PAROLE CROCIATE, di Luca Ampollini / ANATOMIA DI UN’ANNATA TERRIBILE

(Luca Ampollini) – “Le responsabilità sono di tutti”, ha sentenziato D’Aversa dopo l’ennesima sconfitta in campionato che ha sancito l’aritmetica retrocessione in B del Parma. Una considerazione, quella del tecnico Crociato, corretta, benché siano diverse le responsabilità da attribuire ad ogni componente della società.

PRESIDENTE KRAUSE
Sgombriamo il campo da equivoci: i 7 ex soci non potevano trovare un acquirente migliore: straordinariamente ambizioso, entusiasta, e, a differenza di tanti suoi colleghi statunitensi, attaccato come non mai alla sua “creatura”; ha trascorso tutti i mesi focali della stagione qui, per mostrare vicinanza ad una squadra fragile e insicura. Ha pagato, però, la sua inevitabile inesperienza: se nel mercato di Settembre non me la sento di imputargli particolari responsabilità, non ha, a mio modo di vedere, operato in modo cosi proficuo a Gennaio. La personalità di Carli, nelle scelte effettuate, sarebbe dovuta emergere maggiormente: servivano giocatori pronti, di esperienza, immediatamente inseriti in un contesto in cui non si poteva perdere tempo; viceversa si sono acquistati, a peso d’oro, giocatori di talento come Man, bisognoso comunque di partite per ambientarsi, ma non sono arrivati altri elementi immediatamente utili alla causa. La partenza di Scozzarella non è stata colmata, non è arrivato un leader difensivo a sostituire un Alves ormai al tramonto, ed è mancato l’acquisto di un centravanti forte, pronto e incisivo. Né Pellè, né, tanto meno, l’evanescente e misterioso Zirkzee hanno dimostrato di avere questi requisiti. Non è stato, in questo senso, preparato un “piano B” per ovviare al rifiuto del Sassuolo alla faraonica offerta fatta per Scamacca. Detto questo, visti gli investimenti, la passione, e il trasporto dimostrati, non avrebbe certamente meritato una stagione così travagliata. E’ stato un incidente di percorso, ma affidarsi a dirigenti di alto profilo come Kalma e Ribalta dimostra quanto il Parma sia comunque davvero finito in ottime mani, per risalire e per proseguire un programma attendibile e ambizioso.

CARLI
Ha profondamente deluso: si è assunto più volte le responsabilità per le scelte effettuate, che sovente, purtroppo, si sono rivelate sbagliate, a cominciare dall’idea di scegliere Liverani come erede di D’Aversa. In un anno in cui è intercorso pochissimo tempo tra la fine della scorsa stagione e l’inizio di quella attuale, si sarebbe dovuto puntare su un tecnico in tutto e per tutto simile a quello sostituto per rendere meno traumatico e difficoltoso il passaggio. Quest’aspetto, con l’ingaggio di Liverani, totalmente diverso da D’Aversa, è stato ignorato e i risultati sono stati un’amara conseguenza. La squadra non ha mai recepito il tecnico, esonerato decisamente fuori tempo massimo (si era capito da tempo che una compagine completamente slegata non riusciva ad assimilare le sue idee, mai concretizzate in campo) dopo Natale, al termine di un inutile ritiro, successivamente a due inevitabili e cocenti sconfitte con Atalanta e Torino. Ha dimostrato, apparentemente, scarsa personalità nell’influenza sul presidente a livello di consigli nel mercato e nella gestione della squadra; probabilmente, in questo senso, il vice Lucarelli, che non lo ha mai giustamente scavalcato, avrebbe avuto sulla squadra un’impronta più decisa e convincente. In chiave mercato alcune scelte a Settembre sono apparse apparentemente sbagliate, a prescindere dall’influenza di Krause nelle opzioni dei giocatori, ma va però riconosciuto che molti giovani, etichettati troppo presto come scadenti, non hanno avuto nel gruppo storico, deludente per tutta l’annata, una guida sicura e affidabile per ambientarsi adeguatamente. Nel mercato di gennaio, invece, avrebbe dovuto comprendere di più le esigenze della squadra e concludere in questo senso operazioni più congeniali.

LIVERANI
Non è mai riuscito a dare la sua impronta: ingaggiato per dare un sistema di gioco più propositivo: in realtà non è mai riuscito nel suo intento. Gli unici risultati positivi, alcuni su campi prestigiosi, si dono ottenuti giocando “alla D’Aversa”. Ha probabilmente capito, fin da subito, che coi giocatori a disposizione (attenuante) non poteva trasmettere le sua idea di gioco, col risultato di una squadra vulnerabile, senza un’identità precisa e terribilmente asfittica davanti. In partita i giocatori hanno spesso mal digerito il suo modo di approcciarsi alla squadra, lasciata nelle mani di D’Aversa in condizioni fisiche e morali sicuramente difficili.

D’AVERSA
Il suo arrivo si pensava potesse risolvere i tanti problemi emersi nella prima parte di stagione, ma purtroppo, stavolta, dopo anni di grandi successi, non è riuscito a compiere l’impresa. All’inizio della stagione ha dichiarato di aver suggerito di rinforzare la squadra dell’anno passato, arrivata probabilmente “svuotata” alla fine di un ciclo straordinario, ma estremamente dispendioso. Il gruppo storico, forse, non aveva più molto da dare e in questo senso, nella sua valutazione di inizio stagione ha avuto ragione. Il rapporto deteriorato con la vecchia società ha sancito un divorzio che, in una stagione così complessa, benché legittimo, forse non sarebbe dovuto arrivare. Tornato in sella, quasi al termine del mercato, dopo la gara di Napoli, mostrò una certa insoddisfazione per le operazioni effettuate. “Avevo chiesto garanzie sotto l’aspetto del mercato, avevo chiesto giocatori pronti”, “Io ho dato delle direttive, ma non sempre vengono ascoltate le direttive dell’allenatore”, disse, tra le altre cose, dopo la gara del San Paolo. L’avventura non iniziò, perciò, nel migliore dei modi, benché la squadra avesse mostrato chiare sollecitazioni dal suo arrivo. Miglioramenti sotto l’aspetto del gioco, una certa ritrovata confidenza col gol, un’identità più definita, ma una cronica fragilità caratteriale che ha avuto come conseguenza una quantità industriale di gol subiti da palla inattiva e tanti risultati buttati al vento, a cominciare dal cocente pareggio di Reggio Emilia subito col Sassuolo al 95’, vero simbolo di una patologia mai guarita. Poco convinto dai mancati rinforzi a inizio anno, non troppo soddisfatto delle operazioni del mercato di Gennaio ha comunque provato a risollevare la squadra, ma il bottino ottenuto fino ad ora dal suo arrivo, 8 punti, è oggettivamente disarmante. Al netto delle attenuanti di una squadra con molte criticità, era legittimo attendersi un’impronta da parte sua molto più decisa, una capacità di motivare e organizzare la squadra come nelle recenti vittoriose annate, ma, viceversa, anche lui, è stato travolto dagli eventi. Peccato, la sua avventura a Parma era stata costellata di successi straordinari e questa pesante retrocessione coinvolge anche lui a pieno titolo.

SQUADRA
Come sempre, chi scende in campo, ha le maggiori responsabilità e anche in questo caso non ci si sottrae ad una inattaccabile verità: dopo anni di successi esaltanti il gruppo storico è clamorosamente crollato, i giovani arrivati quest’anno, coinvolti in un contesto non semplice, eccetto alcuni, hanno sostanzialmente deluso. Man e Mihaila si sono rivelate due liete sorprese, benché fossero bisognosi di un legittimo ambientamento in un calcio molto più selettivo e lontano anni luce rispetto a quello a cui erano abituati. Si sono rivelati assai talentuosi, benché troppo fragili fisicamente (Mihaila) e poco propensi, al loro arrivo, ad essere utili nella fondamentale fase di non possesso. Altri come Zagaritis, Sohm, Zirkzee e Cyprien (perennemente infortunato) si sono rivelati oggetti misteriosi, elementi apparentemente pronti come Conti o Bani non all’altezza. Come detto, però, il gruppo storico è crollato: non aveva più nulla da dare? Sopravvalutato dopo anni di risultati importanti? Difficile dirlo, sicuramente requisiti fondamentali come carattere, determinazione, appartenenza, voglia di raggiungere il risultato, sono clamorosamente mancati.

I 7 EX SOCI
Avrebbero certamente voluto, dopo anni esaltanti, chiudere in un altro modo il loro percorso. Sono stati capaci di ritornare in serie A a tempo di record, hanno ceduto la società per poi riacquistarla da un’azionista, Lizhang, non ritenuto attendibile e l’hanno infine affidata ad un acquirente di prestigio come Krause. Il passaggio, purtroppo però, è stato un po’ traumatico: Il precedente mancato accordo col qatariota Al Mana aveva obbligato gli ex soci a cominciare una nuova stagione con obiettivi ridimensionati. L’addio di Faggiano (bravissimo a pescare giocatori pronti, meno a trovare giovani di prospettiva) e il rapporto deteriorato con D’Aversa non erano le migliori premesse per la nuova annata. La scelta di sostituire l’ex diesse con Carli non si è rivelata indovinata, la rottura con l’allenatore, defenestrato quasi alla fine del campionato precedente, è stata rispettabile e legittima, ma pericolosamente determinante in un anno dove due stagioni, la scorsa e l’attuale, erano separate da pochissimo tempo. Rimangono indelebili, però, le imprese di imprenditori parmigiani  che hanno riportato una società di prestigio dove meritava e trovato una continuità ambiziosa e importante nel presidente Krause.

Ed così arrivata la serie B, certamente inaspettata, al termine di un campionato davvero terribile, i 20 punti ottenuti sono tanto sorprendenti quanto incredibilmente miseri e sconfortanti. Ribalta, appena arrivato, ha dichiarato: “Sappiamo come vincere la B”, bene, questo e’ un inizio importante e una dichiarazione di quanto episodica voglia essere ritenuta questa deludentissima annata. La proprietà attuale è la migliore garanzia per un pronto ritorno in serie A e allora sì, il prossimo anno, questa stagione disastrosa si rivelerà solo un ricordo annacquato. Luca Ampollini

Luca Ampollini

Luca Ampollini, classe 1973, giornalista pubblicista dal 2005, ha cominciato a Radio Onda Emilia nel 1998, prima con il commento delle azioni più importanti delle partite di campionato sulle radiocronache di Gianluigi Calestani, poi con la conduzione della trasmissione post partita “Diretta Stadio”. Passa successivamente alla Tv, su Teleducato, commentando il posticipo della domenica sera di serie A a Calcio e Calcio, condotto da Fulvio Collovati. Passa, quindi, alla neonata Teleducato Piacenza come telecronista delle partite del Fiorenzuola in serie C2 e nel 2000-01 commenta, sempre per Teleducato Piacenza, le partite del Piacenza Primavera. L’anno successivo torna a Parma e diventa il telecronista del Parma calcio fino al 2008. Partecipa a Calcio e Calcio, prima come opinionista poi come conduttore in 3 edizioni dal 2005 al 2008. Nella stagione 2004-05 conduce Calcio e Calcio Speciale Coppe e i collegamenti esterni nell’edizione di Calcio e Calcio condotto da Fulvio Collovati. Dal 2005 al 2008, è responsabile della redazione sportiva di Teleducato e, oltre a Calcio e Calcio, conduce Calcio d’Estate prima di passare a Tv Parma dove partecipa come opinionista a Pronto chi Parma e come conduttore, con Carlo Chiesa, delle due trasmissioni “A tutta A“ e “A tutta B”. Dopo alcuni anni in cui collabora come opinionista fisso anche a "Bar Sport" torna a Teleducato dove partecipa come opinion leader a Calcio e Calcio fino al 2018. Con la fusione delle due televisioni continua la sua collaborazione, tuttora in corso, con 12 TV Parma e con Calcio e Calcio. Oltre alle centinaia di telecronache e conduzioni ha collaborato, commentando alcune partite del Parma con le emittenti radiofoniche Radio Bruno (Coppe Europee) e Lattemiele (Campionato). E’ lo speaker ufficiale del Parma calcio allo Stadio Tardini dal 2015

21 pensieri riguardo “PAROLE CROCIATE, di Luca Ampollini / ANATOMIA DI UN’ANNATA TERRIBILE

  • 5 Maggio 2021 in 07:47
    Permalink

    Si e no sig. Ampollini. Concordo su parecchie cose scritte, ma su altre ho dei dubbi.
    Innanzitutto manca il capitolo Lucarelli. E ho già detto tutto.
    Avere un Presidente ambizioso è positivo, ma se si buttano i soldi nel water non è altrettanto positivo.
    Io sono il primo a sperare che con Kalma si Ribalta (…) però vedo una struttura organizzativa di una squadra di ben altra categoria, invece siamo in B… un po’ diverso.
    Valuteremo con i fatti a breve.
    E questa stagione non sarà mai un ricordo annacquato, credo che lascerà profonde ferite, lunghe a rimarginarsi.

    Rispondi
  • 5 Maggio 2021 in 09:45
    Permalink

    Concordo che manca il capitolo Lucarelli e il capitolo “seven”, oltre che quello su Carli sono parecchio democristiani e all’acqua di rose. Manca però anche un capitolo dedicato a una componente fondamentale: il PPC. Speriamo vivamente questa ridicola e inutile “cosa” perché non saprei come definirla subisca il destino dei vari Sepe, Kurtic, Aves e Carli.

    Rispondi
  • 5 Maggio 2021 in 14:49
    Permalink

    Ci vuole Perinetti, a supportare i due dottorini Kalma e Ribalta o questi finiscono mangiati vivi. PERINETTI, PERINETTI,PERINETTI!!!!

    Rispondi
    • 5 Maggio 2021 in 18:29
      Permalink

      lo dice la parola stessa PER INETTI.
      Il presidente ha detto torneremo ma non ha detto quando.
      Fossi io il Presidente , mi consoliderei in serie B, vendendo tutti i giocatori attuali, tranne i piu’ giovani e allestirei squadre buone per mantenere la categoria.
      Una volta trovato un equilibrio patrimoniale e finanziario, fra tre / quattro anni, punterei alla promozione.
      Per questo motivo, ritengo che le parole di Carli circa la ripartenza da Man e Mihaila equivalga alle promesse dei politici in campagna elettorale.

      Rispondi
  • 5 Maggio 2021 in 14:58
    Permalink

    Andare a ritroso per trovare le singole e specifiche responsabilità delle persone coinvolte nella retrocessione del Parma è un esercizio inutile. Ci si arrabbia e basta.
    Bisogna guardare al futuro.
    La decisione più importante sarà quella relativa al nuovo allenatore, perché la Serie B è un campionato lungo e difficile. Il Parma sarà una delle maggiori candidate alla promozione e ci vorrà un tecnico che sappia gestire una squadra in pieno rinnovamento, ma che avrà comunque in rosa giocatori importanti, alla quale dovrà dare un gioco efficace ed allo stesso tempo bello da vedere, secondo gli obiettivi della società.
    Tre profili interessanti, secondo me, sono Venturato, Tedino e Andreazzoli.
    E non mi meraviglierei del ritorno di Liverani, perché con la conferma dei pochi giocatori che seguivano le sue idee e l’arrivo di altri idonei al suo tipo di gioco, non sarebbe una scelta irrazionale.

    Rispondi
    • 5 Maggio 2021 in 17:59
      Permalink

      Bravo Siber …well said …let’s look to the future ….. e’ gia molto stanco pensare del passato ….

      Rispondi
  • 5 Maggio 2021 in 15:24
    Permalink

    Comunque come sempre la città ducale dell’UPI, capitale della tomacca, del parsutto (sul formaggio dicono sia più buono a Reggio) e delle macchine per imbuslare (che tutto il mondo ci invidia, altro che Musk), nonostante sia piena di industrialoni, dottoroni e avvocatoni, oltre che sede di prestigiose bancone francesi governate da reggiani interisti, riesce a distinguersi in negativo. Negli ultimi anni abbiamo assistito in serie A a 5 e dico 5 passaggi societari verso soggetti americani. Bologna, Fiorentina, Roma, Spezia e Pèrma. Chissà chi tra le 5 è riuscito a fare le robe in modo da retrocedere????

    Rispondi
  • 5 Maggio 2021 in 15:46
    Permalink

    Non condivido questa impostazione del chi è senza peccato scagli la prima pietra..certo i rei sono numerosi ma chi porta la responsabiltà di compiere le scelte tecniche a livello dirigenziale è all’origine della catena di errori e, se il Principe gli detta una strategia troppo green, il consigliere dotato di carisma lo deve reindirizzare…..francamente non mi commuove, visti gli stipendi che questi professionisti incassano, se il consigliere (ex?) si dichiara ripetutamente colpevole e si rimette alla clemenza della corte.
    Qui non si tratta di far processi o di gettare la croce addosso a qualcuno ma di evitare che anche nel prossimo futuro si possano commettere errori esiziali….errare humanum est, perseverare autem diabolicum, per il bene del Parma, di Parma e di noi, tifosi e non, Parmigiani..ni (l’alchimista).

    Rispondi
  • 5 Maggio 2021 in 16:57
    Permalink

    7
    Krause
    Carli
    Liverani
    D’Aversa
    Squadra

    I colpevoli in questo ordine per me.

    Rispondi
    • 5 Maggio 2021 in 18:13
      Permalink

      Allora cacciamo il presidente, rivogliamo Manenti

      Rispondi
      • 6 Maggio 2021 in 09:05
        Permalink

        Sicuramente Taçi aveva fatto un mercato migliore di Carli

        Rispondi
          • 6 Maggio 2021 in 10:36
            Permalink

            Varela, Rodriguez (cebolla), Lila, ottimi giocatori

    • 6 Maggio 2021 in 21:23
      Permalink

      A te fat propria ‘na bela classifiche, a te salvè i szugador… tifo becero

      Rispondi
  • 5 Maggio 2021 in 19:16
    Permalink

    Evidentemente coloro i quali scrivono qui i lori commenti sono troppo giovani per ricordare il campionato (se non erro) 1979/80, l’anno post Ancelotti. Ecco, un Parma così triste era da allora che non lo vedevo più, così come un campionato altrettanto deludente (unico colpo d’ala, la vittoria in casa del Como che poi verrà promosso in A…): sempre in affanno, sempre rimontato, un sacco di gol subiti negli ultimi minuti…
    Però, a differenza di quell’anno disgraziato, non avevamo tutte queste decine e decine di infortuni muscolari (pur tenendo conto che ora si viaggia a velocità decisamente superiori): a mio modestissimo parere, tra i “colpevoli” di questa indimenticabile stagione, va messa anche la preparazione atletica

    Rispondi
  • 7 Maggio 2021 in 13:02
    Permalink

    Ognuno ha una sua visione di colpe e ormai davvero hanno stancato, si è scritto tanto e troppo.
    Cambiare pagina e pensare solo al futuro è questo che bisogna fare, noi tifosi stampa TV…
    A proposito a calcio e calcio… non serve non leggere di proposito anche se aperte i whatsapp che propendono per una lucida difesa imparziale sull’operato di Liverani(anche se capisco la simpatia per altri di chi è in studio)
    Io ed altri lo abbiamo notato che vengono scartati .
    Ognuno ha una sua idea e credo sia giusto leggerli visto che poi ci sono dati veritieri.
    Sarà stato un caso ma troppo spesso è stato così..
    Un saluto e forza Parma e a mai più spero articoli sulle colpe presunte.
    Seguire la prua…

    Rispondi
  • 7 Maggio 2021 in 22:21
    Permalink

    Analisi lucida, profonda competente,la migliore fino.adesso tra quelle che ho.letto,si parla poco dei 7 ex soci,ma,anche loro colpe,detto ciò,hanno il grande merito di riportare il parma ina

    Rispondi
  • 7 Maggio 2021 in 22:30
    Permalink

    Anche la,stagione 84 85 non fu il massimo,fu lanciato Berti,maretricedemmo.in malomodo….

    Rispondi

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