L’insostenibile leggerezza del pallone, anno terzo / HO AMATO I PERDENTI

SONY DSC

(Luca Tegoni) – Ieri sera ho amato i perdenti, ho amato questa squadra inconsapevole che non sa leggere il proprio destino. Un momento, dopo un secondo che Immobile si è trovato la palla tra i piedi a dieci secondi dalla fine, un istante che mi ha rivelato tutta la tenerezza superiore alla rabbia che provo per questa squadra.

Il risultato finale disarma e annichilisce. Viene da urlare al vento dell’ingiustizia subita, ma la voce va, inascoltata e il risultato resta.

L’ennesima sconfitta e ormai sappiamo che si può perdere in mille modi diversi e ancora non capisco qual è quello che fa più male. Ne troveremo altri?

Avanti, forza! Attendiamo la B che questa serie non ci merita, ci rifiuta, ci sgambetta e poi ci umilia.

Nel primo tempo il Parma è riuscita a non far giocare la Lazio che ha avuto un numero irrisorio di opportunità per segnare, solo la traversa colpita da Luis Alberto. Il Parma non è riuscito a costruire un’azione d’attacco ma almeno è arrivato all’intervallo sullo zero a zero.

All’inizio del secondo tempo show di Gagliolo che, inquieto per la discreta prestazione finora esibita, nonostante la velocità di Lazzari, concede una palla goal a Muriqi servendolo con un appoggio di petto davanti a Sepe e poi, sfumata l’opportunità per la Lazio causa inadeguatezza del centravanti Kossovaro, si ripropone con una scivolata alla cieca sulle scarpe di Lazzari la cui caduta induce l’arbitro a concedere il rigore. Il VAR inquadra il piede nefasto di Gagliolo intervenire fuori dall’area e così è solo punizione dal limite corto dell’area. Anche questo calcio da fermo solitamente rappresenta una condanna per i crociati ma non ieri sera che sono riusciti a difendere l’area e la porta con ottima organizzazione e tempismo.

S’allunga la Lazio che prova a vincere e si alza il Parma che sfiora il vantaggio al decimo della ripresa. Tiro da fuori di Brunetta che finisce sul palo, la palla rimbalza in diagonale alle spalle di Strakosha, attraversa l’area piccola dove si avventa Gagliolo che colpisce bene la palla ma non sufficientemente bene per impedire al portiere di fare un miracolo.

Dopo venti minuti contropiede di Brunetta che non riesce a tirare in modo pericoloso. Passano altri venti minuti durante i quali non succede quasi niente e Hernani colpisce un altro palo con un tiro da fuori area. Manca meno di un minuto alla fine dell’incontro compreso il recupero. Tutto è possibile ma non può essere sempre così. Invece sì. Il Parma non conosce il proprio destino … Lazzari lancia lungo per Immobile che a circa trenta metri dalla porta del Parma smorza con il petto la palla per Caicedo che non la controlla bene ma nonostante il contrasto di Valenti la palla avanza, interviene un difensore del Parma che calcia su Kurtic, la palla avanza, interviene Busi che calcia sul difensore del Parma (che non ho capito chi fosse), la palla avanza e carambola sul petto di Dierckx … la palla si affloscia a terra dove c’è Immobile che la scaraventa in rete. Scoppia incontenibile la gioia del telecronista.

Vorrei svegliarmi dall’incubo, ma sembra che sia la realtà.

Lazio Parma uno a zero. Luca Tegoni

Stadio Tardini

Stadio Tardini

One thought on “L’insostenibile leggerezza del pallone, anno terzo / HO AMATO I PERDENTI

  • 13 Maggio 2021 in 16:33
    Permalink

    Gollonzo della vittoria che è la sintesi perfetta della nostra stragione. Fortuna che tra 10 giorni finisce tutto e si può finalmente resettare.

I commenti sono chiusi.