GIAN CARLO CECI L’HA VISTA COSI’: “DOPO 30 PARTITE IL BILANCIO E’ SCONFORTANTE E DESOLANTE”

(Gian Carlo Ceci) – Come dicono i malvestiti “la speranza è che faccia un buon inverno”. E proprio alla speranza che qualcuna delle squadre che precedono i Crociati in classifica riesca, nel finale di torneo, a fare peggio, e molto, si deve affidare il Parma dopo la sconfitta con il Milan e, soprattutto, le vittorie di Spezia e, specialmente, del Torino che vincendo a Udine ha distanziato i ducali di sette punti e deve anche recuperare una partita con la Lazio.
Si aggiunga che, dopo trenta partite, il bilancio è desolante e sconfortante (solo 3 vittorie e 11 pareggi, peggior attacco e difesa se si esclude il Crotone) e a essere realisti è evidente che resta solo la speranza.
Questo anche perché con il Milan per un tempo, il primo, si è visto il “solito” Parma inguardabile, senza grinta e carattere e che ha avuto una reazione all’inizio di ripresa, ma un formidabile Donnarumma, con due eccezionali parate effettuate in rapida successione, ha impedito ai Crociati di ridurre lo svantaggio.
Poi, dopo un quarto d’ora, la partita ha cambiato volto per l’espulsione di Ibrahimovic che, sino a quel momento, aveva caratterizzato, nel bene e nel male, la partita del Tardini: nel bene perché è stato gran protagonista e decisivo, con i suoi assist, in occasione dei primi due gol dei rossoneri: nel male perché si è fatto cacciare dall’arbitro (riuscire a sapere cosa ha detto a Maresca per farsi espellere sarà uno dei tormentoni della settimana su tutti i media) e, oltre a consentire agli avversari di giocare trentacinque minuti in superiorità numerica, ha permesso ai Crociati di rimettere in discussione una vittoria che, alla fine del primo tempo, pareva sicura per la squadra allenata dal parmigiano Pioli.
La prima parte di gara, infatti, è stata nettamente dominata dagli ospiti: si è assistito a un monologo del Milan (sembrava di vedere il professore che impartiva lezioni allo scolaro) capace di realizzare due gol con disarmante facilità, agevolato da un’inconsistente difesa che è stata guardare i movimenti degli avversari, tanto da ricordare quando, in allenamento, si bada a non intervenire duramente per evitare infortuni. I rossoneri oltre a comandare, a piacere, la partita sono apparsi così superiori da far ipotizzare una ripresa senza storia: hanno segnato due reti con azioni da manuale del calcio (i due gol sono arrivati dopo ben 11 e 10 passaggi consecutivi) favoriti dall’inconsistente opposizione degli avversari che sembravano osservare ammirati le azioni e come riuscivano, palesando una disarmante superiorità, a manovrare gli ospiti.
Nella ripresa D’Aversa ha deciso di effettuare sostituzioni e il Parma ha dato segni di risveglio dal torpore dei minuti precedenti ed è riuscito, oltre a creare l’occasione sventata dal duplice straordinario intervento di Donnarumma, a realizzare una rete (ancora con un difensore, il generoso Gagliolo che ha dimostrato di avere fiuto del gol più degli attaccanti) che ha rimesso in discussione il risultato.
L’allenatore dei Crociati ha operato dei cambi (alcuni sempre troppo tardi) sostituendo, nell’intervallo, un nuovamente impalpabile e deludente Gervinho con Cornelius e, dopo quindici minuti, il solito macchinoso, poco produttivo, Hernani con Grassi, poi a sette minuti dalla fine ha giocato la carta della disperazione mandando in campo il giovanissimo sedicenne Traore (che così passerà alla storia come il più giovane esordiente in serie A del campionato 2020-2021) che con un dribbling infelice ha favorito, nei minuti di recupero, il terzo gol del Milan segnato in contropiede da Leao.
Purtroppo il nuovo assetto ha fruttato solo il gol del due a uno (è stato l’unico momento che le torri del Parma hanno avuto la meglio su quelle del Milan) e una continua pressione che ha indotto Pioli a cambi prettamente difensivi per contenere gli attacchi, in superiorità numerica, dei padroni di casa. L’allenatore dei rossoneri ha inserito due nuovi centrocampisti, Meitè e Krunic, un terzino, Dalot, per un attaccante, Saelemaekers, e poi un difensore forte di testa, Gabbia, e queste sostituzioni sono bastate al Milan per non più correre rischi e contenere le continue, generose, ma infruttuose, iniziative dei Crociati.
Quindi partita persa ancora con l’ennesimo rimpianto, questa volta per non aver saputo adeguatamente sfruttare, forza degli avversari a parte, il vantaggio di giocare con un uomo in più.
Adesso il Parma è atteso dalla, non certo facile, trasferta di Cagliari e chi ha seguito, in tv, la partita della formazione isolana con l’Inter avrà visto l’ottima prova della squadra rossoblù che non è certo apparsa in crisi.
Sarà ancora l’ennesimo scontro salvezza e, nuovamente, si deve parlare di ultima spiaggia, più che per il Cagliari, per gli ospiti che se vorranno alimentare, sia pur flebili, speranze di evitare la serie B dovranno portare a casa tre punti.
In Sardegna, insomma, il Parma deve fare proprio l’imperativo mussoliniano “vincere”: un successo, forse, potrebbe non consentire di evitare la retrocessione, ma sicuramente servirebbe per tenere viva la speranza. Gian Carlo Ceci

Stadio Tardini

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12 pensieri riguardo “GIAN CARLO CECI L’HA VISTA COSI’: “DOPO 30 PARTITE IL BILANCIO E’ SCONFORTANTE E DESOLANTE”

  • 12 Aprile 2021 in 12:17
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    Un Cagliari che ha tenuto testa alla capolista fino a 10 dalla fine ci distrugge. Almeno però evitiamo figuracce.

  • 12 Aprile 2021 in 13:04
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    il cagliari ha in rosa giocatori che noi possiamo solo sognarci……….e l ultima spiaggia è per loro di sicuro non per noi perchè il titolo del articolo di Chiesa fotografa perfettamente la nostra situazione” IL CAMPIONATO SI è STANCATO DI TENDERE LA MANO PER ASPETTARE IL PARMA”……abbiamo buttato alle ortiche almeno 5 partite( fiorentina quella peggiore,poi spezia benevento sassuolo udinese genoa ) per poter rimettere in piedi la baracca e le abbiamo sprecate, il cagliari interromperà la striscia negativa proprio contro di noi……peccato perchè il tempo per salvarci c era e con un mercato di riparazione adeguato avremmo potuto tirarci fuori

    • 12 Aprile 2021 in 14:07
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      Lo hai detto il Cagliari ha un organico che neanche ci sogniamo, e così l’anno precedente e l’anno prima ancora rispetto a noi, eppure quasi ogni anno lotta per salvarsi o quasi, e quest’anno ha solo due punti in più di noi, come mai? Colpa degli allenatori? O colpa di certi giocatori magari sopravvalutati o che hanno annusato l’aria dei grandi club e che a Cagliari rendono meno del previsto? A volte tra giocatori e allenatore si crea una certa alchimia e unità di intenti e giocatori sottovalutati rendono al di sopra delle loro capacità e viceversa. La sensazione è che certi giocatori a Parma abbiano raggiunto il capolinea, così come l’allenatore che vi era arrivato lo scorso campionato. Non vi è nessuna certezza che se avessimo preso a gennaio Naingolan e company, ci saremmo sicuramente salvati con questo allenatore, anche perché non abbiamo più il Gervinho degli altri anni, Kulusewski che aveva le stigmate del fuoriclasse, l’età anagrafica cresciuta di un anno per i Kuko i Kurtic gli Alves ecc.
      In più metti che il nostro Mister si è messo in testa per forza di cose forse o per volere dimostrare qualcosa, come continua a ripetere Gianni Barone di giocare un calcio più propositivo con maggiore possesso palla, ma di conseguenza meno arroccato in difesa e con la difesa che si ritrova sono stati guai, è stata una annata maledetta iniziata e destinata a meno di miracoli tipo “Lazzaro alzati e cammina”a finire male. Quindi prima di buttare la croce sul responsabile degli acquisti ci penserei un attimo.

    • 13 Aprile 2021 in 00:50
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      No, con un allenatore diverso (o che si fosse comportato diversamente)… Far giocare Mihaila ogni volta che fosse possibile, idem Man,… Non Gervinho!!!

    • 13 Aprile 2021 in 00:52
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      Abbiamo preso tanto giocatori e buoni ma sono stati impiegati poco o troppo tardi… Il comandante della nave alias D’aversa per me è responsabile quasi interamente della situazione attuale…

  • 12 Aprile 2021 in 13:42
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    Il Cagliari sabato ci asfalta

    • 12 Aprile 2021 in 20:32
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      Il Cagliari ha già dato con Carli e non essendo Giulini masochista lo ha prontamente defenestrato. Se veramente qualcuno in Wyoming, Olanda o Spagna ha intenzione di confermare il toscano sulla base di non so cosa è veramente la fine perché significa altre sue stagioni buttate. I danni dell’uomo infatti si propagano oltre la stagione dell’esonero e sono necessari due anni per la pulizia.

      • 13 Aprile 2021 in 15:08
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        Davide carli ha cagliari ha finito al 10 posto prendendo a gratis naigolan e Simeone e cragno ……… spendendo la metà di chi c è adesso ……..l empoli con sarri e carli e andato in A e giocava benissimo si è salvato spendendo 2 eur e facendo plusvalenze se vuoi dare colpe dalle a Krause e lui che vuole i giovani chiedi a lucarelli se non credi a me e capirai che carli ha fatto i miracoli a parte che solo con mihala e man fa più plusvalenze di faggiano in 3 anni , ti saluto

        • 14 Aprile 2021 in 00:41
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          Hai ragione, punto.

  • 13 Aprile 2021 in 07:24
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    La sensazione è che al Parma ci vorranno due anni a fare pulizia della gestione: 7, Faggiano, D’aversa. La rifondazione andava eseguita prima, ma per forza di cose l’uomo dell’ IOWA è arrivato in ritardo, la seconda parte questa estate, speriamo basti per tornare immediatamente dal purgatorio.

  • 13 Aprile 2021 in 12:29
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    Se fanno ancora una squadra di giovani in b ci restiamo

  • 15 Aprile 2021 in 22:00
    Permalink

    Colpa di Carli… colpa di D’Aversa…ma cavolo, in campo ci vanno i giocatori, quelli che sfrecciano in Porsche cabrio sulla tangenziale verso Collecchio! Tutti divi fuori e amebe in campo, tifos, scantiv un po’

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