CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / 0-0 PER NOI

(Gianni Barone) – Alla fine un pareggio non è mai un risultato giusto che metta tutti d’accordo. C’è sempre rammarico per non aver tirato abbastanza e non aver segnato contro una squadra “sporca”, l’Ascoli, nel senso che si dimostra sempre difficile da superare perché scorbutica, rognosa, e di conseguenza per non aver raggiunto, all’ultimo respiro, “quell’ultima sporca meta” con la traversa colpita da Vazquez precludendo ai Crociati quella vittoria che avrebbe chiuso per il momento ogni processo a carico della nuova era Iachini. La di cui gestione riceve sul foglio locale, a firma Paolo Grossi, sempre un numero di critiche di gran lunga superiore rispetto a quelle avanzate durante la gestione precedente. Che si tratti di idiosincrasia da parte del suddetto giornalista, per l’idea di calcio pratico, utilitaristico, italianista di cui Iachini è un portatore sano e convinto? Il dubbio sorge spontaneo. Tentazioni di presunto bel gioco a parte – che finora fra Liverani, lo scorso anno, e Maresca, poco tempo fa, da noi hanno prodotto solo dubbi, incertezze e sconquassi – la gara di Ascoli ci ha certificato che il processo di adattamento, peraltro un po’ tardivo (ma tant’è), alla cadetteria e non alla caffetteria (basta ridere e lavorare, seguendo le parole di Danilo) da parte del Parma, ha avuto il suo inizio e il suo primo effettivo sviluppo. Si è vista finalmente, una squadra un po’ equilibrata tra le due fasi, un po’ elastica nel comprendere le potenzialità e le debolezze avversarie, e un po’ razionale nel senso che piano piano sta cercando di mettere a frutto le caratteristiche dei singoli al fine di creare quell’idea e quel concetto di “squadra”, finora sfuggito a quasi tutti gli ultimi tre tecnici che si sono accomodati sulla panchina, oramai scomoda, del Parma. Occorre eliminare quel po’, che indica una parte e non il tutto, di fianco agli aggettivi razionale, equilibrato ed elastico che rappresentano quei principi tattici di gioco da cui non si può prescindere per nessun motivo al mondo. Per riuscire a rendere, per quanto dovuto, sul campo, nel quadro di quel processo di cambiamento e di recupero dei valori che competono ad una formazione sulla carta e alla vigilia quotata sotto ogni aspetto, va fatto qualche sforzo tecnico ed emotivo supplementare. Qualcuno ha fatto già le pulci a tutte le mosse azzeccate, e non, che il tecnico, di scena sul campo di casa sua e del suo passato da calciatore, ha messo in atto, e molti altri rilievi dovranno ancora arrivare in settimana da parte di chi non è amante della visione di calcio realista che a noi non dispiace per niente. Poi se si riuscirà nell’impresa di risollevare le sorti della squadra, dopo questo tormentato cammino, ecco che non mancheranno coloro sempre pronti, giornalisti e tifosi non fa differenza, a salire sul carro dei vincitori: così vanno le cose e la vita del calcio de “noantri”, anzi meglio “de nuetor” in salsa parmigiana. Eppur si muove qualcosa nel farraginoso meccanismo di squadra: difesa che regge l’urto offensivo altrui, palo di Salvi a parte, e fase di non possesso che concede meno iniziative e occasioni, sempre altrui, oltre ad un certo spirito di combattimento, ancora in fieri, che sembra voler sostenere fino alla fine la voglia di vincere e di riscatto, da troppo tempo assenti dalle parti nostre. In più l’utilizzo dei cambi, a tempo debito e non alla fine, per portare proficue risorse aggiuntive di spirito e temperamento come dimostrato dall’apporto finale dato dai vari Brunetta e Correia (ancora positivo l’ex reietto di Maresca) alla causa comune. Per molti sarà ancora troppo poco quello visto e non sufficiente per cullare sogni di gloria. Sarà anche così, però le indicazioni avute inducono il trainer gialloblù ad un moderato ottimismo che ci sentiamo di condividere “pienamente a metà” (cit. Garzya). Tra le pieghe della gara «sporca» del Del Duca/Rozzi, in ogni senso tra fango e asprezze tipiche della categoria emerse, abbiamo in controluce rilevato una leggera tendenza del Parma a voler fare la partita, ancora in confusione non organizzata, ma pur sempre embrionale a livello di trend. Lo zero a zero, come direbbe il grande e non imitato da nessun telecronista urlatore modernista, ahinoi, Nando Martellini, «è per noi», volendo significare chi avrebbe meritato la vittoria cioè il Parma, che dopo aver rischiato qualche istante prima la sconfitta nel legno ascolano colpito di testa e nel successivo intervento «roboante» d’istinto di Buffon, ha ristabilito la parità con la traversa fatta vibrare dalla conclusione liftata del Mudo. Con la politica dei piccoli passi prosegue la marcia di lotta che ancora non convince gli scettici sempre in cerca di colpe da evidenziare e colpevoli da mettere all’indice. In attesa di prestazioni e risultati migliori e più convincenti asteniamoci per un attimo dalle sentenze profetiche definitive di “cassandrica” memoria, che non fanno bene alla salute e non rendono nessun buon servizio alla serietà dei giudizi e delle opinioni sempre pronte ad essere cambiate e smentite ad ogni piè sospinto. Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

18 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / 0-0 PER NOI

  • 6 Dicembre 2021 in 08:41
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    Dire, di aver visto una squadra impostata da Iachini in maniera utilitaristica, mi sembra veramente troppo, ho visto il solito Parma, con due mezzepunte e due punte nel primo tempo, tre mezzepunte e due punte nel secondo, che ha sempre cercato di fare la partita, con molta confusione, ma in modo più equilibrato, con la giusta distanza tra i reparti, senza sfilacciarsi troppo, di contropiedi nostri a dimostrazione che non giocavamo arroccati per poi ripartire, ne ho contati uno, quello di Benek, di lanci lunghi tanti, ma d’altronde pensare di vedere dall’oggi al domani una manovra fluida, con questi interpreti di centrocampo e contro una squadra impostata in modo utilitaristico non era facile. Cominciano a vedersi dei segnali positivi, con degli uno due sulla fascia soprattutto destra, cosa mai vista prima, il lavoro di Iachini comincia a far intravedere i suoi frutti, che a mio avviso è soprattutto nell’equilibrare e nell’infondere fiducia nei giocatori, il valore della squadra forse non sarà da primi due posti, ma nemmeno da playout.

  • 6 Dicembre 2021 in 12:24
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    Stampa parmigiana imbarazzante. Volevano continuare con il giochismo e finire dritti in Lega Pro?

  • 6 Dicembre 2021 in 13:17
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    Intanto facciamo i complimenti a Faggiano per la scelta del datore di lavoro.

  • 6 Dicembre 2021 in 15:38
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    La vicenda del Viperetta (ampiamente prevedibile per altro) ha aperto una discussione assolutamente necessaria sulle responsabilità non solo legali o finanziarie, ma altresì morali dei cedenti un club. A Genova si insulta a ragione Garrone per aver ceduto la baracca all’istrionico saltimbanco (cit.) romano, Garrone che invece si difende sostenendo di avere messo dei “filtri” per verificare il soggetto cessionario adducendo altresì la solita litania che il calcio era diventato troppo costoso, che lui non era imprenditore calcistico e solite ecumeniche cazzate (note anche dalle nostre parti). Un club di calcio non è un pastificio o un mattonificio ma per dirla da dottoroni un asset immateriale che comprende la passione e l’amore di migliaia di persone. Chi cede è giustamente responsabile di quello che fa e non può limitarsi a cazzate su dati economici o altro. Lo stesso vale alle nostre latitudini è come nel caso di Garrone con Ferrero o le cose vengono sistemate alla veloce o chi ha mollato la baracca ai circensi non può alzare le mani e dire che non c’entra nulla.

    • 6 Dicembre 2021 in 16:50
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      Di benefattori in giro, ne vedo pochi in Italia, gente disposta a buttare i soldi per pagare milionate a procuratori e giocatori di calcio, senza nessun ritorno, se ne trova sempre meno. Sono finiti i tifosi straricchi che buttano via risorse per la squadra del “cuore”. Il calcio non rispetta le più elementari regole di mercato è troppo costoso per società e tifosi.

    • 6 Dicembre 2021 in 22:20
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      Ahahahahah che faccia di bronzo che hai Davide. Meno di un mese fa, scrivevi che piuttosto avresti voluto proprio l’abile Ferrero al posto del “circense”. E ora fai la giravolta. Sei molto divertente nello scrivere, ma dietro questa brillante ironia credo che ci sia molto risentimento. Penso anche che spargere continuamente veleno, come fai tu e altri, crei un clima di maldicenza continua che contribuirà a far si che ’ qualunque imprenditore di Parma normodotato in futuro stia lontano mille miglia dalla nostra squadra. Al bar da me vi chiamavamo scacciafighe.

      • 9 Dicembre 2021 in 06:35
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        Il bar di sfighè, infatti lo sapete in due o in tre

  • 6 Dicembre 2021 in 19:27
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    Ma come Rikman???Noi non abbiamo un entusiasta che butta soldi per essere a 4 punti dalla C?

    • 6 Dicembre 2021 in 21:09
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      Potresti sempre chiedere a KK di venderti il Parma!

  • 6 Dicembre 2021 in 23:12
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    Confermo meglio Ferrero del circense. Almeno saremmo in A da un decennio. E sono anche convinti che il gaglioffo saltimbanco senza la noia dell’arresto sarebbe stato bravo anche a vendere. Comunque di calcio ne capisce sicuramente più dei vari Ribalta, Carli, Holly, etc.

  • 6 Dicembre 2021 in 23:16
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    Amico mio scacciafighe gli imprenditori di Parma in 100 anni non hanno mai fatto (tranne uno illuminato) il passo più lungo della gamba perché il Territorio e le tomacche sono più importanti del calcio quindi evitiamo questa fola…(gli ultimi hanno durato 4 anni, che se il cinese non fosse fuggito con baffi e naso finto gli anni sarebbero stati due…).

    • 8 Dicembre 2021 in 14:21
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      Ma gli rispondi anche a questo escapologo presumo parmigiano?, certo che sono stati leggendari,houdini a confronto era un dilettante, il cinese? Ne ha tirati fuori il doppio dei 7 😁 quindi i quattordicesimi, fra l’altro li han presi indietro tutti che ancira si macerano porelli

  • 7 Dicembre 2021 in 00:10
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    A parte che gli anni di gestione parmigiana sono stati 5, le tre promozioni e le due salvezze in A, volevo citarti un’intervista.
    «Come si è evoluto il calcio negli ultimi anni? Allora era possibile per una famiglia farsi carico di una squadra di calcio, che si identificava anche con una città. Oggi il calcio è un affare che riguarda la finanza internazionale, i grandi protagonisti sono petrolieri arabi, magnati russi, americani, fondi d’investimento. Tutto legittimo, ma lontano dal territorio, dall’appartenenza, dalla passione sportiva. D’altra parte è un processo inevitabile, viste le cifre in gioco».
    Chi lo ha detto? Un iscritto al Ponte Caprazzucca? Il cugino di Dallara? Il Direttore della Gazzetta di Parma? No. Lo ha detto Silvio Berlusconi. Meditate gente, meditate..

  • 7 Dicembre 2021 in 10:40
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    Però il Berlusca il Monza se lo è comprato….

    • 7 Dicembre 2021 in 13:43
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      Si, spendendo meno di quanto spende in…passatempi..
      Poi lo ha portato subito in serie A

      • 8 Dicembre 2021 in 19:01
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        Quindi è un aggravante per la gestione ammaracana, bravo 7+ 😂, dalla c è stato promosso dopo anni in b, ed é due anni che arriva li li pet andar su, spendendo un decimo, trova la differenza ma senza aiutino 😁

  • 11 Dicembre 2021 in 18:49
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    Stopaj e Davide, passo più lungo della Gamba, costruire dal basso e tutto il loro soffocante stupidario, mi sembrano proprio dei morti di figa. Dico sembrano, non ne sono sicuro perché non posso fondarmi solo su quanto e come scrivono, magari mi sbaglio ….

    • 12 Dicembre 2021 in 11:35
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      Ecco, na botta alla moglie di kk gliela daressi, andrei in c più contento, te continua con l’autoapprendimento

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