CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / LE PAROLE SONO IMPORTANTI: ANDIAMO A COMANDARE!

(Gianni Barone) – “Cercheremo di avere il controllo della gara in tutti i momenti, provando a comandare ed avere l’iniziativa contro qualunque squadra”, così ha esordito Enzo Maresca nella sua prima da allenatore del Parma, ed ha in questo modo voluto affermare ciò che vorrà inseguire, fare per realizzare il processo ciò per cui è stato ingaggiato dalla proprietà e dalla dirigenza crociata. Le parole sono importanti, avrebbe detto Michele Apicella, alias Nanni Moretti, in Palombella Rossa, dopo aver schiaffeggiato la giornalista per l’uso approssimativo e sgarbato di alcune forme linguistiche. Le parole sono importanti, ha voluto farci credere Maresca, dopo le prime due domande fatte dai giornalisti che non ha per carità schiaffeggiato, neanche in maniera figurata pur ribadendo che lui non ama parlare di moduli (forse intendeva sistemi di gioco, appunto perché le parole sono importanti), non so, per esattezza, ma egli ama ragionare su spazi e posizioni. E, aggiungiamo noi, funzioni e non ruoli come direbbe il talent Sky Lele Adani. Quindi con l’esperienza che gli ha insegnato tanto in Liga e in Premier, alla corte del divino Pep, ci ha, con forza detto che i numeri (dei sistemi immagino) sono relativi, perché in ogni gara il modulo (ancora? lomo, le parole sono importanti!) potrà cambiare, anche se ormai anche i sassi lo sanno, che gli stessi non contano tanto quanto – non l’atteggiamento e l’approccio a cui ci aveva abituato il tecnico uscente D’Aversa e i suoi esegeti – ma piuttosto “al senso di appartenenza”, nuovo concetto introdotto nel manifesto del suo programma. In più ha dato conferma su quello che sarà la vera mentalità nel prossimo torneo, se mai ci fossero stati ancora dubbi in proposito cioè “Una squadra – ci ha detto – che prova a giocare ha più chance di vincere le gare (vecchio pallino sacchiano, ndvdv) è un pensiero mio (e di molti altri aggiungerei, ndvdv): nella mia idea c’è un pensiero propositivo più che conservativo”. Le parole sono davvero importanti e chi parla male, pensa male e vive male. Ma noi siamo mica in un film di Nanni Moretti e le parole sono buone per farci capire che la professione di Maresca è fatta di sfide che danno passione, come testualmente da lui affermato. Però, dopo Guardiola, si è fatto riferimento a Manuel Pellegrini, un altro grande santone del calcio posizionale come Bielsa, vero totem, che detesta numeri e si lascia ingolosire, nel gioco, da spazi da occupare, il quale, per portare il suo Leeds dalla seconda alla prima divisione inglese, ha impiegato più di un anno. Qualche maligno potrebbe avanzare il sospetto che, aldilà di proclami, belle parole (sempre molto importanti, vero Nanni e nani?) mettere le mani avanti potrebbe giovare, anche in questo momento iniziale, se non si riuscisse a centrare subito la promozione al primo colpo, così come garantito dal presidente Kyle, il quale con le parole ama giocare, specie se cinguettate. Per carità con quel che spende per farci divertire tutti (come direbbe il Gallo di Castione è lui che paga il biglietto a tutti noi al Luna Park, anche se finora non abbiamo trovato molte attrazioni che ci siano piaciute, forse di più agli avversari, specie il cancinculo che ci ha spinto in B) ne ha il diritto, ma come avrà modo di capire, prima di tramandare la sua creatura ai nipotini, il calcio in Italia è una brutta bestia, e non è da meno questa piazza cui il bagno di umiltà in D non ha fatto un granché bene, per cui, specie dopo una stagione nera, la peggiore di sempre con appena 20 punti racimolati, malgrado gli sforzi profusi dal magnate, sarebbe sempre bene andarci piano con le parole… Parole, quelle dell’allenatore, che non hanno trovato molto albergo sulla stampa nazionale che ha snobbato l’affrettato evento di ieri, un po’ per motivi di logistica, un po’ perché ahinoi, in Serie B viene dedicato molto meno spazio di quel già poco che c’era prima e ci si dovrà abituare, cosa non so quanto piacevole per chi ama le luci della ribalta. Comunque, prima di passare dalle parole ai fatti, che si spera, siamo altrettanto importanti, di tempo ne dovrà ancora passare lungo tutta un’estate ancora da vivere e sognare. Nel frattempo speriamo che il nuovo trainer abbia dato un occhio alle semifinali e finali Play Off di Serie B che hanno portato in A, il Venezia dopo avvincenti partite con il Cittadella, gare in cui il clima agonistico acceso ha avuto la meglio su ogni rigurgito di calcio propositivo, posizionale, offensivo che, stando al manifesto, dovrebbe essere prerogativa del nuovo Parma “guardiolmaresco” che alla stregua del “trend negativo”, usato da Nanni-Michele Moretti-Apicella, potrebbe suscitare uno sdegnato sfogo dell’interessato di questo tenore “io non parlo così, io non parlo così”. E allora, alla Rovazzi, ci sentiamo di dire e di cantare “Andiamo a comandare”, provandoci innanzitutto… Gianni Barone


Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

13 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / LE PAROLE SONO IMPORTANTI: ANDIAMO A COMANDARE!

  • 28 Maggio 2021 in 13:56
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    Sono rimasto basito dal passo lungo che i tomaccari hanno fatto sponsorizzando il torneucolo di tennis allo sporting (dove giocano tutti gli industrialotti, gli avvocatoni e i dottoroni in pausa pranzo). Spero che le poche migliaia di borri che hanno messo nel bussolotto non compromettano la incipiente campagna che sta scaldando i motori e che gli stagionali ricevano comunque i dispositivi di protezione individuale.

    • 28 Maggio 2021 in 14:41
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      Caro Davide, a bocce ferme sarebbe bene ricordare qualche piccolo distinguo perché la tua opera di divulgazione, ahimè, rischia di rivelarsi più efficace della mia dei bei tempi andati, ma non è (immodestamwnte) altrettanto precisa. Anzi direi il contrario. Partiamo dall’inizio. Dal Nuovo Inizio. Che non è emanazione dell’Upi, come erroneamente ritieni e veicoli. L’ho specificato spesso in passato, ma ahimè non è servito. E dunque mi tocca ripetermi. Magari in PPC ci sono maggiori tracce, ma non certo in Nuovo Inizio, il cui leader Marco Ferrari, pur parmigiano, ha le proprie attività nel milanese e non mi risulta neppure sia iscritto alla locale confindustria (men che meno a Ponte Caprazucca). I medesimi non sono scappati con la cassa con paragoni improbabili a precedenti gestioni (e qui parlo a nuora affinché intenda suocera o viceversa), in quanto è stata fatta una cessione “seria”, tra l’altro ad un imprenditore ricco ed entusiasta, che sta profondendo risorse immense e che per questo meriterebbe migliore sorte, e non una cessione farlocca o a personaggi improbabili. In più non sono scappati tout cour per il semplice fatto, come tu ironizzi
      spesso, che la cessione era stata da tempo annunziata non ritenendosj, immodestamente, imprenditori calcistici (quando, invece, hanno dimostrato di saperci fare come testimonia il brano “come noi nessuno mai”, rimasto appunto un unicum malgrado gli attacchi di superpotenze come Palermo o Bari, il che dimostra come non sia facile vincere mai, specie in modo ravvicinato) e dunque non desiderosi di restare a lungo quali proprietari del club cittadino che han fatto rinascere investendo del proprio è ora affidnadolo a un ricco investitore straniero che è uomo in carne ed ossa che ci mette la faccia e non un oscuro anonimo fondo. Credo che la loro mission (in fin dei conti trattavasi di start up) sia stata pienamente centrata e un certo dagli a quel cane, anche da parte tua, non sia solo ingiustificato ma anche da ingrati senza memoria e la rabbia per una retrocessione pessoma che fa inalterare tutti non giustifica affatto Né lor signori si sono fatti i fatti propri: cedendo il club non hanno fatto business, hanno solo recuperato l’investimento ma senza guadagnarci in quanto la differenza tra i 30 ml circa che gli sono tornati e i 120 che sarebbe stato il valore di mercato del club hanno fatto sì che il nuovo proprietario si impegnarsi ad investirli nel club al fine di garantirne la continuità negli anni. Si potrà dire che non era il momento giusto per vendere, ma come sa chi si occupa di affari il matrimonio si celebra quando si incontra la comune volontà dei coniugi. Si dirà che le scelte di ds e allenatore l’han fatta loro, ma c’è anche da dire che Nuovo Inizio, stante tra l’altro, l’inadpettata partenza di Faggiano, aveva il dovere di occupare le caselle rimaste vuote e farlo come se avessero dovuto continuare loro a gestire la società, anche scottati da Al Mana che non aveva onorato gli impegni presi, di fatto cedendo la mano, per cui poteva anche essere che lo stesso accadesse con il successore. Krause, invece, si è dimostrato deciso e ha chiuso in tempo per poter operare al calcio mercato. Altra accusa che tu muovi loro è il cosiddetto non voler compiere il passo più lungo della gamba: ma qui c’è una palese contraddizione se dopo gli si imputa di aver lasciato debiti. Anche qui parecchia confusione. Ma quali debiti? Spulcia il bilancio e vedi. I 50 m circa per i cartellini di Inglese e C. ? Se non fosse subentrato Krause (che avendo pagato il Parma al costo era corretto si addossasse gli oneri pregressi) gli impegni (e non debiti) presi per il futuro. Il paragone è brutto, ma i calciatori sono come i macchinari e sono soggetti ad ammortamento. Gli impegni a suo tempo presi, e qui non si sta a sindacare se si trattava di soldi investiti bene o male, sarebbero stati onorati con le famose trasfusioni già programmate di denari senza che ci fosse alcun danno per la comunità (non mi pare ci siano fornitori che avanzano soldi). Purtroppo il Nuovo Inizio avrebbe meritato migliore fine…

  • 28 Maggio 2021 in 18:35
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    Bravo Majo, condivido pienamente e non capisco questo continuo accanirsi contro industriali che ci hanno permesso, grazie ad interventi finanziari (massicci) a livello personale,
    di abbandonare immediatamente le serie inferiori, in cui pessimi presidenti (quelli sì), ci avevano fatto precipitare. Personalmente sarò per sempre grato ai “magnifici 7” che ci hanno messo la faccia e i soldi per farci tornare in una categoria che troppi danno per scontata (ci sono fior di città che la serie A se la sognano). Poi sicuramente hanno commesso qualche errore, ma di sicuro non volutamente o per “piocioneria”.

  • 28 Maggio 2021 in 18:43
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    Bravo Barone nella chiosa finale. La b è tosta, ci vai più di uncino che di fioretto.
    Spero che Maresca faccia come il suo maestro Guardiola, che una volta arrivato in Inghilterra ha abbandonato parzialmente il tiki-taka per un calcio più veloce e verticale.

  • 28 Maggio 2021 in 21:51
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    Ragazzi, possibile che non vi siate accorti che il Davide con gli industriali ci mangia e forse ci prospera mentre usa l’infoteiment della sua Audi come il conformismo comanda?

  • 29 Maggio 2021 in 14:38
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    Caro Tifosi di Parma,
    Ci sono credenti e non credenti …. poi nel gruppo dei non credenti ci sono gli insidiosi “Haters” … che fanno parte di piattaforme, canali Youtube ecc. che hanno la loro funzione ,,, portano visulazioni ai cannali … che in effetti portano soldi …. e libertà di parola … come trump … tuttavia i trumpisti cercano di vendere bugie ai loro seguaci populisti … Ebbene i miei soci Tifosi del Parma Calcio 1913 … Io sono nel campo dei credenti … pensatori positivi .. con tutti rispettano le altre posizioni …. Per come vedo la situazione siamo molto fortunati ad avere un presidente come il signor Krause e tutto quello che sta cercando di fare …
    P.S. Non dimentichiamo che Maresca è Italiano al 100% …. Lui sa di cosa si tratta la Seria B .. Ho tutta la certezza che affronterà questa realtà in modo decisivo per arrivare agli obiettivi per tornare alla Seria A ..
    Amen
    Forza Parma

  • 31 Maggio 2021 in 04:01
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    Barone tutto giusto quanto detto da lei ma attenzione Maresca ha già messo le mani avanti !!! parla di “Processo “ tutto e un processo ci vuole un processo in parole povere dice non stupitevi se il primo anno non vinciamo o non siamo promossi !!!! questo mette le mani avanti…..infatti è lui che fa l esempio di biella e il leeds furbo il salernitano !! per cui tranquilli se non vinciamo il primo anno ci vuole un processo mica vorrete che imparano subito la zona di posizione o la trizona o bizona !!

  • 31 Maggio 2021 in 10:52
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    Egregio Direttore,
    nello spirito di una onesta e franca discussione (come se fossimo ahinoi seduti al bar – quando erano liberamente aperti), mi permetto di replicare alla Sua. Ora tralasciando l’ironia e lo scherzo, ci sono secondo me alcuni elementi che sono in realtà più complessi di come Lei li ha descritti, iniziando proprio dalla fine ovvero dalla retrocessione. Che non può essere liquidata come un normale evento sportivo, figlio anche magari che so della sfiga, di un gol rubato o di tre rigori non dati. Siamo retrocessi con 17 punti di ritardo sulla quartultima, vincendo tre partite in una stagione, ultimi in tutte le statistiche possibili ed immaginabili, con nove sconfitte consecutive e collezionando prestazioni indegne, umilianti sotto tutti i punti di vista, compreso quello dell’impegno. Con un corollario di personaggi da circo imbarazzanti, nani e ballerine. Per altro evento da me ampiamente previsto e anche da parecchi considerato inevitabile fin da agosto, segno che esisteva un problema molto radicato e profondo. Ed era evidente ai più tranne che alla perenne schiera dei leccapomelli di professione. Ergo non possiamo liquidare la stagione appena conclusa, impostata e condizionata appunto da Nuovo Inizio come un normale insuccesso sportivo, ma un vero crollo, figlio di una gestione sconsiderata a far inizio d gennaio 2020 che nella media del giudizio sul quinquennio di NI ha un peso preponderante. A questo punto torniamo appunto all’inizio (non Nuovo). Sorvoliamo sul fatto che i 7 o 8 o quelli che sono non hanno per nulla salvato la squadra dal fallimento, non sono stati Cavalieri Bianchi senza macchia e paura, ma sono ripartiti da 0, senza debiti e la prova che fosse un buon affare è data dal fatto che alla squadra in D come Domodossola era interessato anche il povero Korrado e infatti ex post NI non ci avrà guadagnato (questo non lo sa nessuno non conoscendo i termini contrattuali della cessione), ma sicuramente non perso. Ergo alcuni aloni di mitologia andrebbero dissipati. Sull’essere UPI poi, al di là del PPC che oltre a essere una pagliacciata di facciata esattamente come lo era la presidenza di Scala è de facto la longa mano dell’UPI amante degli strapuntini anche se inutili, io non intendo dire che Ferrari o altri siano soci dell’UPI o abbiano ruoli al Ponte Caprazucca (qualcuno comunque iscritto lo è e come..), ma intendo dire (e la conclusione della storia lo ha confermato) che la gestione dei 7 è sempre stata comunque impostata e condotta con quello spirito protoUPINO parmigiano che da decenni come una cupola di stephenkinghiana memoria ricopre il “territorio”. E mi riferisco a quell’ipocrisia finto pauperistica di precisare che appunto si è li ma per caso (sai mai che qualcuno accusi di “gettare denaro”), che si è fatto si, ma per dare una mano provvisoria perché le cose importanti sono altre, che i “bagget” sono importanti, il passo mai lungo, le nouveau pauvrage e via tutta l’enciclopedia caprazzuschesca trita e ritrita (cit.), ma ormai desueta e sepolta come dinosauri. Nella gestione NI c’è stata molta UPI, sicuramente dal punto di vista filosofico e comunicativo cosa che per fortuna non ci sarà con Krause (che merita comunque un capitolo a parte perché di c….e ne sta facendo in quantità industriale). Io non ho mai sentito Lotito o Pozzo dire che è li provvisoriamente…Bisogna poi anche essere onesti e ammettere che a parte l’anno di D, realmente dominato, l’anno della C e della B sono stati assolutamente insufficienti, nel primo caso distrutti da Tacopina e nel secondo dall’Empoli e solo una serie di casualità ci hanno permesso il “come noi nessuno mai”. A parte la D non siamo mai stati dominanti, ma solo il suicidio del Frosinone e il rigore di Lucarelli ci hanno permesso di arrivare alla serie A. Non voglio nemmeno tornare sulla vicenda cinese, altro passaggio negativo della gestione NI, che ha addirittura rischiato di compromettere la stabilità della società (segno che a scegliere non è che fossero poi tanto bravi come hanno dimostrato con Liverani e Carli). Ecco veniamo poi all’estate 2020…di cui ho già detto molto. Quello che è evidente è che peggio di così non si poteva fare. Se dare continuità alla società è prendere a caso i due che costano meno e che erano così pazzi da accettare (la cui infima qualità si è vista), non sbloccare il mercato costringendo Krause (che ha sicuramente colpe enormi poi sulle scelte dei zogador) a fare tutto l’ultima settimana e annunciare ai 4 venti che l’idea è ridurre i costi al limite tanto dopo due anni in serie A il paracadute è ricco, forse dovrebbero passare dagli Squinzi e fare un corso di continuità….La pandemia è una c….a colossale come scusa, c’è stata per tutti e non mi risultano nell’estate 2020 altri casi in serie A come il nostro. In sostanza se i primi 5 anni di NI tra un colpo di culo e un altro (che a mio giudizio andavano appunto valorizzati dando il sangue per mantenere la categoria) meritano un 6,5 da gennaio ad agosto 2020 il voto è 0. La media la lascio fare a Lei..

    • 1 Giugno 2021 in 12:34
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      Non andiamo fuori tema, caro Davide: il mio non verteva la retrocessione, quanto i “coleri” tirati a Nuovo Inizio, verso le persone fisiche che li rappresentano. Non intendevo, cioè, partecipare al dibattito su responsabili e colpe dell’infausto evento. Partito dal distinguo che Nuovo Inizio non è in alcun modo riconducibile all’Upi, quanto una idea studiata e realizzata da Marco Ferrari assieme ad alcuni suoi amici industriali con la I maiuscola, i quali potranno forse aderire, magari più per buon vicinato, all’Upi, ma questo non c’entra con la specifica iniziativa. Nuovo Inizio, poi, e per questo l’antico Grillo Parlante lì potrebbe anche redarguire, non hanno avuto un atteggiamento penitenziale e anzi in talune operazioni hanno sempre allungato il passo più della propria gamba, finendo per uscire dalle regole che loro stessi si erano inizialmente dati e cioè il mantenimento di adeguati budget poi sforati per garantirsi il “come noi nessuno mai”, ma non solo per la soddisfazione sportiva, quanto per garantirsi i relativi ricchi proventi derivanti dalla frequentazione della massima serie. Debbo altresi precisare che, al contrario delle tue reiterate affermazioni false e tendenziose al riguardo, non mi risulta alcuna esternazione pubblica dei 7 e del loro portavoce in materia di “paracadute”. Poi se io, dialogando un po’ con voi qui vi avevo spiegato, facendo opera di divulgazione attraverso articoli di specialisti, che con tre anni consecutivi in serie A si ha diritto al massimo del corrispettivo, questo non significa in alcun modo che loro ne facessero di conto in sede di programmazione di stagione. Stagione programmata con il contenimento di costi, rispetto alle annate precedenti, perché appunto non trattandosi di imprenditori calcistici non avevano più intenzione di doverci smenare una doppia decina di milioni l’anno per farci divertire, come ammesso nella famosa conferenza da Ferrari che non aveva affatto la faccia triste perché sapeva bene che pochi minuti dopo avrebbe accompagnato (vedi le foto di Vasini) Krause in giro per il centro sportivi al fine di stimolarlo ulteriormente all’acquisto. Avendo trovato il compratore ideale per te (ossia uno che spende e spande senza braccino) tu e gli altro come te dovreste ringraziarlo anziché addossare colpe che ha ma solo in piccola parte essendo totalmente uscito dalla gestione del club subito dopo la cessione.

      • 1 Giugno 2021 in 18:55
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        Ci sono, poi, anche altri argomenti tirati in ballo da Davide, cui, prima, per ragioni di tempo, non ero riuscito a replicare, ma che riprendo volentieri qui. Prima di tutto le conseguenze della Pandemia Covid 19. Per propria indole, il Parma ha cercato di comportarsi seriamente e correttamente, anche se il contesto circostante (ossia il grande circo della Serie A) non ha fatto altrettanto. Dal punto di vista sportivo ricordiamo tutti che ad Udine il Parma si recò senza una decina di calciatori e si guardò bene, nonostante l’assist dell’Ausl, di stare a casa, in ossequio a quei disciplinari da tutti accettati, ma che ha visto altri fare i furbi, vedi l’annoso caso di Juventus-Napoli. Il Parma si prese le lodi di Dal Pino, magra consolazione, si dirà. Ma quel che è peggio è quanto accaduto dal punto di vista economico/finanziario: le mancate entrate hanno mandato in crisi tanti club, specie i più ricchi, e il sistema si è adeguato consentendo facilitazioni mai concesse prima, con società graziate per no0n aver pagato nei termini tasse e ritenute. Se si pensa agli stipendi, poi, quelli del mese di Maggio sono statu pagati solo da Parma, fiorentina, Sassuolo e Bologna. Qualche anno fa finimmo in serie D partendo da un mancato pagamento di 300.000 euro di incentivi all’esodo, magari non dovuti (anche se il buco dietro era enorme), mentre quest’anno lo Scudetto se lo è cucito addosso l’Inter non in regola dal punto di vista dell’indebitamento. La Juventus, se non ricordo male, fece sottoscrivere la rinunzia di quattro mensiilità ai propri dipendenti sportivi: qui D’Aversa e C. dovettero rinunziare solo ad un mese. Non solo: mentre i dipendenti normali altrove erano finiti in cassa integrazione, qui tutti (e sono estimone diretto) abbiamo sempre preso nei tempi e nei modi previsti i nostri emolumenti, così come non mi risulta ci siano fornitori che avanzino alcunché. Quindi asserire “La pandemia è una c….a colossale come scusa, c’è stata per tutti e non mi risultano nell’estate 2020 altri casi in serie A come il nostro” mi pare una castroneria estrema, perché in materia di pandemia il Parma si è comportato onestamente e correttamente, mentre altri, come evidenziato sopra, no. Se poi vogliamo parlare della cessione, credo che sia, quello el Parma, uno dei rari casi di operazioni andate non a buon , bensì ad ottimo fine, dal momento che si è avvicinato alla nostra realtà un americano ricco, entusiasta e non pidocchioso. Tutti i club di serie A sono in vendita (ma anche in B, C e pure D) ma le trattative, vedi il caro Tacopina a Catania, sono spesso delle prese per i fondelli per i poveri tifosi speranzosi. Si potrà sindacare sui tempi, ma come dicevo prima, il nuovo proprietario è stato trovato (da Nuovo Inizio, non è caduto come la manna dal cielo, anche se pure di miracolo si tratta) da Nuovo Inizio prima dell’inizio del Campionato, in pieno calciomercato. si poteva fare prima? Prima c’era stato Al Mana, che era ad un soffio dal chiudere, prima di scappare dall’altare. E intanto i giorni passano. Non ci fosse stato il Covid forse si sarebbe potuto chiudere con altri prima, ma non era certo il periodo migliore per piazzare squadre. Sulla storia del cinese, poi, quelli di Nuovo Inizio sono stati bravi, perché avevano comunque blindato in sicurezza l’operazione, sopperendo, loro, alle mancanze dell’acquirente. Quindi avranno forse sbagliato scegliendolo, ma si sono tutelati a dovere e hanno comunque sopperito in tutto e per tutto senza far mancare nulla. Poi avranno anche i loro errori, per carità ma mi pare che si sia andato ben oltre nelle accuse sovente infamanti. A Modena Keracoll sembrava dovessero essere eterni, ed invece dopo due anni hanno salutato. I “nostri” che dovevano essere provvisori, sono rimasti cinque anni, e che anni! E’ vero che ripartirono da zero, senza salvare il “vecchio Parma”, ma pur nella loro filantropia perché avrebbero dovuto farsi pagatori di debiti altrui, quando nel giro di tre anni sono tornati là dove si doveva, senza sputtanare 70-80 milioni di solo debito sportivo pregresso, cui si sarebbe dovuto aggiungere, per salvare il carrozzone, almeno altrettanto di gestione. Corrado, che è un imprenditore con la I maiuscola, aveva fiutato a propria volta il business della ripartenza dalla D, ma ben in ritardo rispetto a Nuovo Inizio, e soprattutto dopo aver illuso tutta la piazza, ad iniziare dal Capitano, che avrebbe salvato il Parma in A o al massimo in B come Bologna. Salvo, solo dopo copiare il progetto e puntare alla D di Domodossola. Per cui, anche se è esercizio vano fa ragionare il tifoso, specie se incazzato per una retrocessione alquanto discutibile, io ritengo che non sia bello continuare a silaccare sul piatto della bella favola di Nuovo Inizio, ultimo esempio romantico nel Calcio. Perché, anziché pensare a lucrare, come normale per chi di mestiere fa l’imprenditore, i Sette Soci si sono limitati a rientrare dell’investimento fatto, inducendo il compratore a versare la differenza tra il valore del Parma (stimato in 120 milioni) e i 30 tornati a loro appunto nelle casse del club per garantirne un roseo futuro. E anche i famosi impegni futuri, o ammortizzamento calciatori (errato chiamarli debiti) presi dalla vecchia proprietà era logico che se li accollasse chi ha voluto acquistare la società

  • 31 Maggio 2021 in 13:37
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    Zona di posizione, a parte, fondamentali saranno gli acquisti compatibili con il suo gioco e la qualità degli stessi, l’esempio di Bielsa e il Leeds è relativo, noi non possiamo sapere quanto forte fosse la squadra impostata per lui e quanto abbia influito la mano dell’allenatore, però sappiamo che i giocatori che rimarranno possono sicuramente ben figurare anche in serie A, e la squadra verrà completata con talenti che possono essere utili anche dopo la promozione, pertanto elementi non di categoria. L’acquisizione degli schemi ovviamente non è una cosa che si fa in due giorni, ma è la bontà degli elementi e la loro adattabilità che inizialmente farà la differenza.

    • 31 Maggio 2021 in 13:53
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      Ahh, dimenticavo che a differenza dell’ultimo disgraziato anno, ci sarà tutta una società che remerà nella stessa direzione, così come tutta la rosa che verrà adattata e, come caratteristiche e, come filosofia alla dottrina calcistica dell’allenatore, non come ad Ascoli, dove con il Presidente in Canada, vi erano dei dirigenti che spadroneggiavano, condizionando il lavoro dell’allenatore, perché contrari.

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