PAROLE CROCIATE, di Luca Ampollini / TATTICA E SISTEMI DI GIOCO C’ENTRANO POCO, I VERI PROBLEMI SONO ALTRI

(Luca Ampollini) – Stiamo assistendo ad una stagione, sportivamente parlando, drammatica e avvilente, densa di delusioni e amarezze; sarebbe stato preferibile, al limite, perdere in modo più netto e deciso tante partite, piuttosto che subire sistematiche, incredibili rimonte che rendono tutte queste battute d’arresto ancora più amare e crudeli. Ma non mi soffermo, quest’oggi, a parlare di sistemi di gioco o di alchimie tattiche come possibili conseguenze dei continui, irrisolti problemi della squadra perché, io credo, le cause di questa infausta annata sono ben altre. Dopo l’avvento di D’Aversa, soprattutto, abbiamo visto svariati sistemi di gioco e più interpreti con risultati sempre negativi: dal 4-3-3 iniziale, si è giocato sovente a gara in corso col 5-3-2, passando al 4-4-2 visto col Milan, ma i miglioramenti, a livello di risultati non ci sono mai stati. C’è stata l’alternanza di tutti i centrali a disposizione, gli esterni schierati a rotazione, Conti, Laurini, Busi da una parte, Pezzella e Gagliolo dall’altra, a centrocampo si sono avvicendati, nel ruolo di regista, Brugman, Kurtic e ogni tanto Hernani, davanti, oltre ai soliti noti, si è visto spesso Kucka alto a destra o a sinistra come ieri, o all’occorrenza schierato, vista la cronica assenza di prime punte, anche come centravanti, il tutto coi soliti poco incoraggianti risultati. Si è passati a partite dove c’è stato un predominio di possesso palla (maledetta statistica!) con più costruzione, ad altre dove c’è stata una maggiore ricerca di gioco verticale, con un preminente presidio del reparto arretrato, stile D’Aversa della “prima ora”, come accaduto peraltro ieri sera, ma si è spesso, troppo spesso, comunque perso. E’ evidente, quindi, vedendo tutti i tentativi, i cambiamenti effettuati non portare alcun risultato, che il problema non è tattico, ma va ricercata altrove la causa dei problemi che attanagliano la squadra. La mia sensazione è che, all’inizio di questa stagione, si sia sopravvalutato lo “zoccolo duro” di questa formazione, quei senatori arrivati “svuotati” alla fine di un ciclo di 4 anni di grandi successi. Il modo molto stressante e “guidoliniano” di D’Aversa, portato a lavorare sulla testa dei giocatori h24, ha permesso in questi anni di ottenere il 120% da questi calciatori, che sono arrivati scarichi e consumati  all’inizio di questa annata. Non si poteva, altresì, pretendere che i tanti giovani arrivati, a mio parere non così scadenti come si vuole far credere, potessero emergere e guidare la squadra senza un ausilio concreto da chi era in rosa da anni. Si evince tutto questo valutando il rendimento di tutti quelli che negli ultimi anni hanno trascinato il Parma: non uno che abbia ottenuto un rendimento accettabile nel corso della stagione. Non si è altresì programmato per tempo il logico, fisiologico tramonto di Alves: la mancanza di un leader difensivo delle sue qualità è mancato enormemente nello scacchiere difensivo, spesso in difficoltà per carenze tecniche, ma soprattutto caratteriali, che potevano essere colmate con un vero leader come il portoghese in campo. La squadra, da Liverani a D’Aversa è migliorata esponenzialmente a livello di gioco, personalità e segnature (ora si va in gol con assoluta regolarità), ma i risultati sono sempre avvilenti. Si prendono reti, oltretutto, con disarmante facilità e, al netto delle attenuanti sopra esposte, non si può non imputare al tecnico le responsabilità di non aver toccato le corde giuste su una squadra, sì scarica, ma dalla quale era legittimo, a livello mentale e di concentrazione soprattutto, ottenere ed esigere qualcosa in più soprattutto a livello difensivo, visto che davanti il problema dei gol non fatti, delle occasioni non create, sono stati brillantemente risolti. Ma l’aspetto più incredibile e sconfortante è fare queste analisi a 7, dico 7, giornate dalla fine: nemmeno il peggior pessimista disfattista credo potesse pensare a inizio stagione che potessimo essere praticamente retrocessi a un mese e mezzo dalla fine del campionato. Luca Ampollini

Luca Ampollini

Luca Ampollini, classe 1973, giornalista pubblicista dal 2005, ha cominciato a Radio Onda Emilia nel 1998, prima con il commento delle azioni più importanti delle partite di campionato sulle radiocronache di Gianluigi Calestani, poi con la conduzione della trasmissione post partita “Diretta Stadio”. Passa successivamente alla Tv, su Teleducato, commentando il posticipo della domenica sera di serie A a Calcio e Calcio, condotto da Fulvio Collovati. Passa, quindi, alla neonata Teleducato Piacenza come telecronista delle partite del Fiorenzuola in serie C2 e nel 2000-01 commenta, sempre per Teleducato Piacenza, le partite del Piacenza Primavera. L’anno successivo torna a Parma e diventa il telecronista del Parma calcio fino al 2008. Partecipa a Calcio e Calcio, prima come opinionista poi come conduttore in 3 edizioni dal 2005 al 2008. Nella stagione 2004-05 conduce Calcio e Calcio Speciale Coppe e i collegamenti esterni nell’edizione di Calcio e Calcio condotto da Fulvio Collovati. Dal 2005 al 2008, è responsabile della redazione sportiva di Teleducato e, oltre a Calcio e Calcio, conduce Calcio d’Estate prima di passare a Tv Parma dove partecipa come opinionista a Pronto chi Parma e come conduttore, con Carlo Chiesa, delle due trasmissioni “A tutta A“ e “A tutta B”. Dopo alcuni anni in cui collabora come opinionista fisso anche a "Bar Sport" torna a Teleducato dove partecipa come opinion leader a Calcio e Calcio fino al 2018. Con la fusione delle due televisioni continua la sua collaborazione, tuttora in corso, con 12 TV Parma e con Calcio e Calcio. Oltre alle centinaia di telecronache e conduzioni ha collaborato, commentando alcune partite del Parma con le emittenti radiofoniche Radio Bruno (Coppe Europee) e Lattemiele (Campionato). E’ lo speaker ufficiale del Parma calcio allo Stadio Tardini dal 2015

11 pensieri riguardo “PAROLE CROCIATE, di Luca Ampollini / TATTICA E SISTEMI DI GIOCO C’ENTRANO POCO, I VERI PROBLEMI SONO ALTRI

  • 19 Aprile 2021 in 07:49
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    No, diamo a Cesare quel che è di Cesare.
    Il compianto (eufemismo) Velenoso che saremmo retrocessi ad Aprile lo aveva detto a Ottobre.
    Sarà felice di aver avuto ragione. Io un po’ meno.
    Ma è retrocessione meritata, quindi sia. Pensiamo al prossimo campionato… e al derby… anche se i cugini non stanno messi meglio di noi.

  • 19 Aprile 2021 in 08:13
    Permalink

    È no è , stavamo giocando una buona partita, vincendo 3 a 1, con un gol preso si nell’area piccola ma dal miglior colpitore di testa del campionato, ma articolavamo ancora azioni pericolose,
    se ci pensi bene in tutte le partite in cui siamo stati ripresi da situazione di doppio vantaggio c’è stato il cambio da 4 a 5 in difesa, e in questo caso con l’aggravante di avere tolto Man che avrebbe servito palloni deliziosi ad uno scatenato Mihaila, ricordati che passare a 5 vuole dire togliere un giocatore che fa densità davanti alla difesa per metterlo in area e aumentare il potenziale difensivo sugli eventuali cross, ma mai cercare di evitarli questi eventuali cross passando ad un più equilibrato 4 4 2 ? No le colpe di D’aversa sono evidenti.

    • 19 Aprile 2021 in 09:02
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      Solo per fare informazione: Man e’ stato tolto perche’ era cotto, non ne aveva piu’

      • 19 Aprile 2021 in 12:34
        Permalink

        Questo credo sia tua opinione soltanto, aveva appena arato il campo scartando due giocatori e con violenza tirava in porta….alla faccia di chi era stanco !
        Con la tua analisi poi nell’articolo hai ampiamente rivalutato Liverani.

        • 19 Aprile 2021 in 16:04
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          Come detto sto facendo INFORMAZIONE, non sto esprimendo un parere, Man e’ uscito perché non ne aveva più, questa e’ la verità, dopo pensala come credi, no problem

          • 19 Aprile 2021 in 18:03
            Permalink

            Indubbiamente fai una buona informazione, ma non ho colto nemmeno dal mister dichiarazioni che fosse cotto.
            Si era sacrificato molto è stato ciò che ha detto.
            Cmq Ampollini stanco o no quando siamo in vantaggio il mister ha sempre zavorrato la difesa dalla notte dei tempi.
            Questo mi pare un dato innegabile e sempre abbiamo pagato dazio.
            Spezia Parma per esempio.
            Questo mi pare che tatticamente c’entri qualcosa.
            Almeno è la mia modesta opinione.
            Buon lavoro

    • 19 Aprile 2021 in 12:36
      Permalink

      Ti quoto in pieno !!!!!

    • 19 Aprile 2021 in 12:41
      Permalink

      Ti do ampiamente ragione!

    • 20 Aprile 2021 in 22:57
      Permalink

      Perfettamente d’accordo. A Cagliari, come in tutte le partite in cui si è trovato in vantaggio, D’Aversa ha riempito la squadra di difensori, arretrando il baricentro, e invitando le squadre avversarie, in alcuni casi ormai moribonde e battute, a trovare nuova spinta ed entusiasmo. Mi dispiace dirlo ma x me D’Aversa ha enormi colpe x l’esito di questa stagione, a cominciare dalla sua testardaggine a far giocare, sempre e comunque, giocatori fuori forma e senza motivazioni, a discapito di altri che, quando sono stati impiegati, hanno dimostrato di avere il fuoco nelle vene (è inutile fare i nomi, tanto sono sempre quelli)!!!
      Come tutti, spero che il nostro grande ed entusiasta presidente, tragga le giuste conclusioni e si liberi delle zavorre che ci hanno affossato in questa stagione

  • 19 Aprile 2021 in 13:41
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    Tengo a precisare che non mi sto facendo i complimenti da solo ma non mi ha ‘agganciato” al messaggio inviato sopra da Luca Z.

  • 19 Aprile 2021 in 17:33
    Permalink

    Come scritto due giorni fa, abbiamo perso ben 21 punti da posizione vincente. Penso sia un record.

I commenti sono chiusi.

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