lunedì, Marzo 4, 2024
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TATTICA-MENTE, di Patrick Fava / IL RITORNO ALLA BANDITA DIFESA A 3 HA RIDATO SOLIDITA’

(Patrick Fava) – Sesta sconfitta consecutiva per la truppa di Roberto D’Aversa: non basta una prestazione dignitosa ad evitare l’ennesimo KO contro una Lazio che ha dimostrato grandi limiti di fronte ad una difesa posizionale bassa. Gli allenatori del Parma, dopo il proclama del presidente Krause di qualche mese fa, che affermava di non voler più vedere la sua squadra giocare con il 3-5-2, si sono affidati a vari sistemi di gioco, ma mai si era tornati a quello bandito. Il presidente vuole una squadra propositiva ma siamo sicuri che la difesa a 3 sia legata a principi di gioco difensivi? Atalanta e Verona ci hanno dimostrato che si può giocare con la difesa a 3 essendo comunque estremamente offensivi. In particolare i bergamaschi per il secondo anno consecutivo si piazzeranno al primo posto per i gol segnati. Questa premessa serve per fare capire che troppo spesso l’utilizzo della difesa a 3 è stata snobbata in questo campionato. Mister D’Aversa, nonostante i risultati non gli abbiano dato ragione, ha comunque dimostrato di aver portato qualche miglioramento rispetto alla precedente gestione Liverani, l’IPO (indice di pericolosità offensiva) è decisamente migliorato. II Parma, nel rapporto tra occasioni create e occasioni subite, è migliorato, ma ciò non è bastato: anzi a livello di punti nella precedente gestione si è fatto meglio. La rosa ha dimostrato di avere dei limiti, la partita con la Lazio è lo specchio di questa stagione: quello che avrebbe potuto essere ma non è stato. D’Aversa, dunque, per la prima volta dal suo ritorno al Parma, propone il 3-5-2, sistema di gioco adeguato per contrapporsi ai biancocelesti che infatti soffrono l’ordine e la compattezza dei Crociati che con un blocco basso 5+3, intento a chiudere gli spazi centrali, ha messo in luce i limiti della manovra della squadra di Inzaghi, la quale, per caratteristiche, dà il meglio di sé quando ha la possibilità di avere molto spazio dietro la linea di difesa avversaria. I Crociati sono stati graziati in un paio di occasioni: pensiamo alla traversa di Luis Alberto e alla grande parata di Sepe, nella ripresa, su conclusione di Immobile a colpo sicuro, ma i gialloblù hanno avuto il merito di onorare la Maglia e di giocare con grande concentrazione, andando più volte vicino al colpaccio. Il centrale difensivo in più rispetto al numero degli attaccanti avversari ha permesso ai gialloblú di coprire meglio gli spazi negli ultimi 30 metri e di avere una superiorità numerica dentro l’area di rigore, dove, in questa stagione, sono parsi meno efficaci rispetto agli anni passati. Un Parma solido, compatto come non si vedeva da un po’ di tempo, che ha sfiorato il successo grazie anche a due tiri da fuori con Brunetta ed Hernani che si sono stampati sul palo, e punito oltre i suoi demeriti da una conclusione di Immobile dopo una serie di rimpalli che hanno permesso all’attaccante della nazionale di infilare l’incolpevole Sepe per un 1-0 che ha il sapore dell’ennesima beffa, così come probabilmente qualcuno si è reso conto, anche se non avremo mai la controprova, che probabilmente l’utilizzo di un difensore centrale in più rispetto agli attaccanti avversari forse avrebbe dato maggiori garanzie ad un reparto in difficoltà nei duelli individuali per tutto l’arco dell’annata. Ora c’è da finire la stagione dignitosamente sperando in un pronto ritorno nella massima serie il prima possibile perché Parma e il Parma meritano la serie A. Forza Gialloblù. Patrick Fava

Patrick Fava

Patrick Fava, 37 anni, di professione impiegato ed allenatore di calcio (UEFA B) come hobby, attualmente è in forza al Fiorano (Campionato di Promozione Girone C. Appassionato di match-analysis e di tattica calcistica è sempre pronto a studiare i principi di gioco dei grandi allenatori italiani ed europei, ma soprattutto è un grande tifoso del Parma

3 pensieri riguardo “TATTICA-MENTE, di Patrick Fava / IL RITORNO ALLA BANDITA DIFESA A 3 HA RIDATO SOLIDITA’

  • La prossima volta che leggo di futuri rosei, di tramandare ai bambini e di stadio faccio come Garibaldi (che diceva di non essere un imprenditore calcistico ma in realtà voleva comprare il Marsala) e non in mille ma in sette vado in Sicilia.

  • Buon analisi Patrick ,
    Forza Parma

  • Krause dovrebbe fare di meno il “Berlusconi” dei tempi d’oro milanisti quando imponeva le formazioni ad Ancelotti. Anche perchè è nel calcio da meno del Berlusca e la sua conoscenza mi pare ancora molto limitata.

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