CARMINA PARMA di Luca Savarese / MANITA DEA, MA IL PARMA LE FA DUE GOL

(Luca Savarese) – Parma-Atalanta: un tempo erano i Crociati a dettare legge, iscritti, nell’era del patron Tanzi, nel grande libro delle 7 sorelle: tutto iniziò 30 anni fa, al culmine della stagione 1990-91, quando, al primo giro di serie A, mentre molti pensavano ad una meteora, eccolo, il Parma, piazzarsi sesto in classifica e centrare, al primo colpo, la qualificazione in Uefa. L’Atalanta, all’epoca, era sempre Dea, ma non aveva restyling, appeal e potenza di oggi, dove, come nemmeno in un carnevale di Rabelais, si sono invertiti i ruoli: Parma, già in B, prima gara in casa dopo la certezza aritmetica della retrocessione, materializzatasi lunedì sera a Torino e Dea lassù, tra le grandi, a giocarsi un posto in Champions (al momento è a pari merito col Milan – che ha battuto Madama a domicilio 0-3 nel posticipo) sulla piazza d’onore. Parma-Atalanta, oggi, le gerarchie sono cambiate: l’isola Crociata non è più felice e Bergamo è lassù, altro che provinciale, Dea, solo Dea e, di tutto rispetto.

I pregiati viticoli di Gasperini producono ottime bottiglie di calcio: calici freschi, vino corposo e senza bollicine: tutti sanno fare tutto e questo, è il valore aggiunto della squadra orobica. Dopo due volte, a due passi dal gol, alla terza, passa a condurre la Dea: fa tutto l’ucraino Malinovskyi, che s’incunea in quella linea sottile tra le terre di mezzo e l’attacco, mancino maligno all’angolino che batte facilmente Sepe. Settima rete per il tuttocampista atalantino. E il Parma? Va avanti e indietro, senza costrutto alcuno: Gervinho e Cornelius, sono chiusi da Palomino, Romero e Djmsiti, tre cani che appena sentono odore di uomo, mordono.

E’ davvero un piacere vedere all’opera Ruslan Malinovskyi: non solo gol, ma anche, come in occasione della punizione di Bruno Alves, calciata dal portoghese sulla barriera, sapiente gestione del pallone, che protegge e dopo serve a Zapata, già salito in posizione di ala destra: meccanismi e meccanica stra-oliati e non a caso l’Atalanta, per la terza volta consecutiva, si sta giocando un posto in Champions.

Ilicic, tacco, Freuler, servizio per Zapata, tiro del puntero colombiano e traversa: si, è l’Atalanta la squadra che gioca il miglior calcio del campionato. Il Parma, è una squadra già condannata e completamente stanca, dove anche quelle minime palle che i bergamaschi gli concedono, sono giocate in modo blando senza alcuna incisività.

Prestanza con pochi pari quella che mostra Duvan Zapata, che non a caso a Napoli chiamavano O’ Zapatone: tiene la palla lavorando molto di gambe e non gliela portano via nemmeno se gli sparano. Ilicic per Zapata e Pessina per Muriel, cambiando l’ordine degli addendi, il risultato non cambia.

E il cambio porta subito i suoi frutti: il monzese e già in Nazionale Pessina, entra come il coltello nel burro, e da dentro l’area, col mancino batte Sepe e sigla la sua seconda rete in campionato, lui che con le sue prodezze, ha portato la dea in finale di Coppa Italia al Mapei Stadium di Reggio Emilia contro la Juve il prossimo 19 Maggio.

Gli orobici, potrebbero triplicare le marcature, ma Muriel dopo aver percorso più di trenta metri palla al piede, sul più bello, perde lucidità e invece che servire Malinovskyi, tira e fuori. Dosaggio intelligente di Gasperini, che leva Malinovskyi e mette Miranchuk, mancano tre impegni e la Dea vuole e può andare in Champions. L’Atalanta, è un orologio precisissimo, dove tutte le lancette si armonizzano alla perfezione e l’ora è giusta, e l’ora è sempre molto ben visibile.

Ecco Hateboer per Gosens. Freuler per Pasalic, ecco l’ultimo tassello dello scacchiere sempre mobile di Gasperini. Per il Parma, da segnalare l’esordio di Idrissa Camara, che rileva Kucka.

Subito dopo l’Atalanta cala il tris con Muriel, che di destro in area, dopo aver ricevuto da Pasalic, fredda Sepe. Il Parma, si regala il contentino: Busi serve Brunetta, che col destro buca Sportiello. Gol bello, ma inutile come una giornata di sole al mare, ma senza costume. Per la formazione lombarda, è sembrata una partitella del giovedì: Muriel, il colombiano, dopo un tiro di Pessina finito sul palo, di destro, ribadisce in rete. Ventunesima rete dell’ex Udinese, Samp e Fiorentina. Tutti vogliono iscriversi alla giostra del gol atalantina del Tardini: ci prova, insistentemente, Pasalic, palla che arriva a Miranchuk e gran botta del russo, che fissa a cinque le marcature dei bergamaschi.

Un Parma a cui va dato, però, il merito di aver trovato due gol proprio contro un avversario forte, un dato su cui magari impostare, per la squadra di mister D’Aversa, le ultime tre gare. Luca Savarese

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