SCHIROLI: “GLI ERRORI DI GESTIONE TECNICA NON SONO NECESSARIAMENTE INDICE DI UNA GESTIONE FALLATA DI UNA SOCIETA’. E VICEVERSA…”

(Riccardo Schiroli) – Nella primavera del 2003 partecipai, in rappresentanza della FIBS (Federazione Baseball Softball) alla consegna della foresteria del centro Il Quadrifoglio al Parma Calcio, che la prendeva in locazione per destinarla alle proprie squadre giovanili.

Era presente l’allenatore pro tempore del Parma Cesare Prandelli, del quale ricordo lo sguardo di riprovazione che mi dedicò quando Enrico Cavalca, addetto del settore comunicazione, mi indico dicendogli: “Quello è Schiroli”.

Avevo scritto su Sportal.it che il “progetto Parma”, tanto pubblicizzato dalla stampa (locale e nazionale), in realtà non esisteva. Si trattava semplicemente di un ridimensionamento.

Preso atto di aver totalizzato passivi superiori ai 50 miliardi di lire, sommando i saldi finali del calcio mercato 1998 e 1999, il Parma aveva ceduto Hernan Crespo. La valutazione ufficiale, stando al sito Transfermarkt, fu di una cifra equivalente a 56 milioni di euro. Ma va detto che il Parma, contestualmente, ingaggiò Almeyda e Conceiçao. Sempre secondo Transfermarkt, alla fine del mercato 2000, il Parma registrò un altro passivo. Nonostante i tormenti dell’esonero di Alberto Malesani, della toccata e fuga di Arrigo Sacchi, il Parma si affidò a Renzo Ulivieri e arrivò quarto.

Luca Baraldi, neo direttore generale, deve aver constatato quello che era evidente, ma nessuno diceva. E cioè che era come se tecnicamente il Parma fosse fallito. Decise così di cedere Buffon e Thuram alla Juventus, Amoroso al Borussia Dortmund e Conceiçao all’Inter. Incassò 130 milioni, spendendone, però, 80. Arrivarono Nakata dalla Roma, Evanilson dal Borussia Dortmund e Bachini dalla Juve. Dall’estero arrivarono i difensori Djetou e Laursen. Non erano ancora sulla bocca di tutti, ma gli artifici contabili per sistemare i conti a suon di plusvalenze erano già conosciuti dagli esperti delle società di calcio. In particolare, poco congrua parve la valutazione di Bachini (l’equivalente di 15 milioni di euro).

Non bastò, anche perché il Parma fallì l’accesso al tabellone principale della Champions League e perse, dunque, una fonte di introiti importante. Fu alla fine della stagione 2001-2002, quella del passaggio del timone da Ulivieri a Daniel Passarella, con stagione conclusa da Pietro Carmignani, che il “progetto Parma” prese il via. Sacchi era ora il plenipotenziario tecnico. Il mercato fu da fuochi d’artificio. Il solito Transfermarkt ci dice che il Parma incassò 67.5 milioni (cedendo Cannavaro e Almeyda all’Inter, Laursen al Milan, Di Vaio alla Juve), spendenone, tuttavia, 48.5 (prelevando Adriano, Gilardino, Mutu, Brighi e Bresciano). Spicca in quel  mercato la valutazione di Laursen: l’equivalente di 11 milioni di euro.

Nel gennaio del 2003 Baraldi passò alla Lazio. Il bilancio del Parma, nonostante una contabilità ardita, faceva acqua da tutte le parti. Questo portò Adriano all’Inter, Mutu prese la via del Chelsea. Incluso il riscatto di Di Vaio da parte della Juve: il Parma, così, incasserà l’equivalente di qualcosa come 70 milioni di euro.

Dopo il crac della casa madre Parmalat, il Parma evitò il fallimento grazie ad una intuizione di Baraldi, nel frattempo richiamato dal Commissario Straordinario Enrico Bondi, che riuscì a far passare in Lega  e in FIGC l’inedito principio che il club fosse “in ristrutturazione” e non fallito: grazie al Decreto Marzano ci fu la nascita della società in bonis Parma F.C. in cui confluirono titolo sportivo e parco calciatori (su tutti Gilardino, già promesso al Milan) e  quel Parma trovò addirittura la maniera di salvarsi sul campo, tramite lo spareggio con il Bologna e indimenticabile vittoria 2-0 in trasferta. (Il Parma A.C., ossia la bad company, è tuttora in Amministrazione Straordinaria).

Il Parma F.C. successivamente (Gennaio 2007) venne rilevato da Tommaso Ghirardi. Stando a Wikipedia, Ghirardi, all’epoca poco più che trentenne, acquistò la società “in compartecipazione con Angelo Medeghini e Banca Monte Parma”.

Ricordo il giorno della presentazione del passaggio di proprietà nella sede di Banca Monte: la lunghissima attesa che precedette l’inizio della conferenza stampa e le parole accorate quanto confuse di Ghirardi, che disse qualcosa del tipo: “parlare di soldi è facile, tirarli fuori meno”.

Il primo Parma di Ghirardi, con Claudio Ranieri in panchina dopo l’esonero di Stefano Pioli, si salvò. Finì in serie B l’anno dopo, con Ranieri passato nel frattempo alla Juventus, per risalire subito.

Il Parma di Ghirardi nella serie A 2009-2010 aveva Pietro Leonardi al timone e Francesco Guidolin allenatore.

Sul mercato il Parma F.C, non si mette in concorrenza per i più grandi campioni, come accadeva al Parma A.C. di Tanzi, ma è discretamente attivo. Ghirardi, che dal 18 settembre 2009 è addirittura consigliere della Lega Calcio, ha cieca fiducia in Leonardi e nella sua capacità di generare plusvalenze. Si lamenta anche pubblicamente del fatto che le banche si rifiutassero di considerare le previsioni di plusvalenza nei budget che lui e Leonardi producevano quando richiedevano finanziamenti.

Roberto Donadoni porta il Parma 2013-2014 al sesto posto, quindi in Europa League. Alla squadra non viene però concessa la licenza UEFA a causa di un mancato versamento IRPEF di 300.000 euro.

A Parma si cercava  di far passare un mancato versamento IRPEF di 300.000 euro per peccato veniale (trattasi, viceversa, di reato penale) e si attribuiva l’esclusione dall’Europa League a complotto volto a favorire il Torino. Il quale ci aveva messo del suo, sbagliando (con il futuro crociato Nocerino) un rigore decisivo all’ultima giornata. Lo avesse segnato, il problema della licenza UEFA per il Parma non se lo sarebbe nemmeno posto.

Che non si trattava di un complotto lo si capì a fine 2014, quando le azioni del Parma F.C. passarono alla società cipriota Dastraso, dando inizio al percorso che porterà al fallimento. Ghirardi risulterà colpevole di bancarotta fraudolenta.

L’attuale Parma Calcio 1913 non sta andando sportivamente bene. La società presieduta da Kyle Krause ha fatto una serie di scelte quanto meno discutibili, non ultima quella che ha portato ad avere a libro paga ben 3 allenatori (Liverani, Maresca e Iachini, che sta effettivamente allenando la squadra). Che sia criticato è normale.

Quello che non capisco è perché non si voglia riconoscere che gli errori di gestione tecnica non sono necessariamente indice di una gestione fallata della società. Allo stesso modo in cui vincere Coppe o piazzarsi sesti e ottenere il pass per l’Europa League non è condizione sufficiente per assolvere una gestione economico finanziaria da dissesto.

I critici di Krause chiudono gli occhi di fronte al fatto che il Parma non ha nessun debito nei confronti di tesserati, dipendenti, fornitori ed erario. La fonte è Calcio & Finanza. Che ci informa anche del fatto (articolo a firma Matteo Spaziante) che il gruppo Krause nel Parma ha iniettato 174.5 milioni di euro, di cui 83.2 milioni sono stati convertiti in capitale. Il resto è finanziamento infruttifero, di fatto capitale del Parma Calcio 1913.

Il Parma Calcio 1913 ha in indice di liquidità pari a 0.89. Indica la capacità di far fronte agli impegni finanziari ed è tanto più positivo quanto più di avvicina a 1. Il limite imposto dalle norme della FIGC è 0.60 e sotto quella cifra non si può fare mercato.

Spaziante indica anche che l’indice di patrimonializzazione del Parma è 0.43. Questo parametro rappresenta la proporzione tra il patrimonio netto, ovvero il finanziamento ottenuto con mezzi propri, e quello garantito da fonti esterne, inclusi i contributi dei soci. Anche in questo caso, è tanto più positivo quanto si avvicina a 1. Volendo sottilizzare, 0.43 non è un valore ideale, ma il minimo richiesto dalla FIGC è 0.10.

Il Parma Calcio 1913 è, insomma, un’azienda sana. Cosa che non erano né il Parma A.C., né tanto meno il Parma F.C. Che però godevano di miglior stampa. Misteri della parmigianità. Riccardo Schiroli

Stadio Tardini

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30 pensieri riguardo “SCHIROLI: “GLI ERRORI DI GESTIONE TECNICA NON SONO NECESSARIAMENTE INDICE DI UNA GESTIONE FALLATA DI UNA SOCIETA’. E VICEVERSA…”

  • 26 Gennaio 2022 in 19:08
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    Poi uno si chiede come mai si è arrivati a sto livello, basta leggere Schiroli e avrai le tue risposte, continuiamo ad occuparci di pallabase cle mej

    • 27 Gennaio 2022 in 09:47
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      Piu i giornalisti si dannano a parlare e a cercare di dimostrare che il parma calcio di krause abbia un bel bilancio e più mi insospettisco se fosse così non ci sarebbe bisogno di parlarne e il prossimo anno senza i 15 ml di paracadute ………

      • 27 Gennaio 2022 in 12:04
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        Giornalisti che si dannino ad illustrare la bontà dei conti di Krause non mi sembra ce ne siano tanti: per quanto ci riguarda, ribadisco, per l’ennesima volta, che siamo entrati su questo tema solo ed unicamente per sbaragliare le balle interessate veicolate da altre fonti che, giocando sui timori di una piazza ancora scottata per il fallimento del fu Parma FC, ha letto in modo falso e tendenzioso dei (vetusti) dati di bilancio, per contrabbandare l’attuale presidente come poco affidabile dal punto di vista della solidità del club. Abbiamo documentato ampliamente come nessuno avanzi una “ghella” dal tycoon americano, il quale, viceversa, attraverso i meccanismi contabili previsti, ha immesso risorse proprie nel club che ha deciso di acquistare. Questo aspetto, ossia le trasfusioni di soldi (veri) nelle casse sociali, rende anacronistico ogni tipo di ragionamento a proposito del tema “paracadute” – che, peraltro, era di 25 milioni e non di 15 – dal momento che a fronte di 175 milioni immessi, 25 non sono particolarmente pesanti. I ragionamenti sul “paracadute” avevano un senso quando la gestione era quella di Nuovo Inizio, basata sul passo poco più lungo della gamba, ossia cercando di tenere in equilibrio costi/ricavi, preoccupazione che non mi pare sia oggigiorno all’ordine del giorno. Verissimo che historia magistra vitae est, però penso sarebbe bene contestualizzare sempre le situazioni: Krause non è Ghirardi, il Parma Calcio 1913 american style non è il fu Parma F.C., ma neppure il Parma Calcio 1913 dei Magnifici 7. Bisognerebbe avere buone qualità di discernimento, anziché continuare a fare – e non solo per ignoranza, sovente per malafede – di tutta l’erba un fascio.
        Venendo, invece, all’articolo che ci ha proposto Schiroli – e che volentieri abbiamo ospitato, non solo per la parte finale, nella quale, ha fatto propria volta opera di divulgazione sulla solidità economica del Parma targato Krause – egli ha cercato di dimostrare come non sempre (e purtroppo lo stiamo vivendo) i risultati sportivi siano indicatori della bontà della gestione economico-finanziaria di un club. E’ l’occasione per riflettere come, purtroppo, i tifosi tendano a dimenticare – a fronte di buoni risultati sportivi raggiunti – le problematiche economico- finanziarie ad esse connesse (con innegabili ripercussioni sul territorio, vedesi i tanti fornitori finiti a gambe all’aria o messi in gravi difficoltà dalle brusche cadute di qualche anno fa). Personalmente ho un quadro differente, rispetto a quello dipinto da Schiroli, su quella che era la gestione del Parma A.C., in quanto, della galassia Tanzi, mi sembrava una delle società meglio gestite (non come il ramo turistico) e appunto le “cure dimagranti” da lui ricordate dimostrano, comunque, il tentativo di rientro dai costi faraonici della grandeur ad un livello più sostenibile (tradotto, in soldoni, dal passare da Fabio Cannavaro a Matteo Ferrari). Quel Parma, anche se Schiroli non credo sia d’accordo con me, non fallì (e peraltro non fallì per la bravura di Baraldi a far passare il principio inedito della ristrutturazione del club) quanto per i problemi connessi al crac della casamadre. Detto questo: i tifosi amano Calisto, indipendentemente dall’epilogo drammatico della sua galassia – con, purtroppo, troppi risparmiatori trascinati nel baratro della disperazione, soprattutto alle nostre latitudini – perché col Parma ha vinto delle Coppe e ha portato il Parma (e non solo) ad essere conosciuto in ogni angolo del mondo: molti, infatti, ancora oggi accetterebbero due anni di grandeur per poi ripartire dalle ceneri. Ragionamento che io reputo, viceversa, inaccettabile, in quanto l’ideale sarebbe poter avere soddisfazioni importanti per un periodo maggiore di tempo, senza gli effetti collaterali dei disastri economici.

        • 27 Gennaio 2022 in 12:22
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          Caro Direttore,
          lei dice il vero. Ma vorrei anche dire che una società di calcio può avere anche il Presidente più ricco del pianeta con tutti gli indici finanziari ok, ma se in 3 anni spendi 300 mln di euro e dalla serie A ti ritrovi in serie D perchè da un punto di vista sportivo ti sei dimostrato incapace, se nello stesso periodo fai previsioni di bilancio su un ulteriore investimento di 100 mln per un nuovo stadio che a causa della politica e della burocrazia italiana non si realizzerà forse mai, a quel punto che fine fa il suddetto mega-presidente americano con la sua bella società sportiva?

          Glielo dico, dichiara fallimento e se ne va.

          Oppure credete che una volta in serie C o serie D (ma anche restando più anni in serie B aggiungo io) e con il progetto Stadio definitivamente svanito, il grande filantropo dell’Idaho sia disposto a reinvestire ulteriori 100 mln per tornare in serie A perchè ama Parma e i suoi tifosi?

          I dati finanziari nel mondo del calcio, hanno un valore solamente se abbinati ai risultati sportivi, altrimenti non hanno alcun senso.
          Se non fosse così, mi sapete spiegare come mai l’Inter con una situazione economica da default tecnico da ormai diversi anni, vince campionati e coppe?
          Perchè la vittoria sportiva gli garantisce di sanare il debito con altri debiti (è la logica del too big to fail).
          Al contrario, il piccolo Parma di Ghirardi che lottava per non retrocedere, è fallito.

          Quindi, si diamine! I risultati determinano la situazione finanziaria di un club di calcio e non viceversa. Nel caso di un piccolo club come il Parma, se dopo aver investito così tanto fallisci sul campo è molto probabile che fallisci anche davanti al Tribunale Fallimentare.

          Ma visto l’andazzo di questa stagione, ne riparleremo tra qualche tempo temo.
          Un saluto

          • 27 Gennaio 2022 in 13:13
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            Il titolo che abbiamo confezionato per l’articolo di Schiroli è: “Gli errori di gestione tecnica NON SONO NECESSARIAMENTE INDICE di una gestione fallata di una società e viceversa” e non che i risultati non determinano la situazione finanziaria di un club. Voglio dire: se l’attuale gestione fosse come quella che l’ha immediatamente preceduta, ossia attenta (ragionevolmente) ai conti ed in particolare a un coscienzioso rapporto spese/ricavi, i risultati sarebbero in effetti necessari, fondamentali, perché per garantirsi i ricavi erano necessario raggiungere determinati obiettivi (pena conti non a posto). Oggigiorno, invece, abbiamo un patron che fino ad oggi non ha badato a spese iniettando forti capitali, senza, purtroppo, raccogliere sul campo in maniera adeguata: io non temo che sul breve egli possa stancarsi di farlo, e resto convinto che possa onorare seriamente gli impegni presi. In particolare per il discorso stadio esistono precise garanzie.

        • 27 Gennaio 2022 in 19:27
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          ma scusi perche’ non li tira fuori i sodi per rinforzare la squadra , i soldi se ne ha tanti krause li deve usare per rinforzare la squadra al 27 gennaio non hanno preso nessuno 2 scartine fuori rosa che e’ due anni che non giocano e uno svincolato dove e’ la potenza di krause ma dove e’ non prendiamoci in giro !!!!!

          • 27 Gennaio 2022 in 20:16
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            La potenza economica c’è e a me interessa sottolineare questo aspetto per i motivi già più volte spiegati. Ma come abbiamo imparato nel corso degli ultimi due anni questa, stando ai fatti, non basta…

  • 26 Gennaio 2022 in 20:20
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    Amico mio peccato che il “cor bisnes” di una società di calcio sia (fino a prova contraria) vincere qualche partita. Ma magari mi sbaglio e le curve esultano non per un gol ma per un indice ROE o una PFN negativa. Il Sudtirol è da lustri un esempio di conti in ordine e gestione “oculata”, non mi risulta sia un modello vincente. Ma vorrà dire che godremo con il sapere che non ci sono debiti coi fornitori.

    • 27 Gennaio 2022 in 09:20
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      non sono d’accordo
      intanto il SudTirol ha un budget molto inferiore rispetto alle altre competitor
      nel corso degli anni ha portato avanti – passo passo – una ristrutturazione (quasi partendo da zero…) a livello di immobili aziendali, hanno fatto il centro sportivo (dove d’estate ogni tanto si allena il Bayern Monaco…) e hanno fatto lo stadio nuovo. In una realtà come Bolzano. Bolzano eh, non New York.

      l’anno scorso con Perugia e Padova sbagliarono una partita (a Trieste), altrimenti sarebbero arrivati primi (e promossi in serie B) in classifica. Con due squadre che avevano un budget triplo per gli ingaggi. Eh ma non hanno vinto…

      una cosa sono le cose di campo, e su questo sono d’accordo che in questi mesi siano stati commessi errori. serve chiaramente rivedere un po’ di cose, serve un Marotta (per capire il profilo…) a capo della struttura tecnica. D’accordissimo.

      un’altra le cose societarie, su cui non si può dire nulla.

      sennò compriamo Mbappe e Messi a buffo e tra due anni torniamo a fare il derby Lentigione-Parma. Eh ma per due anni abbiamo vinto!

  • 26 Gennaio 2022 in 20:21
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    Quando capirete che questo Parma lo ha in mano un americano che di calcio non ne capisce una mazza e che ha messo in tutti i ruoli chiave della società personaggi inutili che di calcio non ne capiscono niente capirete che il futuro del Parma è un futuro che assomiglia molto a quello di un clochard sotto i ponti del Taro
    Se a questo aggiungete che i profili di giocatori scelti da Iachini sono andati in altre società che hanno offerto di più di noi capirete senza ombra di dubbio che KRAUSE È DIVENTATO TIRCHIO.
    da……fare paura
    Altro che stadio…..

    • 27 Gennaio 2022 in 14:14
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      Gli Americani sbarcati nel mondo calcistico Italiano seria ” A ” e ” B” stanno occupando uno spazio che altrimenti sarebbe occupato da qualcuno che agli Stati Uniti non sarebbe gradito.!!!!

  • 26 Gennaio 2022 in 20:59
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    Non metto in dubbio le cifre snocciolate nell’articolo, parto dall’idea che sia tutto verificato e verificabile.
    Ma mentre una azienda, una società, una impresa o un bottegaio devono guadagnare e produrre utili, pertanto essere “in attivo”, ahimè per una squadra di calcio è diverso: perché BISOGNA anche e soprattutto vincere. E una società sportiva ha anche un altro problema: che può essere criticata, con piena ragione, da persone che non sono nemmeno suoi dipendenti.
    Possiamo avere il bilancio più bello del mondo, farci fare i complimenti anche da Goldman Sachs, ma se finiamo ai play-out a me importa poco.
    Anzi… il tifoso si incazza il doppio perché ha la chiara impressione che quei soldi lì, in mano a gente competente, avrebbero fruttato ben altre prestazioni.
    Altrimenti facciamo giocare chi gestisce il nostro bilancio: se tanto mi dà tanto sarebbe un affarone.

  • 26 Gennaio 2022 in 23:12
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    Forse Ribalta&Pederzoli non hanno ancora chiuso per Simy perché si sono fermati a farsi benedire in Vaticano e poi stanno litigando per chi tocca guidare fino a Salerno?

  • 26 Gennaio 2022 in 23:55
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    Nessuno mette in dubbio che abbiamo una società che ci mette i soldi. Il problema è spenderli alla cazzo per ritrovare in due anni da centro classifica in A a zona retrocessione in B. Chiaro, no?

  • 27 Gennaio 2022 in 00:48
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    tutte puttanate chi vivrà vedrà schiroli intanto non hanno la forza di fare il calciomercato zero tituli !!! non comperano nessuno la dice più lunga più degli indici di bilancio , dove è la liquidità ? perché non comperano rinforzi allora ? nisba puzza di bruciato iachini chiede i rinforzi che gli hanno promesso prima di accettare il parma e poi scopre che si mangiano la parola ……alla faccia del gran bilancio

  • 27 Gennaio 2022 in 03:31
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    Non siamo mai stati in zona retrocessione in b

  • 27 Gennaio 2022 in 09:30
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    Serve l’argent de poche non gli indici di liquidità

  • 27 Gennaio 2022 in 12:45
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    Ripeto ancora quale è il fine di una società di calcio?Vincere le partite e non retrocedere fino alla D di Domodossola o altro?Se è altro chapeau a Craus e ai suoi, se è vincere le partite meglio che si levi dai maroni.

    • 27 Gennaio 2022 in 13:03
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      Davide: sei in contraddizione con te stesso: hai sempre anelato ad un padrone del Parma che cacciasse la pila, ora ce l’hai e non ti va bene lo stesso? Eppure i Magnifici Sette, che da piocioni non facevano il passo più lungo della gamba (meglio lo facevano leggermente più lungo), ma vincevano, ti stavano sugli zebedei. Insomma: co vot?
      Chiaro che sarebbe meglio che le risorse profuse producessero risultati, ma questo è un altro tipo di ragionamento…

      • 27 Gennaio 2022 in 15:41
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        sa cosa vuole la gente?
        andare al gatto gambarone!

        • 27 Gennaio 2022 in 16:17
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          Nessuno glielo vieta, e c’è anche un’ottima osteria, pur non essendoci più la mitica Loredana…

          • 27 Gennaio 2022 in 16:31
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            😄😆🤣

          • 28 Gennaio 2022 in 00:01
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            eh si mangia ancora bene anche se una volta era inarrivabile
            ma comunque merita ancora assolutamente

  • 27 Gennaio 2022 in 16:57
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    Un grande Imprenditore è colui che fa investimenti oculati…..
    spendere a vanvera prima o poi si paga a caro prezzo……..
    a Parma sta succedendo questo già da un bel po’ di tempo….
    è ora che lo yankee si dia una svegliata….

  • 27 Gennaio 2022 in 18:05
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    A voj vedor vensar quelca partida. Intanto se Sabatini trova il sostituto…se no nisba, niente, nada.

    • 27 Gennaio 2022 in 21:08
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      Davide al fa bè a fer al brilant coi Sold ed chietor. Passo più lungo della gamba, la differenza della misura la pagheranno fornitori, dipendenti e contribuenti, chissenefrega aho! Dacete er calcio, poi se la moglie fa le corna mentre si è alla partita chissenefrega ancora. La coscia di un calciatore ci entusiasma mentre quella della moglie la sta accarezzando un altro….
      Frustrazioni annegate nel calcio, una vita grigia colorata di giallo blù. Vot metor? Non vive il Davide, guarda vivere (cit.)

      • 28 Gennaio 2022 in 08:41
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        cornaciò

  • 28 Gennaio 2022 in 10:01
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    Questo “cornació” non l’ho scritto io, qualcuno si impossessato della mia identità web. Beh, questo rivela la misura di questo impostore, poteva usare una identità più fashion…

  • 28 Gennaio 2022 in 11:49
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    ricornaciò

  • 28 Gennaio 2022 in 13:05
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    Direttore, non pensa di intervenire per smascherare questo impostore? Ah, non ci si può smascherare in epoca COVID?!
    Nei blog il “furto” di identità, così come le doppie identità, è gesto considerato grave, qui no? Va bè che chilù al na mighe robè gnenta ed valor, povrett anca lù c’me mi.

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