CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / CAPOLISTA PER CASO

(Gianni Barone) – All’indomani della sconfitta sul campo della Cremonese, abbiamo sentito e letto di tutto e di più sugli errori di “tattica individuale” commessi dai giocatori del Parma, talmente tanti e talmente evidenti che sembra assurdo ed impossibile che si possano ripetere ancora e soprattutto tutti concentrati in un’unica partita. Tattica individuale ormai tutti sanno cosa vuol dire e tutti si cimentano con ardore su di essa: la cosa che sorprende è che non è solo materia per adepti, esperti ed affiliati alla congrega dei tecnici in servizio permanente effettivo, ma è ormai diventato patrimonio di tutti, tifosi accaniti ed esagitati e sportivi delusi compresi. Quindi risulta superfluo dilungarsi in particolari (soprattutto dopo l’opera divulgativa odierna del nostro specialista match analist Patrick Fava), visto che tutti hanno sviscerato l’essenza degli errori commessi dal Parma, che l’abilità e la buona sorte, della Cremonese sono riuscite a trasformare in una netta, agli occhi superficiali della neo intellighenzia di cui sopra, vittoria su cui nessuno ha osato discutere, aldilà dei numeri di possesso palla, e conclusioni dei Crociati, evidenziati, con orgoglio dal solo tecnico del Parma Iachini. Il quale ha intravisto, pur tra le tante nebbie ed amnesie emerse da suoi in entrambe le fasi, uno spiraglio di positività e speranza per il futuro prossimo degli impegni ravvicinati, e quello a più lunga scadenza rappresentato da un sicuro inserimento della squadra nel “lotto e lotteria” dei play off, obiettivo ancora alla portata e non “chimerico”, come qualcuno vorrebbe fosse alla luce di sbavature e mancanza di personalità tecnica e offensiva, emerse finora e soprattutto nelle ultime uscite, vittoria col Pordenone inclusa, giudicata da molti, vecchie glorie Crociate incluse, pleonastica perché ottenuta contro avversario troppo debole per essere considerato banco di prova probante. Ciò non di meno è stato confermato da quanto visto e “anatomicamente”, vivisezionato a mezzo stampa e Tv, nella sconfitta senza attenuanti allo Zini di Cremona, contro una Cremonese considerata, non sappiamo ancora se a torto o a ragione, una pretendente alla promozione diretta in A. L’influenza dei risultati positivi della compagine di Pecchia, ha rispolverato in molti il ricordo del passato del tecnico come vice e quindi allievo di Rafa Benitez, dei tempi partenopei, come se la qualcosa, fosse un motivo di vanto o un marchio di fabbrica vincente, e non come affermazione di proselitismo a ciò che, malignamente, qualcuno sussurra da sempre, sul conto del suddetto trainer iberico e cioè essere un magnifico “perdente di successo”. Quindi, se così fosse, anche per l’ex tecnico della Juve Under 23, nonché leguleio (avvocato), ora tanto osannato perché capolista con la sua truppa grigiorossa, su cui alla nessuno vigilia avrebbe scommesso un tallero, la vittoria finale potrebbe essere non così scontata come l’apparenza del momento vorrebbe evidenziare. Eppure tutti a magnificare le gesta della Cremonese, ma ricordiamo ai distratti che i tre goal segnati al Parma sono nati quasi tutti in ripartenza, perché anche il primo è stato generato da una riconquista rapida e veloce ben congeniata fin che si vuole, ma frutto del caso, di concomitanze e indecisioni tutte riconducibili ad un qualcosa finito bene e realizzato anche con l’ausilio della buona sorte. Perché, intendiamoci – e lo dice uno che da sempre è assertore del calcio speculativo derivante da catenaccio e contropiede – in azioni del genere per ottenere il massimo a livello di esito finale, cioè goal, occorre usufruire di una serie di circostanze favorite anche da una discreta dose di buona sorte (culo, si sarebbe detto in casa nostra ai tempi di D’Aversa), rappresentata o da rimpalli fortuiti o da letture errate da parte degli avversari come successo in occasione delle altre due segnature. Tutto questo ha mascherato e fatto scivolare nell’oblio gli errori commessi dalla Cremonese in fase difensiva che ha portato il Parma a smarcare per ben tre volte un giocatore solo davanti al portiere, ricordiamo l’occasione di Vazquez e le due di Simy: una ribadita in rete e l’altra malamente sciupata con tiro fiacco e centrale addosso a Carnesecchi che avrà pur “ipnotizzato”, il nigeriano del Parma, come riportato da narrazioni avvincenti di cronaca, ma ha chiaramente avuto “il culo” di trovarsi il pallone tra le mani. La fortuna non esiste nel calcio!, qualcuno potrebbe obiettare e di conseguenza anche la sfortuna invocata per giustificare debacle, piccole e grandi, risulta essere solo frutto di tentativi di consolazione o peggio di frustrazione mal celata. Tutto questo per cercare di intuire, e non capire, da dove nasce la soddisfazione espressa dal tecnico Iachini al termine della gara, non condivisa, nei modi e nei termini da gran parte della tifoseria e della dotta critica locale. Però, al di là delle evidenze tecnico tattiche elaborate da acuti analisti che depongono a sfavore del Parma, io, al pari di Iachini, vorrei far trasparire qualche sensazione positiva da cotanta negatività di gesti e atteggiamenti, e cioè a dire dall’impiego di Man e Correia, nel finale, entrambi bocciati da voti e giudizi, si è intravisto un brandello di gioco offensivo che, mettendo all’angolo, nella fattispecie, la “capolista per caso” del momento Cremonese, potrebbe in futuro essere anche fruttuoso a favore del Parma, allorquando anche la buona sorte degli episodi girerà dalla sua parte. Lo so: si tratta d’ ipotesi poco tecnica, poco scolastica, poco dotta, di sicuro, ma l’imprevedibilità del calcio, potrebbe sovvertire ogni tesi espressa con tanto rigore da chi considera la Cremonese sicuramente promossa e il Parma già bocciato a quindici turni dalla fine. Qualche contropiede fortunoso, qualche rimpallo, qualche botta di fortuna estemporanea, potrebbero variare gli assetti e equilibri di un campionato che non ha padroni, adesso, e che fino alla fine sarà combattuto e incerto (sdong). Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

4 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / CAPOLISTA PER CASO

  • 19 Febbraio 2022 in 02:03
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    I discorsi da “vincitori morali” anche no, dai. Quello che resta è che la Cremonese ha tre punti, noi zero. Fine.

  • 19 Febbraio 2022 in 09:23
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    Amico mio se aspetti colpi di fortuna mettiti pure l’anima in pace. A livello di sfiga intrinseca da settembre 2020 siamo avvolti da una nube nera potata da Craus. Il dato sui calci di rigore è lì a dimostrarlo. Con i frugali siamo andati avanti a colpi di culo, qui siamo agli antipodi. Oggi poi ci mancava Colombi ancora in porta, mi aspetto pali nostri, traverse e ovviamente un loro tiro da metà campo che va in porta in stile Almeyda.

  • 19 Febbraio 2022 in 09:44
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    Concordo, tante parole ma la sostanza è il risultato. Nel calcio vinci se la butti dentro almeno una volta in più degli avversari… Questo è quello che conta, il come venga fatto non interessa a nessuno.

    • 19 Febbraio 2022 in 17:47
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      Per favore, questi sono la capolista perché sanno giocare a calcio!!! Non diciamo c……te

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