sabato, Febbraio 24, 2024
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GIAN CARLO CECI L’HA VISTA COSI’: “LA BELLA PROVA CON LA JUVE FA CRESCERE I RIMPIANTI PER QUEL CHE AVREBBE POTUTO ESSERE IN QUESTA STAGIONE E CHE NON E’ STATO…”

(Gian Carlo Ceci) – Il Parma che in questo campionato si vorrebbe sempre vedere si è visto per, quasi, tutto il primo tempo a Torino. Contro la corazzata Juventus, Campione d’Italia e che ha vinto consecutivamente gli ultimi nove scudetti, i Crociati hanno ben figurato anche se sconfitti con due gol di scarto.
Il tre a uno finale, infatti, è l’ennesimo punteggio ingiusto di questa infelice, certo non fortunata, stagione, immeritato per quanto mostrato sul campo non solo nella prima parte del confronto, dal Parma che ha fatto “soffrire” i padroni di casa con una prova complessivamente positiva, sorprendente per chi ha visto le ultime prestazioni della squadra allenata da D’Aversa.
Questa volta il tecnico non solo ha indovinato la formazione iniziale mostrando, forse perché sapeva che non aveva nulla da perdere considerato chi doveva affrontare, un inusuale coraggio e abbandonata l’infelice idea di schierare un centrocampista a fianco delle punte, ha mandato in campo un vero 4-3-3 richiedendo, in particolare agli attaccanti, di infoltire il centrocampo e sacrifici in fase di contenimento. Così si è visto ripiegare e impegnarsi difensivamente, come poche altre volte, il ripresentato, ancora polemico quando è stato sostituito, Gervinho (che in fase offensiva non è riuscito a rendersi pericoloso: gli scatti e gli irresistibili affondo sono un ricordo e certo pesano gli infortuni e l’età che avanza) e altrettanto ha fatto Man che, però, non abituato a marcare, ha colpevolmente e non adeguatamente contrastato Alex Sandro in occasione dei gol segnati dal brasiliano.
Reti che sono arrivate tutte, ancora, su palle alte (due di testa dopo calci da fermo) per errori di piazzamento e disattenzioni a ulteriore dimostrazione che questo è il punto debole di una difesa che, ben diversamente dal passato, mai è apparsa insuperabile.
Praticamente per tutta la prima parte della gara non abbassandosi, come nell’ultima partita a Cagliari, ma iniziando a contrastare alti gli avversari, giocando con concentrazione e facendo densità a centrocampo, i Crociati sono riusciti a interrompere tutte le linee di gioco e a impedire il giro palla alle “stelle” della Juventus che hanno brillato poco e sbagliato molto: solo in pochissime occasioni sono riusciti a minacciare pericolosamente la porta difesa dall’esordiente Colombi (giustamente inserito da D’Aversa al posto del tanto criticato, per le poche uscite e la sua immobilità sulla linea di porta, Sepe) tanto è vero che i gol dei bianconeri portano la firma di due difensori.
Il Parma ha fatto sperare nel colpaccio quando Brugman, con una splendida, forte e calibrata, punizione a spiovere, favorita da un pavido Ronaldo che in barriera, contrariamente ai compagni, non è saltato, ha battuto il longevo fenomeno Buffon (giusto definirlo così perché si è rivelato il portiere più forte di tutti i tempi almeno per chi ha visto il calcio dagli anni Cinquanta a oggi) che non ha accennato alla parata: così sono andati in vantaggio gli ospiti che nel primo tempo hanno giocato meglio dei bianconeri apparsi poco incisivi, privi d’idee, molto imprecisi, e che, per i tanti errori di appoggio e passaggio, non sono riusciti a sviluppare manovre articolate.
Poi il Parma ha subito l’ennesima rimonta (l’illusione di portare a casa un certo clamoroso risultato è durata poco più di venti minuti) è si è dovuto arrendere alla superiorità tecnica di una Juventus che ha sicuramente dei problemi e che non è apparsa l’irresistibile armata vista all’andata quando ha giocato al Tardini, probabilmente perché si è trovata di fronte un avversario che non si aspettava: questo ha creato inattesi problemi alla squadra di Pirlo (che ritenendo “facile” la partita non ha schierato molti titolari) fatto perdere sicurezza e innervosito i padroni di casa, in particolare lo strapagato Ronaldo che, stizzito, si è fatto ammonire per aver violentemente calciato lontano il pallone a gioco fermo.
Nel primo tempo, quindi, si è visto un bel Parma che certo ha subito nella ripresa, ma, sia pure a sprazzi, anche in questo parziale i ducali, dopo essere stati rimontati e aver assorbito la seconda rete dei bianconeri, sono riusciti a rendersi pericolosi e hanno sfiorato il gol prima con Grassi, conclusione di poco a lato, poi nel finale con il subentrato Karamoh (che ancora una volta ha dimostrato di non “vedere” la porta avversaria) e soprattutto, al ventesimo, quando hanno avuto una grande occasione per rimettere in parità l’incontro con un violento colpo di testa di Osorio che, con l’ex Buffon battuto, è stata respinta sulla linea di porta da Arthur e questo ha fatto ipotizzare come, in effetti, poi è avvenuto che agli ospiti non sarebbe stato possibile portare a casa un risultato positivo: un altro, l’ennesimo, segnale negativo di una stagione non fortunata, iniziata male e continuata peggio.
Con la prova di Torino crescono i rimpianti per quel che poteva essere e non è stato e ora si attende dai Crociati l’ennesimo riscatto sabato quando, al Tardini, arriverà il Crotone, fanalino di coda della classifica, che non è ancora matematicamente retrocesso come la squadra allenata da D’Aversa che necessita di un risultato positivo per non sentirsi già in serie B ed essere coinvolta nella lotta per evitare l’umiliante ultimo posto. Gian Carlo Ceci

Stadio Tardini

Stadio Tardini

Un pensiero su “GIAN CARLO CECI L’HA VISTA COSI’: “LA BELLA PROVA CON LA JUVE FA CRESCERE I RIMPIANTI PER QUEL CHE AVREBBE POTUTO ESSERE IN QUESTA STAGIONE E CHE NON E’ STATO…”

  • Domani almeno vinciamo per evitare l’ultimo posto, che sarebbe l’onta finale.

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