CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / ASPETTIAMOCI GODOT

(Gianni Barone) – Annunciato, atteso, invocato, non arriva mai. Cosa? Direte voi. Aspettiamo Godot. Già, è vero: ma siamo sicuri che sia qui che deve arrivare? Cosa? Che sia qui che lo dobbiamo aspettare? Godot non verrà oggi (ieri per chi legge), ma certamente domani (alla prossima gara del Parma per chi spera). Classifica complicata si legge, ma c’è tempo per recuperarla, ci spera il tecnico del Parma dopo l’ennesima gara in cui non si è materializzato ciò per cui si lavora ormai da tempo, e dopo un’altra partita che definirla difficile, complicata anch’essa, strana, poco cambia nella sostanza e nella distanza delle cose. “Siamo dispiaciuti – attacca Maresca, e i tifosi lo sono quanto o forse più di lui – Abbiamo deciso di costruire in un certo modo (quale?) – prosegue sempre Maresca – con tre difensori e due davanti alla difesa (forse si riferisce a Brunetta affiancato prima da Schattarella e poi da Juric: sì, d’accordo, ma come?) e, nella prima costruzione, lì (1+1=2, avrebbe sancito Don Messa sull’elaborato…) eravamo in superiorità numerica (sì, ma proprio solo lì e a che cosa è servito?). Ed è stata abbastanza facile da gestire – ha poi aggiunto il coach crociato, contento lui… – tra le linee abbiamo portato Man e Vasquez”. Nel primo tempo, aggiungiamo noi, mai capaci dell’ultimo passaggio giusto e pulito se si considera che nessun tiro in porta, degno di questo nome, sia stato effettuato, costringendo Tutino ad essere incongruo e Mihaila, avulso, come avrebbe detto uno dei personaggi, meno noti, del primo Carlo Verdone televisivo (E’ avurso, andava ripetendo). Fin qui la descrizione di una partita/commedia iniziata con le incursioni e il goal della Reggina – lato sinistro loro, lato destro Parma – con Coulibaly preso in mezzo e a pallate dalla catena di destra reggina (Di Chiara e Bellomo) innescata da verticalizzazioni improvvise (leggi ciò che una volta su diceva “volgari” palle lunghe), ma non lette e mal digerite dall’incongrua linea difensiva/spezzata del Parma. Il quale Parma, atteso alla prova di svolta e di maturità, si fa dire da Manuel Iori (ex capitano del Cittadella) ora valido commentatore tecnico di Helbiz, le seguenti cose: “La linea difensiva del Parma non è mai perfettamente allineata… bisogna muovere la palla velocemente, cosa che il Parma non riesce a fare” e via discorrendo fino ad arrivare alla conclusione che il Parma non crossa mai perché sulle fasce nessuno fluidifica e nessuno sfonda, e che se non ci fosse Vazquez non si creerebbe nessun altro pericolo, questo è quanto si vede e si verifica dopo nove partite, con un Parma che vive un campionato dove succede di tutto, mantenendo tra poche luci e molte ombre, tre punti di distacco dalla zona play off, dieci esatti dalla vetta nei confronti del non più perfetto Pisa, e nessuno di vantaggio dalla zona play out visto che ora si è a pari punti di Como e Spal. Un quadro che, alla vigilia, nessuno avrebbe mai neanche sospettato di avere o di prevedere. Il tutto rapportato alla commedia, non ancora tragedia per fortuna, in cui i protagonisti nel loro brancolare nel buio quotidiano, al pari dei protagonisti de ”Aspettando Godot”, di Samuel Beckett, Vladimiro ed Estragone (nella piece due mendicanti), si trovano nell’attesa, finora invano, di un qualcosa che non arriva, non c’è e non si vede, benché venga annunciato di continuo. Un Godot che non è Dio, felicità, tempo, storia, “en soi”( in se stesso) ma un gioco, il gioco, il bel gioco, che dovrebbe o avrebbe dovuto portare ai risultati che al momento (ahinoi), scarseggiano più che mai. “Faute de mieux”, direbbero in francese i protagonisti del dramma teatrale al pari di quelli del “dramma sportivo attuale”, e cioè: in mancanza di altro o di meglio, prendiamoci quello che di poco abbiamo, abbiamo fatto e conquistato, nonostante tutte le potenzialità inespresse. Fin che c’è tempo questo può bastare, ma attenzione a non superare ed oltrepassare i limiti del peggio, in cui l’aspettare l’agognato gioco del “rifugiamoci nel lavoro che alla fine paga”, potrebbe non essere più sufficiente e consolatorio per nessuno. Questo è quanto il ritorno alla sconfitta, invece che alla vittoria, dopo tre pareggi diversi nei toni e nelle sfumature, il torneo cadetto ci restituisce. Aspettando Godot, s’intende. Già: fino a quando, però? E si spera non invano… Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

4 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / ASPETTIAMOCI GODOT

  • 25 Ottobre 2021 in 16:20
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    Barone non stia a sentire cosa dice.. uno che “col possesso si fa anche la fase difensiva” lo lasci perdere, ieri abbiamo preso il primo gol che sembrava quello del 4-1 al 92.. e ce lo diciamo dall’inizio.. poi qualcuno vedeva progressi perchè ci sono squadre che come noi hanno problemi, tipo Pordenone o Monza le prime che mi vengono in mente, almeno avesse l’umiltà di studiare la categoria questo è uno di quelli che vede solo il suo calcio a prescindere da tutto e tutti, speriamo che le sue visioni le abbia sul divano di casa il prima possibile, roba da rimpiangere liverani e marino

  • 25 Ottobre 2021 in 19:05
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    E’ disarmante constatare che ieri siamo entrati nell’area avversaria per la prima volta al 94°, in occasione del mischione finale conclusosi col passaggio di Danilo di testa al portiere avversario.
    E’ altresì abbastanza triste e ridicolo che, con una retrocessione già certa tra marzo ed aprile, la società abbia concluso la campagna acquisti l’ ultimo giorno, mettendo a disposizione dell’allenatore giocatori totalmente diversi da quelli impiegati nell’utilissimo pre-campionato. Ma poi: quale rosa ha messo a disposizione del mister? E’ brutto autocitarsi, ma noto che la maggioranza dei commenti conviene su quanto vado dicendo da tempi non sospetti; una campagna acquisti/vendite cervellotica, assurda, ridicola, infarcita di ragazzini che faticherebbero a trovar posto in panchine quali la Pro Sesto o l’Arzignano. Ovviamente il mister ci mette non poco del suo. Non c’è uno straccio di idea, di gioco, di schema: dopo 9 partite di campionato, più la splendida prova in Coppa Italia, più le incoraggianti amichevoli di luglio forse sarebbe ora di vedere qualcosa…!!

    E come ciliegina, ecco la campagna abbonamenti, a prezzi vantaggiosissimi: irrinunciabile, vista l’altissima qualità degli spettacoli proposti!!

  • 25 Ottobre 2021 in 19:59
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    La partita di ieri dovrebbe insegnare al talebano pelato come si gioca in B: verticalizzazioni improvvise e gioco diretto. Avrà capito?

  • 26 Ottobre 2021 in 09:17
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    ricordo negli anni 70 il motto ,il parma e’ una fede gli ultras i suoi profeti
    bisognerebbe adeguarlo ai tempi,il parma e’ una lavatrice gli ultras i suoi calzini

I commenti sono chiusi.

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