CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / LA SVOLTA CHE VERRA’

(Gianni Barone) – Tutti quanti si chiedono: questa benedetta ”maledetta” svolta, quando verrà o avverrà? Quando, finalmente, il gioco sarà effettivamente padrone delle prestazioni del Parma? Tutti – chi più, chi meno – sono d’accordo col fatto, aldilà della soddisfazione del tecnico Maresca e di pochi altri ottimisti che vedono qualche segno di ripresa, che le cose (ancora) non vanno e che il gioco sciopera, e non convince più nemmeno coloro che plaudivano, in estate, per l’arrivo di un tecnico propositivo. I fischi di rammarico, come detto, alla fine di Parma-Monza, hanno e avranno sempre valenze differenti, al punto che alla fine nessuno riuscirà più a capirci molto di ciò che serve per invertire la tendenza. Eppure sembra chiaro che qualcosa, nel campionato del Parma, ancora non quadra e non quaglia. Troppi equivoci legati a giocatori che si esaltano solo individualmente e che prediligono il gioco di rimessa rispetto a quello manovrato che alla vigilia doveva essere il reale marchio di fabbrica. Non è che il tempo sia mancato per arrivare all’obiettivo prefissato e non è mancata nemmeno la pazienza ai tifosi che continueranno ad averla ancora per chissà quanto tempo, ma le tracce di una squadra con una precisa identità, tardano a materializzarsi. Per colpa di chi o di cosa sembra non sia dato sapere, per lo meno, al momento e intanto ci si conforta col fatto che anche da altre parti, non è che ci si possa rallegrare per il gioco e i relativi risultati. Un campionato senza padroni, sembra essere quello di serie B, dopo i due primi mesi e mezzo, questa la consolazione che accomuna un po’ tutte le grandi o presunte tali, ancora alle prese con problemi chi tattici, chi di assetto, chi di mentalità o equilibrio da risolvere. Manca il gioco sulle fasce, qualcuno lamenta, gli attaccanti attaccano a testa bassa e giocano per loro conto, altri aggiungono, non ci sono ricambi a centrocampo, altri ancora eccepiscono. Non c’è gioco senza palla, qualcuno obietta, (verrebbe da dire senza palle, però sarebbe oltremodo ingiusto e ardito pensarlo) anche se sull’impegno che non c’è o che manca nessuno ha il coraggio di sostenerlo. E allora come se ne esce con la delusione che affiora e con chi vorrebbe svolte ad ogni costo e a breve scadenza? O chi vorrebbe improbabili cambi tattici che mai e poi mai arriveranno a breve in virtù dei contratti a lunga scadenza sottoscritti in cambio di progetti e rivoluzioni tattiche di gioco e di mentalità. Che tardano anch’esse a rivelarsi compiutamente. Nel frattempo occorre rendersi conto di due cose: o non si è stati in grado di trasmettere, da una parte, le idee, o non sono stato capaci e bravi a recepirle nel migliore dei modi o in fretta i destinatari, cioè i giocatori. Oppure, in definitiva, non si è ancora capito che per fare un determinato gioco non ci sono gli interpreti adatti. I quali prediligono, come detto, la comodità e la scorciatoia del contropiede per attaccare gli spazi e gli avversari. Con questi enigmi si affronteranno i prossimi impegni, sempre in attesa della svolta che verrà, quando ancora non si sa. Ma cambiare le idee, e i progetti, no? E’ vietato credere nella semplicità che qualcuno come Schianchi, invoca, solo ora dopo che in estate aveva accolto con gaudio e soddisfazione la svolta propositiva ed offensiva annunciata. Della serie “i giocatori non sanno parlare, gli allenatori non hanno niente da dire, i giornalisti sportivi non esistono”, adagio coniato da un mio vecchio amico (Domino) anni fa, che ora andrebbe corretto nelle prime due sezioni in quanto i giocatori hanno imparato a parlare meglio, e gli allenatori qualcosa, più o meno condivisibile, lo dicono, quanto all’esistenza dei giornalisti che si occupano di calcio, invece, qualche dubbio sembra ancora permanere. O no? Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

6 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / LA SVOLTA CHE VERRA’

  • 21 Ottobre 2021 in 08:30
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    Mi pare che la Comunita’ europea non finanzi piu’ le rotonde.

  • 21 Ottobre 2021 in 18:44
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    Se svolti a destra c’è il burrone.

  • 21 Ottobre 2021 in 19:40
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    Krause, Kalma e Ribalta si “godono” i torelli e le partitelle organizzate dal Vate Maresca (allenarsi in modo intenso col gioco messo su dal Maestro non serve, perché lo spazio e il possesso dal basso corrono e contrastano al posto dei giocatori). Krause è convinto che non serva vincere le partite, la vittoria è un dettaglio tanto caro in Italia quanto inutile. La cosa importante sono i giovani stranieri di belle speranze che parlano inglese con un allenatore giovane e in rampa di lancio che cerca il bel gioco offensivo e che parla bene inglese.

  • 21 Ottobre 2021 in 21:54
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    Francamente me ne infischio, il punto di non ritorno allo stadio è da un po che l’ho oltrepassato e non è un buon segno, anche perchè ne conosco parecchi che si andava sui campi della serie c e la pensano come me, il circo ci ha sempre depresso 🤭

  • 22 Ottobre 2021 in 08:49
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    Anche mio giudizio il punto di non ritorno è stato bello che passato. Che si godano il possesso dal basso e i loro giovani stranieri di belle speranze senza vincere mai e tuittando. E poi che se ne vadano…..(xxxxx).

  • 22 Ottobre 2021 in 10:49
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    Molto difficile pensare ad una SVOLTA con questa squadra.
    Dal momento che tutti gli schemi adottabili nel calcio moderno, passano dal presupposto di avere un equilibrio ed un predominio territoriale dell’area mediana, ed il Parma per sua scelta strategica, non dispone di centrocampisti, mi sembra abbastanza ovvio che con questa rosa non hai alcuna possibilità di modifiche tattiche.

    Sento parlare di giocare con due punte davanti e vazquez dietro, benissimo. Ma poi dove le vai a trovare le mezz’ali di centrocampo?
    Qui l’unico credo tattico è dare la palla a Man o Mihaila e sperare che facciano gol da soli. Punto.
    Praticamente la versione 2.0 di D’Aversa con i due rumeni al posto di Gervinho.

    Abbiamo visto già com’è finita, e anche stavolta non finirà bene.

    Contento il clown con accento americano, contenti tutti. Tranquilli il futuro è roseo

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