IL GALLO DI CASTIONE / L’ACCADEMIA NON CI PIACE

(Il Gallo di Castione) – In quel di Castione, nell’eremo di Villa Bernarda, siamo tutti amici e beviamo vino e parliamo di donne. Si sta meglio dei famosi quattro amici al bar. Che uno adesso sta su Facebook, l’altro chatta su WhatsApp, uno gioca a Candy Crash e l’ultimo fa delle foto al cibo. A Villa Bernarda invece si discute a lungo del sesso degli angeli, poi si fa la classifica delle donne con i più bei seni.

Le tette sono come le amicizie. Ci sono quelle grandi, quelle piccole e quelle finte… I discorsi da bar dimostrano il nostro vissuto, partendo dalle filastrocche dell’infanzia. Chi non ricorda le tre civette sul comò (ma sul comò non sono sole perché si é arrampicata la figlia ninfomane del dottore), poi c’era Pierino che fa la cacca sotto il ponte imprecando per il parto difficile da 33 cm; siamo passati, poi, alle canzoni dell’adolescenza (quelle classiche delle giostre che restavano dieci anni), veri capolavori con testi poetici e profondi, tipo la Gloria nuda sul divano e che fa l’artista? Stelle di cartone… però pensando a Gloria, mah… un onanista, detto anche s……o. Anche a scuola ci han fatto studiare un altro simile, quel poeta gobbo che si nasconde dietro la siepe che all’ultimo orizzonte il guardo occlude (che ci farà mai il poeta Giacomo dietro la siepe oltre che a guardare senza essere visto?). Io li vedevo i tifosi sugli spalti al Tardini mentre finiva la partita coi giocatori che facevano il tiki taka a centrocampo: erano, i tifosi, allegri come il Leopardi e calmi come Sgarbi. E ancora la Beatrice di Dante, la Laura del Petrarca e finalmente la Becchina di Cecco Angiolieri, che aveva risolto infine la storia dell’amore platonico e aveva scelto una meretrice a pagamento come oggetto del desiderio. La vita che ondeggia fra ciò che si possiede e ciò che si desidera. La realtà è un’illusione creata dalla mancanza di alcol, un secchio che cerca invano di raccogliere la luna, riflessa nello specchio d’acqua in fondo a un pozzo. Ma lasciamo la bassa filosofia ed entriamo in tema Parma e ai due pareggi che per alterne vicende e per diversi motivi non ci possono soddisfare come invece qualcuno improvvidamente sostiene.
Secondo me la notte non porta più i consigli di una volta, e nemmeno una pausa per la nazionale di 15 giorni aiuta più di tanto. Come sosteneva Sigmund, ci sono due modi di essere felici nella vita: quello di diventare idioti e quello di esserlo, io sono tifoso del Parma ma non sono felice. Domenica siamo andati negli antichi distinti, attuale tribuna ovest, tappa al wc e non ho mai visto un cesso del Tardini così pulito. E sì che di cagate ne ho viste molte, domenica… Per esempio la costruzione del gioco dal basso, che vuol dire uscire dall’area palla al piede e perdere il pallone regalando occasioni all’avversario. Poi ho visto il Tiki taka al 95°, rigorosamente a metà campo con la palla lontana dall’area avversaria. E ho visto un allenatore che non ha vinto una partita quando vinceva 2 a 0 a dieci minuti dal termine, poi non ha vinto una partita giocando in superiorità numerica per 35 minuti dichiararsi soddisfatto facendo capire che il suo progetto sta andando a gonfie vele. Ma se il pubblico ti fischia e non hai perso ti viene forse il dubbio che l’accademia non ci piace e che potevi perdere o pareggiare provando a vincere che ti avrebbero applaudito? Con cinque cambi a disposizione e gli avversari sotto di un uomo non hai cambiato niente sino all’ottantesimo e poi ci spieghi anche che hai fatto bene? E qualche cross al centro invertendo le ali (che giocano col piede buono verso il centro e non all’ala) quando hai messo due punte al centro non ti è venuta in mente? Giocheremo ancora al Tardini il primo novembre e vedremo se gli zombie e i morti viventi saranno già scomparsi, perché vederli in campo un’altra volta sarebbe francamente troppo anche per dei tifosi appassionati, ma sfiduciati dalla mancanza di fame dei giocatori, di una squadra che si sente grande anche se ondeggia fra metastitica e diarrettica in un interminabile disequilibrio organico. L’importante delle volte è non cadere nell’ ec-cesso. Bisogna avere fede nel progetto a lungo termine, bisogna crederci, ad esempio i testimoni di Geova credono ancora che gli aprirò la porta alla domenica mattina alle otto. Se poi resti deluso e non capisci dove stiamo andando e cosa stiamo facendo, se non senti la voglia di vincere e non capisci quando Maresca ti spiega, allora sei tu che sbagli, ma porco santissimo della pianura Padana quei 4 punti lasciati per strada fanno bruciare il deretano, Santissima ed Altissima, quasi Levissima acqua di montagna. Intanto l’Italia si divide fra pacifici dimostranti caricati con gli idranti e delinquenti che scorrazzano impuniti, vaccinati impenitenti e negazionisti ad oltranza che sentendo parlare di focolaio subito pensano a una grigliata, (a qualcuno invece che chiedergli il QR dovrebbero chiedergli il QI), Cenerentola che non può andare al ballo perché non ha il Green Pass e i Re Magi del presepe che son rimasti quelli dell’anno scorso, con su la mascherina. Il vaccino Johnson & Johnson è l’unica via di shampoo: ma che razza di mondo stiamo lasciando alla regina Elisabetta? Il Gallo di Castione

Stadio Tardini

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6 pensieri riguardo “IL GALLO DI CASTIONE / L’ACCADEMIA NON CI PIACE

  • 20 Ottobre 2021 in 08:15
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    Il cesso della foto riassume alla grande la nostra stagione.

  • 20 Ottobre 2021 in 09:10
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    Circumnavigando tutto il pianeta Parma, posso dire serenamente che, dalla gestione della partita, ai cambi,(Beneck 4 minuti..) alle dichiarazioni strampalate post match, questo allenatore assomiglia parecchio a quello che ci ha appena lasciato.(calcisticamente eh!)
    Ormai vale il contropiede,
    cambi effettuati confusamente e tardivi e sempre mai al pieno numericamente,
    d’Aversa di solito incolpava i giocatori per errori tecnici e mancanza di cazzimma per giustificare una sconfitta(con la Samp continua così..) Maresca invece dice altret balzanate e che va tutto bene…
    La società? Be’ da quando è ritornato D’aversa ad oggi pare proprio che nonostante innumerevoli sconfitte e prestazioni indegne la riconferma sia sempre assicurata capiti ciò che capiti…
    Finora con Krause ha pagato stagione in corso, Liverani, che io credo (provocatoriamente) finalmente con i giocatori funzionali in rosa oggi (a partire da Vasquez trequartista, quattro vere ali), possa farci vedere un gioco migliore di questo..d’altronde la B l’ha vinta …ed è a libro paga..
    Lui non è arrivato dall’università del calcio come sir Maresca e che la società ci ha assicurato possa nel tempo (quando pero’?) assicurarci calcio sopraffino..ma io voglio solo la serie A subito come tutti credo e se dovremo aspettare tattiche da sballo allora armiamoci di scorte di Maalox …e vabbè, Liverani non è piaciuto a molti, di sicuro rimane dov’è, ma siamo sicuri non farebbe meglio di ciò che vediamo oggi? Oh non è un mio parente…giuro!

  • 20 Ottobre 2021 in 09:59
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    Bell’articolo Gallo,
    vorrei per inciso fare un’altra constatazione sul tema stadio adducendo ad un volume esageratamente alto nella zona delle tribune, dove domenica sono andato a vedere quella tristezza di cui si sta parlando.
    Sarebbe possibile chiedere a qualcuno in società o al buon Ampollini di abbassarlo? era talmente alto che vibrava lo sterno. Tra l’altro non era nemmeno possibile parlare con il vicino (ad 1 m e mezzo) di posto per via del muro sonoro. Tale muro sonoro poi ha anche contribuito ad attutire i fischi e i cori provenienti dalla Nord sicchè nessuno in tribuna ha sentito chiaramente nulla di quanto fischiato ed urlato contro i nostri “beniamini”. Che sia una nuova strategia anti-comunicativa per evitare polemiche?
    Chi lo sa.

    • 20 Ottobre 2021 in 23:15
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      Al Corte Calcio, in 2nd categoria, ci alleniamo di più. Non capisco…

I commenti sono chiusi.

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