CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / CENTROCAMPO ROTANTE

(Gianni Barone) – Affermare la propria idea, spiegarla, motivarla, realizzarla è ciò a cui tutti vorrebbero e dovrebbero ambire, quando si tratta e si parla di calcio. Premesso che di calcio dovrebbero parlare solo le persone oggettivamente competenti, e se così fosse, allora, la stragrande maggioranza di tifosi e giornalisti sportivi e finanche qualche allenatore e molti dirigenti dovrebbero esserne a priori esclusi. Ma tant’è. Però nella realtà la materia ormai viene trattata e strapazzata in lungo e in largo, da chiunque si sente autorizzato ad usare termini non sempre esatti o idonei e si lascia andare in descrizioni di atteggiamenti, sistemi e moduli tattici che cambiano che si alternano, si intersecano fra loro con sinistra ironia che diventa quasi euforia, quando si crede di averci azzeccato, fino a sfociare in una angoscia senza confini, frutto della superbia solipsistica che alberga in ognuno di noi o di voi. Ma non è di questo che occorre parlare, ma piuttosto parliamo di idee tattiche e di gioco. Che cosa sono, senza superbia alcuna? Mah è difficile dirlo, però ogni individuo pensante può affermare con certezza solo l’esistenza della propria verità in materia e non riesce a percepire il mondo fenomenico oggettivo a lui esterno in materia tattica di calcio. Ma quali idee? Si dirà o direte o diremo: ognuno ha il dovere e il privilegio di individuarne e di scoprirne sempre di nuove, di idee, e quando riesce in questa impresa dovrebbe avere il compito di illustrarle e di spiegarle a tutti. Ecco dopo questo ricco preambolo, vorrei presentare ciò che, in un numero passato di Cattivo Cittadino, ho definito, dal punto di vista delle idee applicate alla tattica, una sorta di «uovo di Colombo», che ho riscontrato nel gioco di una squadra di serie D, il Lentigione, che io seguo professionalmente come telecronista da sei anni, e che molti a torto considerano «reggiana», solo perché porta il nome di un paese posto appunto in provincia di Reggio Emilia, (al confine) e che quindi per chi segue e tifa Parma, dovrebbe essere bandita e non presa in considerazione alcuna. Balle, anche perché la suddetta compagine da ben due anni, ha sede, si allena, e gioca le sue partite a Sorbolo quindi nella nostra provincia, pur non trovando albergo nel mainstream locale. A parte tutte queste sottolineature di carattere campanilistico-geografico, il Lentigione è una realtà valida del campionato nazionale dilettanti per antonomasia, la serie D appunto, in virtù dei brillanti risultati ottenuti negli ultimi anni. E proprio quest’anno dopo le guide tecniche, tutte molto valide, in passato di Zattarin, Salmi e Notari ora é allenata da un tecnico Cristian Serpini (ex Under 17 Spal) che ha idee, lui sì, beato lui, si direbbe e quando non vince si mette spesso e volentieri in discussione senza accusare mai i suoi giocatori, e non cercando mai alibi o scuse per ciò che la sua squadra non è riuscita ad ottenere sul piano dei risultati, pur veleggiando, nelle parti alte della graduatoria. Nel suo percorso tecnico Serpini mette in atto, oltre ad alcuni schemi su calcio d’angolo, anche uno schemal su calcio d’inizio, che anni fa, mi è stato raccontato, praticava in Lega Pro, seconda divisione, l’allora esordiente Devis Mangia. Schema che stupiva tutti perché non praticato da nessuno. In cosa consiste? Presto detto: al calcio d’inizio un giocatore sta sul pallone e lo calcia all’indietro, dove sono disposti solo due giocatori (una mezzala e il terzino destro) i quali, una volta ricevuta la sfera, la smistano sulla sinistra dove il terzino col il mancino lancia lungo verso l’area dove sono scattati, nel frattempo, partendo in blocco dalla linea mediana, i restanti sei giocatori pronti a colpire e indirizzare al centro, all’altezza dell’area di porta, dove è arrivato chi ha battuto il calcio d’inizio. Semplice ed originale, che potrebbe fruttare prima o poi un goal lampo: il tecnico ci crede visto che dall’inizio del torneo lo ha sempre fatto adottare. Oltre a questo è interessante, nel gioco di Serpini del Lentigione, la disposizione del centrocampo a rombo con i quattro (play basso, trequarti e le due mezzale) che in senso antiorario ruotano di continuo (tourbillon) nelle varie posizioni del rombo centrale, sottraendosi al controllo degli avversari e cercando, in questo modo, di aprire varchi per innescare, con triangoli o imbucate, il gioco dei due attaccanti, il tutto supportato dal gioco dei due terzini che alternativamente si alzano in zona d’attacco a supporto degli avanti. Così facendo, oltre all’imprevedibilità, la squadra rimane sempre molto compatta e riesce a far riempire l’area avversaria con molti uomini. I risultati, tranne che in due casi, una sconfitta a Ravenna e un pareggio in casa contro il Tritium di Trezzo sull’Adda, sono stati di ben cinque vittorie: un discreto bottino. Tutto questo per dire – aldilà del fatto che molti eccepiranno, si va beh, siamo in serie D… – che per essere propositivi e offensivi, come da progetto di gioco del Parma di Maresca, al momento non realizzato, o naufragato, secondo i punti di vista, bisogna inventarsi qualcosa, studiarlo e applicarlo, e non serve e non basta «cambiare modulo» (come dicono gli asini della tattica, che seguono alla lettera il cattivo esempio della Rosea). Servono le idee, anche quelle più semplici ed elementari, che si possono apprendere ovunque anche da un campionato dilettanti. Perché la serie D, è cambiata e migliorata negli anni, con tecnici preparati e giovani che ogni anno fanno il salto nei professionisti affermandosi a buoni livelli. La D non è solo o più quella che i tifosi Crociati ricordano, folcloristica e naïf, dei tempi del Parma di Arzignano (dove io non c’ero) o del Delta Porto Tolle. E’ qualcosa di meglio: seguitela, ve lo consiglio… Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

5 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / CENTROCAMPO ROTANTE

  • 22 Ottobre 2021 in 07:42
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    Ottimo articolo. L’idea del rombo a centrocampo, con i giocatori che ruotano in senso antiorario, è tipico del calcio a 5, da cui parecchi allenatori stanno prendendo spunto in questi anni.
    Alcune compagini, in particolari situazioni, alternano la 2nd punta con uno dei centrocampisti, facendola entrare nel rombo, per andare ad allungare difese che si chiudono.
    Fondamentale l’apporto dei terzini

  • 22 Ottobre 2021 in 13:21
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    Ahahah, è un po che ci rotano le palle, e mica solo a centrocampo, ha ragione davide sembra uno schema che fanno i giocolieri al circo, mi sembrava 😁

  • 22 Ottobre 2021 in 14:18
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    propongo barone per la panchina del parma ! ne sa più di maresca oddio non è che voglia molto …..,

  • 22 Ottobre 2021 in 17:17
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    Pure il tecnico del Lentigione è meglio di Maresca.

  • 22 Ottobre 2021 in 22:02
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    Io propongo la consigliora del Pd che ha “votato contro” lo stratagemma acustico come nuovo Dt al posto di Ribalta.

I commenti sono chiusi.

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