IL GALLO DI CASTIONE / CHE FATICA FINIRE CALCISTICAMENTE IN CROCE PURE PER PASQUA

(Il Gallo di Castione) – Oggi volevo scrivere qualcosa di toccante sul futuro del Parma, ma niente… Toccatevi da soli. Ma che fatica finire anche calcisticamente in croce pure per Pasqua. Nella ridente località della bassa, in quella villa animata dai tifosi del Parma, ormai siamo stanchi. Facciamo un patto con la Svezia. Loro ci spiegano il corona virus senza zone rosse e noi gli rendiamo tutte le matite rubate all’Ikea. Uno studio dice che le persone che dicono parolacce siano fra le più oneste in quanto la parolaccia è uno dei modi più sinceri di esprimere le emozioni, quindi vaffanculo al virus e alla stagione di merda del Parma, e ci aggiungo – che ce l’ho sul gozzo – le donne col gambaletto colore brodo: sappiate che sarete retrocesse anche voi come il Parma. In questo pianeta intristito dal virus esiste un solo stato al mondo in cui la gente è tutta carina, simpatica, divertente: si chiama stato d’ebrezza. E noi perseguiamo metodicamente l’oblio, perché la realtà non ci aggrada, ci rattrista, ci tedia. E poi il prosecco è più buono della gazzosa e le cotolette son più gustose del tofu: come diceva mia nonna, nella vita non si finisce mai di impanare, e a Villa Bernarda siamo viziosi, amiamo lo bsonto e i cibi grassi, così se Biancaneve fosse stata di Castione la strega, per tentarla, avrebbe dovuto provare, come minimo, con la torta fritta. Ma proviamo ad occuparci della partita del Parma, ennesima ultima spiaggia, altra partita decisiva: sotto la più bella coda del pavone (o del cugino fagiano, foto a lato) si nasconde il più volgare culo di pollo. Il bel gioco del Parma ci ha dato speranza, ma ora siamo arrivati al culo. Inutile dimostrare di essere superiori a tante squadre ed essere ormai con un piede e mezzo in serie B. Altri due gol subiti su calcio piazzato. Altra partita con un Sepe senza parate e due gol nel sacco. Un altro gol dall’area piccola senza intervento o tentato intervento del portiere. A basta, alla fine Krause era con le mani congiunte, come se pregasse (poi l’ha fatto davvero Domenica in Duomo a Parma), invece i tifosi del Parma hanno smesso di pregare perché han finito le Madonne, han finito le mollette per stendere i veli pietosi. Un tifoso cattivo ha augurato all’indolente Gervy un attacco di diarrea, con solo coriandoli per pulirsi. Io lo biasimo, ‘sto tifoso, anche se sono giustamente critico col giocatore, se non altro per l’indolenza con cui è uscito dal campo mentre stavamo perdendo. Chissà se in quei dieci secondi persi ci stava un tiro in porta, chissà se l’energia che non ha dato a chi subentrava è mancata in campo, mentre ad esempio Hernani, sostituito, era incazzatissimo, inquadrato in panchina, perché il Benevento perdeva tempo. Ci hanno annullato il gol del vantaggio per un fallo di ostruzione del Gervy, ma è un ingiustizia. Il Gervy non si è mosso in quell’azione, non si è mosso per tutta la partita e non si è mosso per tutto il girone di ritorno, dall’ “infortunio” di Natale passato in Africa alla scorsa settimana, passata sempre in patria per una “convocazione” in nazionale dove non era neanche in panchina. Caro allenatore, non possiamo permetterci di giocare in dieci: meglio un Miha zoppo, un Brunetta intristito dalla panchina, persino un Grassi fuori ruolo che un veterano scoglionato che non si propone, tiene palla dieci secondi prima del regolare retropassaggio, perde palloni e non contrasta. Poi potremmo recriminare per una punizione dal limite negata e un paio di Var non guardati per possibili falli in area, ma la moviola in campo non evita le storture. Fatto ne è che ci va tutto male, fatto ne è che i problemi non cambiano, ma a un certo punto della vita e di sto campionato decidi di guardare sempre avanti. No, non è saggezza: è che quando ti viene la cervicale – o butti via tanti punti – girarsi indietro è doloroso. Però, caro D’Aversa, non preoccuparti: ho tirato indietro la sveglia del leone in Africa, così la gazzella fa colazione con calma e il Parma ha tutto il tempo per salvarsi e sono sicuro che ce la faremo, anche perché è meglio essere ottimisti e avere torto che essere pessimisti e avere ragione (cit. Einstein).  Il Gallo di Castione

Stadio Tardini

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6 pensieri riguardo “IL GALLO DI CASTIONE / CHE FATICA FINIRE CALCISTICAMENTE IN CROCE PURE PER PASQUA

  • 6 Aprile 2021 in 14:39
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    Gervinho in tribuna fino a fine stagione e poi vediamo di guadagnarci quei pochi soldi che ancora vale cedendolo.

  • 6 Aprile 2021 in 19:13
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    A proposito delle matite da rendere all’Ikea…credo che saremo tutti d’accordo se proponessimo un nuovo soprammobile agli alti dirigenti svedesi…una bella statuetta di Gervy che in commercio di piu’ immobile non c’e !
    Sperare, altro non possiamo fare, sperare in un miracolo, sia che Ikea acquisti la statua e…intanto cominciamo battendo il diavolo …dopo Pasqua..ci sta !

    • 6 Aprile 2021 in 20:01
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      Attendiamo di fare questo esorcismo è di battere il diavolo. Tutto può succedere, intanto il grande procuratore di Sepe lo sta accasando ad Empoli, che guarda un Po è anche dove Carli ha fatto il DS per tanti anni.

      • 7 Aprile 2021 in 23:02
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        Ma si, regaliamolo all’Empoli e portiamo a casa il portiere della Cremonese che x la B va benissimo ed è un ottimo prospetto.

        Sepe va a caghèr at pèr un plìnt.

        • 8 Aprile 2021 in 03:52
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          Come si chiama il portiere della cremonese?

  • 6 Aprile 2021 in 20:46
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    Grande coppia carli e sepe….

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