CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / HO FATTO SPLASH

(Gianni Barone) – Proprio come nel film – citato nel titolo – di Maurizio Nichetti del 1980, in cui il protagonista si addormenta nel salotto, bambino, per risvegliarsi nel medesimo luogo, da solo, dopo 20 anni d’inspiegabile sonno, adulto, così il Parma, che doveva arrivare alla fatidica quota 40 per la salvezza, si é addormentato per poi destarsi dopo 20 sconfitte e soli 20 punti conquistati, non nel salotto (buono), ma in Serie B. Inspiegabilmente. Dopo che il termine «matematica», aveva inflazionato discorsi e dibattiti pre gara, nel post, quando cioè, l’aritmetica – più correttamente, parte della matematica – non dava più adito ad alcun tipo di speranza o recriminazione, ecco che le sentenze non sanno, con esattezza individuare, chi ha generato il sonno della ragione che ha condotto la squadra a questo incredibile tracollo condito da numeri impressionanti. L’aritmetica ci abbandona, quando la geometria, il bel gioco, sperato e supposto, lo aveva già fatto in precedenza, mentre la logica, terza parte, della tanto declamata matematica, quasi mai aveva accompagnato le prestazioni dei Crociati. Piene di irrazionalità, e di illogico senso delle cose e degli eventi per come si sono sviluppate e per come si sono dimostrate diverse da ciò che si era immaginato alla vigilia e nel corso del torneo pieno di «incedenti» e «accidenti», vari ed eventuali. I numeri impietosi inchiodano, tutti, ad una responsabilità, difficile da attribuire, al momento, nelle dosi, nelle proporzioni, e nelle percentuali, adeguate al danno procurato. Verrebbe da dire, sentendo i discorsi del dopo «splash», o tonfo ufficiale, che fare processi non serve (anche se in queste ore tribolate ce ne sono dei sommari, in questo spazio commenti, e molto peggio altrove nel mare magnum della rete, è caccia alle streghe con forconi virtuali da infilare nelle natiche dei ritenuti colpevoli) per lasciare il posto e il tempo ad una attrattiva «ricostruzione», invocata e annunciata da chi dice già di sapere, beato lui, Javier Ribalta, cosa occorre fare per risalire subito e in fretta e per ritornare nel salotto, della A, più svegli e pimpanti che «pria». Bene, bravo, grazie, per dirla alla Ettore Petrolini o alla Proietti. Eppure in questo clima quasi Craxiano del «tutti colpevoli, tutti innocenti», la distonia con la realtà è tanta. Anche la contraddizione di una squadra che retrocede a fronte di una società che nei fatti e nelle parole è adempiente, (gli stipendi alle maestranze, e per tali intendiamo quelle sportive come dirigenti, tecnici e calciatori, vengono regolati mensilmente e non all’ultimo secondo delle lunghissime scadenze obbligatorie) stride, alquanto, con altre realtà in cui si conquistano allori e scudetti pur in presenza di società che «adempienti» non lo sono state al massimo o nella misura giusta. Ma tant’è. Quindi la colpa di chi è? Chi è il Pagliuca di turno, secondo la logica «boskoviana», colui il quale ha procurato tale tracollo? Esclusa la presidenza muova per i motivi suindicati, la vecchia si è fatta da parte appena in tempo, come era nelle proprie declamate intenzioni, non trattandosi di imprenditori calcistici. Chi rimane? Il tecnico, anzi i tecnici? O i giocatori? Vecchi o nuovi che siano. Non sembrerebbe, e allora di chi la colpa? Di nessuno, ma nel senso omerico, ricordando l’astuzia di Odisseo alias Ulisse, nei confronti del ciclope Polifemo accecato, o nel senso del nulla che non è né qualcosa, né qualcuno, non qualcosa, quindi niente? Nell’ermeneutica della retrocessione, oltre allo studio dei numeri (disastrosi e desolanti), allo studio dei punti persi o non ottenuti, restano le astrazioni irrazionali e illogiche, ma ontologiche di ciò che c’è e di ciò che non c’è e di ciò che rimane o che deve (dovrebbe) rimanere. Perché alla domanda di Tv Parma che ho seguito in diretta con Calcio e Calcio, alla presenza di alcuni nostri autori, l’ultimo atto a Torino: “Chi deve rimanere l’anno prossimo in B?”, ecco che arriva puntuale la risposta «Nisò», di un tifoso che forse non ha letto Parmenide, Platone o Arostoteles (quello di Oronzo Canà), ma a logica non sembra aver bisogno di nessuno studio per centrare l’obiettivo. Da nessun colpevole, a «nisò», che deve rimanere la strada sembra breve, ancorché tortuosa, mentre tutti gli altri si affannano a cercare in Brugman, Kucka, Hernani, le possibili bandiere Crociate anche in B. Sarà, ma l’apodittico futuro del Parma è bisognoso di dimostrazioni, quantunque tutti lo dipingano roseo, troppo roseo rispetto a ciò che è ora la squadra. Quel che sarà avrà vita dura per realizzarsi e intanto per quattro gare in due settimane resta il tempo per un’assordante, dissonante ed inaudita dignità da esibire nella logica da ritrovare al più presto nella delusione difficile, a breve, da scacciare e smaltire. Gianni Barone


Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

2 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / HO FATTO SPLASH

  • 4 Maggio 2021 in 18:32
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    Nell’ordine di colpevolezza:

    – Nuovo Inizio: ci ha lasciato nelle mani di una persona con entusiasmo, ma che non conosce bene il calcio. Speriamo abbia imparato da quest’anno nefasto;
    – Krause: un alieno a Parma. Pensa di dettare la linea tramite qualche tweet e presentandosi sempre allo stadio. Il calcio è altro, è molto lavoro dietro le quinte. Mettici la grana e lascia fare a Ribalta;
    – Carli: ma che squadra ha costruito? Imbarazzante!
    – Liverani e D’Aversa: pari sono.

    Rispondi
  • 4 Maggio 2021 in 19:09
    Permalink

    sicuramente la vecchia gestione ne ha combinate di cotte e crude ( 70 ml di riscatti a carico dell acquirente per cui per anni e anni non potevano impostare un loro progetto di calcio ) non solo hanno preso un direttore sportivo e un allenatore a pochi giorni dal passaggio societario dimostrando scorretezza e arroganza di voler istradare l annata loro i geni del calcio !! per cui sono colpevoli sicuramente e io cancellerei il loro orgoglio dalla serie d alla serie a dicendo che ci hanno portato dalla serie d alla serie B e dopo aver spennato il cinese !! senza i cui soldi non so se questi gran industriali ( per dire ) ce l avrebbero fatta …. diciamolo hanno trovato il pollo e allora cosa ci aspettavamo da un pollo ? la retrocessione ed e’ cio che e’ aavvenuto puntualmente . Non sono ottimista per il futuro RIBALTA ne sa come krause di calcio se fosse stato buono sarebbe ancora lla juve !! o al manchester non al parma .Poi l arroganza di dire sappiamo come fare in serie b non l ho mai sentita nel calcio adesso vediamo CARO RIBALTA SE SAI COME FARE se no lqualche tomacha in senso amichevole non te le leva nessuno a te

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