CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / PIU’ PARTIPILO PER TUTTI (MENO CHE PER IL PARMA)

(Gianni Barone) – Nelle ultime due gare perse dal Parma, in modo diametralmente opposto, abbiamo avuto l’esemplificazione pratica di ciò che significa “approccio” alla gara: locuzione tanto amata e tanto utilizzata per significare come occorre interpretare gli inizi delle gare. Nella nostra fattispecie, se unifichiamo i tre ultimi “inizio di tempo” dei Crociati, seconda frazione a Cremona, e primo e secondo tempo con la Ternana, viene spontaneo definire l’approccio alla gara da parte degli uomini di Iachini, sicuramente di matrice “horror”, nel senso che gli errori e gli orrori tattici, individuali e di squadra, che siano, non si sono di certo sprecati. Anzi, le due ripartenze subite contro i grigiorossi non sono state niente al confronto, sempre in termini di approccio, con primi due goal con la Ternana in dieci minuti per mano di Donnarumma e di Partipilo, ancora lui, bestia nerissima dei gialloblù, come all’andata, e soprattutto con i primi dodici minuti della ripresa in cui, quasi da record, Colombi, prima di capitolare sul colpo di testa di Pettinari, ha dovuto effettuare quattro paratone, quattro, su conclusioni degli scatenati centrocampisti umbri, Proietti, Agazzi, e due volte, ovviamente, Partipilo. Della serie “più Partipilo per tutti”, per un Parma stordito e in balia più che mai degli avversari. Oltre all’approccio sbagliato messo in mostra, abbiamo avuto la conferma che il DT Ribalta era stato profetico, quando in una estesa intervista rilasciata al Direttore della Gazzetta di Parma, aveva affermato che il tecnico Iachini non è per niente un “difensivista”, anzi tutt’altro e la cronaca recente dei sei goal subiti in due partite ne sono una lampante testimonianza. L’essere difensivisti, interpretato non come merito, ma come colpa, genera quanto è sotto gli occhi di tutti dopo le sconfitte patite in sequenza contro avversari differenti per classifica ed ambizioni. Dolersi e offendersi per certe etichette affibbiate non porta bene agli allenatori Crociati dell’ultimo biennio: era capitato a D’Aversa lo scorso anno che non gradiva chi lo definiva catenacciaro, e a quanto pare anche a Iachini, sembra non andare meglio rifiutando di essere equiparato a chi come Trapattoni, Rocco, H.H, in passato, e a Mourinho più di recente, ha fatto del bieco “difensivismo” una micidiale arma vincente. Ma a parte tutte queste considerazioni che potrebbero apparire più che stucchevoli, occorre ricordare che la sconfitta con la Ternana ha evidenziato anche diverse crepe non solo in difesa, ma soprattutto a centrocampo. Si è giocato in mezzo sempre in inferiorità numerica tre (Bernabe’, Juric, Vazquez più avanti) contro quattro, Proietti play a schermare il Mudo, Agazzi a destra, Palumbo a sinistra con Partipilo, sempre lui a fare la differenza sulla trequarti. Una debolissima maginot Crociata con Juric, prima e Sohm, dopo, entrambi sempre molto incongrui, contro il rombo ternano, non di tuono, ma quasi, che diventava romboide quando avanzava sulla linea centrale anche il laterale destro Defendi, quinto aggiunto a fare la differenza. Lucarelli dispone di un pacchetto centrale molto ben assortito, forse ciò che manca al Parma, sin dall’inizio del campionato, checché ne dica (sempre nel lecito) e ne pensi chi di dovere, e in partite come in quelle di ieri, nate male, poi recuperate, ma poi finite peggio, tale inferiorità si fa decisamente sentire. Quindi non uno, ma due o forse tre passi indietro, aldilà dei numeri ancora possibili, verso la corsa ai play off, alla luce di una prestazione offensiva non all’altezza di quella messa in atto contro la “capolista per caso” Cremonese. Ora si parlerà dei soliti errori di tattica – individuale o collettiva non importa – fino al prossimo impegno, con chi ancora ha il dovere di crederci ancora, e chi ha il volere di non crederci più, unito al piacere di criticare a più non posso. Sta di fatto che nell’ultima trilogia “del pilo”, il Parma ha raccolto la miseria, in tre partite, di una sola vittoria, contro la più debole della B. Troppo poco per nutrire ancora un facile e comodo ottimismo, perché passare, così in fretta, dall’esultanza, forse un po’ troppo eccessiva, ma forse capibile visto il triste andiamo, dopo la vittoria del Pordenone, ai fischi e alle contestazioni dei tifosi di ieri (oltre al sarcasmo a tema sul web), fa pensare che l’addio ai sogni di gloria possa essere imminente o dietro l’angolo in questo momento da “sprofondo Parma”. Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

22 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / PIU’ PARTIPILO PER TUTTI (MENO CHE PER IL PARMA)

  • 20 Febbraio 2022 in 01:09
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    Articoli utili come i quotidiani bollettini della Rudarola sui contagi, indici Rt, terapie intensive e guariti.

  • 20 Febbraio 2022 in 08:15
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    Razionalmente, Gianni, come puoi definire “imminente” l’addio ai sogni di gloria? Ero (colpevolmente) tra coloro che auspicavano “la scintilla” dopo la quaterna rifilata ad una modesta squadretta di Lega Pro, la quale comunque nel primo tempo ti ha fatto soffrire non poco. Poi è bastato incontrare una squadra di alta classifica ed un’altra con un centrocampo “leggermente” più dinamico del nostro – sommato alle nostre incertezze difensive paragonabili a quelle dell’Inzani alla domenica mattina – per buscare 3 pappine per volta.
    Vero anche che la Dea Bendata nel nostro caso, oltre ad essere bendata, si gira dall’altra parte; ma è incredibile come nessuno degl’infantili errori dei nostri insuperabili difensori (che devono aver stabilito a priori “stavolta a chi tocca?”, giacchè a turno fanno di quelle vaccate che metà basta) viene in alcun modo perdonata. Siamo di fronte alla peggior schiera di difensori in maglia crociata che io ricordi e – ahimè – ho iniziato a seguire il Parma 50 anni fa. Altrettanto vero che una difesa meglio protetta dal centrocampo rende meglio: ma “sul centrocampo siamo a posto così” serve aggiungere qualcosa?
    Ed è incredibile l’assordante silenzio della dirigenza, che forse crede ancora “nel progetto”: raccattare ragazzotti in campetti di periferie francesi, olandesi, belghe, sudcoreane o bengalesi convinti di farne celebrati calciatori.
    Concludo: siamo sicuri che Iacoponi (non ho detto Thiago Silva, eh?) sarebbe stato peggio di uno qualsiasi dei nostri difensori? Che Laurini (uno dei più scarsi mai visti qui!) sarebbe stato peggio di Coulibaly? Che Sprocati (ho detto Sprocati!!) non avrebbe dato lo stesso apporto di Bonny? Che Brugman (il quale eccome se sarebbe rimasto!) non avrebbe dato un pochino di fosforo ad un centrocampo degno di fronteggiare sì e no la Bagnolese? Ecco perchè – ahimè!!! – i sogni di gloria ce li possiamo dimenticare

  • 20 Febbraio 2022 in 08:52
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    Contro di noi diventano tutti campioni , ogni volta ce ne sono almeno tre che ci fanno soffrire, e le squadre avversarie diventano tutte ben messe in campo. In realtà non sono bravi gli altri ma siamo balordi noi, nonostante fino a pochi mesi fa moltissimi sostenessero testardamente che il Parma avesse la “rosa” migliore di tutte. Le rose non sono fiorite, erano cachi

    • 20 Febbraio 2022 in 09:24
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      Amico mio hai ragione però la Serie B è un campionato difficile, “maledetto” addirittura e non ci sono risultati scontati (a meno che non facciamo come il Lids di Bielsa) e tutti corrono e poi non ci sono più le mezze stagioni e prima o poi bisogna affrontarle tutte. Mi chiedo solo perché gli emiri del Psg non portano i parigini nella nostra serie B, che vista la difficoltà mostruosa del campionato cadetto (abbiamo perso due volte con Ternana e Cremonese due squadroni) una vittoria sarebbe più prestigiosa di una Cempions. Vuoi mettere Portipilio e Zanimacca?

      • 20 Febbraio 2022 in 10:31
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        Sull’argomento “serie B campionato difficile”, “dove c’è da correre”, con me sfondi una porta aperta!
        Solo correre? Perchè, in serie A giocano al ralenty? In Champions giocano da fermi? Se sai giocare, giochi e vinci!! Oltre al PSG, immaginiamo di vedere in B l’Atalanta, l’Inter o soltanto Fiorentina o Lazio: non si penserà che (ovviamente con le attuali rose) lotteranno per evitare i playoff!! Non dico che vincerebbero a punteggio pieno, per carità, ma sarebbero SICURAMENTE in testa alla classifica. Se siamo quattordicesimi, un motivo forse c’è…

        Scusandomi per la lungaggine, mi sovviene un aneddoto. Quando accompagnavo mio figlio pre-adolescente a giocare a calcio, la sua squadra affrontò l’ultima in classifica la quale annoverava un ottimo giocatore a metà campo e 10 ragazzi piuttosto modesti, e questo accadde andata/ritorno e campionato successivo; ebbene, quel ragazzo si stancò di perderle quasi tutte e cambiò squadra.
        Ogni riferimento al Mudo…

        • 20 Febbraio 2022 in 14:03
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          Maurob il ragazzino avrà fatto bene ad andarsene ma il mudo non lo piglia nessuno è troppo lento non vedi che rallenta il gioco è si intertardisce in dribbling che nel 80 % dei casi perde palla !! mai un lancio di prima mai una velocizzazione quando passa palla gli attaccanti ormai sono marcati sono marcati !! meditate gente …..poi un centrocampo a tre non regge il mudo che non fa filtro e non corre a 5 ci vuole un regista e due cursori oltre i due esterni insomma non escluso che sia lui il problema . ok fa qualche goal ma è meglio un centrocampista che lanci le punte poi i goal li farebbero loro

          • 21 Febbraio 2022 in 06:55
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            Il Mudo croce e delizia, per di più intoccabile quando si tira dietro il ……., vorrei vedere in quel ruolo Bernanè che magari dà via qualche palla di prima ex è più dinamico.

          • 21 Febbraio 2022 in 07:15
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            Abbiamo richiesto Vasquez dietro le punte, Iachini ha aggiunto Man quinto di sinistra, è ormai evidente che il gioco non vale la candela, troppo squilibrati poco filtro a centrocampo, è vero di occasioni ne creiamo rispetto a prima, ma non la buttiamo dentro e partiamo sempre da situazioni di svantaggio, Vasquez con la lingua sempre di fuorie che si intestardisce in dribbling lontano dall’area rallentando il gioco è un lusso che non possiamo permetterci, anche perché la qualità della difesa senza Buffon è scarsissima.

    • 20 Febbraio 2022 in 09:29
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      Cornació

      • 20 Febbraio 2022 in 19:00
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        Eh pitaciò pitaciò, ti si e mi no

        • 20 Febbraio 2022 in 20:17
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          Si e péschi fic e mlón, Co dit lumeghe

          • 21 Febbraio 2022 in 19:38
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            Suflo’

          • 21 Febbraio 2022 in 21:13
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            Adesso basta col valzer dei nick name. Ne battezzi uno e quello continui ad usare. Grazie

  • 20 Febbraio 2022 in 13:04
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    Io spero solo di salvarmi a questo punto. Che incubo che stiamo vivendo da due anni a questa parte.

    P.s: due anni fa scoppiava l’epidemia di Covid. Bene, il Parma era comodamente a metà classifica in A, capito Krause?

  • 20 Febbraio 2022 in 13:54
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    come il solito ribalta non mette la faccia ci va pederzoli dai tifosi lui non esiste un fantasma un pezzo di m….

  • 20 Febbraio 2022 in 16:31
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    Articolo per larghi tratti condivisibile, anche se forse un po‘ troppo severo.
    Parlare di mentalità e quant’altro è sbagliato secondo me, perché se 3 allenatori con filosofie e approcci diversi non sono riusciti a far capire cosa sia una squadra coesa probabilmente il problema non risiede in panchina.
    Al di là della facile ironia da bar, che attanaglia il tifo popolare, sarebbe ,secondo me, costruttivo cercare di discutere possibili soluzioni tattiche con gli uomini a disposizione e non siamo molto distanti dalla quadra del cerchio dagli 11 titolari, che dato lo status quo non sarebbe poca cosa. Sullo schema secondo me per le caratteristiche sia offensive ma soprattutto difensive dei nostri giocatori noi, per me, non possiamo prescindere dal l’avere almeno 4 difensori fissi dietro perché ne Danilo ne Cobbaut hanno una lucidità e fisicità per 90 min per poter reggere e leggere situazioni di 1 vs 1, contemporaneamente la posizione del nostro miglior giocatore Vazquez è quella da 10 puro ovvero trequartista con due punte davanti di cui una deve essere Man e l’altra una tra Inglese e Simy, di contro in mezzo al campo non potendo avere Schiattarella a pieno servizio piazzerei Sohm con la sua enorme fisicità a protezione di difesa e Bernabè.
    Aggiungo che sono d’accordo con Ceresini quando sostiene che dopo una sconfitta non si possa essere contenti ma lo stesso dicasi per un pareggio, siamo il Parma in B e abbiamo una rosa da puntare alla promozione diretta chi non riesce a reggere il peso della maglia o dell’obbiettivo è giusto che capisca cosa significhi “ Giocare per vincere”.
    Infine direttore vorrei chiederle a distanza di tempo cosa ne pensa della dell’uscita molto silenziosa ed educata di Kaalma, quali sono le divergenze di opinione? Lo chiedo perché io ci vedo una qual certa analogia con il fu Patrick Nebbiolo dell’epoca Tanzi, grande manager e persona diciamo informata sui fatti che all’improvviso in maniera ugualmente silenziosa uscì senza battere ciglio. Lei che ne pensa?

  • 20 Febbraio 2022 in 18:13
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    Per fortuna
    Cosenza Pordenone Crotone e Vicenza stanno messi male….confidiamo di mantenere 5 punti sulla quart’ultima.
    La difesa è un colabrodo, il centrocampo è imbarazzante e per porre rimedio si comprano attaccanti, il Parma gioca a ciapanò.
    Colpisce il silenzio tombale della società.
    Per favore non sproloquiate più di play off fuori dai radar da tempo.

  • 20 Febbraio 2022 in 19:02
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    Ho capito tutto, quasi tutto, ma chi è “status quo”?

  • 20 Febbraio 2022 in 19:31
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    Se Craus compra una fabbrica di armi si disarma anche la Corea del Nord 🇰🇵

  • 20 Febbraio 2022 in 19:37
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    Io penso che i giocatori possano anche essere scarsi ma questo da solo non giustifica la situazione (curioso che a inizio stagione molti ‘addetti ai lavori’ davano il Parma tra le favorite). Manca lo spirito e purtroppo nemmeno uno esperto come Iachini sta riuscendo a inculcare un po’ di mentalità. Il problema è a monte (Società) e in questi casi i rimedi non possono essere immediati. Penso che Krause sia una brava persona e spinto anche da passione però ha fatto molti errori. Dovrebbe seguire l’esempio di Zhang: mantenere il pacchetto azionario e ingaggiare un bravissimo dirigente

    • 20 Febbraio 2022 in 20:16
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      E’ quello che penso anche io, manca il Marotta di turno. L’Inter per vincere ha preso Marotta e Conte i due migliori nei rispettivi ruoli. E non ha nemmeno vinto il primo anno ci sono voluti due anni ed un certo Lukaku pagato più di 70 milioni che è stato devastante nel gioco di Conte.
      Venendo a noi, prima occorre strutturare la parte sportiva con qualcuno davvero di valore che riesca ad assemblare la squadra in modo coerente con il progetto tecnico dell’allenatore. Venendo a Iachini, ha fatto i suoi errori, però lo vedo come l’unico punto di riferimento, meglio di lui nella nostra situazione non c’è nessuno. Per vincere in B ci vuole un tecnico che dia motivazioni, che faccia correre i giocatori, non servono i filosofi della tattica e del bel gioco.
      Come ho già scritto teniamo unito l’ambiente, barra dritta verso la salvezza perchè con la congiuntura che si sta creando la retrocessione non è una utopia. Prima salviamoci, facciamo una decina di punti, poi pensiamo all’anno prossimo con nuovi dirigenti capaci.
      Sui giocatori, alcuni sono evidentemente scarsi in senso assoluto o non hanno più nulla da dare, altri invece non sono mai stati messi in condizione di fare bene perchè inseriti con troppa fretta in un meccanismo complesso che non funziona. Io sono convinto che molti di loro se vanno a giocare in un gruppo che funziona, con il tempo giusto renderebbero alla grande.

  • 20 Febbraio 2022 in 23:45
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    Nelle ultime due sconfitte ci è mancato Buffon che oltre alle sue parate guida il reparto difensivo con la sua esperienza ed il suo carisma, guarda caso senza Buffon abbiamo preso 6 gol in due partite, con Buffon 6 gol li abbiamo incassati in 8 partite

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