CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / NON CI RESTA CHE PIANGERE

(Gianni Barone) – “E’ mai possibile o porco di un cane che le avventure in codesto reame (campionato new romantico, ma dove?), debban risolversi (per il Parma), tutte e sempre con grandi “puttane”. Pardon “puttanate”, parafrasando il testo di Villaggio cantato da De Andrè e chiamate amnesie difensive o cali di attenzione per decoro e per pudore da chi vuole ostinarsi a nascondere il reale problema della squadra. Il Parma rispetto al sovrano merovingio Carlo Martello, evocato nella canzone di “Faber”, al ritorno dell’ennesima “Poitiers”, non ha scacciato l’incubo nemico della retrocessione, anzi, una volta di più, incassando tre goal, due da Alex Sandro, non propriamente un fulmine di guerra, tanto per rimanere in tema, e uno da De Ligt, di testa, come al solito, ha dimostrato che non si tratta più di semplice e normale mancanza di attenzione, ma di completa e assoluta incapacità di difendere “a uomo”, all’interno dell’area, non su assalti improvvisi avversari, impreventivabili, ma su calci da fermo, quindi su qualcosa di prevedibile e quindi da aspettarsi e da preparare con cura. Questo è quanto molti pensano senza riuscire ad esprimerlo con chiarezza all’indomani di episodi che condannano una squadra, che continua a non giocare male, ma che continua a perdere. La responsabilità è di tutti, e ci mancherebbe, però un errore di fondo esiste e cioè vedere tanti difendenti vagare senza curarsi di marcature che dovrebbero essere preordinate, allarma e sconcerta ogni volta in cui, con estrema facilità, gli avversari, perché indisturbati, vanno al tiro o al colpo di testa vincente. Poi stiamo qua a discutere di cicli che finiscono e operazioni di mercato non azzeccate o inadeguate, ma occorre anche interrogarsi sul perché e sul per come giocatori che un tempo avevano dato l’impressione di saper difendere bene – i campionati precedenti sotto la guida D’Aversa, lo dimostrano ampiamente – quest’anno non lo fanno o non lo riescono più fare. Con questo enigma ci si abbandona a frasi del tipo “onoreremo fino alla fine, fin quando la matematica o l’ aritmetica, meglio, ce lo permetterà”. Quindi non ci resta che piangere fino alla fine perché le occasioni per invertire la tendenza tendono ad assottigliarsi sempre più. Anche ieri contro una Juve, non sappiamo quanto scossa dalla miserrima fine del progetto Superlega, ordita da quell’apostata del suo Presidente, lo stesso copione: buona gara, soprattutto nel primo tempo, per poi naufragare nelle solite mancanze, o poeticamente alla De Andrè, “puttanate”, che dir si voglia senza che nessuno si scandalizzi o se la prenda. Il ritorno in B, tanto procrastinato ora sembra quasi inevitabile. Quasi, perché retto da quel fattore d’imprevisto che avvolge questo sport e sul quale, con impeti romantici e passionali, molti si sono serviti nella due giornate che dicevano avrebbero sconvolto il mondo del calcio (e non lo hanno fatto, sappiamo tutti perché…), per rivendicare il diritto al merito nelle competizioni sportive da contrapporre alla freddezza e alla durezza del vil denaro che regola il business, non da oggi, legato al pallone. Che aldilà di tutto rimane e rimarrà e, se non sarà ridotto o modulato, continuerà a condizionare il mondo del calcio professionista ancora malato di eccessi e inadeguatezze. All’appello di governi ed istituzioni che rivendicano il diritto di tutti a potersi meritare titoli, benemerenze o semplici sopravvivenze, dovranno seguire manovre virtuose che al momento sembrano abbastanza assenti all’orizzonte. I parrucconi (cit. Biscardi) di federazioni, Uefa, e FIFA, hanno segnato la fine di un’incursione, che qualcuno rivendicava come diritto, ma in realtà proprio come Carlo Martello a Poitiers, che credeva di aver sconfitto il pericolo arabo, non hanno arrestato nulla, perché qualcuno ci proverà ancora tanti e tali sono le perdite e gli interessi in gioco. Il lamento dei tanti De Zerbi, sparsi nella penisola e nel continente, non so quanto potrà bastare a reggere o a essere sufficienti per restituire allo sport, al gioco, quell’aspetto che è stato calpestato già prima che si compisse l’errore, lo scherzo, il pesce d’Aprile con 20 giorni di ritardo, il “pasticciaccio brutto”, come definito da noi, che si è consumato nei giorni scorsi. Il calcio può attendere momenti migliori, però bisogna sapersi e saperseli creare questi momenti al pari del Parma, che aldilà delle speranze attuali un po’ illusorie, deve essere in grado di crearsi un futuro prossimo fatto di riscatto e dignità sportiva, sempre in ossequio delle regole civili e umane a cui tutti, in questi attimi di isteria intra COVID, si appellano non senza strascichi di ipocrisia, vanità è demagogia in formato spy. Siamo ancora in attesa di altre partite e di altri verdetti, ma le strade per la salvezza sembrano ormai esaurite in attesa di una nuova rinascita, l’ennesima. Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

7 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / NON CI RESTA CHE PIANGERE

  • 22 Aprile 2021 in 17:47
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    E per parafrase una frase famosa di quel film “Ricordati che devi andare in B!” [cit.]

  • 22 Aprile 2021 in 18:28
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    “Inglese operato alla caviglia. Con lui arrivederci alla prossima stagione”. Se c’è qualcuno in società che ha un briciolo di serietà e dignità non osa nemmeno più farcelo vedere in fotografia. Ci sono luoghi più congeniali quali il Don Gnocchi, Fontanellato o le Piccole Figlie. Ma veramente basta.

    • 22 Aprile 2021 in 19:34
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      E smettetela con Inglese, non avete capito che ha problemi seri? Poi costo, indennizzi, minusvalenze ecc. ci sono, ma basta deriderlo!

  • 22 Aprile 2021 in 20:06
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    Le mie personali sensazioni e interpretazioni di quanto sta accadendo con il nostro amato Parma Calcio … per sempre quello che vale … è solo un’interpretazione di un Tifoso ….. niente di più e niente di meno … ho iniziato, come Straje ‘…. tanti anni fa da tifoso del Parma …. quando il Parma era in seconda divisione con Arrigo …. ho avuto la fortuna di salire su questa corsa sulle montagne russe che ha fatto la storia del Parma Calcio in queste anni …. godendo e soffrendo quando era necessario …. Sì, ho iniziato come Americano nato con il Calcio con il Parma …. che era la mia iniziazione per essere un tifoso del calcio …. ho anche guardato di più e più Calcio …. altre categorie, Nazionale … Copas ecc …. Quello che non ho mai visto … forse esisteva … comunque non mi sono mai accorto di questo fenomeno …. non ho mai visto quello che è successo con il Parma in questi mesi … quasi vincendo partite poi perdendo punti negli ultimi minuti di partite …. Con tutto rispetto per D’Aversa che ha fatto tanto lavoro positivo per r Parma .. Sembra che una specie di Black Negative Magic che sta accadendo … La mia modesta interpretazione è perché non abbiamo cambiato il nostro manager …. Il mio modesto suggerimento sarebbe stato Gede …. i cambiamenti sono stati più positivi che negativi …. tutti abbiamo croci che ci portiamo sulle spalle … alcune pesano più che altre …
    Cordialmente un Tifoso Crociato Giallo Blu

  • 23 Aprile 2021 in 11:08
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    Immagino. però i problemi seri sono incompatibili con l’essere tesserato per una società di calcio di serie A e percepire l’ingaggio più oneroso e aver giocato 20 partite in tre anni. Ci sono ambienti e mestieri più idonei.

  • 23 Aprile 2021 in 11:34
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    Vorrei capire quanto la società creda ancora ad una salvezza.
    Sarebbe meglio se razionalmente pensassero alla prossima stagione e lo dichiarassero senza ulteriori prese di posizione (ed in un certo senso anche di fondelli a noi tifosi).
    Ad ogni modo, magari inconsciamente, lo stanno già facendo, siccome il profilo twitter ufficiale del Parma si è messo a seguire la Lega B.
    Credo ci sia bisogno di coerenza e di una sana presa di coscienza da parte della società. Prima lo facciamo e prima (mi auguro) ne verremo fuori bene.

  • 23 Aprile 2021 in 13:18
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    All is fair in Love and War ,,,, Calcio is pacific War …. Tutto è lecito in amore e in guerra ,
    Come tutti ben sappiamo alcuni anni fa siamo stati castigati per andare da soli in 4a divisione …. Sì, come faccio sempre questa metafora di Cristo …. che è morto per noi …. siamo morti per Seria A .. … e come ho capito c’erano altre squadre che hanno mancato ai loro obblighi economici … ma per qualche motivo ” Funny Money – funky situation ” sono rimasti in A … Quello che sto arrivando è che ho l’impressione che il nostro Noble Il presidente Krause ha pagato tutti fino ad oggi ….. Sì, mi chiedo se questo sia il caso di altre squadre …. ho imparato nella vita … che “quasi” la legge è per tutti ….

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