell’UPI si sogna di buttare dei soldi per farci divertire, puntuale come ogni anno si apre la campagna delle tomacche, che come gli straripamenti del Nilo per gli antichi egizi da al Territorio ricchezza e prosperità.
    “Per la campagna del pomodoro 2021 sono oltre 1100 le figure ricercate….che nel periodo tra luglio e settembre saranno impiegate…”.
    Purtroppo temo che in tempi di pandemia i riti delle code alla camera del lavoro col libretto in mano saranno vietati dal Regime, così come i trasferimenti stipati in vecchi torpedoni sbuffanti tra un campo e l’altro. I tomaccari essendo però gente seria forniranno tutti dispositivi di protezione individuale per evitare di contagiare i bisioni e le talpe presenti negli assolati campi di pomidoro. Speriamo anche che se non dei mille almeno dei 100 distanziati di due metri e in fila x tre Palazzo Soragna ci restituisca la cena in Piazza, insieme magari a quattro sbraioni e bancarelle (che all’aperto va bene). A quel punto chi se ne frega della Serie A, soprattutto se mai si potesse mangiare un piatto di pasta con le cotiche prima di un Parma Como, pensando che l’anno scorso abbiamo chiuso decimi e che in 12 mesi industriali nostrani e Tycoon stranieri sono riusciti ad arrivare ultimi. Chapeau.

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  • 26 Aprile 2021 in 17:03
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    Credo che per onestà intellettuale si debbano raccontare gli eventi tenendo conto in modo corretto della cronologia degli avvenimenti stessi. Troppo spesso, ultimamente, si tende ad incolpare la nuova proprietà del disastro in essere. La linea del campionato era già stata decisa dalla vecchia proprietà che ha: 1) assunto come DS Carli 2) licenziato D’Aversa 3) assunto Liverani. Il tutto nel pieno di una trattativa per la cessione della società che, forse, per paura che non andasse a buon fine, ha fatto maturare nella vecchia proprietà la decisione di sbaraccare di brutto; le conseguenze, anche senza la vendita, sarebbero state le stesse. Poi arriva il nuovo presidente e si trova un DS e allenatore appena assunti, 70 milioni di riscatti già fissati dal buon Faggiano e una campagna acquisti da effettuare. Sicuramente, la voglia di mettere in atto la sua idea di puntare sui giovani è stata errata nella scelta del campionato meno “comodo” da affrontare, ma i soldi sono i suoi e alla fine fa quello che vuole.
    Però vorrei che ogni tanto qualcuno desse le responsabilità, per la parte societaria, rispettando i tempi. Per la parte tecnica credo che le epurazioni saranno abbondanti ma anche non dolorose.
    Forza Crociati forever and ever.

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  • 26 Aprile 2021 in 17:48
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    Hai detto tutto giusto. Ma non si può dire…shhhh come diceva quello sui trampoli in Piazza rivolto alla Cassa di Risparmio. Non si può infastidire i capi del vapore (vapore messo un po’ male però se abbandoni con le scialuppe e finisci il rhum prima di scappare).

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  • 26 Aprile 2021 in 17:58
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    Mah! Forse sarà questione di sfiga ma questi yankees che vengono a fare calcio da noi non mi convincono. Forse bisognerebbe spiegargli che è pur vero che si chiama anche football, come da loro, ma qui è un’altra cosa. Gli esempi (cattivi) non mancano: Roma, Fiorentina, Venezia, Bologna per non parlare di Reggio nell’Emilia tanto per non andare tanto lontano. Secondo me loro (gli americani) che ragionano sempre in termini di business, vedendo i soldi che girano attorno allo sport nazionale pensano di venire ad ingrassare i loro conti bancari e non voglio dire che ci debba per forza essere malafede perché magari pensano pure di allestire squadre vincenti. Sono anche imprenditori e managers valenti nel loro campo ma la gestione del calcio, direi soprattutto italiano, è complicata e non per tutti.

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  • 26 Aprile 2021 in 20:41
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    Non capisco cosa si possa dire sul Bologna? Se Krause nel giro di un paio di anni riesce a fare quello che ha fatto Saputo a Bologna investendo sui giovani ed un buon allenatore, c’è da baciarsi i gomiti.

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    • 30 Aprile 2021 in 18:40
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      va be ,divaghiamo ,pensa ti se a bulagna saputo l’ariss tire’ fora sentsinquanta milio’ in t’un pich pr’ander in serie b da ultimo e magari battendo tutti i record negativi degli ultimi 50 anni,ci sarebbe il Civolani di turno che…. ghe mel che I giornalista ed perma ,rido amaro

      Rispondi
  • 29 Aprile 2021 in 01:09
    Permalink

    barone a mio avviso si retrocedeva anche con d aversa dall inizio il calcio e uno sport di squadra, collettivo quest anno lo spogliatoio era rotto !!! e li purtroppo c entra la nuova dirigenza troppi giovani e per di più stranieri che non conoscevano la lingua e il ns calcio …..alla fine se c erano solo i vecchi sarebbe stato meglio ma si sono sentiti messi in discussione !! non è possibile risse tra un danese pacifico e un giovane pirla o il capitano estromesso di peso !! gervinho non più tutelato ma uno dei tanti ….kurtic sempre al ballottaggio per un posto insomma alla fine non si è creato uno spogliatoio e nel calcio si vince solo se c è unita di intenti che porta al famoso atteggiamento qua ognuno giocava per se …… pensando dove andrà il prossimo anno Quindi 2 errori di krause troppi giovani che ha spaccato lo spogliatoio e poi troppo morbido la società non interviene mai .. doveva battere anche i pugni sul tavolo

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