CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / TUTTO VA BENE MADAMA LA MARCHESA. O NO?


(Gianni Barone) – Non si direbbe che tutto vada bene, anche se, ufficialmente, in società nessuno sta pensando ad un cambio sulla panchina della Parma, mentre sulla Gazzetta dello Sport, vengono scomodati addirittura tre Campioni del Mondo, tre, per la sostituzione, per loro ormai imminente, di Maresca, facendo i nomi di Cannavaro, Gattuso, Pirlo, in rigoroso ordine alfabetico, tutti e tre, guarda caso, giochisti della prima, della seconda e della terza ora. Mentre i social impazzano rischiando l’esplosione, l’esposizione del malcontento della tifoseria viene mitigata dalla prudenza della stampa e delle trasmissioni della Tv locale, che dopo questa falsa partenza (sdong) ci parlano di una fiducia rinnovata, a tempo, al tecnico che non ha saputo coniugare le idee con l’atteggiamento tattico messo in mostra, finora, dalla sua squadra. Il famigerato progetto rimane nel cassetto, la tanto agognata, dopo il catenaccio camuffato in passato, rivoluzione (propositiva di gioco)… russa, eccome se russa (ronf…), nel senso che dorme e ronfa, come già avvertito su queste colonne settimane fa perché, o non si è stati in grado di compierla per incapacità di farla metabolizzare a dovere ai singoli, o non si hanno, più prosaicamente, i giocatori adatti per farla. Allora ci chiediamo che cosa si vuole fare per il futuro? Continuare a sostenere ciò che non si può attuare, cioè un gioco che non c’è, non c’è mai stato o mai ci sarà, oppure occorre cambiare registro e percorrere nuove strade vecchie, più tradizionali, più razionali, più semplici e più consone alle caratteristiche tecniche dei singoli che non ne vogliono proprio sapere (bravi) di un calcio che costruendo dal basso prima o poi la palla la deve ad ogni costo lanciare lunga? Questo è quanto, questo è il problema aldilà di quello che la rosea ci vuole fare, per ragioni di cassetta e per suscitare sensazione, credere con la storia della panchina che scricchiola e con le suggestione che i nomi “mondiali” fatti per la successione, possono evocare presso una tifoseria sempre affascinata dai cambi di allenatore in corsa, non appena le cose non vanno come avrebbero dovuto, da pronostici e da sogni della vigilia, andare. Ci si deve adattare ad una categoria in fretta, e questa la scoperta che di fa solo ora, dopo i pochi punti conquistati in classifica in proporzione al faraonico valore della rosa con totem annessi e connessi. E intanto aumentano perplessità e contraddizioni e si tace del fatto che il gioco poco adatto ai singoli di cui sopra, non piace ad un totem come Buffon, che spesso e volentieri quando il pallone ristagna, dalle sue parti, in ossequio alla ormai pericolosa oltre che fastidiosa, spettacolarmente, costruzione dal basso, invita i suoi compagni o se ne incarica personalmente, a spedirlo lontano. Segno che anche lui è concorde con noi che abborriamo questo atteggiamento e non perdiamo mai occasione per sottolinearlo. Però la stagione va salvata ed è giunta l’ora che si capisca che inseguire il “guardiolisno”, il “bielsimo”, il “sarrismo”, non porta da nessuna parte ed anzi molto spesso diventa controproducente. Qui serve qualcosa di elementare, semplice: buona difesa, attenzione nelle marcature, capacità di riconquista della palla e rapide ripartenze che con gente come Mihaila e Man possono risultare decisive anche nelle partite più difficili e complicate. Serve ciò che si vuole ad ogni costo ripudiare. “Il calcio è fondamentalmente una cosa semplice che tutti tendono a complicare”, è una frase non mia, ma di un mio amico ex calciatore dilettante, abile negli aforismi legati al pallone che ben fotografano, anche se coniati tempo fa, con la realtà attuale di chi per scienza vorrebbe trasformare questo sport in chissà che cosa. Infine una risposta ad un lettore che nello spazio commenti mi chiedeva se nel Parma, al posto dei tanti stranieri che ancora non hanno convinto, avrebbero potuto trovare lo spazio i vari Cerri, Dessena, Castagnetti, Dell’orco. Immagino che il lettore volesse interrogarmi, facendo i nomi di cui sopra, sulla questione annosa dei troppi stranieri nel nostro campionato che oscurano i giocatori del territorio. La mia risposta è molto semplice: Sì. In A il 60% dei giocatori non sono italiani, in B, il 30%, in C il 12%, e in D, campionato di fatto professionistico e non dilettantistico, come viene presentato quasi il 10%. La domanda che faccio e mi faccio è: ma che fine faranno tutti quei giocatori italiani che ci sono attualmente, quando andrà in porto la riforma dei campionati targata Gravina, che prevedrà solo 60 società prof fra serie A, B1, B2, al posto delle attuali 100. Con una serie C/D élite semi pro formata da 60 società e tutto il resto sarà solo calcio dilettanti. E già che si farà? Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

19 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / TUTTO VA BENE MADAMA LA MARCHESA. O NO?

  • 6 Ottobre 2021 in 11:05
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    Guarda io sono sempre sulla mia idea iniziale,al figlio poteva comprargli il subbuteo come tutti i papa’ del mondo o se no visto i soldi che gli escono dalle recchie “la hasbro” ,no tolème al perma che tant li csi’ i teson zo che ghe gnan d’avis

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  • 6 Ottobre 2021 in 11:46
    Permalink

    Vedere ieri Benarrivo (anche lui arrivato da sconosciuto non dal Real segno che non serviva Krause o Ribalta o Galli per scoprire l’acqua calda con la differenza che all’epoca c’era gente competente e già una ottima intelaiatura di squadra) e pensare che i nostri terzini sono Busì, Koulibaly, Sohm viene davvero un groppo in gola e da piangere. Sentire paragonare Crespo e Ancelotti fischiati a Maresca, o fare parallelismi con Bielsa è oltre che ridicolo ormai grottesco e imbarazzante. La stessa articolessa di oggi sulla Rudarola, chiaramente commissionata dai cedenti che hanno tutto l’interesse a non far precipitare l’incazzatura della piazza verso il loro “acquirente da futuro roseo” è ridicola. Ripeto cosa deve succedere per dire che stiamo facendo schifo e che servono correttivi pesanti ed immediati?????

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    • 6 Ottobre 2021 in 16:19
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      Ma che cavolo di ragionamento, Benarrivo! Un terzino di livello internazionale tra i migliori mai visti, cosa c’entra col Parma di oggi? Sei squinternato. Come se improvvisamente nel mio ricovero arrivasse in visita Monica Bellucci

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  • 6 Ottobre 2021 in 11:58
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    Ma per andare a ballare dopo 24 mesi oltre al “grin pas” devo anche tenere su l’auto annusa fiato? Ma se non vedo in faccia una tipa come faccio a decidere se tentare il rimorchio? E soprattutto come faccio a bere e con sguardo indagatore sondare la pista e i divanetti? Uso la cannuccia sotto il dispositivo di protezione individuale?

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    • 6 Ottobre 2021 in 16:21
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      Il problema è che senza maschera ti vede anche lei …

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  • 6 Ottobre 2021 in 12:43
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    Personalmente, escludendo bresciano&romano, non mi è mai stato nessuno più sui maroni dell’attuale management e staff tacnico. La pervicace volontà autodistruttiva, la totale dislessia verbale (come si fa a dire come fa Ribalta ci vuole pazienza – che nello sport professionistico NON ESISTE E NON DEVE ESISTERE – ma che vuole vincere subito), l’ostinarsi a credersi più furbi con ste cazzate di gioco e possesso palla, giovani e il continuo fregarsene delle palle rotte della piazza è assolutamente inaccettabile.

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  • 6 Ottobre 2021 in 13:03
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    RIBALTA E PEDERZOLI CHE DICONO CALMA, VA TUTTO BENE MADAMA LA MARCHESA MI RICORDANO MINOTTI E GALASSI, CON ENZO MARESCA NEI PANNI DI APOLLONI. MANCA SOLO NEVIO SCALA PER CONTARSELA IN CERCHIO!

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  • 6 Ottobre 2021 in 15:37
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    E manca il 4 a 0 col Monza nei panni del Padova. Vorrei consigliare ai signori di cui sopra di astenersi da queste dichiarazioni sulla calma (Kalma), azienda, progetto, ancora sulla retrocessione che se possibile fanno ancora di più in…e e innervosire.

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  • 6 Ottobre 2021 in 15:45
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    sono d’accordo: serve semplicità, un allenatore che schieri un 4-4-2 o derivati equilibrato, poi con la osa che abbiamo nel reparto avanzato prima o poi qualcosa succede. Maresca ha ancora tempo per rimediare….

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    • 6 Ottobre 2021 in 18:42
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      maresca non metterà mai in campo una squadra con un ordinato 442, lui fa parte di quelli che preferiscono affondare pur di non rinnegare le proprie idee, tanto se la squadra assimila i concetti prima o poi lui diventa il nuovo profeta, se invece non riesce a farla giocare secondo la sua ” visione”…..pazienza cazzi del parma calcio dei tifosi e della città,e se ne và con tre anni di contratto in tasca a cercare un altra collocazione dove sperimentare le sue convinzioni, lasciando a noi una squadra piena di giovani ( di valore non eccelso) sempre inesperti e inadatti a giocre in modo “italianista”…con buona pace di noi tifosi che dovremo subire le sue macerie per anni

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  • 6 Ottobre 2021 in 15:48
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    c e un solo grande problema al parma manca un presidente vero che si intenda di calcio !! uno che sappia non dare il cinque prima della partita ma valutare se un allenatore sta sbagliando troppo ed è incompetente , che sappia giudicare il lavoro dei suoi collaboratori che sappia capire che ribalta ha sbagliato tutto ,e che intervenga con tempestività e personalità . Se ferrari non avessi licenziato la triade saremmo stati promossi in b ? manco per sogno vi vuole un presidente che si prenda la responsabilità di cacciare maresca, ribalta non lo farà mai e il suo parafulmini se va male scaricherà le colpe su maresca ,ecco perché non lo licenzia gli salverà il culo più avanti quando kk chiederà spiegaxioni e ribalta dura colpa di maresca

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    • 6 Ottobre 2021 in 17:23
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      Non possiamo pensare che la bravura di un Presidente sia misurata sul cacciare la gente. .Quando cacciarono Scala, Minotti, Galassi e Apolloni, Ferrari & company furono soprattutto molto fortunati. non era affatto scontato finisse bene, visto che avevano preso un allenatore esordiente anche loro e che sei salito per dei mezzi miracoli, tra la partita rubata al Pordenone e l’assurdo gol di Floriano. Oggi in società abbiamo se permetti gente molto più preparata sul calcio, con curriculum top ed esperienze in squadre come Milan, Juve, Zenit, Psg. Mi sembra che abbia un po’ più senso fidarsi di dirigenti esperta e professionali piuttosto che dei ds e degli allenatori da tastiera! Bisogna avere fiducia, sei ripartito da zero e non puoi pensare di impostare un modo completamente nuovo di giocare in neanche un mese, perché prima Maresca manco aveva i giocatori. Per me la società ha fatto benissimo a difenderlo e sono convinto che sarà questione solo di tempo prima che vi rimangiate critiche tanto assurde quanto cattine

      Rispondi
        • 6 Ottobre 2021 in 21:19
          Permalink

          Comunque Ecco cosa intendevo per livello medio cognitivo del tifoso di parma, di cui sopra, non é che puoi perdere così in nessun altra parte del mondo 🤭 e sfangarla come la ritchie family a parma

          Rispondi
      • 6 Ottobre 2021 in 20:38
        Permalink

        Donca… a balò a g’ha ragiò chi vensa. Punto.
        Fortunati o no Ferrari&C il Parma lo hanno portato in serie A. Discorso finito.
        Ti ricordo inoltre che solo a Reggio dicono che con il Pordenone la partita è stata rubata, vatti a vedere you-tube e vedrai che era assolutamente tutto regolare e il famoso rigore al 120 non c’era.
        Ti ricordo anche che nel 2008 se non cambiavano Cagni dopo 8 partite col piffero che si saliva in Serie A.
        Noi non abbiamo tempo per gli esperimenti, se questo allenatore è bravo lo deve dimostrare alla svelta, e con una squadra che ha 2 (due) centrocampisti e nessuna riserva.
        La squadra la hanno fatta su loro, le scuse dell’anno scorso son finite.
        Se ne perde altre 2 o 3 il calcio nel culo è sacrosanto. Mi preoccupa chi potrebbero andare a prendere Ribalta&C però…

        Rispondi
        • 6 Ottobre 2021 in 23:30
          Permalink

          Sig.Gajo, sino a che domineranno mentalità come la sua, il calcio c’entrera’ ben poco con lo sport. Vincere come ha vinto la vecchia società, tra episodii fortunosi e benevolenza di arbitrii e istituzioni , per me è peggio di perdere. Ben venga la ricerca di qualcosa di completamente nuovo e diverso, magari lancia do anche qualche messaggio sociale positivo, cosa che gli industriali di destra non han mai fatto

          Rispondi
  • 7 Ottobre 2021 in 00:05
    Permalink

    I nomi usciti per sostituire eventualmente Maresca mi fanno cadere le braccia e pensare che Krause ha scambiato il Parma per un giocattolo.

    Rispondi
  • 7 Ottobre 2021 in 12:34
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    Cav. Lombatti (quello delle auto?) con pardon ma gli industriali (alcuni “oni”, altri “otti” ed un paio “ini”) da Lei citati sono tutto fuorché di destra e un messaggio sociale positivo lo hanno dato al Territorio a imperitura memoria: ci hanno ricordato regolarmente l’importanza della parsimonia, il valore della frugalità, l’essenza di non fare mai il passo più lungo della gamba e soprattutto (utilizzando Faggiano come megafono) il ruolo fondamentale del “bagget”. Ci hanno anche fatto conoscere culture diverse, da quella del lontano oriente (Cina) a quella del medio oriente (“Catar”) fino al mito americano. E infine ci hanno spiegato che di fronte alla pandemia il Territorio viene prima di tutto, anche del calcio e quindi che bisogna investire per il Territorio e l'”ecsport” e non per il pallone.

    Rispondi
  • 8 Ottobre 2021 in 16:56
    Permalink

    Intanto anche se la squadra fa schifo e abbiamo gioito sole 4 volte in 14 mesi la giunta ha approvato il progetto preliminare dello stadio. Se qualche dottorone pelato avesse il buon cuore di spiegare al popolino in mezzo a questi paroloni di progetti, conferenze dei servizi, studi di fattibilità cosa c’è di concreto gliene sarei grato. La sensazione è che siamo all’aria ai denti di magnifi sette memoria agosto 2020. Ovvero al nulla.

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