CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / IL PRIMO VERO PARMA “ITALIANO” VINCE

(Gianni Barone) – Finalmente si è visto quello che non solo non si era visto da più di anno a questa parte, campionato scorso compreso: finalmente una difesa rocciosa, granitica, che consegna solo due palle gol, non sfruttate agli avversari; finalmente il cambio di mentalità e il ricorso al contropiede come arma offensiva, molto efficace ancorché dimenticata per molto troppo tempo, dalle nostre parti. Si è visto un nuovo registro, una nuova visione di gioco, poco spettacolare, anche se su ciò si potrebbe anche discutere, ma tremendamente pratica realistica e capace di non farsi travolgere dagli eventi, e dalla presunzione di gioco avversaria. Eh sì, perché se nel primo goal si sono visti tutti gli ingredienti tipici del contropiede, con l’Alessandra che perde palla per colpa del gioco lezioso di Milanese e con Schiattarella che si proietta in avanti creando superiorità e possibilità di palla goal, realizzata, nel secondo goal si è sfruttata “l’estremizzazione” della costruzione dal basso praticata con pervicace insensatezza dall’Alessandria, che ha portato al facile recupero palla, su regalo del portiere, per colpire ancora. Eh già: l’ Alessandria che pratica un gioco non consono alle proprie possibilità e potenzialità tecniche che favorisce il Parma non poco. Che il tecnico Longo non fosse mediocre, forse lo sapevamo, però lo abbiamo scoperto anche, incredibilmente, presuntuoso, in quanto a parole, nel pre-gara, aveva messo in guardia sul potenziale tecnico della rosa Crociata, e poi nei fatti, ha messo in atto un tipo di gioco propositivo sicuramente fuori luogo per l’organico di cui dispone, affidando a Parodi, braccetto di sinistra del sua difesa a tre, il compito di attaccare sull’out mancino (pestando di fatto i piedi a Beghetto in quella zona) di continuo con scarsi risultati pratici e soprattutto scoprendo il fianco alle ripartenze Crociate. Un atteggiamento assurdo al pari dello stravolgimento operato all’inizio ripresa con i tre cambi simultanei di tutto il settore avanzato evidenziando il fatto di aver sbagliato oltre che l’idea di gioco da proporre anche l’undici iniziale incongruo. Parallelamente Iachini ha dimostrato – finalmente! – come si debba giocare in questa B, cosa che era sfuggita oltre al suo predecessore anche a tutti coloro che caldeggiavano l’adozione di un certo tipo di gioco – offensivo, posizionale, propositivo – dimostratosi, alla prova dei fatti, ahìloro, poco coerente con la categoria in questione. La buona difesa e il contropiede, tipici di un certo tipo di mentalità all’italiana, hanno dimostrato di non voler abdicare e morire in nome di altri ideali modernisti tanto sbandierati e propagandati, a mezzo stampa o via web o in Tv. Se si vuole proseguire su questa strada che ha portato alla vittoria, dopo tanti giorni, occorre non vergognarsi di praticare un calcio pragmatico, conservativo, considerato a torto datato e fuori luogo. Noi ci siamo sempre battuti per affermare tutto ciò ricevendo persino insulti ed improperi, però vedendo la quasi resurrezione di un Inglese che si batte su tutti i palloni aiutando enormemente la squadra, vedendo la difesa che spazza via con decisione quando è attaccata, vedendo che tutti cercano di ripartire con velocità, si prova finalmente piacere nell’apprezzare l’impegno collettivo nell’inseguire la vittoria con determinazione, al posto degli sterili e poco convinti esercizi e ghirigori di possesso palla che si spera non vengano più riproposti, da queste parti, per il bene e la salute di tutti. Si spera che la «metamorfosi» Parma voluta da Iachini prosegua anche contro squadre diverse dall’Alessandria di oggi, poco centrata sull’impegno per quanto già espresso in precedenza. Un Parma di lotta che diventi anche di governo è ciò che da qui in avanti occorre auspicarsi per non incorrere più in tentazioni, di presunto bel gioco, da evitare per sempre con tutte le armi che si hanno a disposizione anche dopo la sessione di mercato invernale con altri e nuovi calciatori. Perché non é solo e sempre questione di tattica o di uomini; a volte basta solo o sempre cambiare mentalità. Avete «afferreto»? Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

2 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / IL PRIMO VERO PARMA “ITALIANO” VINCE

  • 19 Dicembre 2021 in 21:33
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    La B è sangue e dolore, non caviale e champagne.

  • 19 Dicembre 2021 in 22:59
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    quoto totalmente il pezzo Barone mi ci trovo in pieno alla fine veniamo dalla stessa scuola di pensiero e gli unici forse a suonare l allarme rosso su maresca in tempi non sospetti , sul famoso progetto Maresca ………magari io ero più libero di criticare come peones lei oltre un tot non poteva andare e si perdeva nei suoi tecnicismi e tatticismi per giustificare le critiche . Avrei voluto dire che esagerava parlando oggi di contropiede poi sono andato a vedere il parma ha fatto 40%di possesso palla aveva ragione pensavo molto di più non me ne sono accorto evidentemente l alessandria a giocato alla maresca ahahah buon per noi

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