CALCIO & FINANZA CERTIFICA LA SOLIDITA’ ECONOMICA DEL PARMA DI KRAUSE

(Gmajo) – Nei giorni giorni scorsi, piuttosto scocciato dopo l’ennesimo dispaccio nello spazio commenti dal contenuto falso e tendenzioso sulla solidità economica del Parma di Krause (dubbi che comitati contrari al rifacimento dello Stadio Tardini alimentano con vigore), sono sbottato così: “Quello che vi dovrebbe essere chiaro è che Krause ha fatto debiti con se stesso nel senso che i soldi che appaiono a debito nel Parma non sono verso terzi, bensì con la controllante e in parte già trasformati in aumento capitale senza interessi. L’ultimo problema del Parma sono i soldi così come è demenziale assimilare l’attuale situazione ad altre pregresse che ben conosciamo. Quindi sappiate che commenti del tipo “sono finiti i soldi” che tanto piacciono a chi ha la sindrome del soldi (davide) continueranno ad essere cestinati perché il problema del Parma non sono certo i soldi che mancano. Non voglio più tornare sull’argomento perché non è di mia pertinenza visto il mio diverso impiego nel Parma Calcio, tuttavia non tollererò più che questo spazio, di cui sono responsabile e che metto a disposizione gratuita della comunità, venga utilizzato per fare terrorismo su cose che non esistono.” A supporto delle mie argomentazioni di cui sopra ho trovato sul web un interessante articolo sul qualificato portale sportivo-economico indipendente “Calcio & Finanza” (sotto, nel rispetto della nostra tradizionale opera di divulgazione, lo riportiamo integralmente) del giornalista Matteo Spaziante che, in maniera più tecnica e meno terra terra rispetto alla sintesi per il popolino da me formulata, ribadisce gli stessi concetti e cioè che il Parma del Presidente Krause (a differenza di precedenti gestioni finite a gambe all’aria) non ha alcun debito verso tesserati, dipendenti, fornitori ed erario, avendo provveduto ad onorare, nelle tempistiche corrette tutti gli obblighi a livello economico. Non solo: il club Crociato, a differenza di altri che magari stanno operando sul mercato, non ha voluto sfruttare la possibilità concessa dalla Figc di posticiparli ed ha effettuato regolarmente i versamenti delle ritenute fiscali e dei contributi previdenziali dovuti per il periodo Settembre–Dicembre 2021. 

PROPRIETA’ USA, DA KRAUSE 175 MILIONI PER LO SVILUPPO E IL FUTURO DEL PARMA

(di Matteo Spaziante, da Calcio & Finanza) – Non si ferma l’impegno di Kyle Krause per il Parma. L’imprenditore statunitense, al vertice del Krause Group, continua nel suo obiettivo di rafforzare la società da un punto di vista finanziario, all’interno di una strategia di business che guarda al medio-lungo termine, più che al risultato (sportivo ma non solo) nell’immediato, mettendo al centro anche il rispetto delle regole e una visione innovativa su diversi temi.

Tramite Krause Group (gruppo internazionale con un fatturato consolidato da oltre 2,5 miliardi di dollari la cui principale società è la Kum & Go, rivenditore di carburanti a base di petrolio con più di 400 negozi e 5.000 dipendenti negli Stati Uniti), fin dal suo sbarco in Italia ha infatti investito in maniera importante nelle casse del Parma: ad oggi sono stati versati 174,5 milioni di euro come finanziamenti per il club, di cui 83,2 milioni già convertiti in capitale e il resto che, essendo a titolo infruttifero, può essere comunque già considerato come patrimonio.

Investimenti che hanno permesso al club di pagare nelle tempistiche corrette tutti gli obblighi a livello economico verso tesserati, dipendenti, fornitori ed erario, tanto che ad oggi infatti non risulta alcun debito scaduto a carico della società. Inoltre, il Parma ha anche deciso di non sfruttare la possibilità concessa dalla Figc di posticipare i versamenti delle ritenute fiscali e dei contributi previdenziali dovuti per quanto riguarda il periodo settembre – dicembre 2021, versamenti che il club ha effettuato regolarmente. Il club emiliano presenta così indicatori economico-finanziari non solo in pieno rispetto delle norme FIGC, ma anzi migliori: al 30 settembre 2021, l’indice di liquidità del Parma era pari a 0,89 rispetto allo 0,60 chiesto dalla federazione, mentre l’indice di patrimonializzazione era pari a 0,43 rispetto alla soglia dello 0,10 prevista dalla normativa Federale.

Investimenti quindi particolarmente significativi da parte della proprietà, a testimonianza della volontà di Krause di sostenere il club. Un impegno che per il patron è a lungo termine, con iniziative destinate a generare redditività non immediatamente: si va dallo sviluppo e valorizzazione dei giovani talenti (anche sfruttando la data science) allo sviluppo internazionale del brand e le iniziative commerciali, fino alla valorizzazione delle infrastrutture. In particolare, per quest’ultimo punto, tra gli obiettivi della proprietà ci sono l’acquisizione in concessione e il rinnovamento dello stadio Tardini, passando anche dall’ammodernamento del Centro Sportivo già di proprietà della società. Matteo Spaziante (da Calcio & Finanza)

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

50 pensieri riguardo “CALCIO & FINANZA CERTIFICA LA SOLIDITA’ ECONOMICA DEL PARMA DI KRAUSE

  • 19 Gennaio 2022 in 08:45
    Permalink

    Ah bene, quindi siamo i più ricchi del cimitero. Dottoroni, avvocatoni e ragionieri sono felici..il popolino se ne impippa di Roe, Ros, indici di liquidità, ma vuole giustamente solo vedere vincere qualche partita e non perdere la categoria. Setti forever.

  • 19 Gennaio 2022 in 09:36
    Permalink

    Col Frosinone occhio a ZERBIN
    Ha già segnato 5 gol nelle ultime 3 partite
    ( Suoi i 2 gol 2-1 fatti a Pisa)
    e ha pure segnato in passato a Buffon.
    Se non si vince questo spareggio
    ADDIO SOGNI DI GLORIA
    Siamo una società dal punto di vista finanziario messa bene ma il D.S. che abbiamo è un disastro e quindi è come se fossimo messi male.
    Si aspetta sempre l’ ultimo secondo del mercato per fare qualcosa
    Quando RIBALTA verrà RIBALTAto ed esonerato sarà la nuova alba del Parma.

  • 19 Gennaio 2022 in 09:41
    Permalink

    Tutto ok ,siamo ricchi sfondati ,siamo quattordicesimi in serie b come bomodossola e abbiamo 125 milioni di debito verso noi stessi,la vita e’ una cosa meravigliosa perche’ lo ha certificato nientepocodimeno che calcio e finanza

    • 19 Gennaio 2022 in 10:49
      Permalink

      Spiegami, caro amico: se un comitato, avverso al rifacimento dello Stadio Tardini, avanza dubbi (pro domo sua) sulla solidità economica del Parma di Krause, scrivendo a sproposito di “debiti”, vi gettate nello sconforto farneticando di soldi finiti (allora prima ce n’erano…) e facendo paragoni con tristi periodi ahinoi ben conosciuti, mentre se un portale economico e sportivo spiega che i “debiti” non sono erga omnes bensì verso la sol controllante (e in gran parte già trasformati in aumento capitale e i restanti infruttiferi), che i parametri vitali sono meglio di quanto indicato dall’OMS (fuori di metafora gli indici di liquidità – 0,89 rispetto a 0.60 – e patrimonializzazione – 0,43 anziché 0,10 – di riferimento indicati dalla FIGC e che sono decisivi per l’operatività sul mercato e, aggiungo per la cronaca, anzi per la storia, ormai, visto che dal 18 Settembre 2020 la proprietà del Parma è di Krause, che tali indici non sono mai stati oltrepassati neppure da Nuovo Inizio, nonostante nello spazio commenti illo tempore ci fossero scritti che paventavano che il Parma non potesse agire sul mercato per i suddetti motivi, balla colossale) e tu me la butti in vacca banalizzando con il “nientepopodimenoche” come se Calcio & Finanza fosse una fonte non affidabile, quando invece, ritenete potabili altri pozzi avvelanti? Mi permetto anche di aggiungere per i soldi-fobici (tipo Davide, che in questo spazio ha scritto numerosi dispacci in merito) che è dimostrato, ahinoi, che i soldi non fanno la felicità: nel senso che non basta profondere risorse per avere garanzia di successo: basta uscire dal nostro orticello e vedere come nella lotta scudetto, negli anni passati, abbia vinto sempre la Juventus nonostante non fossero mancati forti investimenti da parte delle concorrenti. Se la classifica finale fosse quella di chi ha speso di più il calcio non sarebbe bello. Il tanto vituperato Nuovo Inizio, attento a non fare il passo più lungo della gamba (e per questo “odiato” da chi avrebbe voluto che gli imprenditori si rovinassero per farli divertire), è riuscito nella impresa di fare un quinquennio di successi ben sintetizzato nel riuscito claim “come noi nessuno mai”, questo perché, appunto, i soldi non sono tutto. Però siccome oggi quello dei soldi non è un problema, sarebbe bene che lo capissimo, senza farci atterrire dallo spettro del replay di altre vicende, senza tirare in ballo ad michiam, come tu hai fatto qualche giorno fa, la Dal Monte…

      • 19 Gennaio 2022 in 12:59
        Permalink

        No ma dai abbiamo la controllante che é una onlus e non lo sapevo, oh del resto 90 anni x 2,5 milioni di affitto all’anno fanno 225, più o meno gli anni che ci vorranno per tornare in a, graaaaande (cit)

      • 19 Gennaio 2022 in 21:28
        Permalink

        I debiti sono debiti vanno sempre saldati , tra l’ altro c’e’ una casistica notevole di societa’ che avevano solo o la maggior parte dei debiti con consociate o case madri che poi sono fallite o finite in concordato , puo’ chiederlo o verificarlo r , rimarra’ sorpreso .
        Lungi da me dare giudizi sul bilancio del parma che non conosco a fondo e non volglio entrare nella diatriba , ma non diciamo cose ad sentimentum

        • 19 Gennaio 2022 in 21:42
          Permalink

          Sono stati gran parte convertiti ad aumento capitale e i rimanenti (infruttiferi) seguiranno la stessa sorte. I 175 milioni di cui parla CF sono dunque quanto profuso finora dal proprietario.

  • 19 Gennaio 2022 in 10:41
    Permalink

    “L’importante è che comincino a studiarsi bene la serie B per ripetere solo il 50% del progetto Parma”
    cit. direttamente da forum “grifoni.org”.
    Oltre che su Milano e Finanza sono anche citati in modo meno “positivo” se si può dire in tempi di “contagi in crescita trainati dalla variante Omicron”.

  • 19 Gennaio 2022 in 13:06
    Permalink

    Direttore, sul Fatto che con Nuovo Inizio si siano fatto le nozze con i fichi secchi (cit.), anzi senza nemmeno i fichi direi che è lapalissiano. Per quello dico che a D’Aversa la cordata frugale avrebbe dovuto fare un monumento e non cacciarlo per voler spendere ancora meno (giustamente aveva battuto cassa). Io a KK do sempre lo stesso consiglio. Assuma Setti in luogo di Ribalta&Pederzoli. Pagandolo bene (magari con prebende % sui giocatori venduti…) il carpigiano verrebbe di corsa e sarebbe la fortuna degli americani.

    • 19 Gennaio 2022 in 15:12
      Permalink

      Tralascio di chiosare il suggerimento finale perché, quale dipendente del club, non sarebbe igienico.
      Volentieri, invece, rifatto sui fichi secchi dell’era Nuovo Inizio essendo ormai passata in giudicato, sia pure stoltamente rivangata anche nel presente. Premetto che non rinnegando gli antichi panni del Grillo Parlante, non ho difficoltà ad assumermi ogni paternità a proposito dell’allocuzione “non fare il passo più lungo della gamba” da te sovente attribuita a Ponte Caprazucca, quando invece, come ribadito spesso, l’Upi con Nuovo Inizio non c’entra una benedetta mazza. I frugale, a ben vedere, tali non sono stati perchè certi acquisti fatti, su tutti inglesi, sono stati azzardi imprenditoriali (sia pure non calcistici) che andavamo al di là della parsimonia da fichi secchi. Ne’ le alchimie di Faggiano erano riuscite a rendere quella operazione da “parsimomiosi”. Fu una mossa da Paperoni e non da Zio Paperone, in quanto quest’ultimo è davvero oculato. Orbene: l’operazione Inglese è quella che più di ogni altra dimostra come i sette non si fossero sputati nelle mani a farla e quelle nozze furono a caviale. Peccato solo che per accidenti vari dell’acquisto non lo si sia potuto ottimizzare. Ma col materiale umano ci può stare. Personalmente, da Grillo Parlante, quell’azzardo non lo avrei fatto e non lo dico oggi col senno di poi, lo dissi col senno del prima appunto poiché affezionato alla logica del passo non più lungo della gamba. Ma appunto non sono un imprenditore. Il solo Inglese comportava circa la metà del supposto debito sportivo che i 7 in fuga, secondo la raccapricciante interpretazione di molti di voi, avevano lasciato a Krause. Ebbene i Magnifici, evidentemente non al corrente della facilità di spesa del nuovo compratore (Calcio & Finanza sostiene che abbia già immesso circa 175 milioni) scontarono dal prezzo di vendita del Parma appunto l’intero debito sportivo lasciato in eredità all’americana, questo perché, nelle loro intenzioni, c’era la volontà che Krause scendesse per il consolidamento del Parma, preoccupazione che col sennò di poi si sarebbero risparmiata visto il profluvio di soldi immessi da KK. Sepe stesso, preso su precisa Indicazione di D’Aversa, non mi pare un investimento low cost dal momento che u ingaggio così pesante non si sarebbe più trovato alcuno che lo sostenesse. Ne’ i 7,5 milioni bruciati per vincere la C quando di solito ne bastano meno, mi pare segno di frugalita’. Un monumento a D’Aversa? Mi pare che come dimostrato anche nelle ultime ore non fosse particolarmente apprezzato da una piazza che si sta distinguendo per una assurda mancanza di riconoscenza verso gli autori di importanti soddisfazioni sportive che viceversa fuori da Parma risultano esemplari. I cicli, però, si concludono e, pur essendo claro da subito che fossero “provvisori”, quelli di Nuovo Inizio sono durati ben più delle aspettative con risultati di tutto rispetto.

  • 19 Gennaio 2022 in 14:32
    Permalink

    Moratti ha speso negli anni centinaia di milioni alla guida dell’Inter senza vincere nulla e prima di lui Pellegrini, avere soldi non vuol dire difatto vincere tutto subito, ma meglio avere un presidente che magari impara dai suoi errori e ha soldi per rimediare che non averne affatto. Forza Parma !!

  • 19 Gennaio 2022 in 15:22
    Permalink

    Io come Lei sa, sono da sempre e sono ancora un ammiratore nonché sostenitore di D’Aversa. Che ripeto ci ha salvato con rose da serie C (Ceravolo, Schiappa, Sprocati, Brugman, Cornelius, Laurini, Gagliolo, etc.). Chi lo criticava e critica ancora che si goda il Ciarlatano che in 3 mesi ha compromesso e distrutto una stagione e 3/4 di rosa.

  • 19 Gennaio 2022 in 15:24
    Permalink

    Ah meno male comunque che ci ha “consolidato” (ospitiamo in serie B il Frosinone da sfavoriti).

    • 19 Gennaio 2022 in 15:28
      Permalink

      Però ti ha immesso 175 milioni di euro. E tu che soffri di “soldofobia” e dileggi i passi più lunghi della gamba dovresti già esser contento…

      • 19 Gennaio 2022 in 21:47
        Permalink

        il fatto che abbia gia’ messo kk 175 ml non e’ una buona notizia , non solo per i risultati pessimi il che dimostra incompetenza bruciandoli e non patrimonializzando con calciatori validi la societa’, ma la domanda sorge spontanea come si puo’ pensare che ne metta ancora cosi tanti ? fino a quando avra’ volglia di metterne cosi tanti ? fino a quando potra’ metterne cosi tanti ? ( ricco ok ma cari miei 175 ml ! non e’ mica besoz )

  • 19 Gennaio 2022 in 17:55
    Permalink

    Ma certo, nessuno ha mai detto che Krause non sia ricco e il Parma non abbia i soldi. Peccato che bisogna saperli spendere 😉

    • 19 Gennaio 2022 in 18:02
      Permalink

      Questa è un’altra faccenda, ma che nessuno dubitasse della potenza economica di Kk non è vero dal momento che in questo spazio in piccola parte ma altrove con maggiore clamore, sobillati dalle analisi tendenziose di certi comitati contrari al rifacimento del Tardini, si era diffusa la fake news di cui sopra, generando nella comunità Crociata ancora scottata dalle vecchie faccende del Parma FC delle incongruenti analogie.

  • 19 Gennaio 2022 in 19:17
    Permalink

    Intanto ci siamo fatti fottere mancuso

  • 19 Gennaio 2022 in 19:35
    Permalink

    Intanto Mancuso va al Monza. Come dall’estate volevo Iachini. Adesso #vogliamoSetti

    • 19 Gennaio 2022 in 22:13
      Permalink

      Non mi straccio le vesti per Mancuso.
      Però mi permetto di dire che il Parma lo aveva in mano e che credo, per l’ennesima volta, che ribalta e pederzoli abbiano ronfato. Adesso, aspetto i soliti tre prospetti scelti da Krause ( una punta, un difensore e un centrocampista) e poi segno della Croce. Magari riescono a convincere Iachini della bontà di Giovinco. Così dopo Pellè ne prendiamo un altro per il 2 novembre. Iachini tieni duro e non farti infinocchiare

      • 19 Gennaio 2022 in 23:45
        Permalink

        Non si tratta di ronfare, se non escono Man oTutino, non può arrivare una ennesima punta,
        Piuttosto serve un altro centrocampista ed un difensore centrale.

  • 19 Gennaio 2022 in 22:16
    Permalink

    Ps. Magari se i due top manager ne piazzassero qualcuno, non sarebbe così male. O quanto meno che ribalta la pianti con le colpe dei fuori rosa e le reintegri. Sprocati in B è ottimo, siligardi venti minuti li può fare e iacoponi e laurini sono lusso in questa squadra. Chiedo a chiunque: meglio iacoponi o osorio e cobbaut?

    • 20 Gennaio 2022 in 00:22
      Permalink

      concordo in parte con aldo laurini e iacoponi possono essere ottimi rincalzi o titolari in B e poi hanno uno stipendio piu basso di quelli che hanno preso e non mi risulta si siano mai comportati male non capisco l accanimento su loro diverso il discorso di sepe che non vorrei manco piu vedere a parma !da libero cittadino , su sprocati concordo che in B potrebbe fare la differenza ( meglio di mihala che va bene solo in contropiede o in trasferta se attacchi in massa non e’ utile ) pero’ e’ molto che non gioca e sembra non si sia comportato bene in passato ……..su silingardi che dire ormai era un buon giocatore ma era …… ha fatto flop ovunque da crotone a reggio emilia mi sembra finito ed ha uno stipendio alto certo potrebbe essere la 2 punta ma per 20 minuti,Si diano comunque una mossa iachini li voleva subito il 4 gennaio !! ancora una volta hanno dimostrato la loro impreparazione il duo meravilgiao pederzoli ribalta

  • 20 Gennaio 2022 in 11:53
    Permalink

    Solo a sentire ancora parlare di Siligardi perdo tutti i capelli

  • 20 Gennaio 2022 in 13:14
    Permalink

    Direttore non mi voglia male. Ma lei è di parte!
    Per il fatto che l’americano sia riuscito ad arrivare a 175 milioni di debiti con una squadra da metà classifica in serie B è un genio!
    Che li abbia ripianati con una support Letter a mezzo piccione viaggiatore…probabile. …

    • 20 Gennaio 2022 in 14:01
      Permalink

      No, non le voglio male, ma non mi piace che mi consideri “di parte”: nel rispetto della società (per la quale sono impegnato in un ruolo differente da quello del portavoce corporate, il quale avrebbe il compito, viceversa, di fare da frontman del club, esponendosi per la medesima), dei lettori e di me stesso, difficilmente intervengo sulle dinamiche che riguardano aspetti societari attuali del Parma Calcio, appunto per evitare fraintendimenti di sorta. Quando decido in prima persona di apparire, mettendoci la faccia, è perché reputo in coscienza doveroso farlo: nel caso specifico, avendo letto argomentazioni (quelle sì di parte) sullo stato patrimoniale del club, con letture distorte della situazione debitoria del Parma, argomentazioni che hanno fatto breccia tra chi ha a cuore le sorti del Parma, ho pensato fosse doveroso fare una proficua opera di divulgazione (nel solco della tradizione di questo sito, che era stato il punto di riferimento della Community quando, in effetti, c’era da preoccuparsi per conti non in ordine e pendenze insolute erga omnes) spiegando come non ci siano debiti di sorta da parte del Parma Calcio 1913 se non nei confronti del proprio proprietario, il quale ha fino ad oggi profuso – fonte CF – circa 175 milioni, gran parte dei quali appaiono come debito, sì, ma appunto nei confronti di chi quei soldi li ha immessi, ossia il patron: parte di quelle iniezioni sono già divenute aumenti di capitale, altri lo saranno nel prosieguo, ma quello che deve essere ben chiaro è che il Parma non deve ghelle ad alcuno e che i parametri federali non solo sono rispettati, ma addirittura al meglio, a differenza di tanti altri club di serie B che avrebbero voluto ulteriori dilazioni di pagamento imposte ed affini, importi che l’ìmprenditore americano ha già onorato. Poi che questa iniezione non abbia fino ad oggi portato a confortanti risultati sportivi è un altro discorso, e di questo appunto, non sono nelle condizioni di esprimere giudizi per le ragioni esplicate in apertura.

      • 21 Gennaio 2022 in 00:16
        Permalink

        E’ innutile guardare ai parametri di bilancio , chi puo’ pensare che kk con 175 ml di debiti abbia voglia di patrimonializzare in eterno? e’ una pia illusione, il giorno in cui kk non ha piu’ voglia perche’ si e’ stancato visto i risultati sportivi oppure non vede piu’ futuro al suo progetto ( che era lanciare i giovani e fare plusvalenze ) o semplicemente non riesce piu’ a patrimonializzare perche’ rischia di rovinarsi (se continua cosi 175ml in due esercizi …si fa presto ) ecco allora cosa succedera’? indovinate ??

  • 20 Gennaio 2022 in 14:28
    Permalink

    Direttore dal suo post precedente :
    “Circa 175 milioni, gran parte dei quali appaiono come debito, sì, ma appunto nei confronti di chi quei soldi li ha immessi, ossia il patron: parte di quelle iniezioni sono già divenute aumenti di capitale”

    Peccato però che oggi su repubblica parma c’è proprio la smentita sui possibili versamenti patrimoniali…

    Mi scusi direttore ma qualcosa non torna….possiamo averi dubbi noi tifosi dato il recente passato??

    • 20 Gennaio 2022 in 14:51
      Permalink

      Caro Lorenzo,

      il problema è appunto quello di voler assimilare il recente passato (ossia il fallimento del fu Parma F.C.) col presente, quando, invece, sono situazioni incommensurabili.

      E’ evidente che il Parma Calcio, con le proprie sole forze (ossia i ricavi correnti), non possa fronteggiare un programma di sviluppo ed investimento per il quale è necessario l’apporto del patron che lo ha fatto in una misura davvero enorme se si presta fede a CF che parla di 175 milioni di risorse immesse.

      Repubblica Parma riporta non un articolo di analisi propria (teoricamente indipendente) quanto dei consiglieri Roberti-Massari, ossia gli stessi che si sono messi di traverso al progetto di rifacimento dello Stadio Tardini. Peraltro è divertente (se non ci fosse da piangere) notare come dapprima i comitati contrari al new Tardini emettano comunicati, poi riportati in maniera acritica dai media, e poi come gli stessi che han fatto la nota promuovano interrogazioni citando numerosi organi di informazione, quando chi la canta e la suona è sempre la medesima orchestra.

  • 20 Gennaio 2022 in 16:13
    Permalink

    Mi scusi sa…..si parla di AREA PUBBLICA ad un privato x 90 anni….
    da libero cittadino posso essere dubbioso?

    “Se si presta fede a CF”…….a bhe allora siamo freschi…!!!
    Hanno documenti alla mano o riferiscono pure loro da un portavoce della società?????
    Suvvia………e come dice lei quando chi la canta e la suona….è sempre la medesima orchestra….
    Mi stia bene direttore…..

    Non siamo tutti CREDULONI….mi creda….
    L’esperienza precedente ha insegnato parecchio….

    • 20 Gennaio 2022 in 17:14
      Permalink

      No, non è vero. L’esperienza pregressa non vi ha insegnato a distinguere il grano dal loglio.
      Ribadisco che è demenziale all’estrema potenza solo immaginare similitudini tra l’opulenza attuale e i ghirigori di allora.
      Io ho citato CF poiché il servizio è loro, ma la reputo fonte attendibile è comunque indipendente e non interessata come i portavoce del Comitato che fanno strumentalizzazione pro domo loro.
      Comunque sia, tutti gli indicatori in mano alla Figc dimostrano come oggi il Parma sia la società italiana che meglio risponde ai parametri individuati.
      Per quanto concerne la concessione dello Stadio per 90 anni, posto che anche io nel mio piccolo sono padrone di una cappella mortuaria a Marore per il medesimo lasso di tempo (un po’ meno in realtà, poiché l’investimento per le mie povere spoglie e per quelle dei miei familiari lo fece qualche anno fa mio padre), credo che sia il lasso di tempo normalmente previsto per questo tipo di alienazione parziale dal pubblico al privato. È normale che un imprenditore privato che caccia la pila per una certa opera poi possa pensare di recuperare nel tempo l’investimento fatto. Dei mecenate che facciano per la gloria, specie quando si va attorno a certe cifre, non mi pare ne esistano, e già avventurarsi in un’opera del genere su base di concessione di 90 anni si è da mecenati. Se non Vs bene che intervenga il privato, dato per consolidato il pubblico interesse dell’opera, provveda appunto il pubblico, ma non mi pare che abbiano risorse tali da profondere nel rifacimento dello Stadio oramai piuttosto fatiscente. Non è che ci siano molte alternative…

  • 20 Gennaio 2022 in 18:02
    Permalink

    Direttore lei pensa d’avvero che lo yankee sia arrivato a Parma per la squadra e per i propri tifosetti?
    se fosse solo la ristrutturazione dello stadio….magari…..
    a lui interessa il business…..centri commerciali, Parco Ferrari e aree sottostanti (scuole)
    Questo vuole stravolgere Parma con le sue idee da capitalista americano!
    Ma il “progetto stadio” che ha presentato di recente ha del buon senso?….direi proprio di no!
    Che vada a Bergamo da Percassi a farsi spiegare che significa costruire uno stadio…
    e farsi dare delle dritte su come gestire una società di calcio!
    Lo accompagno molto volentieri e a gratis!!!

    • 20 Gennaio 2022 in 20:07
      Permalink

      Io non credo che dalla costruzione di uno stadio a Parma ci sia molto da lucrare, ma non sono un imprenditore e quindi magari mi sbaglio: quel che è certo che prima ci sono delle spese enormi, poi semmai i ricavi (di qui la necessità di un ragionevole lasso di tempo, per recuperarli). Per quello che ho conosciuto Krause, mi pare un presidente entusiasta e la mole di investimenti che ha fatto testimoniano di questa buona volontà: i 175 milioni buttati lì, peraltro senza, purtroppo, corrispondenti soddisfazioni sportive, non so quando mai potrà recuperarli, così come i prossimi che inietterà, hai voglia fare centri commerciali (che non mi pare abbia idea di fare) e business. Io credo che possa avere l’ambizione personale di imporsi nel mondo del pallone con una squadra conosciuta in ambito internazionale. Poi su come realizzare lo stadio si può anche dibattere, senza mai dimenticare che la pecunia è sua: personalmente sono per le soluzioni semplici e funzionali, però è chiaro che chi paga cerchi di esaudire i propri gusti…

  • 20 Gennaio 2022 in 18:08
    Permalink

    C’è un dato impressionante a corollario degli ingenti investimenti fatti dal gruppo Krause, analizzati da Calcio e Finanza. Le disastrose performance sportive rispetto al denaro investito, sintetizzabili in un costo abnorme – oltre i 4 Milioni di Euro – per ciascun punto in classifica conquistato dall’insediamento della proprietà americana. E’ un dato superiore di quasi trenta volte (esattamente 25 volte) a quello registrato nella gestione precedente, che si assestava intorno ai 160.000 Euro di investimento per ogni punto in classifica. Se è vero che un dato del genere è grezzo e non tiene in conto di dettagli importanti (impatto riscatti, liquidità residua, difficoltà campionati, etc), il delta di efficienza tra i 2 periodi è talmente macroscopio, con un fattore x25, che rende inutile qualunque distinguo e sofismo ed evidenzia quanto sia necessario, urgente e fondamentale un’immediata e duratura inversione di marcia sul piano dei risultati sportivi, per non cadere nel ridicolo rispetto agli investimenti fatti.
    Forza Parma!

    NUOVO INIZO
    Periodo: 5 anni
    Investimenti: 56 Milioni Euro
    Performance: 101V 49P 52S su 203
    Win ratio: 49,7%
    Punti totali: 352
    Media Punti: 1,73
    Costo per punto:159.000€

    KRAUSE GROUP
    Periodo: 1 anno 5 mesi
    Investimenti: 175 Milioni Euro
    Performance: 8V 19P 29S su 56
    Win ratio: 14,2%
    Punti totali: 43
    Media Punti: 0,76
    Costo per punto: 4.070.000€

  • 21 Gennaio 2022 in 00:35
    Permalink

    non facciamo passare per informazione o divulgazione il dire come un mantra ( e’ vero che siamo al circo ormai pero’ ….. ) che il parma calcio siccome ha i debiti verso una consociata allora siamo tranquilli, chiediamolo ad un vero esperto grazie ! che ci metta la faccia e che ci dica a noi tifosi ignorant se possiamo stare veramente tanquilli o se dipende solo e soltanto da kk e la sua volgia e possibilita’ di patrimonializzare ………….la risposta potrebbe stupire se non fatta ad minkiam o ad speranzam

    • 21 Gennaio 2022 in 13:59
      Permalink

      80 milioni messi a capitale in 12 mesi su 175 ti sembrano pochi?

  • 21 Gennaio 2022 in 13:29
    Permalink

    doveva allora metterli subito come capitale ………..

    • 21 Gennaio 2022 in 14:01
      Permalink

      Vedi sopra. Lo ha già fatto, 80 milioni del finanziamento sono già stati convertiti a capitale nel 2021. È l ‘aumento di capitale più grande della storia del Parma dai tempi di Calisto.

  • 22 Gennaio 2022 in 10:35
    Permalink

    Le vorrei ricordare che ai tempi di Ghirardi Eventi sportivi
    (Società della Famiglia bresciana) nutriva un credito verso il Parma Calcio di 170 milionicini…il Parma è fallito con 218
    Mi sembra di rivedere lo stesso film….
    L’articolo pubblicato oggi sulla Gazzetta è l’ennesima supercazzola!

    • 22 Gennaio 2022 in 11:04
      Permalink

      Ripeto. Non spariamo corbellerie, Eventi Sportivi lera netra roba e la spiegazione fornita oggi dalla Gazzetta di Parma è precisa ed esaustiva. I soldi ci sono

    • 22 Gennaio 2022 in 13:00
      Permalink

      Eventi sportivi fece al massimo un finanziamento di 23 milioni , convertito in capitale in tanti snni. Non diciamo cazzate, non c’è msi stato alcun credito di 170 milioni!

  • 22 Gennaio 2022 in 11:26
    Permalink

    Precisa ed esaustiva per un tifoso parmigiano che ha un quoziente intellettivo pari a zero!
    I fatti sono ben chiari alla luce del sole.
    Ma d’altrone se il quotidiano locale è arrivato ad oggi a vendere un migliaio di copie non più, ci sarà un motivo!
    😆

    • 22 Gennaio 2022 in 11:37
      Permalink

      I motivi saranno altri. Nel caso specifico la questione relativa al fantomatico indebitamento (tanto cara a comitati che raggruppano poche decine di persone che spacciano per migliaia e che tengono in scacco, quelle si, migliaia di persone) è spiegata oggettivamente e in modo esaustivo.

      • 22 Gennaio 2022 in 14:54
        Permalink

        ci crede troppo alla solidità del parma calcio sembra uno strano atto di fede ! e il fatto di essere stipendiato non la rende obiettivo , chi vivrà vedrà il tempo è galantuomo ! sarebbe meglio che tornasse a fare del giornalismo investigativo sopratutto dopo la umiliante retrocessione degli incarichi

        • 22 Gennaio 2022 in 17:12
          Permalink

          Tornare a fare “giornalismo investigativo” non rientra nei miei programmi professionali, e poi ho anche troppi “emuli” in giro, che del mio metodo, peraltro, hanno dimenticato l’aspetto fondamentale, ossia l’onestà intellettuale (che mi hanno riconosciuto nel tempo Ghirardi e Leonardi), forse perché non ne sono provvisti. E comunque io ho già donato alla Comunità 7 anni di passione, penso di aver dato il mio contributo, oggi è giusto che tocchi ad altri.

          Umiliante retrocessione degli incarichi è una lettura spregevole di quello che è stato un cambio di mansione che ho accettato, ormai 5-6 anni fa, con spirito di servizio mettendomi a disposizione come sempre.

          La solidità economica del Parma Calcio non è uno strano atto di fede: posso testimoniare di ricevere regolarmente lo stipendio alle scadenze previste, senza alcun ritardo e così tutti i miei colleghi, inclusi quelli che percepiscono compensi superiori: visto che a sproposito si fanno paragoni con la tormentata fine del Parma F.C. ricordo che allora non andava esattamente così.

          I miei interventi in questo spazio, appunto essendo dipendente del Parma, sono ridotti all’osso nel rispetto di tutti: però merito ed esigo rispetto per la persona che sono e per quello che ho fatto anche e soprattutto attraverso questo glorioso sito. Se sono costretto ad entrare per spiegare che sono balle quelle che circolano sulla solidità del Parma Calcio è perché c’è chi fa gioco scorretto affermando il contrario, contro ogni logica, con letture false, faziose e tendenziose che fanno breccia proprio perché questa Comunità su questo tema è sensibile essendo già stata vessata prima. Il fatto che io sia uno stipendiato del Parma non mina la mia obiettività per il semplice fatto che non sono stato scelto dalla proprietà come portavoce, continuo ad occuparmi professionalmente di altre materie, e dunque lo faccio solo per senso di giustizia, stufo di leggere castronerie (in malafede alcuni, per ignoranza molti.

  • 22 Gennaio 2022 in 15:42
    Permalink

    Direttore le faccio presente che si parla di regalare un’area pubblica ad un privato per 90 anni! A costui che è un capitalista americano.
    Questi 4 gatti forse non hanno poi così torto!
    Può essere anche una brava persona non ne discuto,
    anche Ferrero se è per questo!

    • 22 Gennaio 2022 in 16:51
      Permalink

      Non pubblicherò ulteriori commenti tipo questo. Li scriva pure altrove, io ne faccio volentieri a meno.
      Accostare Krause a Ferrero è una diffamazione che non le consento di fare attraverso uno spazio di cui io sono il responsabile e di cui pago il conto.
      Non si tratterebbe, comunque, di alcun regalo a di area pubblica: viceversa è lui che regala alla città (che non ha i soldi per farlo) una struttura pagandola di suo a caro prezzo. E lei sarebbe un tifoso del Parma? Gode giocare in un impianto ormai fatiscente e da tempo bisogno di una ristrutturazione specie negli spazi popolari? O si limita a sfruttare l’argomento Parma, senza andarlo a vedere, per sparger letame virtuale?

  • 22 Gennaio 2022 in 21:21
    Permalink

    Direttore non strumentalizzi i commenti. È stato scritto che Ferrero possa essere una brava persona non è stato accomunato a Krause.
    Comunque per fare chiarezza occorre dire questo : Krause ha attività in Usa che generano cash flow da paura. Gestisce varie attività tra cui una sorta di equivalenti autogrill e per lui spendere o buttare 150 milioni l’anno non è davvero nulla. Dico una boutade. Basterebbe distribuire i prodotti Barilla nei suoi punti vendita, che come provvigioni sarebbe già rientrato di quei soldi. Noi a Parma non siamo abituati a quei numeri e veniamo da esperienze poco edificanti ma in questo caso i soldi ci sono. Credit agricole lavora moltissimo con la controllante del Parma e ha rapporti forti e ha messo materialmente tanti soldi . Ma Krause non ha davvero problemi di soldi e potrebbe far vincere il campionato di serie A al Parma con i mezzi di cui dispone. Il punto è che deve affidarsi a persone capaci e non a scappati di casa presuntuosi e incapaci come quelli che ha ora. Ma lui ha fiducia in questi e credo andrà avanti così. Così come sono certo che se non passerà lo stadio, lui se ne andrà.
    Non abbiamo mai avuto un Presidente con tanti soldi disponibili. Ma nemmeno cosi presuntuoso da pensare di essere capace di gestire una società di calcio in Italia senza un minimo di preparazione e umiltà.

    • 23 Gennaio 2022 in 09:21
      Permalink

      Caro Aldo, scrivi cose condivisibili, ma ci sono due inesattezze molto significative. Trovo utile approfondirle in quanto riprendono due delle tante leggende che circolano da tempo in città e fanno capolino anche in questo sito. La prima è su Credit Agricole. Credit Agricole non lavora in modo significativo ne’ con Parma Calcio, ne’ con Gruppo Gentile o altre società di KK. Più specificamente, CA non ha mai finanziato un euro a Parma Calcio o alle controllanti di Krause. l’istituto bancario di riferimento di Krause in Italia è da tanti anni BPM, sede di Lodi e le operazioni con altre banche sono minimali.
      La seconda riguarda rapporti commerciali tra Krause e Barilla. Non solo non esistevano prima, in quanto prima dell’acquisizione del Parma, Barilla non aveva mai conosciuto Krause, ne’ sapeva chi fosse. Ma non è in atto alcun approfondimento di rapporti commerciali, anche perché la tipologia di prodotti che le catene Kum&Go distribuiscono non c’entra nulla con pasta e biscotti Barilla

      • 23 Gennaio 2022 in 18:39
        Permalink

        La seconda cosa è una boutade mia per dire che non ha problemi e che semmai rientrerebbe subito di cifre che lui ( bontà sua e beato lui) ha disponibili cash
        La seconda me risulta da fonti autorevoli della stessa credit agricole ma anche in questo caso non è determinante. Serviva come esempio per dire che il Parma non ha problemi di soldi ma ha problemi di altra ragione. Prima fra tutti competenza, umiltà e capacità di dirigenti e Presidente nella gestione di una squadra di calcio che non è un’azienda

I commenti sono chiusi.