IL GALLO DI CASTIONE / MARESCA SI E’ MESSO A FARE COSE NORMALI DI SUO O GLI HANNO AFFIANCATO IN PANCHINA IL NIPOTE DI HERRERA?

(Il Gallo di Castione) – Dopo il giovedì con cinghiale e polenta davanti al camino acceso, consumato a Villa Bernarda – accompagnati fra l’altro da una rara vittoria del Parma – abbiamo festeggiato il lieto evento: fai un salto, fanne un altro, fai la giravolta, guarda in giù, dai un bacio a chi vuoi tu. Com’era bello, quando correvamo liberi nei prati prima che gli infermieri riuscissero a prenderci! Lo so, lo so, i neuroni si possono utilizzare anche tutti insieme, ma col cinghiale avevamo finito la gazzosa ed abbiamo bevuto altro. Succede nelle migliori famiglie, immaginiamoci a Castione.
Ma prima di addentrarmi in analisi tecniche e tattiche, per non deludere i miei 25 lettori che cercano un poco di cultura, utilizzando le mie scarse reminiscenze scolastiche, citerei il sommo poeta (imprenditore oleario) di Firenze, che scrisse “vuolsi così colà dove si puote/ c quel che si vuole, e più non dimandare”, che è un modo molto elegante di dirti “fatti i cazzi tuoi”. Ma pare che ci sia carenza di vocazioni nel caso specifico, anzi, il gossip corre impetuoso e il sole sarebbe più utile se invece di baciare i belli menasse gli imbecilli…
Torniamo al gioco del pallone, il Presidente ci ha abbassato i prezzi e noi siamo andati al Tardini a vedere il Parma con il Vicenza, Lunedi al giorno dei Santi, precedente quello dei Morti, le previsioni erano pioggia forte e io avevo una mezza idea di andare in curva lo stesso, poi ha vinto l’altra mezza idea e sono andato in tribuna, che li pioveva meno. E abbiamo rivinto, due vittorie a dietro non succedeva da tempo immemore. Esisto, disse l’amore per il Parma. Riusciremo, rispose l’orgoglio Crociato. Ti aspetto, intervenne la felicità della vittoria. Non smettere le medicine, ordinò, rovinando tutto, il mio psichiatra. Così, per non lasciarmi andare ai festeggiamenti pensai al petto di pollo bollito e svanì l’euforia. Pacatamente, attendendo nuovi segnali positivi, rinunciamo al sogno del bel gioco, perché in mezzo al fango, con la squadra che ancora non quadra, va benissimo anche il catenaccio e contropiede quando serve, soprattutto in tempi di carestia e smicciando la triste classifica che ci porta alla saggezza contadina: bisogna mettere il fieno in cascina, che domani forse piove ancora. Che cosa ho visto in campo? Molto Benek, Juric ha corso molto e alla fine era Stanko, la voglia di lottare del giovane polacco contrapposta al vorrei ma non posso dell’altra punta Inglese, il rumeno sulla fascia che ci prova, ma non ci riesce a giocare per la squadra, buon solista, ma da solo non fa concerti, poi ho visto il cognonimo dello stopper partenopeo fare belle cose, il vecchietto fra i pali da farci un monumento, e poi… una squadra, o almeno dei giocatori che hanno tentato di fare squadra. Se sono contento? Mica molto, con l’ultima in classifica al Tardini abbiamo vinto risicato, un poco si è distratto il fato avverso che qualche punto se lo era tenuto, stiamo capendo la fatica di una partita sporca in cadetteria, ovviamente la vittoria è salvifica perché ci siamo allontanati dalla zona play out.
Io scrivo, scrivo, ma al Parma non ci sentono. Mi hanno risposto Bin Laden, l’Angelona tedesca, Obama, una segretaria di Vodafone, persino, dopo la terza lettera, i Corinzi, ma Maresca invece non mi caga proprio. Perché io qualche risposta la vorrei davvero. Ad esempio se ha ritrovato saggezza e si è messo a fare cose “normali” di suo o se gli hanno affiancato il nipote di Herrera in panchina. Poi ci volevo chiedere se i rumeni li lascia in panchina perché stanno imparando a fare i passaggi o perché ha imparato che tre punte, due registi e due ali fa 7, aggiungendo tre difensori e un portiere risulta 11 e quindi nei conti mancano i centrocampisti. Poi, se per caso trova il tempo, vorrei sapere se ha cambiato idea anche sui cambi, che prima non servivano e adesso qualche d’uno ne fa. Insomma, non so mica cosa è cambiato, ma son due partite che la difesa è la stessa: non vorrei che continuando a giocare insieme quei tre comincino a conoscersi e a capirsi, poi qualcuno a centrocampo ce lo mette, fa giocare due punte e i terzini (quelli veri e mica i mediani), cose mai viste prima. Poi corrono, sudano, fanno i contrasti, i falli, le espulsioni (e quelle potremmo evitarle), si difendono disperatamente e per due volte, pur soffrendo e pur con i miracoli di Buffon siamo riusciti a portarla a casa. Cambiano i tempi. Del resto, per un breve periodo, ci fu un tempo che anche a Castione si consumava più alcool con le mani che con la bocca, ma siamo subito rinsaviti e tornati a lavarci le mani col sapone e a bere vino in allegria. Del resto non ci potete impedire di restare dei sognatori: noi guardiamo un uovo e vediamo una carbonara, guardiamo giocare il Parma e continuiamo a sognare la promozione. Ora, attendendo la quarta dose per diventare immortali, aspettiamo che termini lo Stato d’emergenza che ormai dura come le offerte di Poltrone e sofà. E se la quarantena – che mi ha rincoglionito, anche se partivo da una buona base – se n’è andata, ora si va per la cinquantena e la tombola. Ho così deciso che quando finisce il virus mi innamoro, anche se non sono poliglotta e ho sentito che l’amore è cieco, per qualcuno slovacco, ma comunque ha sempre qualche sorpresa in serbo. Il Gallo di Castione

Stadio Tardini

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10 pensieri riguardo “IL GALLO DI CASTIONE / MARESCA SI E’ MESSO A FARE COSE NORMALI DI SUO O GLI HANNO AFFIANCATO IN PANCHINA IL NIPOTE DI HERRERA?

  • 4 Novembre 2021 in 11:30
    Permalink

    E’ sempre un piacere leggere questi articoli, mi ricordano lo spirito tra serio e faceto di Alan Ford che leggo ancora e ho comperato temporibus illis il primo numero.
    Mi sa che sono messo bene anche io a neuroni.

    • 5 Novembre 2021 in 20:30
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      Sottoscrivo pienamente!!
      Leggere gli articoli del Gallo è sempre un piacere!
      Grande!

  • 4 Novembre 2021 in 12:25
    Permalink

    Herrera? Non solo…Nereo Rocco, Trapattoni e persino un pizzico di Allegri tanto per stare nel presente…Maresca si è ispirato un po’ a tutti questi, per forza dico io, meno male dice la società (forse) ma quello che conta ora è recuperare punti.
    Quindi deve giocare prima di tutto con gente che ha fame, quindi per esempio dentro Beneck fuori Man eppoi forse il prossimo sarà Brunetta?
    Forza Parma !

  • 4 Novembre 2021 in 20:50
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    Maresca sarà andato in pellegrinaggio a Castione.

  • 5 Novembre 2021 in 08:39
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    My opinion ..Io credo il tridente deve essere con la gara con Lecce :
    Tutino – Benek – Man

  • 5 Novembre 2021 in 09:00
    Permalink

    Leggo quest’oggi sul noto giornaletto locale che l’attuale stadio Ennio Tardini una volta demolito cambierà nome con quello di uno sponsor. Ora capisco che si tratta di una prassi consolidata ed è valida per tutte quelle squadre, soprattutto inglesi, che hanno lo stadio di proprietà, ma vorrei capire che sponsor sarà e soprattutto in che modo andrà a snaturare la casa dei gialloblu crociati da sempre.
    Temo infatti che il senso del tatto in questi casi venga meno e vengano portate avanti strampalate ipotesi. Mi auguro fortemente di sbagliarmi.
    Immaginatevi un Canovi coperture Stadium oppure la Cetilar Arena, o anche un Viva la Mamma Palace…
    Sì insomma.. fa un pò rabbrividire non credete?

    • 5 Novembre 2021 in 10:05
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      Nel senso che Cetilar Arena, ad esempio, sarebbe meno dignitoso di Gewiss Stadium? Immagino, comunque, che come già accade per gli altri stadi italiani ed europei “di proprietà”, il nome dello sponsor affianchi (preceda? segua?) l’appellativo tradizionale. Del resto nei giorni scorsi si erano letti di dubbi di taluni sulla sostenibilità economica del progetto: se è il privato a sostenere investimenti che il pubblico non può/non vuole sostenere, è evidente che il privato, appunto per garantirsi la sostenibilità, faccia ricorso a vari strumenti tra cui quello al momento più alla moda, nel caso specifico, ribattezzato “naming rights”, al quale suppongo si sarebbe ricorsi, comunque, al di là dell’attuale proprietà.

      • 5 Novembre 2021 in 11:55
        Permalink

        Direttore, la mia era solamente una considerazione di carattere personale ed affettiva.
        Lo snaturamento del nome storico dell’impianto lo ritengo mortificante solamente ai fini storici ed emotivi e non certo economici per i quali ci sarà sicuramente un tornaconto importante.
        Certo è che anche il suo sito a questo punto potrebbe non avere più un riferimento materiale.
        Mi auguro però che questo nome non cambierà.

        • 5 Novembre 2021 in 12:00
          Permalink

          Il nome storico, al quale siamo tutti affezionati, come dicevo nel commento precedente, credo possa rimanere sia pure affiancato da quello dello sponsor, come purtroppo di questi tempi diventa inevitabile che sia…

  • 5 Novembre 2021 in 22:25
    Permalink

    Articolo meraviglio, grazie

I commenti sono chiusi.

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