CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / RINASCIMENTO PARMA

(Gianni Barone) – Finalmente nessuno potrà più recriminare: il Parma annichilisce la Spal che aveva travolto la Ternana, che a sua volta avevo steso il Parma con gli approcci vincenti e con più Partipilo per tutti. Della serie i conti non tornano, non tornano mai nella logica illogica del calcio in generale, e di questa serie B, in particolare. Il “era già tutto previsto”, individuato dalle parole di Iachini a corollario delle ultime tre gare (due perse e una pareggiata), non aveva trovato molti consensi fra chi non accettava il discorso dei 50 tiri effettuati (non tutti in porta): una sorta di elefante – in termini di conclusioni – che aveva partorito il topolino, di soli tre goal, tutti inutili a fini dei risultati di cui sopra. Vittoria netta contro la “bestia nera” Spal, ora ammansita a suon di goal, che si presenta più bianca, scialba ed impalpabile che di più non si può: una squadra lontana anni luce dal Cittadella allenato dal suo attuale tecnico Venturato, il quale conferma la regola che certi miracoli calcistici sono possibili solo entro certi limiti e confini geografici e di sana gestione societaria. “L’heimat”, termine tedesco che non ha traduzione precisa nel nostro vocabolario, ma sta a significare “luogo natio paese ideale”, non si esporta, nel calcio, con leggerezza e facilità: anzi, a volte diventa un fardello che blocca i muscoli ed obnubila le menti, laddove si cercano innaturali riproposizioni di gioco e di mentalità. E soprattutto quando si scontrano con un gigante, come il Parma, che ha deposto, i tifosi vorrebbero pensare, per sempre, i “piedi d’argilla”, che fin qui avevano reso il cammino in serie cadetta, duro, travagliato e deludente più che mai. Un risveglio, annunciato, se si dà credito al Iachini-pensiero degli ultimi tempi, nuovo, inatteso ed insperato se si segue la logica corrente di chi ha aveva, già ammainato la bandiera della speranza di vedere, finalmente, un nuovo Parma, degno del blasone, ma soprattutto capace di lottare e d’imporre il proprio gioco e dall’alto della propria superiorità (supposta) contro avversarie tecnicamente inferiori. Un rinascimento di impulsi e di umori, una sicurezza sempre assente che viene acquisita improvvisamente e traghetta, a livello di impressioni e di sensazioni tutto l’ambiente in un altrove, quantunque limitato alla gioia e all’euforia del momento, sicuramente più piacevole e più consono a quelle che erano e che, ci si augura, ritornino ad essere le potenzialità effettive del club, e non solo quelle sbandierate ed esibite in sede di mercato e di inizio stagione, a mezzo stampa e Tv. Quattro goal che cancellano anche i richiami alla buona e alla cattiva sorte di una ruota della fortuna che cambia aspetto e direzione nell’affermazione di valori che contrastavano la realtà, con prestazioni troppo brutte e deprimenti per essere vere. In attesa di conferme occorre essere sinceri e lieti di affermare che la squadra che non c’era, o non c’era mai stata, per carisma e personalità, che si era intravista a Pisa, ora c’è, o per lo meno si è vista e affermata con vigore, pur tra qualche indecisione ancora non del tutto abbandonata, allo scopo di non lasciarsi travolgere da uno sconfinato ottimismo non del tutto lecito, visto il tempo che manca al termine, e non del tutto motivato, vista la distanza dalla vetta della classifica. Man, Circati e Bernabé i migliori del Parma; Simy, in mancanza di acuti delle quattro punte spalline schierate (Melchiorri, Rossi, Colombo, Vido), il migliore della Spal, anche se il suo tiro, ancora ciccato, è diventano un assist prezioso per il gol del vantaggio di Tutino, dopo la deviazione di un difensore. Luci e qualche ombra, secondo copione. Eppure vedere il giovane Circati sicuro, al centro della difesa, è sicuramente bene augurante, nella speranza che il suo esordio positivo non sia fine a se stesso, come quelli di Balogh e Dierckx, dello scorso anno, tanto per rimanere in tema di giovani difensori del vivaio o giù di lì, tanto incensati da tifo e critica, in maniera quasi sperticata, salvo poi non riuscire a confermarsi dopo con prestazioni altrettanto lusinghiere e degne di encomio. Anche su Bernabé, autentica rivelazione ed invenzione di Iachini come regista o mediano centrale, in queste ultime uscite i giudizi positivi si sprecano: la facilità con cui si muove, calcia, ed appoggia i movimenti dei compagni, sono a dir poco, sorprendenti, per uno che aveva sempre giocato, a livello giovanile in ruoli diversi con compiti differenti, come direbbe Lele Adani. Ed infine bene Man, che tanti vorrebbero in un altro ruolo, ma che Iachini insiste a presentare come laterale di spinta e d’invenzione, che apre con la tecnica e la sua velocità molto bene le difese avversarie partendo da dietro, sottraendosi di fatto a rigide marcature cui sarebbe sottoposto se fosse impiegato da ala pura. Un’altra vittoria parziale, alla luce delle sue ultime convincenti prestazioni, sulla strada della costruzione di un assetto figlio delle convinzioni del tecnico che rifugge da etichette e clichés per riuscire a ritrovare quell’equilibrio perduto o forse mai trovato nelle sue prime apparizioni. Si era dapprima trovata una certa solidità accompagnata dalla sterilità in zona goal; poi si è proceduto in verso opposto con le sconfitte di Cremona e con la Ternana, molti tiri e molti errori individuali e di squadra dietro, poi a Pisa, si è ristabilita una sorta di neutralità e centralità fra il fare e il subire, e con la Spal, al lordo dei demeriti evidenti degli estensi, si è trovata la strada del goal che ogni profetica visione aveva quasi abbandonato, anche a livello di concetto o di pensiero. Ora è attesa la continuità. Anzi serve con forza risalire e crederci più che mai, perché tutto può ancora succedere (sdong). O no? Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

10 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / RINASCIMENTO PARMA

  • 26 Febbraio 2022 in 20:59
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    Gran bel divano..
    Complimenti!!!

  • 26 Febbraio 2022 in 21:44
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    Vamos! Dai Parma!

  • 27 Febbraio 2022 in 08:55
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    Parlare di calcio in un momento come questo, che definire drammatico è riduttivo, sta tra l’incoscienza e la voglia di staccare un attimo dai cattivi pensieri. Ecco, diciamo che scegliamo la seconda versione.
    Sovrastare un avversario che aveva appena annichilito una squadra che qui ci aveva quasi umiliato fa parte del “bello del calcio” e ci fa affermare (tanto per non usare frasi fatte) che “ogni partita fa storia a sé”. L’amico Gianni non vuole sentir parlare di buona o cattiva sorte: io, invece, insinuo che sullo 0-0, quel mischione nella nostra area risolta dal piedone di San Gigi avrebbe potuto far girare la ruota in maniera diversa; e insinuo altresì che il pedaggio alla dea bendata lo paghiamo in termini di infortunio ancora una volta (stavolta è toccato a Tutino) a chi stava andando benino.
    Come ampiamente prevedibile, una buona prestazione in casa della capolista seguita da una convincente vittoria, allarga la voglia di ottimismo; scottato da troppe delusioni, io preferisco star zitto e trovare parziali motivi id conforto tra un drammatico tg e un altro.

    • 27 Febbraio 2022 in 11:02
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      Caro Mauro, hai ragione.
      Si scrive di calcio per esorcizzare problemi ben più grossi e reali. Le sempòr na partida ed balò… però aiuta.
      Mi ricordo quando giocavo negli amatori. Perdevamo quasi sempre, pareggi pochi, ma ricordo la mega euforia quelle volte che si vinceva. Eh che goduda… e i pensieri per 10 minuti andavano via.
      Un po’ come adesso.

  • 27 Febbraio 2022 in 12:26
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    su Circati aspetterei un attimo a trarre conclusioni una rondine non fa primavera e poi questi ventenni che hanno sempre i crampi ( ok tensione ma …..) Purtroppo abbiamo visto diercx che dopo sassuolo sembrava il thuram bianco poi insomma non ne ha azzeccato piu’ una .CERTO entrare in una squadra di iachini dove tutti sanno quello che debbono fare e’ diverso che giocare in una squadra di maresca. Sono convinto che anche busi’ con iachini sarebbe un ottimo quinto di centrocampo

    • 27 Febbraio 2022 in 19:40
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      Beh adesso non esageriamo : Busi era talmente buono che l’hanno mandato in prestito e hanno preso Rispoli.

  • 27 Febbraio 2022 in 14:08
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    Egregio nerostellato meglio di parlare di età della pietra altro che rinascimento, basta guardare in che serie giochiamo dove siamo e chi abbiamo battuto, na squadra di homo erectus

  • 27 Febbraio 2022 in 16:06
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    Questo è un sito di calcio, facciamo senza per favore dei pistolotti iniziali per poi tornare immancabilmente al calcio. Chi non vuole non apra nemmeno stadiotardini.it, che non è luogo di politica internazionale ma di calcio. Niente piagnisteo iniziale di coccodrillo. Mia opinione

    • 28 Febbraio 2022 in 10:25
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      puntiglioso schiena dritta !! mia opinione

  • 27 Febbraio 2022 in 20:30
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    La definizione di gianni barone come nerostellato mi piace molto. Non so quanti la colgano ma è molto fine.
    Condivido il passaggio di pencroff. Questo è sito di calcio e non di politica per cui, lasciamo altrove le note questioni. Mercoledì mi aspetto di vincere a Monza. La squadra sta bene. L’assenza di Rispoli non sarebbe così grave se non venisse spostato del prato. Peggio quella di Tutino perché dubito sia pronto Pandev. Ma la squadra ha maggiore consapevolezza di sé è mi aspetto di vincere.

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