venerdì, Maggio 31, 2024
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TATTICA-MENTE, di Patrick Fava / COPERTA TROPPO CORTA (DA UNA PARTE E DALL’ALTRA…)

(Patrick Fava) – Seconda sconfitta consecutiva per gli uomini di Mister Iachini e seconda consecutiva con tre gol subiti: un Parma che sembra non riuscire a svoltare verso le zone che contano, in un campionato che vede i gialloblù galleggiare pericolosamente in zona più vicino ai playout che non ai playoff, quest’ultimo, obiettivo minimo di una stagione fin qui da considerarsi fallimentare. Ma vediamo con ordine: se con la Cremonese, il passivo poteva risultare

La Ternana difende con il 4-3-1-2:, esplorare il lato opposto sarebbe stato di vitale importanza…

troppo pesante considerando tutti i 90′ di giuoco, nella partita di sabato, nonostante i gialloblù abbiano effettuato numerosi tiri, non si può certo non dire che la Ternana sia stata pericolosa dalle parti di Simone Colombi. Nel primo quarto d’ora di entrambe le frazioni, infatti, la squadra di Mister Cristiano Lucarelli ha avuto un predominio territoriale, specie nel primo quarto d’ora della ripresa quando i rosso-verdi hanno costruito una vittoria rocambolesca, non del tutto meritata, ma come si sa nel

Il Parma perde palla con Simy e, sul prosieguo dell’azione, Pettinari si libera di Delprato: l’errore posturale di Danilo è evidente, Juric si ferma preoccupandosi della posizione di Partipilo, Cobbaut è su Agazzi e quando avverte il pericolo su Donnarumma ormai è troppo tardi…

calcio conta chi la butta dentro. Sicuramente gli expected goals erano più appannaggio dei padroni di cosa che, però, debbono fare mea culpa per un atteggiamento sbagliato nei primi minuti delle due frazioni di gioco. In particolare si sono evidenziati degli errori difensivi individuali grossolani: nel primo gol, i ducali perdono palla malamente con Simy, sul ribaltamento dell’azione Pettinari si libera di Delprato, ma l’errore di postura e di valutazione del pericolo da parte di Danilo è da harakiri: il difensore brasiliano si fa trovare con una postura piatta (un suicidio per un difensore), Juric avverte il pericolo, ma condizionato dalla presenza di Partipilo non prosegue la corsa verso la porta, Cobbaut è troppo distante e Donnarumma sigla il vantaggio. Doccia fredda per i Crociati che, dopo un segnale di reazione con un tiro di Vazquez respinto dalla difesa umbra non senza affanno, capitombola nuovamente all’11’: il gol del raddoppio rispecchia tutti i problemi del Parma, una squadra che fatica a trovare un equilibrio. Sabato in campo, nell’undici iniziale, c’erano contemporaneamente Vazquez, Man, Bernabè, Simy e Benedyczak: questa squadra ha la forza per supportare tutti questi giocatori offensivi? Nello

Sul secondo gol si vede il mancato marcamento sul play avversario. Vazquez è troppo lontano, non c’è nessuno sul trequartista avversario, in zona centrale: il Parma è in inferiorità numerica, Donnarumma Pettinari e Partipilo contro Danilo e Delprato, Cobbaut è scalato in fascia su Agazzi, mezzala destra che si è aperta, manca la copertura di un centrocampista centrale…

stesso tempo, tuttavia, il Parma, tenendo una punta più Vazquez, un quinto più offensivo rispetto ad un altro e un Bernabè da mezzala in un ipotetico 3-5-1-1, attuando un baricentro più basso, avrebbe la forza per potersi rendere comunque pericoloso? E poi: dopo l’arrivo nel mercato di riparazione di tanti attaccanti, ha senso giocare con una punta in meno? Tutte queste domande, credo, se le possa porre anche il tecnico Iachini, la cui unica responsabilità che può prendersi è quella di pensare che questa squadra possa supportare Vazquez più due punte di ruolo. Torniamo un passo indietro: come detto in precedenza, il secondo gol preso risalta tutti gli attuali difetti dei gialloblù: Vazquez dovrebbe prendere in consegna Proietti (play avversario), ma si disinteressa, Man si alza su Defendi (esterno basso), Agazzi (mezzala destra) si allarga e viene preso in consegna da Cobbaut (braccetto di sinistra, sul trequarti avversario dovrebbe scalare a ritroso un centrocampista uno tra Bernabè/Juric, anche se sulla carta dovrebbe spettare al centrocampista centrale opposto alla palla, prendere in consegna il trequartista avversario. Nell’azione in questione Juric e Vazquez non prendono in consegna nessuno, i due mediani sono piatti e Partipilo è dietro la linea dei centrocampisti completamente libero: il lancio di Proietti è per Donnarumma, marcato stretto da Danilo, il centravanti umbro scarica per Agazzi che fa viaggiare il terzo uomo Partipilo, Cobbaut avverte il pericolo e scappa a ritroso lasciando la marcatura di Agazzi, il trequartista umbro si infila nella prateria centrale, nello spazio tra Danilo e Delprato, e dopo aver saltato Colombi (discutibile la sua uscita) mette dentro lo 0-2. La partita di Sabato ha messo a nudo i difetti della fase di non possesso, soprattutto quando sono presenti tanti giocatori offensivi contemporaneamente in campo: poca pressione sul portatore di palla, difficoltà nella gestione del trequartista avversario, mediani in linea e non scaglionati, la poca partecipazione dei tre giocatori offensivi, l’incapacità di gestire l’1>1 nelle transizioni e in spazi ampi. Il Parma, dopo lo 0-2, ha reagito e fino alla fine della prima frazione ha attuato anche buone trame di gioco, meritando anche il vantaggio, sfruttando le corsie esterne, con Man sugli scudi e mettendo a nudo i difetti del 4-3-1-2 avversario: l’ampiezza. Inspiegabile, però, l’atteggiamento del primo quarto d’ora della ripresa quando il Parma è sparito dal campo e, dopo essere stato graziato in più di una circostanza, è salvato da Simone Colombi, autore, nella ripresa, di due buoni interventi, che capitombola al 60′ per il 2-3 che sarà anche il risultato finale del match. Non è bastato l’ingresso di Felix Correia al posto di Rispoli: alzando ancora di più il baricentro, gli umbri faticano ad uscire dalla loro metà campo, Iannarilli è autore di una splendida parata su Man, il migliore dei suoi, il Parma meriterebbe almeno il pari, ma nonostante le tante conclusioni effettuate, i ducali hanno pagato a caro prezzo la pigrizia in fase di non possesso e la non perfetta contrapposizione al sistema di gioco degli avversari quando questi erano in fase di possesso. Gli errori individuali poi hanno fatto il resto, una gara che certifica le difficoltà di una squadra che non sembra riuscire a trovare l’equilibrio in entrambe le fasi di gioco, dove qualsiasi cosa si provi, la coperta risulta sempre essere troppa corta da una parte, questo rende difficoltoso l’operato del mister, che è comunque chiamato a risollevare e a trovare una soluzione, perché come si sa il mestiere dell’allenatore è molto difficoltoso ma.anche molto affascinante, forza mister forza Parma. Patrick Fava

Patrick Fava

Patrick Fava, 37 anni, di professione impiegato ed allenatore di calcio (UEFA B) come hobby, attualmente è in forza al Fiorano (Campionato di Promozione Girone C. Appassionato di match-analysis e di tattica calcistica è sempre pronto a studiare i principi di gioco dei grandi allenatori italiani ed europei, ma soprattutto è un grande tifoso del Parma

5 pensieri riguardo “TATTICA-MENTE, di Patrick Fava / COPERTA TROPPO CORTA (DA UNA PARTE E DALL’ALTRA…)

  • Da quello che ho capito da questo articolo, si nota benissimo come manchi completamente il centrocampo. Grazie Ribalta!

  • Simone T.

    Mamma mia… quanti giri di parole per dire che siamo senza centrocampo. Mi è venuto il fiatone a leggere tutto l’articolo

  • Si capisce che Iachini non ci ha capito niente dall’inizio e non ci capisce niente oggi. Ci ha riempito la testa con le sue promozioni in serie A, senza ricordarsi che dopo le promozioni negli ultimi 6 anni è stato esonerato 5 volte, ( 2 volte dal Palermo, dall’Udinese, dall’Empoli e dalla Fiorentina), la sua media punti in 7 anni ad oggi è di 1,2 punti a partita, non certo una media da promozione. Basta vedere come giocava la Fiorentina lo scorso anno, nonostante avesse fior di giocatori.
    La società ha sbagliato nel costruire la squadra ed ha sbagliato nuovamente prendendo questo tecnico, una volta deciso di esonerare Maresca si doveva prendere un tecnico, magari meno integralista, ma che potesse portare avanti un gioco adatto ai giocatori in rosa e rinforzare la squadra a gennaio con calciatori in grado colmare le evidenti lacune della rosa stessa, non ripetere lo stesso errore dello scorso anno prendendo D’Aversa dopo Liverani.
    Purtroppo il nostro problema è nel “manico”, ad oggi non si sa chi prende veramente le decisioni

  • Il Vate della Daunia

    Articolo molto interessante. Complimenti all’autore

  • Dott. Diti'nculo

    Complimenti per la disamina

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