CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / PARMA, IO SPERIAMO CHE ME LA CAVO

(Gianni Barone) – Dopo un inizio choc, in cui il Brescia sembra assumere le sembianze della squadra fenomeno, poi non confermate del tutto, dal prosieguo della gara e soprattutto dalla ripresa in cui non riesce a chiuderla e mantiene in vita e in partita un Parma pieno di incertezze tecniche, sgrammaticature tattiche e ancora atleticamente non perfetto. Una partita in cui gli “anacoluti”, tecnico tattici l’hanno fatto da padrone: trame sospese a metà, soggetti che cambiano e che si duplicano in una frase in cui a volte manca il verbo. Metafora linguistica per dirci e rappresentarci ciò che si è visto in campo da parte Crociata, anche se il Brescia capolista non può certo considerarsi immune da critiche in merito ad una sintassi calcistica non ancora ben definita o pienamente corretta, a fronte del primo posto in classifica conquistato al Tardini. Al cospetto di un Parma a tratti incongruo che non aggradisce e non attacca sulle fasce mal presidiate, che rallenta il ritmo e sbaglia in orizzontale e non riesce ad esprimersi in verticale, come avrebbe dovuto fare in mancanza di copioni non studiati per mancanza di tempo, dopo l’avvento del nuovo tecnico. Il quale ha cercato di conoscere l’intera rosa in corsa mettendo Man come punta centrale, esperimento non riuscito, Busi a destra, ancora impreparato alla lotta, Del Prato a sinistra, non il suo versante preferito, oltre ad una coppia di mezzale non mezzale, come Vazquez e Brunetta, inconcludenti, e dannosi anche per Schiattarella che incappa nella sua peggior giornata piena di imprecisioni ed amnesie. Meglio i cambi sulle fasce, nella ripresa: Iacoponi a destra volenteroso e soprattuto Correia, a sinistra l’unico che riesce a creare apprensione agli avversari e pensare che Maresca lo escludeva per genetici e generici motivi tecnici, di cui non si mai conosciuto l’esatto contenuto. Per il resto ha stupito l’impiego tardivo e limitato a pochi minuti finali di Tutino, e quello illimitato, per tutta la gara, di Inglese ancora non del tutto rigenerato nonostante la fiducia concessa. Questo è ciò che passa l’attuale convento Parma che fino a Gennaio dovrà reggere l’urto di una serie B, superiore, in molte formazioni, sul piano fisico, caratteriale e della determinazione agonistica. Si deve convivere con questo tipo di “confusione”, ancora non organizzata a dovere in cui il caos tutt’altro che calmo dovrà essere gestito dal “guerriero” Iachini che dà l’impressione, nonostante le voragini di frustrazione e rassegnazione che qua e là si aprono, di voler reagire per porre qualche plausibile rimedio. Il suo compito sarà quello di rettificare la natura del progetto Parma, che a parole qualcuno dice di non volere cambiare, ma che nei fatti è già cambiato e non può e non deve avere fine. E’ una situazione transitoria, o almeno si spera, quella delle difficoltà e delle “sgrammaticature”, tecnico-tattiche, di cui sopra che portano la squadre a non correre con profitto e a perdersi dietro una serie di difficoltà che sembrano essere senza fine. Adesso è facile criticare e sparare addosso a questo o a quell’altro giocatore, esercizio inutile più che mai, perché non tutti si possono cambiare in un mercato prossimo che si spera giunga il più presto possibile. Mercato in cui non sarà facile reperire ciò che effettivamente manca, in quanto i migliori centrocampisti o esterni possibili, difficilmente qualcuno li lascerà far partire. Occorrerebbe scandagliare la C e la D, se solo si riuscisse a mettere da parte un briciolo di spocchia e presunzione. Quindi accontentiamoci di correggere gli errori e di dare alle frasi sospese, con soggetto sbagliato o senza verbo, un senso, frutto del ritrovato spirito di una squadra da ricostruire in fretta nel morale, nel carattere, e nell’identità perduta semmai fosse mai stata creata prima. E soprattutto invece di dedicarsi nello studio di parabole sulla fine del mondo, leggi fallimento degli obiettivi, occorrerebbe concludere il tema come lo scolaro – del romanzo del maestro D’Orta, messo in scena da Lina Wertmuller con il ruolo dell’insegnante affidato all’immenso e mostruoso Paolo Villaggio – che dopo avere elencato mille problemi e mille sventure (come quelle del Parma attuale) sue e del suo ambiente/popolo se ne esce con un iper ottimistico “Io speriamo che me la cavo”. Che sarà anche un anacoluto (ma chi non ne ha mai fatto uso, alcuni ne abusano, ma tant’è…) però serve in momenti come questo. Eccome se serve… O no? Eh? O no? Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

5 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / PARMA, IO SPERIAMO CHE ME LA CAVO

  • 2 Dicembre 2021 in 09:16
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    “Di modelli non ne ho solo uno, penso che ogni realtà è diversa e non ha senso imitare gli altri ma prendere il loro meglio. Conosco il mercato europeo e conosco bene l’Italia, ci sono stato nove anni. Conosco i campionati, non vorrei nominare nessun club ma in ogni paese c’è qualcosa da prendere. Per noi il modello da fare è quello nostro, prendendo le cose positive di altri club. Per la B servono giocatori forti, è un campionato particolare. Sappiamo cosa fare per vincerla, però è vero che con un club così e con questa tifoseria hai già tanto di guadagnato. Ho visto più partite di B che di A, capisco la preoccupazione e il tema verrà affrontato in caso di concretizzazione. Pensiamo alla retrocessione come un passo indietro per farne uno in avanti. Proveremo a fare una squadra molto competitiva che non condizioni gli anni successivi”. 29/04/2021

    Vogliamo Ribalta che venga davanti ai microfoni a spiegarci visto che lui sa cosa fare (a meno che dopo il Leeds non ci sia il Bolton che ha fatto due anni di B prima di andare in A…ovviamente con un “progetto” di giovani e baldi stranieri di belle speranze.

  • 2 Dicembre 2021 in 10:34
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    Penso che sono le ultime tre siano peggio di noi. Il Cosenza ci è pari e l’Alessandria si è presa. Bisognerà lottare con il coltello tra i denti per salvarsi.

  • 2 Dicembre 2021 in 12:34
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    Però Ribalta “sa cosa fare per vincerla”(la B). Quindi noi possiamo solo stare seduti e aspettare maggio che ci porti la vittoria. O sono le stesse frasi dell’anno scorso sulla salvezza?

    • 2 Dicembre 2021 in 14:52
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      Attenzione Attenzione DAVIDE e LUCA il nostro caro e amato RIBALTA ha detto che lui sa come si fa ad andare in serie A , non ha detto che lui sa come si fa a non retrocedere ! per cui ………….se retrocediamo nessuno può dire che faceva lo spavaldo

  • 2 Dicembre 2021 in 15:41
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    Ribalta va ribaltato e cioè
    ESIONERATO
    Ha fatto danni in modo industriale

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