IL COLUMNIST di Luca Russo / Il Cigno di Kamień Pomorski

(Luca Russo) – Le formazioni venete consegnano al Parma la continuità di risultati necessaria per puntare con decisione all’immediato ritorno in A. Dopo l’1-2 sul campo del Cittadella, ecco l’1-0 casalingo conquistato col Vicenza. Una vittoria che permette ai Crociati, in un sol colpo, di sistemare parzialmente sia la classifica che il proprio rendimento casalingo. I gialloblù, adesso, sono ad una sola lunghezza dalla zona playoff e ad appena quattro dalla terza piazza occupata dal Lecce; inoltre con la vittoria di misura sui ragazzi di Brocchi salgono a due i successi interni, ai quali si aggiungono altrettanti pareggi e una sconfitta. Restano ancora tanti i punti fin qui persi tra le mura domestiche, ma continuando di questo passo potranno essere agevolmente ammortizzati da un ruolino più allineato alle legittime ambizioni di massima serie. La quarta affermazione stagionale la dobbiamo ad un’invenzione di un eccellente Benedyczak, alle capacità di governo e di lotta dell’entusiasmante Vazquez e ai due interventi prodigiosi firmati in veloce sequenza da Buffon prima e Danilo poi a un passo dal fischio finale. Per il resto il Parma visto contro il Vicenza non è stato convincente come quello ammirato a Cittadella. I ducali hanno “funzionato” finché sono riusciti a mantenere le giuste distanze tra reparti e uomini, il che per buona parte del primo tempo li ha portati a sviluppare interessanti trame offensive, anche piacevoli da vedere, e ad avere una certa padronanza della partita. Persa questa compattezza e questo equilibrio, il Parma ha iniziato a girare a vuoto e lentamente, con gli ospiti che ne hanno approfittato alzando il proprio baricentro e andando a guadagnare metri nella metà campo avversaria. Poi è arrivata l’incomprensibile espulsione di Brunetta: incomprensibile non per la decisione dell’arbitro, corretta, ma per il gesto irrazionale del mediano argentino da cui è scaturita, segno di scarsa concentrazione e poca applicazione mentale rispetto all’andamento della gara. Il rosso paradossalmente ha stappato la partita del Parma, perché Maresca, vedendosi costretto ad effettuare un cambio conservativo, ha rinunciato ad Inglese e in questo modo ha di fatto concesso a Benedyczak l’intero palcoscenico del reparto offensivo, occasione che il ventenne di Kamień Pomorski ha sfruttato alla grande dimostrando cosa debba essere e fare un attaccante moderno: oltre al gol, meraviglioso per senso della porta, velocità d’esecuzione e pulizia del gesto tecnico, sponde, difesa della palla, sportellate coi difensori avversari e la disponibilità ad interpretare quel ruolo di centravanti di manovra o centroboa che almeno per una sera lo hanno avvicinato vagamente al cigno di Sarajevo, meglio conosciuto come Edin Dzeko, e che è molto ricercato dagli allenatori che propongono un calcio votato al buon gioco. In dieci contro undici i Crociati hanno rinunciato ad attaccare, ad eccezione di due conclusioni ravvicinate di Mihaila e Delprato neutralizzate da Grandi. Scelta comprensibile, per certi versi, considerato l’uomo in meno, molto poco se invece si tiene conto che la squadra di Cristian Brocchi era e resta comunque penultima con quattro punti frutto di una vittoria, un pareggio e nove sconfitte. Insomma una big come il Parma contro un avversario come i veneti poteva osare di più nonostante fosse in inferiorità numerica. Ma va bene così. Rondine a Cittadella, rondine col Vicenza: la primavera resta lontana, ma dopo una gara del genere che ha lanciato segnali incoraggianti è anche molto più vicina. Luca Russo

One thought on “IL COLUMNIST di Luca Russo / Il Cigno di Kamień Pomorski

  • 2 Novembre 2021 in 07:58
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    Vabbè, io fermerei per ottenere sempre risultati del genere. Siamo in B, non su FIFA.

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