giovedì, Febbraio 22, 2024
Cattivo CittadinoNews

CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / PARMA RESILIENTE, INCLUSIVO, FLUIDO

(Gianni Barone) – Mai come ora tre termini desunti dalla fisica, dalla chimica e dalla matematica, sono stati tanto attuali, in voga e di moda e universalmente apprezzati. Chi non ha mai usato, in discorsi e scritti le parole resilienza, inclusivo e fluido, alzi la mano e si faccia avanti. Siamo sommersi da significati diversi rispetto all’origine dei suddetti termini, in quanto abbandonando la sfera scientifica d’origine, hanno invaso – prepotentemente e con ingombro – altre ed alte sfere, significativamente e preponderatamente, facciamo anche qualunquemente e senzadubbiamente (così siamo sicuri vero Cetto?) quella sociale e dei comportamenti umani. Chi di voi, anche se solo per un attimo non si è sentito, di questi tempi, un po’ resiliente alle difficoltà del periodo per affrontare qualche evento traumatico, e chi di sfuggita o pienamente non ha ritenuto che sia giusto essere un attimino inclusivo per dare spazio, nei modi e nella mente a qualche tipo di diversità, per dare pari possibilità di crescita, a tutti, in un sistema equo e coeso che si prenda cura di noi; ed infine quando mai qualcuno di voi abbia rinunciato ad essere fluido allo scopo di vivere e far vivere la propria sessualità e non solo senza fare distinzioni di genere di nessun tipo? Chi non ha mai fatto o provato, ultimamente, niente di ciò? La Pandemia e Sanremo sono stati e saranno sempre bravi e dotti maestri in materia fin che, un qualcosa di imprevedibile, e all’oggi non ancora ipotizzabile, non riesca a separarci da tutto ciò. E in quest’ottica non poteva sottrarsi alla resilienza, all’inclusione ed alfine alla fluidità il calcio e nello specifico il nostro tanto discusso, discutibile e disc”orribile”, Parma calcio. Il quale tra presente e futuro prossimo si dibatte in una situazione che più resiliente, inclusiva e fluida non si può. Resiliente, perché l’evento traumatico della retrocessione e il periodo di difficoltà dell’attuale campionato perdurano ormai da mesi, senza che nessun dibattito televisivo e colonna di giornale illustre, sia stato in grado di scovarne i motivi, le ragioni e soprattutto le cause per tali mancanze o inadempienze (e dunque anche il rimedio). Giocatori non all’altezza, scovati chissà da chi e per come e da dove. Società presente, a livello economico finanziario, ma assente per tutto il resto, allenatori emergenti ed esperti che si alternano al capezzale senza riuscire a cavare il ragno del gioco dal buco dei risultati e via discorrendo. Ci vorrebbe maggiore inclusività, verrebbe da suggerire, allo scopo di valorizzare tutte le diversità presenti nella rosa e non solo, per riuscire a far “includere” la squadra nel lotto e lotteria dei prossimi play off, vista la lontananza siderale da primi posti. Ma come? Con la fluidità dei sistemi (o dei moduli, come la maggioranza ama erroneamente esprimersi) per attuare un gioco che sia il più inclusivo possibile di azioni e gol, in fase offensiva, e il più resiliente possibile nel non subire pressione, possesso e conclusioni da parte degli avversari. Poi si può discutere di tutto, del Vazquez se sia meglio qualche metro più avanti vicino alle punte, oppure no; o se come vice Schiattarella, in mancanza di play veri in zona, sia più consigliabile Brunetta, Barnabé o Cassata (tre ipotesi da pensiero abbastanza debole) o infine se sia meglio questo o quel sistema: l’importante che sia il più fluido possibile, mi raccomando. Siamo arrivati ad un punto che i tutti i discorsi possano andare bene e collinare pur nella loro “ossimorica” discordanza e nella presenza o meno di sintomi della malattia che affligge il Parma squadra solida finanziariamente, con ingaggi d’alto bordo e progetti faraonici di cattedrali calcistiche non nel deserto, ma in piena città, un colosso, si direbbe all’esterno, dove la considerazione si mantiene a livelli elevati, dai piedi d’argilla, verrebbe da pensare in periferia, allorché si scende agli inferi del lato tecnico sportivo, dei risultati, e delle prove non convincenti. Tutto avvolto da paradossi e contraddizioni, apparentemente senza fine e senza soluzione, dopo tanti sforzi di inclusività, nelle parti alte della classifica, irraggiungibile dalla logica del momento, di resilienza al trauma del posto occupato in graduatoria, a ridosso dei play out, e nella previsione di una “fluidità”, che stenta a materializzarsi al pari dei goal e delle vittorie che non giungono copiosi. Ci vorrebbe un grande reset, ipotizzerebbero, non catastrofisti ma realisti, per riuscire a sciogliere il “nodo gordiano”, di questo impaccio cultural-scientifico-calcistico che ci fa azzardare, di giornata in giornata, soluzioni ed ipotesi di rivalsa, risalita, resilienza il più delle volte incerte, alla resa dei conti, nonché fallaci alquanto. Verrebbe voglia di lasciare perdere ogni tipo di previsione, di dibattito e di speranza di supplica, ma realtà e il ruolo ci impongono la massima resilienza possibile anche a costo di essere fluidamente inclusivi di qualche sfogo non propriamente urbano, elegante, rispettoso di società, alta e bassa, florida o inappetente che sia, nella logica beninteso, di accettare di tutto, delusioni comprese. Delle serie “Francia o Spagna purché se magna”. Si ma dove se magna? Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

5 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / PARMA RESILIENTE, INCLUSIVO, FLUIDO

  • E anche oggi entra a far parte del Parma Clacio una persona magari bravissima dal punto di vista finanziario, ma che di calcio probabilmente non ne capisce una mazza. Poveri noi!

    • Stopaj (little cork)

      Parma clacio 1913,appunto,cla roba li 1913

  • Il terzino destro che diventa quarto di centrocampo (Davide)

    Il ballerino Gasperini (a mio giudizio uno dei soggetti più arroganti, antisportivi e detestabili del mondo del calcio) da quando ha iniziato a rinforzarsi coi nostri “campioni” mi sa che torna tutto nella sua. E Dio perdoni chi ha osato paragonare questa squadraccia che non ha vinto nulla e mai vincerà nulla al Parma di Callisto.

  • resiliente,inclusivo, fluido a me sembra piu’ lunga resistente e morbida ,la scottex calcio 1913

    • Gallo di Castione

      Effettivamente… evidentemente…. comunque ci siamo sbagliati su tutto.
      Il clima nello spogliatoio è idilliaco, la società è presente, il Presidente è felice anche dei play out, non ha mai fatto o consigliato un acquisto, ne lui ne Oliver, il programma giovani prosegue inalterato, vinceremo tutte le partite e andiamo in serie A. E noi che eravamo preoccupati..

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