CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / UN MARE VERTICALE

(Gianni Barone) – Non cambia il risultato, 1-1 col Cosenza del Parma by Maresca e 1-1 col Como del nuovo Parma targato Iachini: si noti la finezza stilistica, passando da forme verbali albioniche a quelle più italiote, ma cambiano, eccome!, gli addendi, intesi come spirito, animo, anima, animus pugnandi. Viene sovvertito l’ordine delle cose, emblematico il rinvio dal fondo di Buffon, fino ad ora questo sconosciuto, non il portiere piuttosto il rinvio lungo, che innesca Tutino che a sua volta smarca Benediczak per la prima palla gol deviata in angolo. Il lancio lungo che riacquista nobiltà ed onore dopo tante umiliazioni patite in seguito all’agio riservato in esclusiva alle costruzioni dal basso, rivelatesi asfittiche più che mai, sebbene sostenute da certa critica e da certi ambienti, più chic, della tifoseria. La riscoperta del doppio centravanti, dal primo all’ultimo minuto, in luogo del falso tridente, storicamente ahinoi solo di stampo zemaniano, hanno permesso a Tutino di ritrovare la sua cittadinanza tattica naturale, di seconda punta, che non è un ruolo, ma un compito come direbbe l’esimio Lele Adani, evitando solitudini offensive inutili e dannose persino ad Inglese, il quale ritrova il goal e la voglia di incidere anche a livello di assistenza per i compagni che si inseriscono in area, vedi l’occasione finale con il batti e ribatti che ha visto Osorio respingere, in luogo del portiere, una conclusione quasi a botta sicura di Danilo, prima del successivo tiro di Benediczak poi salvato sulla linea. Che se fosse andato a segno avrebbe fatto gridare al “quasi miracolo”, per una vittoria ottenuta dopo solo tre giorni di cura Iachini, benefica fin si che si vuole, ma non ancora sufficiente per dichiarare guarito il gioco del Parma, dopo le tante contaminazioni di “giochiamo acuto”, come da progetto varato, avariato e variato da qualcuno forse, solo, obtorto collo. La scoperta della posizione eretta del gioco, cioè verticale, sembra quasi che avvenga per caso: di colpo tutti sono in piedi, dopo essere stati a lungo seduti, tutti partecipano, tutti provano a lottare, però il caso potrebbe essere accantonato, quasi, quando, si scorge che dalla panchina un uomo, con cappellino d’ordinanza in capo, si sgola ad urlare “Avanti Savoia”, e non indietro o in laterale per il noioso e consueto, ora non più, giro palla. Quindi qualcosa è cambiato: da un passato di gioco quasi da “pitecantropo” cioè di essere che non conosce la posizione eretta, nel nostro caso il gioco verticale, si arriva in breve ad un presente nuovo con la prima visione del mare, sempre riferito al modo di interpretare il gioco, sconosciuto e “verticale”, perché non ancora diviso dal cielo. Immagini che diventano certezze, pur nel caos o confusione, legittima al momento, non ancora organizzati a dovere. Si respira aria nuova, si evita la sconfitta, anche se si aprono dubbi circa l’adattabilità al nuovo corso di tutti gli interpreti ora in rosa. Urgono rinforzi, qualcuno sussurra, non tanto piano. Ma queste sono questioni postume che il presente di altri due incontri in otto giorni, non può in nessun modo contemplare. Ritrovare compattezza e resistenza fisica per attuare, finalmente, un po’ di pressing: questo sconosciuto in precedenza, come da me sottolineato radiofonicamente in settimana, concetto poi ripreso anche da altre voci del nostro ambiente, forse perché vero o forse solo perché è piaciuto. Iachini non vuole essere Mago Merlino perché non dispone di bacchette magiche, pronte all’uso, come da lui ripetuto in sede di sua presentazione, non può e non vuole andare sulla luna, ma si appresta ad affrontare una scalata dalle difficoltà non indifferenti. Deve agire su più fronti, questo è assodato, ricerca dell’equilibrio, della brillantezza fisica e della prontezza morale. Sulla tattica, tranne qualche svista di carattere formale o dialettico, pare avere le idee chiare soprattutto quando dice che occorre lavorare prima su quella individuale e poi su quella di squadra. Ha dato l’impressione di ricordarsi, dopo anni di assenza dovuti alla serie A da lui visitata con alterne fortune, quale è il clima della serie B, e quale tipo di mare si deve attraversare per giungere alla fine: un mare verticale in cui si lotta, si riconquista palla con grinta e cativeria, si lancia lungo e si corre in contropiede verso la porta avversaria. Mai più giri di parole, di palla e di palle varie. Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

4 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / UN MARE VERTICALE

  • 29 Novembre 2021 in 17:07
    Permalink

    La squadra è stata costruita male in sede di mercato. Iachini si trova ad allenare gente che in questo caso è stata proprio plasmata da Maresca (in senso negativo). Bisogna stringere in denti fino a gennaio e poi fare una mini-rivoluzione.

  • 30 Novembre 2021 in 07:28
    Permalink

    Coi soldi delle cessioni 😂, sai quante bandierine uzbeke su tuitter 🤭

  • 30 Novembre 2021 in 09:58
    Permalink

    mini-rivoluzione che deve partire dalla defenestrazione di chi ha condotto le ultime tre sessioni di mercato. Chi ha portato a Collecchio Sohm, Zagaridis, Valenti, Man, Brunetta, Cobbault, Iacopino, Cyprien, Busì, gente che nemmeno in Eccellenza giocherebbe DEVE essere allontanato. E se fosse il figlio del padrone deve essere messo a divertirsi in altro modo senza fare danni.

    • 30 Novembre 2021 in 14:58
      Permalink

      A decidere sarà solo ed unicamente Mr. Krause.
      Il fatto che abbia provveduto ad esonerare Maresca indica la sua volontà di modificare una situazione ampiamente insufficiente sotto il profilo dei risultati. Iachini è un tecnico autorevole e la sua parola conterà parecchio, specie se i risultati dovessero dargli ragione rapidamente.
      La cosa positiva è che ha grande esperienza da subentrante ed è in grado di recuperare quei giocatori che lo vorranno seguire. In tanti hanno reso meno rispetto a quello che potevano per colpa delle idee di Maresca, ben difficili da mettere in pratica se la condizione fisica è insufficiente e non si hanno qualità tecniche di alto livello. Roba da videogico scollegata alla realtà.
      Volando più basso qualche giocatore ci stupirà positivamente, perchè Iachini li schiererà tenendo conto anche dei loro limiti, facendo fare loro quello che sanno fare e non cose astruse

I commenti sono chiusi.