TATTICA-MENTE, di Patrick Fava / PER LA BELLA RIPRESA DECISIVI IL CAMBIO DI STRATEGIA E DI UOMINI DI D’AVERSA

(Patrick Fava) – Il Parma di Roberto D’Aversa ottiene un pareggio, 2-2, col Benevento al Ciro Vigorito, un risultato che sta bene ai locali e non ai gialloblù che vedono rimanere intatte le distanze dal quart’ultimo posto, ma con una giornata in meno alla fine del campionato. Quattro punti da recuperare con ancora nove partite da giocare e con 27 punti a disposizione, rendono ancora possibile il raggiungimento dell’obiettivo salvezza dei Crociati, i quali, nel prossimo turno, saranno attesi dalla difficilissima sfida interna col Milan dell’ex Stefano Pioli. A Benevento D’Aversa dispone in campo la sua squadra con il consueto 4-3-3 con il rientro di Gervinho dal 1′ che insieme a Pellè e il romeno Man vanno a formare il tridente d’attacco; da segnalare la fiducia data a Laurini sull’out di destra e l’impiego di Hernani al posto di Kurtic nel ruolo di mezzala sinistra. Il Benevento di Inzaghi si schiera con il 3-5-2, proponendo la coppia Gaich e Lapadula in attacco con Improta e Depaoli sugli esterni. Il Parma prova a fare la partita col Benevento raccolto nella propria metà campo cercando di chiudere le linee di passaggio centrali e comprimere gli spazi tra le linee: ne consegue che la manovra vede coinvolgere maggiormente i due esterni bassi Gagliolo e Laurini sui quali escono in pressione le due mezzali Hetemaj e Ionita. I Crociati cercano di creare una superiorità numerica esterna per dilatare le maglie avversarie con Kucka ed Hernani pronti a dare ampiezza, ma seguiti da vicino dai quinti avversari, con conseguente movimento dentro il campo di Man e Gervinho sui quali escono con tempestività, rompendo la linea in anticipo i due braccetti della difesa a 3 Tuia e Barba: al Parma, quindi, è consentita solamente la palla lunga verso Pellè in 1>1 contro Glik, che nella prima frazione non è stata quasi mai utilizzata. Il Parma, nei primi 45′, non è riuscito a creare una vera azione degna di nota (non che gli avversari abbiano fatto molto di più), in particolare è apparsa evidente l’incapacità nel leggere lo spazio concesso dagli avversari e la staticità dei giocatori sopra la linea della palla. I Ducali sono sempre stati abili nel lasciare il pallino di gioco agli avversari, cercando poi di colpire con fulminee ripartenze, ma nella situazione di classifica nella quale si trovano risulta evidente che, per poter risalire la china, dovrebbero prendersi qualche rischio in più, provando ad alzare il baricentro con il rovescio della medaglia di trovarsi di fronte avversari chiusi nella propria metà campo. I Crociati fanno tremendamente fatica nel giocare contro squadre con una difesa posizionale bassa: il veloce scorrimento del pallone, il buon scaglionamento sul terreno di gioco, scambi di posizione, giocate a muro, fissamento della linea difensiva avversaria, velocità di pensiero e buona lettura degli spazi, sono caratteristiche fondamentali per giocare contro squadre che attuano un baricentro basso, tutti elementi che non sono puramente nelle corde dei nostri portacolori, che prediligono, per caratteristiche, attaccare in campo aperto. La strategia del Parma in fase di possesso, nella prima frazione, si è quindi battuta sul muro difensivo dei giallorossi, i quali non hanno avuto difficoltà nell’arginare il gioco corto, ricco di errori tecnici e di decisioni errate nell’ultimo terzo di campo. Il Benevento si è limitato a controllare gli spazi cercando di colpire con veloci transizioni, lasciando ben volentieri l’iniziativa ai nostri, sfruttando poi il marchio di fabbrica, ossia le palle inattive. Gli uomini di D’Aversa soccombono al minuto 23, complice uno schema preparato ad hoc dagli uomini di Pippo Inzaghi che sfruttano i difetti della disposizione a zona con le due basse 5+3 composta dagli ospiti: i campani non battono direttamente, ma giocano corto, andando dalla parte opposta, schierando 6 uomini in area, ma disposti inizialmente con due gruppi da 3 distanti tra loro, prima della giocata diretta due giocatori si spostano verso il secondo palo, lasciando solo Glik dalla parte opposta, che sfrutta la sponda di un compagno, con Gagliolo nella circostanza sovrastato dal proprio avversario, ribadendo in rete da pochi passi, complice l’atteggiamento passivo di Kucka che si limita a guardare il pallone senza avvertire il pericolo. Il Parma si trova in svantaggio senza aver subito alcun tiro in porta su azione, e potrebbe capitolare ancora su un’azione analoga pochi minuti più tardi. Non succede nulla fino al 43′ quando un passaggio di Barba mette in moto la combinazione tra le due punte, con quella più vicina, Lapadula, che lascia sfilare per quella più lontana, andando ad attaccare la linea: in questo caso Osorio, ancora una volta, si lascia ingannare così come già successo col Genoa, ma l’imprecisione di Lapadula e la buona copertura sul primo palo di Sepe salva i crociati dal 2-0 che sembrava già fatto. Nella ripresa D’Aversa toglie Laurini per Busi e Brugman per Kurtic: i Crociati mantengono lo stesso sistema di gioco in fase di non possesso, ma cambia quella di possesso mutando in un 3-1-5-1, col solo Kurtic davanti alla difesa e con Kucka Man e Gervinho a supporto di Pellè, con Busi ed Hernani a dare massima ampiezza. D’aversa ha capito che il Parma avrebbe dovuto puntare sulla costruzione diretta sulla cattura delle seconde palle, andando a creare una superiorità nella zona centrale, mettendo in evidenza la poca predisposizione di Schiattarella in questo tipo di situazioni. Il Parma alza il baricentro e cambia la strategia: si comincia a catturare le seconde palle e si risale il campo più velocemente, cosa che nella prima frazione non è mai successa. Al 54′, sugli sviluppi di un corner, arriva il gol di Kurtic che sfrutta un colpo di testa di Bani, trovandosi libero di colpire davanti a Montipò. Il gol scuote i gialloblù che potrebbero raddoppiare ancora su azione da palla inattiva, ma una posizione irregolare alquanto discutibile decretata dal direttore di gara Massa via VAR, di Gervinho, rende inutile il gol siglato da Gagliolo. Il Parma, pur non brillando, è in partita, ma al 65′ arriva la doccia fredda, al 3° corner consecutivo per le Streghe (e già al 2° c’erano state avvisaglie di pericolo…) Hernani si perde Ionita che di testa mette alle spalle di Sepe per il momentaneo 2-1. Per il Parma è una mazzata tremenda, ma reagisce e potrebbe pervenire al pareggio subito dopo con una conclusione di Gervinho che sfrutta una sponda aerea di Pellè a seguito dell’ennesima costruzione diretta della ripresa. D’Aversa inserisce Cornelius al posto di Kucka e Mihaila per un Gervinho che contro squadre chiuse sembra non poter dare il supporto che da lui ci si aspetta, il sistema di gioco diventa, in fase di possesso, un 3-1-4-2 iper-offensivo con Man e Mihaila dietro Cornelius e Pellè per cercare di raddrizzare una gara ormai compromessa e quando tutto sembra perso all’88’ arriva il pareggio di Man che con un sinistro di rara bellezza, sfrutta una sponda aerea di Cornelius, e batte Montipò che rilancia i Crociati che al minuto 92 avrebbero addirittura la palla del 2-3 con Man che questa volta, sempre sfruttando un attacco diretto e una sponda area, colpisce si testa, mandando alto da ottima posizione. Un pareggio sostanzialmente giusto per quello che si è visto in campo, con un Parma poco incisivo nella prima frazione e graziato da Lapadula al 43′, mentre nella ripresa il cambio di strategia e i cambi effettuati da d’Aversa hanno permesso ai gialloblù di ritornare prepotentemente in gara e sfiorando un successo al 93′ che, per quanto visto nelle gare precedenti, forse avrebbe reso giustizia ad una squadra che, nonostante tutte le difficoltà, sembra ancora viva. Forza Mister, Forza Parma. Patrick Fava

Patrick Fava

Patrick Fava, 37 anni, di professione impiegato ed allenatore di calcio (UEFA B) come hobby, attualmente è in forza al Fiorano (Campionato di Promozione Girone C. Appassionato di match-analysis e di tattica calcistica è sempre pronto a studiare i principi di gioco dei grandi allenatori italiani ed europei, ma soprattutto è un grande tifoso del Parma

One thought on “TATTICA-MENTE, di Patrick Fava / PER LA BELLA RIPRESA DECISIVI IL CAMBIO DI STRATEGIA E DI UOMINI DI D’AVERSA

  • 6 Aprile 2021 in 14:36
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    Siamo sempre là: giochiamo bene, dominiamo, ma non facciamo punti perchè la difesa fa acqua da tutte le parti e in attacco abbiamo bisogno di 20 tiri per fare un gol.

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