giovedì, Maggio 30, 2024
Il Gallo di CastioneNews

IL GALLO DI CASTIONE / IL GIOCO DEL PALLONE E’ UNO SPIGOLO E I TIFOSI SONO IL MIGNOLO CHE CI SBATTE CONTRO

(Il Gallo di Castione) – Ma voi vi chiederete: cos’è Villa Bernarda? Prima di tutto vi dovrò spiegare cos’è una “casa matta”. Una casa matta è la casa vecchia del contadino che si costruisce una casa nuova e così, la casa vecchia resta il luogo dove si tiene la cantina, vecchia e quindi ottima per i salumi; con le cantine interrate in mattone, dove si stagionano i salami e si tiene il vino, nella casa vecchia si fanno le degustazioni e finisce per essere un’osteria “open” dove si ritrovano gli amici e lì consumano gli antichi rituali delle feste contadine, ma anche semplicemente si bevono una bottiglia e tagliano un salame. Poi ci è la localizzazione di Villa Bernarda. E’ sita in una frazione della bassa dove la nebbia crea ambienti di guareschiana memoria, con abitanti che spiccano per la loro originale unicità. Ecco, lì, in quella casa vecchia, a Castione, il Gallo e i suoi seguaci si annebbiano la mente per poter continuare, dopo due anni, a seguire le imprese della squadra Crociata che poche gioie ha regalato loro, ed è lì che attendevano l’inizio della partita col Benevento e che, dopo alcune bottiglie inavvertitamente svuotatesi anzitempo, qualcuno lancia la questione che i giocatori del Parma li han scelti con algoritmi. I quindici lettori che ci seguono possono immaginare lo sgomento degli astanti che, con espressione intelligente, ma con fare cauto, si improvvisavano in quel momento a divenire esperti di matematica e di materie connesse, ma nonostante il vino la discussione non ha mai preso piede, per cui qui la riprendo raccontandovi degli studiosi che, più o meno, potranno illustrarvi la scienza applicata al calcio. Richard Fehiman parlava di fisica dei corpi, praticamente parlava del gioco del pallone. Così, in libera interpretazione, diventa: il calcio è per gli algoritmi, quello che é il sesso per la masturbazione. Nella pratica, con gli algoritmi, c’è poco da godere. Aggiungeva, un altro noto, che finché le leggi della matematica si riferiscono alla realtà non sono certe, e finché sono certe, non si riferiscono alla realtà. (Al Einstein). Questo spiega in parte perché alcuni acquisti, scientificamente (con gli algoritmi) opportuni, non abbiano reso come la matematica garantiva. Sir Winston Churchill, commentando probabilmente il tardivo intervento degli USA nella seconda guerra mondiale, se ne uscì con uno dei suoi saggi motteggi: “puoi sempre sperare che gli americani facciano la cosa giusta, dopo aver provato ogni altra cosa.” Di certo, comunque, non si riferiva all’americano di Parma, nemmeno ai 4 allenatori e nemmeno alla politica dei giovani che, visto che non funzionava, è stata rapidamente trasformata in giocatori di grande, “grandissima” esperienza, non si riferiva al Parma ma se fosse stato al Tardini quest’anno il Primo Ministro Inglese lo avrebbe ripetuto, nemmeno che le sue parole fossero premonitrici di una futura epoca pallonara parmigiana che all’epoca aveva a tardi venire. Tuttavia, conosciamo l’America, che se può mandare un uomo sulla luna, figuriamoci se non può mettere un idiota alla Casa Bianca, e così potrebbe aver applicato teoremi funzionali dell’altro mondo al calcio italiano, al momento scarsamente funzionali. Krause ha messo in lavatrice panni bianchi grigi e lilla tutti assieme spiegandogli che la vita è difficile e devono imparare a cavarsela da soli. Sta di fatto che l’unico modo per guardare ancora le partite del Parma è di viverla ridendoci sopra. Voi potete ridere o piangere. Io preferisco ridere. Piangere mi fa venire il mal di testa.
Guardando il Festival della Canzone Italiana mi ricordo che la Ferilli ha fatto lo spogliarello quando ha vinto il campionato la Roma: per fortuna adesso sta là coi divani di poltrone e poltrone in attesa che finiscano le offerte, così per qualche anno non rischiamo scudetti nella capitale e carni anacronistiche esposte. Per analogia a Parma, in caso di promozione, Enrico Frambati ha promesso che si mangerà una mariola, ma dopo un po’ dall’inizio del campionato, ha aggiunto che in caso di playoff si mangerà invece uno zampone, e nel prosieguo ha dichiarato che festeggerà la salvezza ingurgitando soquanti piedini di maiale. Ma tornando al recente Festival della canzone mi compaiono immagini strane, come i/le cantanti accompagnati dai/dalle badanti, poi i ponteggi della Rettore che deve fare il restauro prima di cantare con la malta e la pittura, in immagini sovrapposte mi perviene gente che non sa cantare ma ci ha bisogno di dirci cosa fa nel suo letto, testi imbarazzanti che ci raccontano la pochezza di questi tempi, l’Orietta nazionale che si veste da uovo di Pasqua in anticipo sulla quaresima, mi sovviene che non ci é più l’obbligo della cravatta, ma neanche della camicia con annesso obbligo di ravanata ai maroni. Alla fine non è che devo capire io perché tutti guardano il Festival, figuratevi che io guardo quel pessimo spettacolo delle partite dei Crociati, ci vuole tanta fede, speranza, carità cristiana. Del resto niente di nuovo nella partita col Benevento, poco agonismo e poca voglia di vincere, coi cambi che peggiorano la squadra. Ormai non è tanto il voltar pagina, ma il ricominciare a leggere. Ci è qualcosa di sbagliato in questo Parma, una Babele dove non solo i giocatori non si capiscono, ma gli allenatori sono abbandonati a se stessi. Così arriva Buffon e chiede garanzie che giocherà per non finire male una carriera leggendaria e gliele danno, poi arriva il nuovo allenatore e chiede nuovi innesti di esperienza e gli comprano tre fuori lista a prezzo zero più due promesse-scommesse che prima o poi una l’azzeccheranno per la legge dei grandi numeri. Coraggio, la pandemia sta per finire e con essa anche il lungo periodo di tolfa dei Crociati. Se dovessi riassumere le partite del Parma di questi due anni direi che: il gioco del pallone è uno spigolo e i tifosi sono il mignolo che ci sbatte ripetutamente contro. La vita è fatta a scale, e io ho già il fiatone… Il Gallo di Castione

Stadio Tardini

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2 pensieri riguardo “IL GALLO DI CASTIONE / IL GIOCO DEL PALLONE E’ UNO SPIGOLO E I TIFOSI SONO IL MIGNOLO CHE CI SBATTE CONTRO

  • Bere per dimenticare!

  • Per caso, non è che puoi convincere in caso di promozione che la Ferilli possa fare uno spogliarello pure noi? Forse se la inviti a Villa Bernarda…

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