CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / RICOMINCIO DA TRE

(Gianni Barone) – Di solito si ricomincia da zero, quando si vuole ripartire, quando si vuole ricostruire un qualcosa, partendo da un copione o da un progetto o da una voglia genuina di riscatto; tuttavia, nel nostro caso – e non è un caso – quello del Parma, si ricomincia da tre, proprio come l’omonimo film di Massimo Troisi, il quale nella citata pellicola su insistenza del suo partner artistico Lello Arena, amava ribadire che una volta tanto non si deve, per forza, ricominciare da zero, ma da tre perché, almeno tre cose nella vita, sua come di altri come lui, erano andare bene: avevano funzionato quindi sarebbe stato stupido ignorarle o snobbarle. Così il Parma a Cittadella, riparte, torna alla vittoria, non convince tutti, ma ricomincia da tre:  come difesa a tre (centrali) e da tre come vittorie finora ottenute. Oltre ai tre punti, of course. Un punto, anzi tre, di partenza dopo tante contraddizioni, equivoci, polemiche e progetti tecnici ambiziosi quasi naufragati già alla vigilia della partita dal momento in cui il tecnico Maresca si era premurato di avvertire che occorreva cambiare (non il modulo come titola la Gazzetta di Parma stamani, errore, questo, da matita blu, anche se qui di fianco ci limitiamo ad evidenziare in rosso: è cambiato il sistema di gioco, semmai, ma il modulo a zona sempre quello era, mica han giocato a uomo iersera…) e adattarsi al clima della serie B, in fretta. E occasione migliore non poteva essere quella di farlo al cospetto della squadra e società più cadetta di tutte, negli ultimi anni, per spirito di sacrificio, determinazione, agonismo, quale è o sia stato il Cittadella non più quello di Venturato o di capitan Iori, indomito guerriero di centrocampo insostituibile, ma quello di ieri sera del delfino Gorini e di alcuni nuovi sostituti, forse, soprattutto a centrocampo, non ancora all’altezza dei predecessori. Ma tant’è. Il Parma si è chiesto o ci ha fatto capire che tra ordine o disordine, tra assetto e caos, non si può scegliere o preferire una cosa e non l’altra, ma occorre scegliere entrambe mescolandole proprio secondo entropia. Che può essere definita proprio come la misura del grado di equilibrio raggiunto da un sistema in un dato momento. Ad ogni trasferimento del sistema che provoca un trasferimento di energia (o ordine e disordine) l’entropia aumenta perché l’equilibrio può solo crescere, quindi occorre spesso che ciò sia una misura della casualità o del disordine di un sistema. Casualità e probabilità anche nel subire due rigori e riuscire a spuntarla ugualmente al termine di una gara finalmente più serena e meno affannata e affannosa delle precedenti. Qualcuno plaude alla formazione finalmente azzeccata dal tecnico, ma sarà solo questo il motivo della ritrovata vittoria e della conseguente, momentanea serenità? L’aver schierato Danilo al centro della difesa a tre, come aveva sempre fatto nelle sue esperienze passate in serie A, l’aver rinunciato alle punte esterne (fuori Man e Mihaila), l’aver concesso a Vazquez maggior libertà di movimento, forse rappresentano altre «tre» cose o fattori da cui ripartire anche per il futuro prossimo? Forse la strada intrapresa, dell’adattamento di cui sopra, potrà prevedere ulteriori passi verso la normalità delle cose sempre tra l’alternarsi dell’ordine (assetto tattico razionale e ragionevole) e il disordine delle giocate individuali da ritenere utili nella misura in cui risultino funzionali alla praticità del gioco e non fini a loro stesse. Raggiunto questo grado di entropia tattica, occorre ora rimanere con i piedi ben ancorati sul terreno di gioco senza inseguire svolazzanti idee di gioco brillante, arioso e bello non raggiungibili con le risorse umane e tecniche a disposizione. Una volta risolti, beninteso, gli enigmi circa se sia più giusto adattare gli uomini alle idee di gioco progettate o se sia più funzionale il contrario, cioè scegliere il sistema (non il modulo) in funzione delle caratteristiche dei singoli come dimostrato e verificato nella partita vinta contro il Cittadella. Semplice ricorso al buon senso e al pragmatismo sempre necessari, in un mondo come quello del calcio, in cui non si può mai prescindere dai risultati positivi da ottenere per continuare a vivere e realizzare i progetti a medio e lungo termine che ci si è prefissi e prefissati (0521) di raggiungere come nel caso del nostro/vostro Parma, finalmente rilanciato. Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

4 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / RICOMINCIO DA TRE

  • 29 Ottobre 2021 in 12:53
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    Volevo fare i complimenti ai “consigliori” comunali Roberti, Jacopozzi e Massari per il loro zelante intervento a guardia delle “cubature”. L’area della Cittadella, così ricca di deiezioni canine, tossicomani, piante morte e altro va infatti preservata dalla risistemazione dello stadio, che con i suoi tubi innocenti anni 90 va mantenuto così a imperitura memoria. Inviterei Jacopozzi a sostare qualche minuto nelle latrine della Est o della Nord, senza stivali di gomma da pescatore e Massari a odorare gli inebrianti tanfi di gasolio dei generatori di supporto. I tre geni di cui sopra potrebbero anche provare l’inebriante gioco di schivare le pocce uscendo dall’ingresso quando piove e soprattutto di incontrare i loro “colleghi” di Roma, Firenze o Milano, tra i principali responsabili del livello infimo del calcio italiano, unico al mondo con stadi da paese sub sahariano.

  • 29 Ottobre 2021 in 22:27
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    “No more 4-1-4-1 or 4-3-3, ok Mr. President” 😉

  • 1 Novembre 2021 in 00:36
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    Condividi in toto entrambi i commenti di Davide e Luca.
    La politica riesce sempre a mettersi di mezzo a rovinare purtroppo anche lo sport e i suoi contorni.
    Tatticamente un bel 5 3 1 2 per me dove Vazquez deve essere l’uno (1) per forza ..sempre! Ok mister? dita incrociate dai!!!

  • 1 Novembre 2021 in 00:41
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    Errore numerico, non 5312 perché c’è n’è uno di troppo ovvio…che faccia quello che vuole ma Vazquez è un delitto tenerlo in mediana anche solo a tratti e le due ali rumene li teniamo in panca un po’ eh?

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