CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / IL CLANGORE DELLA SCONFITTA E DEI PLAY OFF

(Gianni Barone) – Non si sono ancora spenti del tutto gli echi della sconfitta di Lecce, da tutti definita Caporetto o Waterloo, secondo l’iconografico catastrofismo sempre in auge nel nostro minimondo calcistico Crociato, che con gli strepiti, tipici del momento, ancora appassiona e deprime, a seconda delle angolazioni, c’è ancora chi vorrebbe vedere cambi di rotta o di orizzonte per arrivare al più presto, quando manca ancora tempo, a conoscere già l’esito finale. Anacoluto. Nel cambio da molti voluto, desiderato perché ritenuto necessario e non più rimandabile, si vuole ritrovare quella realtà che dovrebbe aver inscritto dentro sé la meta finale verso cui tutto si potrebbe evolvere. Cioè la tensione di un organico, una squadra, che realizzando se stessa e le proprie potenzialità, vorrebbe realizzarsi passando dalla potenza, supposta sulla carta, anche in base agli enormi investimenti profusi (il Parma è il Re degli Stipendi, come certifica stamani la Gazzetta dello Sport, curioso a dirsi per chi occupa la 14^ posizione in graduatoria della Cadetteria) e sui pronostici per arrivare all’atto della vittoria o di altro di più consistente, ad ora, ancora non troppo vicino. Il divenire che per essere spiegato deve passare necessariamente dalle cause, che sono più di una: quella materiale di risultati non ottenuti, quella formale di un gioco mai espresso, e quella non efficiente di un rimedio non trovato ancora attraverso le convinzioni e le idee, che stando alle dichiarazioni degli interessati, non sono ancora state abbandonate o rinnegate del tutto. Ahinoi. Aldilà dei numeri analizzati dai giornali e dai rendimenti di difesa, attacchi e cambi effettuati a gara in corso, non si è giunti a nessun tipo di soluzione o di entelechia, dal greco en+ telos, dentro e scopo, cioè a significare una sorta finalità interiore, in parole povere, rendimento fatto di risultati importanti. Al momento tutto ciò sfugge e qualcuno mette in dubbio, oltre le idee, anche il modo con cui le stesse si vogliono e non si riescono a realizzare: vale a dire il tipo di allenamenti che qualcuno critica per la loro semplicità o inadeguatezza, fatti, come sostenuto da alcuni, in primis tale Davide ospite di questo spazio commenti, solo e sempre di possesso palla e torelli. Metodi che non prevedono, a quanto sembra, alcun tipo di esercitazione a secco cioè senza l’uso dell’attrezzo specifico del calcio cioè il pallone (così come da rigida nouvelle vogue, quella dei costruzionisti dal basso). Ecco non è detto che che si possano allenare le capacità condizionali, velocità, resistenza e forza, solo senza l’uso del pallone. Anzi l’intensità viene acquisita solo con lo sviluppo delle situazioni di gioco. Quindi, a mio modesto parere, il motivo della momentanea (momentanea?) crisi del Parma non dipende certo da questo, quanto piuttosto dal perseverare nell’idea di non ricorrere alle armi tipiche della nostra tradizione che non tramontano mai e di perseguire orizzonti di calcio propositivo che, a quanto pare, neanche a livello di Nazionale stanno pagando più di tanto, visto la mancata qualificazione diretta ai Mondiali degli azzurri di Mancini che, affetti da pareggiate acuta prossima cronica, sono stati sopravanzati dalla più italianista, Svizzera, non certo trascendentale, ma più concreta. Questo è quanto mentre si dibatte, attraverso le moderne frontiere della web tv, solo di lontananza tra Società e tifosi, i quali auspicano un disgelo totale di rapporti già iniziato con la riduzione dei prezzi della campagna abbonamenti e con l’apertura al pubblico degli allenamenti (dove solitamente andavano quattro gatti e dubito che saranno di più post clausura Covid), anche se è palese che il malcontento sia amplificato dalla delusione collettiva per i mancati risultati, a fronte dei capitali (suoi) profusi dal patron Krause. Meno male che qualcuno a noi vicino, il Gallo di Castione, al secolo Maurizio Marchinetti, nostro acuto ed ironico autore, è riuscito a superare la banalità dilagante con un azzeccato e pungente intervento: “Abbiamo tanto le palle girate che si vede l’etichetta”. Quindi attenzione all’etichetta, gioco, ma soprattutto alle «palle», risultati per guardarsi le spalle ed evitare play off (ora tanto di moda, vero Mancio?) o peggio ancora play out che nessuno vorrebbe vedere neanche pitturati in cartolina. Ciocolaté variegati, compresi. Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

17 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / IL CLANGORE DELLA SCONFITTA E DEI PLAY OFF

  • 16 Novembre 2021 in 15:16
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    La fine di Maresca è quella di Brocchi (nomen omen) e Seedorf. Con la differenza che i due citati Maestri di calcio qualche seduta atletica la facevano fare e almeno una mezza stagione con una strisciata l’hanno collezionata prima di cadere nell’oblio, Maresca non la farà mai.

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    • 17 Novembre 2021 in 10:22
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      Si, così dalla Nations League A passiamo alla Nations League D in compagnia di Far Oer&contadini assortiti!

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  • 17 Novembre 2021 in 17:11
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    Domenica mi auguro sarà la Caporetto del Ciarlatano. Dopo due settimane condite da 4 giorni e mezzo di riposi, torelli e partitelle,
    senza il Mudo saremo umiliati anche dalla banda di Guarascio ripescata dalla C. A quel punto avendo purtroppo perso altre due settimane che un allenatore serio avrebbe potuto usare per dare un minimo di fondo atletico voglio vedere chi avrà il coraggio ancora di parlare di tempo e di progetto.

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  • 18 Novembre 2021 in 08:52
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    l’unico clangore che si ode e’ quello di barbariccia ….ed elli avea del cul fatto trombetta

    Rispondi
  • 18 Novembre 2021 in 10:35
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    Qualcuno si ricorda se con Scala, Ancelotti, Guidolin, Osso, D’Aversa, persino Malesani, ovvero con allenatori veri e seri e non ciarlatani da fiera abbiamo mai assistito a un “riposo” il giovedì con la partita alla domenica e dopo un “riposo” dal venerdì al lunedì pomeriggio? Io sto guadando i report di tutte le rivali anche di B e nessuno dico nessuno ha riposato 4 giorni su 10.

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  • 18 Novembre 2021 in 11:47
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    quella del riposo anche infrasettimanale dopo che a ripreso lunedì pomeriggio con 2 gg di ferie mai sentito …….si vede che a forza di torelli sono stanchi !!! poi la domenica vengono matati e infilzati !! …….a proposito vasquez risulta indisponibile peccato che invece di curarsi o fare fisioterapia sia andato a madrid con la moroni immagino a curarsi !!

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  • 18 Novembre 2021 in 12:48
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    E’ lo sbando assoluto, mancano le fondamenta minime per poter avere una squadra competitiva, siamo in mano a partire dal xxxxxx (non riesco a usare la parola allenatore riferita a costui) per arrivare al presidente a gente totalmente fuori dalla realtà. Mi sono fatto l’idea che i vari KK, Kalma, Ribalta, Maresca & C. siano in realtà protagonisti di un reality americano in stile “campioni”, sull’acquisto e gestione di una squadra di calcio italiana. KK è il concorrente principale, il network finanzia e Ribalta, Kalma, Maresca sono altri concorrenti con ruoli differenti. Nei giorni di riposo vanno in onda le serate e il pubblico vota cosa fare. Comprare Sohm, Cyprien e non Barak ad esempio, oppure non prendere Coda ma Correia, non Ferrari ma Valenti, Cobbaut, etc.. Chiaramente la gente (americana) dal divano non ha grosse competenze e KK deve comprare giovani stranieri di belle speranze perché è l’obiettivo della trasmissione. Solo così si spiega una società che non ha ancora mandato via a calci uno che fa il riposo il giovedì con la partita la domenica dopo aver fatto riposare da venerdì a lunedì pomeriggio dopo un 4 a 0 con zero tiri in porta.

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    • 18 Novembre 2021 in 15:43
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      Attento che la sindrome del “truman show” è tipica del reggiano depresso medio.
      Montagne di loro lamentele sulla falsariga della mania di persecuzione nel corso degli anni su questo argomento…
      E’ quindi un attimo diventare come i quadrelli.
      Parlando di altro questa stucchevole cannella degli allenamenti ha veramente fiaccato. E’ evidente che questa squadra non ha vere basi di allenamento.Sarebbe quindi utile che i veri calciatori di questa squadra (2 o al massimo 3) vadano dunque da chi comanda ad esporre il significato del termine “allenarsi” ed aggiungervi anche il termine “davvero”.
      Non è assolutamente concepibile un atteggiamento del genere a meno che non vi siano altre questioni di fondo di cui noi poveri tifosi ingenui ignoriamo l’esistenza.

      Rispondi
  • 19 Novembre 2021 in 04:25
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    effettivamente gente come lucarelli e buffon debbono iniziare a parlare prima che la barca affondi ……e se kk non li ascolta levare le tende

    Rispondi
    • 19 Novembre 2021 in 12:29
      Permalink

      kk e il figlio non ascoltano nessuno.
      Maresca e Ribalta li hanno voluti loro e loro li tengono.
      Del resto, dopo la riunione per lo stadio, è lampante la strategia, che si avvicina a una ritorsione.
      Facciamo i tifosi, tipo quello di ieri sera alla trasmissione di tv parma ( diceva di lamentarsi e poi sembrava un dipendente del parma calcio…mah) o quell’altro molto piu’ importante, intervenuto via telefono che sembrava uno dei fratelli capone nella trasmissione di bonolis.

      Rispondi
      • 19 Novembre 2021 in 15:33
        Permalink

        Il tifoso che ha telefonato ha detto che importante è sudare la maglia, poi anche se perdi….

        Rispondi
  • 19 Novembre 2021 in 12:28
    Permalink

    https://www.parmalive.com/ultim-ora/pedulla-sheva-genoa-abbiamo-gia-visto-con-maresca-il-criterio-degli-americani-187179

    Beh questa è l’ “immagine” dei padroni del circo/reality sul Parma..contenti loro…
    Intanto oggi dopo qualche torello e partitella campo ridotto (senza sudare troppo ovviamente) si inizierà preparare la Caporetto di domenica. Il ciarlatano parlerà domani in piedi ai “microfoni ufficiali del club” sciorinando le solite litanie sul tempo, progetti, giovani e stranieri, etc., si leggerà qualche dirigente avversario parcularci dicendo che la rosa del Parma è la più forte è verrà fuori, insomma le solite cose. Dopo di che domenica saremo asfaltati da gente di serie C con la bava alla bocca che però si allena da agosto. Ribalta con l’occhio al solito vagamente stanco ci dirà che anche Bielsa al Leeds ha avuto bisogno di tempo, fiducia in Maresca e via al Como. La ma unica consolazione è che da che mondo è mondo i ciarlatani da fiera hanno una scadenza, più breve o più lunga ma una scadenza c’è. Puoi vendere unguenti d’amore, occhiali a raggi x, polveri per far ricrescere i capelli sulla pelata per un pò…ma poi arriva a un punto che la gente si incazza e ti viene a cercare col bastone. Il bravo ciarlatano è quello che sa quando è ora di sbaraccare, far su il carretto e cambiare fiera.

    Rispondi
  • 19 Novembre 2021 in 15:38
    Permalink

    Maresca anche se perde sempre fino a natale 🎅 lo tengono, poi vedremo cosa succederà….intanto oggi kalma ha detto ancora che puntano alla serie a🤣😂

    Rispondi
  • 19 Novembre 2021 in 16:37
    Permalink

    Però Manfredini ha alzato la voce (sotto i baffi)…ha addirittura richiamato i tifosi agli allenamenti (quali visto che non ci sono). Praticamente siamo la sola piazza al mondo dove la tifoseria così detta organizzata dopo due anni di umiliazioni alla fine va tutto bene madama la marchesa c’è il progetto…i giovani…
    Comunque il ciarlatano si sta avvicinando a lasciare la fiera. Da qui a Natale farà si e no 3 punti dopo di che anche i padroni del circo con il permesso degli organizzatori del reality dovranno almeno evitare la C di Catania e a loro malincuore chiamare un allenatore.

    Rispondi
    • 19 Novembre 2021 in 19:10
      Permalink

      At piasrisa, ma il bello deve ancora arrivare, tempo al tempo cenere alla cenere

      Rispondi

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