CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / DECLINO DEL MODULO, CREPUSCOLO DEL SISTEMA

(Gianni Barone) – “E’ meglio star fermi nella rispettiva posizione che muoversi, così si crea meno confusione ed aumentano gli spazi”, così si era espresso Maresca al termine del prima amichevole del Parma della stagione, e queste parole, non interpretare a dovere da nessuno, lasciano molti interrogativi e molte perplessità alla luce di quanto visto e descritto in occasione della seconda uscita, allorché tutti ci si è affannati a intravedere uno schieramento, quello Crociato, posizionale, cioè variato da una fase e l’altra di gioco, con sostanziali spostamenti da un reparto all’altro da parte di determinati calciatori. Per la prima volta ci s’imbatte in un tecnico che non predica il movimento, la corsa, ma che tuttavia pone l’accento sul fatto che diventa, in termine di ordine, e di creazione degli spazi, utile, stare fermi anziché muoversi e correre. Ma come si fa a creare spazi stando fermi?, si chiede il profano sportivo e tifoso che da sempre, da che calcio è calcio e da che mondo è mondo, si è sempre sentito ripetere la tiritera e la teoria del movimento, !del movimiento”, per dirla alla Heriberto Herrera (“Accacchino” da non confondere con “Accaccone”, il Mago dell’Inter di Moratti, padre, anni 60), paraguaiano tecnico della Juve del dopoguerra, amante e gran propugnatore dell’instancabile corsa, dei suoi, alla ricerca continua di spazi e sorprese per gli altri. Una contraddizione in termini, verrebbe quasi da dire, un paradosso del nuovo millennio calcistico, verrebbe quasi da pensare, analizzando le frasi del tecnico del Parma, già ammirato dagli esteti post moderni, per tanta innovazione apportata nei metodi di preparazione e di approccio alla gara. Il laboratorio Parma, oltre alla presenza attrattiva del “mostro sacro” Buffon, sta piano piano calamitando l’attenzione di tifosi e di critica evoluta. Addirittura già si parla di declino dei moduli, anche se gli stessi usati come sinonimo dei più correttamente definiti sistemi di gioco, avrebbero dovuto essere soppiantati nella narrazione e nella dialettica sportivo/giornalistica già da diversi lustri, allorché ci si convertì in toto alla zona, a ogni livello e in ogni categoria. Quando, cioè, ci fu la svolta “epocale” dal modulo a uomo, tanto caro alla generazione “catenacciara”, che a livello di club e di Nazionale, tra gli anni 60 e gli anni 80, aveva fruttato alle nostre latitudini, parecchi allori continentali, e in alcuni casi, anche mondiali, al modulo a zona, tuttora imperante e maggioritario pur nelle sue svariate, varianti di sistema, esemplificante nelle descrizioni numeriche (4-4-3, 4-4-2, 3-5-2, etc) ormai patrimonio del lessico familiare di ogni tifoso o pubblicista inteso come giornalista che pubblica a dispetto della professione che più o meno svolge. Ora la rivoluzione “copernicana” in atto, sembrerebbe con qualche azzardo profetico, voglia sancire anche la messa in un cantone, come si diceva una volta nelle nostre montagne, anche dei sistemi di gioco, in una sorta di suo “crepuscolo”, per lasciare spazio al più evoluto “calcio posizionale”, fatto cioè da giochi di posizione che cambia e che fa cambiare posto, fra possesso e non possesso ai calciatori di cui sopra. Ma tutto questo bailamme e tourbillon (scusate gli italianismi negati) che a parole stride con quanto estratto dal Maresca-pensiero del suo primo atto ufficiale in territorio Crociato, presuppone un lavoro che i cronisti presenti al ritiro del Parma si sforzano di descriverci, presentandoci la tavola del campo da gioco “apparecchiata” per gli allenamenti tecnici e condizionali con l’uso esclusivo e perenne della palla (attrezzo indispensabile del gioco e dello sport in questione) per scongiurare i desueti, ormai, “allenamenti a secco”, cioè senza l’attrezzo, banditi dai programmi di Coverciano, per nuovi e vecchi allenatori patentati, già da mo’. Quindi nessuno stupore, però le sacche di resistenza jurassica in tema di metrologia ed esercitazioni, andando in chiaroscuro e in profondità di analisi, continuano imperterrite ad esistere e a chiedere cittadinanza in mezzo a tutto questo “nuovo che avanza” e che speriamo non “arranchi”, nel momento in cui ci sarà il confronto con la dura e cruda realtà dei risultati da inseguire e da ottenere per non perdersi e per non perdere di vista gli obiettivi stagionali e quelli a medio e a lungo termine. Tutto bello, quindi, ciò che bello (ma che bello, che bello, che bello, direbbe fra Antonino da Scasazza alias Nino Frassica) adesso ed è interessante constare che se darà i frutti sperati possa per sempre da noi allontanare l’idea che il bel gioco dipenda solo ed esclusivamente da moduli (da aborrire nei discorsi per i suindicati motivi) o da sistemi (anche loro da cestinare) così come sono presentati anche dal punto di vista grafico su siti e giornali. E pensare che anni fa quando per primi, su di un giornale locale ormai defunto e di cui nessuno ha più memoria (“La Tribuna di Parma”), noi, ci eravamo cimentati nel presentare le partite del Parma con l’esemplificazione grafica dei sistemi attraverso i nomi dei giocatori sull’ipotetico campo, e qualcuno del giornale locale prevalente, ci aveva, poco acutamente, canzonato, dicendo che chi aveva il nome più lungo, ad esempio Cannavaro, occupava più spazio e posizione, rispetto a chi come Pin, aveva meno lettere nel nome del suo casato. Peccato che da qual momento in poi, tutti seguirono il nostro modo grafico di esprimere i sistemi di gioco, senza subire il dileggio dell’acuto alla rovescia (ossia Ottuso o Ottusangolo o Volpino/i) di turno. Con la fine della gnola dei numeri/sistemi, speriamo di essere tutti un tantino più propositivi, come il tipo di calcio che molti, vogliono o vorrebbero praticare, e che tutti coloro che credono che il modulo sia sinonimo di sistema la smettano e si adeguino. Perché per saperne non occorre, necessariamente, tra i giornalisti, aver frequentato e ottenuto l’abilitazione ad un corso allenatori UEFA, viuceversa serve conoscere, studiare e documentarsi. Non è difficile. E non è solo patrimonio di chi come Padovan, Grossi ed io (Bocchett e Ciammaritano) oltre a essere giornalista è anche allenatore. Dopo la terza amichevole contro il neo promosso in C Trento, l’unica certezza è che, come nella vita, anche nel calcio di questo primo Parma, su cui ci sono aspettative grandi, e al momento, moderati entusiasmi, non esiste il pareggio. Questa volta non sono mancati i gol a favore, di cui si cominciava a lamentare, sempre moderatamente, l’assenza, ma sono arrivati anche quelli a sfavore, facendo storcere il naso ai soliti criticoni di turno. Di nuovo, rispetto ai due precedenti, questa volta, qualcuno ha notato che Sohm, l’uomo in più, non quello di “sorrentiniana” memoria, da noi citato, ma quello che traccheggia tra un reparto e l’altro, a seconda se si attacca o si difende (anche se questo fatto andrà verificato e confermato in seguito con impegni più probanti), in più di un’occasione, pare, non sia andato a difendere largo a destra, dove restava il “braccetto” Balogh, o dove si trasferiva l’altro mediano, Kucka, ma al centro al fianco di Valenti. Tutti particolari in cronaca, si direbbe, attualmente, forse di poca importanza, poi si vedrà. L’impressione, aldilà delle parole sempre positive del tecnico, è che la squadra si stia costruendo, e in avanti, pur in assenza dei titolari veri, sugli esterni i due romeni, Man e Mihaila, ancora ai box, i movimenti azzeccati non sono mancati. In attesa di Vasquez, che qualcuno vorrebbe scorgere al più presto dietro gli arbusti di Collecchio, con tanto di cinguettata rassicurante del presidente Krause in risposta a un tifoso, tal Pasquale Della Valle (esempio di comunicazione diretta, sia pure inconvenzionale, che supera quella mediata di chi, pur deputato, non domanda per non disturbare e dunque non riceve risposta), Brunetta scalpita e il centravanti polacco, ancora a secco, tiene caldo il posto al titolare che sarà: Inglese o il nuovo colpo di mercato, ancora non alle viste. Anche gli altri reparti manca ancora qualche tassello, però ci stiamo abituando ad avere sulle corsie esterne solo giocatori offensivi, sabato Camara a destra e Simone Iacoponi a sinistra, che dovranno, azzardiamo, nell’idea del tecnico, tenere gli esterni bassi avversari, solitamente intraprendenti, un po’ più frenati all’indietro: se così fosse, sarebbe un modo, scaltro, per evitare pericolosi traversoni dalle fasce che tanto hanno fatto male alla difesa Crociata nell’ultimo infausto torneo. Per il resto buon gioco posizionale e buon calendario a tutti, da non commentare per non rischiare le solite ovvietà. Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

11 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / DECLINO DEL MODULO, CREPUSCOLO DEL SISTEMA

  • 26 Luglio 2021 in 10:56
    Permalink

    Il tweet di Krause in risposta a un tifoso sul tema Vazquez arrivato in una sonnacchiosa e canicolare domenica estiva (ma si badi bene una domenica sempre “dentro la pandemia” con tutti gli annessi e connessi di grida di allarme, balzi di contagi, geremiadi e bollettini dal tono catastrofico) ha de facto raso al suolo, se mai ce ne fosse bisogno, la già scarsa utilità e credibilità della stampa locale (non considero ovviamente quella nazionale che di questi temi giustamente non è tenuta ad occuparsi), ormai assunta a bollettino di guerra di “nuovi positivi”, veline dal Barbieri e report del rudo e delle orinate lasciate dai diversamente parmigiani in Pilotta, Via Garibaldi, Viale Mentana e zone limitrofe. La semplice domanda di un tifoso e la altrettanto immediata, semplice e cortese risposta del patron hanno chiuso il caso che aleggiava da settimane. Ovviamente nelle pieghe e paginate di inutili servizi da Castelrotto, interviste a Valenti e Brunetta, intervista allo stesso Krause, intervista a Pederzoli sul calendario con corredo di tanto dobbiamo affrontarle tutte, nessun giornalaio di Via Mantova ha mai nemmeno pensato di rivolgere la banalissima domanda di cui sopra a cui sarebbe stata data la stessa cortese e ferma risposta senza far montare nemmeno il caso. A questo punto twitter è davvero molto più utile di un’informazione tradizionale ormai copia e incolla e senza alcun approfondimento che non sia un’intervista a Brunetta o un commento sul Frosinone alla prima giornata.

    • 26 Luglio 2021 in 16:12
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      Devo ammettere che la tua risposta mi ha fatto sorridere.
      Comunque è vero, il livello del giornalismo locale è sceso tantissimo in questi ultimi anni.
      Nelle trasmissioni compaiono sempre i soliti amici e amici degli amici. Mai una domanda scomoda, uno scoop, leggi tutto quello che già sai da giorni almeno 2 giorni dopo. Peccato perchè sarebbero utili servizi che andassero a cercare e stanare le notizie invece che riportarle solamente.
      Comunque Davide potresti chiedere al Direttore di farti aprire una rubrica nella quale parli apertamente di UPI, rudarola come la chiami tu, dottoroni, avvocatoni e campi di tomacche. Credo avrebbe discreto successo.

  • 26 Luglio 2021 in 14:14
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    Mi allaccio alla constatazione di Barone su Sohm, che a me è piaciuto, ma da rivedere in partite più ardue tipo Bochum dove ricopriva la posizione terzino-centrocampista, a quella di centrale difensivo-centrocampista del secondo tempo col Trento, a lui più congeniale per avere ricoperto già allo Zurigo questa posizione di difensore e per la maggiore facilità a rientrare in verticale invece che in diagonale, il ragazzo ha mezzi tecnici e fisici per questo doppio ruolo e importante sarà l’assimilazione dei meccanismi da parte della squadra, per sopperire alla sua lentezza fisica, ma non mentale perché è uno dei pochi capace di dare la palla di prima.

  • 26 Luglio 2021 in 15:00
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    Se uno è lento a 20 anni nel calcio moderno la vedo dura….

    • 26 Luglio 2021 in 15:49
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      Vazquez è ancora più lento….ma sono veloci di cervello

      • 26 Luglio 2021 in 16:33
        Permalink

        Bravo Claudio ….
        Xavi Hernandez del Gran Barcelona di Guardiola ..migliore squadra di tutti tempi , 6 titoli in un anno ..anche Lui era molto lento pero metteva le bellissimi pallone ai piedi dei attaccante per fare Gol ..Gol Gol….
        La Cosa se chiama visione di gioco e tecnica di fuoriclasse
        Forza La Nuova Parma

  • 26 Luglio 2021 in 22:16
    Permalink

    Dai su, critichiamo pure Vazquez solo perchè è “lento”. Roba da matti. Vi meritereste Kurtic a vita.

  • 27 Luglio 2021 in 10:22
    Permalink

    Caro Nolan, il discorso sull’informazione locale è molto ampio e non è nemmeno corretto fare di tutta l’erba un fascio (se mi legge il peritino mi toglie il “passo carraio”). Venendo ad esempio all’informazione made in Ponte Caprazzucca – che purtroppo assorbe storicamente il 99% delle vendite e ascolti del nostro “Territorio” ricco di tomacche e soffiatrici per bottiglie in pet – Radio Parma, a livello musicale e di programmi culturali/musicali si distanzia per fortuna anni luce dalla Rudarola cartacea e dalla sua trasposizione televisiva (i Tg di Tv Parma e le agghiaccianti trasmissioni in studio). Limitandoci al calcio, la Rudarola ha perso il suo senso di esistere nel momento in cui le notizie sono quelle copiate da Parma Live in ritardo, non esiste mai un minimo di approfondimento che non siano interviste a Brunetta con domande da prima elementare e per sapere cosa succede a Vazquez serve un tifoso che lo chieda al Presidente su twitter. La certosina puntualità e zelo nell’emettere i quotidiani bollettini di guerra di “balzi nei contagi” e le contabilità progressive sulle ospedalizzazioni, (oggi poi con la grandinata a Borgo San Donnino, Via Mantova può scatenarsi negli amati toni da tragedia apocalittica che a dir loro piacciono agli anziani: contagi, grandine, tempeste, mancano le locuste e le piaghe d’Egitto) non è sicuramente applicata a temi ben più interessanti e cari al popolino come il calcio (poi si sa che non si può parlare di calcio con la gente che muore negli ospedali). Oggigiorno tra l’altro con le tecnologie diffuse servono anche pochissimi mezzi per fare un’informazione decente rispetto al passato. Basta un telefonino per fare un video e un “appol ai fon” ha uno zoom degno di un cannocchiale militare. Ricordo che l’anno scorso abbiamo visto la stessa immagine di Liverani in brache corte nel parcheggio di Collecchio fino all’esonero…sarebbe bastato mettersi davanti alla farmacia della coop dall’altra parte della strada e fare un video con un telefono. Si leggono sempre e solo banalità, l’articolo di oggi sugli ex crociati ne è un esempio…ma chi se ne frega di Modesto, Paci, per altro personaggi inutili e oscuri, non parliamo nemmeno di grandi ex che hanno lasciato un segno. Le radio libere romane sono un esempio di come va fatta informazione sportiva locale, con 3 telefoni e 4 sponsor sono sul pezzo h24 e sempre in anticipo su tutto. Ascolti radio sport e sai che Carles Perez non va all’allenamento perché ha la sciolta, qui serve un mese per sapere qualcosa su Vazquez e mi propini un’articolista su Paci che allena il Pordenone. Sinceramente spero molto in nuovi protagonisti come quelli di Parma Game Pass, che apprezzo, sperando che diventino il nostro equivalente delle radio libere romane, ma che non si facciano inghiottire nel vortice delle banalità.

  • 27 Luglio 2021 in 19:35
    Permalink

    Faggiano 🎪🤹‍♀️
    Viperetta 🐍
    Top assoluto. È come mettere insieme Jocker e Lex Luthor, la banda bassotti e gamba di legno. Ne vedremo delle belle non cambiamo canale.

    • 28 Luglio 2021 in 18:27
      Permalink

      aspetta e spera ,del resto questo e’ l’obbiettivo massimo del nostro roseo futuro

  • 30 Luglio 2021 in 20:32
    Permalink

    Obtorto collo, debbo dare ragione a a Davide sulla qualità del ronfante “giornalismo” locale. Mi consola il pensare a Davide in questi giorni incazzato come un’aquila dietro ai trattori carichi ed tomachi. E sogno che qualche di questi gli si spiaccichino sul parabris, che se poi avesse una spaider sarebbe apoteosi

I commenti sono chiusi.

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