L’insostenibile leggerezza del pallone, anno terzo / NON SI PUO’ MORIRE DENTRO

(Luca Tegoni) – La partita del Parma è cominciata dopo l’intervallo. Il primo tempo è stato desolante, incomprensibile in tanti aspetti, sia tecnici sia tattici. Passaggi e controlli imbarazzanti, mobilità assente, schieramento d’attacco insensato. Troppe volte Man e Gervinho a fare la mezzala con Hernani e Kuko larghi e Pellè che non ne becca una. Il Benevento rimane ordinatamente dietro e approfitta della ormai proverbiale dabbenaggine difensiva dei crociati che, in occasione dei calci da fermo degli avversari, subisce inevitabilmente il goal. Visto che è una costante di questo anno mi sembra che il problema sia sorto l’anno scorso alla ripresa del campionato. Gli stessi problemi che si manifestavano allora, probabilmente per un decadimento delle prestazioni di Bruno Alves, non sono stati risolti e, attualmente, non sembra che ci sia chi guidi con profitto la difesa, cosicché, per gli avversari, è uno scherzo segnare ogni partita sempre nello stesso modo.

Durante il primo tempo mi veniva in mente una canzone di Gianni Bella, Non si può morire dentro, e d’impeto sembrava che invece fosse possibile, con tutta evidenza. Una squadra morta senza idee e senza volontà.

Il secondo tempO, invece, sembra portare un soffio vitale, una reazione che, quanto meno, porta il Parma ad approfittare degli errori difensivi del Benevento. Così il Parma pareggia su azione da calcio d’angolo. Il portiere ribatte un colpo di testa ravvicinato di Bani (mi sembra) e Kurtic ribatte di testa in rete, solo in mezzo all’area.

Pochi minuti dopo il Parma passa in vantaggio con un altro colpo di testa, questa volta di Gagliolo dopo una punizione battuta da sinistra. Con l’ausilio del VAR l’arbitro annulla, motivazione poco chiara.

Comunque la partita è viva, la morte apparente del primo tempo non si ripropone, trattavasi probabilmente di catalessi. Così, tanto per non smentirsi il Parma ne becca un altro e torna in svantaggio. Solita amnesia, Ionita arriva e ringrazia di testa da centro area. Si teme il tracollo, invece il Parma si produce in una insperata reazione che lo porta al meritato pareggio. Bella la sponda di Cornelius per Man che al volo di sinistro marca la sua prima rete in campionato. Negli ultimi venti minuti il Parma sfiora il goal in più di una occasione ma riesce solo a pareggiare.

È solo a causa di avversari compiacenti che il Parma tiene viva la speranza, perdono tutti in zona retrocessione (il Toro sta giocando contro la Juve, vedremo).

Pareggio poco stimolante a Benevento. Due a due. Luca Tegoni

Stadio Tardini

Stadio Tardini

One thought on “L’insostenibile leggerezza del pallone, anno terzo / NON SI PUO’ MORIRE DENTRO

  • 4 Aprile 2021 in 00:33
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    La nostra unica speranza è sperare che ci si salvi con 32-33 punti, in modo che nelle ultime giornate bastino 3 vittorie contro squadre senza più obiettivi.

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