CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / LA MALEDIZIONE DEI TELECRONISTI RAI

(Gianni Barone) – La storia di ripete? Speriamo di no: ci riferiamo alla sostituzione in corsa del telecronista RAI, Alberto Rimedio, che essendo risultato positivo al Covid, non potrà commentare la finale dell’Europeo dell’Italia di Mancini, contro l’Inghilterra in programma domenica sera 11 Luglio 2021 a Wembley (Londra). Mentre si ci interroga su chi sarà il sostituto – Stefano Bizzotto? Luca De Capitàni o magari il radiofonico Francesco Repice, chissà? a me non dispiacerebbe Marco Civoli – e archiviata la suggestiva ipotesi di Bruno Pizzul, nuovo testimonial negli spot in Tv, di Dazn, per il prossimo campionato e che farà eccezionalmente la telecronaca di qualche spezzone del match per i suoi concittadini di Cormons, davanti al maxi-schermo, il particolare della sostituzione del telecronista Rai, durante una competizione importante, ci riporta alla mente tre precedenti casi in cui la sostituzione non aveva sortito, per i colori azzurri, qualcosa di positivo dal punto di vista dei risultati. Infatti nel ’70 durante i Mondiali del Messico, Nando Martellini sostituì, dopo tre partite, Nicolò’ Carosio, il quale venne rimosso per essere stato protagonista di una presunta gaffe (poi negli smentita con riabilitazione del reo) in occasione di un gol annullato a Gigi Riva, in Italia-Israele 0-0, per una segnalazione del guardalinee Seyoum Tarekegn, definito dal decano dei telecronisti Rai, per tre volte, in modo giudicato spregiativo l’etiope (erano gli anni in cui Fedez doveva ancora nascere e vigeva la censura), e quindi passibile di squalifica e rimozione dal ruolo, anche se qualcuno sull’episodio ci ricamò, ingiustamente, facendo apparire Carosio come un bieco razzista. Il subentrante Nando Martellini commentò le tre successive partite degli azzurri: Quarti, Semifinale, quella storica con la Germania, vinta per 4 a 3, e la Finale persa contro il Brasile di Pelé. Quindi avvicendamento che non portò bene all’Italia per il successo finale, ma che a lungo si fregiò del titolo di Vice Campione del Mondo. Non andò meglio nel secondo caso, allorché in occasione di Messico 86 (il mondiale di ieri e di oggi visto dalle ottiche di Gianni Barone come recitava lo spot dell’indimenticabile Mario Bertoletti, poeta pramzan, su Radio Onda Emilia, all’ epoca), Nando Martellini una volta messo piede nella terra che fu degli Incas e degli Aztechi, accusò un malore dovuto all’altitudine, che lo costrinse a passare il testimone all’allora giovane cronista Bruno Pizzul, il quale non riuscì a pronunciare, con la nazionale campione in carica di Enzo Bearzot, la fatidica frase «Campioni del Mondo», ripetuta tre volte, quattro anni prima – con Pertini in piedi – dal suo predecessore, Martellini, ritornato anzitempo in Italia, per i suindicati motivi di salute, salvo coprire dallo studio “Sono Martellini…” durante le interruzioni sul circuito audio internazionale che si verificarono. Quindi a distanza di tanti anni, in tempi di COVID, con la variante Delta che dilaga in terra della “perfida Albione”, per dirla alla Carosio, la storia si ripete, anche se qualche illuminato premier europeo del calibro del nostro Draghi e della teutonica Angela Merkel, avrebbe voluto che ciò non si verificasse, spostando la sede della finale, trovando la cocciuta opposizione dei vertici “parruconici” dell’Euefa, per dirla alla Carletto Mazzone. Tra l’altro, stando a Dagospia, il premier italiano non sarebbe stato gradito ospite a Londra dopo quelle frasi, sicché la presenza istituzionale dovrebbe essere garantita dal Presidente della Repubblica Mattarella e qui si sciupano i corsi e ricorsi storici scaramantici: I precedenti che fanno ben sperare sono il già citato Pertini nel 1982 a Madrid e Napolitano nel 2006 a Berlino, entrambi tornati a casa con la Coppa. Andò differentemente, devergendo, nel 1994 e nel 2014, quando rispettivamente Scalfaro e Napolitano rimasero a casa. L’unica eccezione è finora rappresentata da Ciampi, che nel 2000 era presente alla finale dell’Europeo contro la Francia, persa dagli Azzurri ai supplementari. E ora, al di là dei capi dello stato, visto che tutti si è scaramantici, il cambio del telecronista potrebbe anche non portare bene e chiunque sia il sostituto di Rimedio, si augura di non passare alla storia come “menagramo” delle sorti azzurre, dopo le brillanti vittorie in questo, unico, Europeo, sciaguratamente, itinerante, solo a metà, che diventa stanziale nell’unico luogo in cui non avrebbe dovuto esserlo. Una lungimiranza alla rovescia che inquieta, preoccupa e che allarma non poco, aldilà di chi sarà il telecronista Rai incaricato in pieno clima di mercato dei telecronisti e commentatori inaugurato da Dazn con la presentazione del nuovo staff per il prossimo campionato 2021/ 2022. Oltre a Giorgia Rossi di Mediaset e Marco Cattaneo e Massimo Ambrosini di Sky, il prossimo acquisto di Dazn potrebbe essere Lele Adani, che qualcuno ipotizza addirittura, come commentare tecnico Rai, per la finale di domenica, scritturato in extremis al posto di Antonio Di Gennaro, posto per precauzione in quarantena. Staremo a vedere come andrà a finire, toccando tutto quello quello che si può toccare per sconfiggere sfiga e maledizioni del passato. Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

4 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / LA MALEDIZIONE DEI TELECRONISTI RAI

  • 10 Luglio 2021 in 19:09
    Permalink

    Sarebbe stato figo riavere il Brunone nazionale solo per una sera. Un premio alla carriera 🙂

  • 11 Luglio 2021 in 21:42
    Permalink

    Il duo napoletano ( torre Annunziata e Scampia) anche stasera è l’arma in più degli avversari. Immobile è il peggior centravanti della storia del calcio italiano. Una vergogna che giochi in Nazionale uno così.

    • 12 Luglio 2021 in 11:27
      Permalink

      Quindi abbiamo vinto 9 contro 11 ieri sera?

      • 13 Luglio 2021 in 14:19
        Permalink

        no uscito immobile hai pareggiato subito dopo. quindi eri 10,5/contro 11

I commenti sono chiusi.

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