sabato, Giugno 15, 2024
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TATTICA-MENTE, di Patrick Fava / COSA FUNZIONA E COSA C’E’ DA MIGLIORARE

(Patrick Fava) – Dopo Benevento-Parma 0-0, cosa funziona e cosa c’è da migliorare? Il Parma raccoglie un punticino dalla trasferta del Vigorito, una partita nella quale i ducali hanno dato qualche segnale di risveglio sotto il profilo della consapevolezza dei propri mezzi, soprattutto dopo l’arrivo dei nuovi acquisti Pandev e Simy, ma la strada verso le zone alte della classifica è ancora molto lontana e per amalgamare i nuovi acquisti ci vorrà un po’ di pazienza. Acquistare giocatori dalla massima serie non da comunque garanzie di ottenere risultati nell’immediato. La gara contro i sanniti ci ha fatto capire che i gialloblù, ancora una volta, devono migliorare sotto il profilo della costruzione dal basso, dell’occupazione degli spazi e nella manipolazione degli avversari: quando si è in fase di costruzione alta, i tre difensori centrali devono migliorare nell’attirare la pressione degli avversari, assumendosi la responsabilità di condurre palla in avanti quando c’è la possibilità; vanno migliorati i raccordi, la capacità di utilizzare il terzo uomo in costruzione: così facendo i gialloblù riuscirebbero a trovare l’uomo libero dietro le linee di pressione con più facilità. Molto spesso, invece, cercano la costruzione diretta, dando la sensazione che l’acquisto di Simy, sia stato pensato proprio per rinunciare alla costruzione elaborata e ai principi del gioco posizionale, cercando di risalire il campo più velocemente, affidandosi ad un centravanti forte fisicamente in grado di fare salire la squadra. Il centravanti di proprietà del Crotone, tuttavia, non ha mai spiccato in questo fondamentale, nonostante le sue doti fisiche direbbero tutt’altro: trattandosi di un giocatore abile in area di rigore, sembra non arrivarci mai, dando a volte la sensazione di essere al limite, a volte scoordinato, ma molto efficace, caratteristica fondamentale per un attaccante. La partita di sabato ha confermato le difficoltà nella costruzione della manovra sia partendo dal basso e anche nella costruzione diretta: gli attaccanti hanno fatto fatica a fare salire la squadra e i centrocampisti hanno faticato nella cattura delle seconde palle. Il Parma schieratosi con il 3-4-1-2 con Vazquez avanzato sulla trequarti, probabilmente anche per marcare più da vicino il play basso Caló, ha lasciato inizialmente liberi da opposizione gli esterni bassi avversari, schieratisi con il 4-3-3. I Crociati hanno sofferto specie nella parte centrale della ripresa quando i giallorossi hanno sfiorato in più di una circostanza il vantaggio, complice la difficoltà nelle scalate in zona esterna, con sincronismi tra quinti e braccetti non sempre avvenuti nei tempi corretti. I padroni di casa, poi, sono stati abili anche a sfruttare la superiorità numerica laterale con le mezzali pronte ad aprirsi, mettendo in difficoltà i Crociati, posti continuamente a dubbi su chi andare a contrapporsi. In particolare i Crociati sono andati in difficoltà dopo i cambi dove Coulibaly e Oosterwolde, hanno denotato qualche difficoltà: se per il secondo s’intravedono delle qualità fisiche importanti ed è giusto lasciargli un po’ di tempo di ambientamento al nostro campionato, per il primo era lecito aspettarsi qualcosa di più: alcune sue disattenzioni, sia a livello tattico che tecnico, potevano costare davvero caro ai gialloblù, salvati anche dall’imprecisione al momento della conclusione da parte di Improta e compagni. C’è anche da sottolineare, però, anche il miglioramento nelle fasi di intercetto e transizione positiva dalle quali i gialloblù hanno ricavato alcune occasioni potenziali non adeguatamente sfruttate. Segnali, comunque, positivi che lasciano intravedere un po’ di luce, dopo un periodo abbastanza negativo sotto il profilo della capacità di reazione da una fase di gioco all’altra, sintomo anche di una condizione fisica che piano piano sta crescendo; non ci resta che essere ottimisti, augurandoci che i nuovi acquisti possano incidere sempre più, in un’annata tribolata, ma ancora rimediabile, Forza Gialloblù. Patrick Fava

Patrick Fava

Patrick Fava, 37 anni, di professione impiegato ed allenatore di calcio (UEFA B) come hobby, attualmente è in forza al Fiorano (Campionato di Promozione Girone C. Appassionato di match-analysis e di tattica calcistica è sempre pronto a studiare i principi di gioco dei grandi allenatori italiani ed europei, ma soprattutto è un grande tifoso del Parma

2 pensieri riguardo “TATTICA-MENTE, di Patrick Fava / COSA FUNZIONA E COSA C’E’ DA MIGLIORARE

  • disilluso

    Rispoli, Costa, Sohm, Juric, Cobbaut, Koulibaly e l’olandese volante…..una filiera di scarsità tecnica ormai conclamata.

    Quale tattica o schema o modulo potrà mai supplire tanta insufficienza pedatoria…penso nessuna, bella analisi comunque ma per quanto mi riguarda il gioco del Parma é semplicemente un ben triste spettacolo direi per taluni aspetti (vedi sopra) amatoriale, con qualche pennellata di classe dei soliti noti (Vasquez in primis).

    forza parma

  • Siamo a febbraio e in questo mese giochiamo ogni tre giorni. Direi che i margini di miglioramento sono se non finiti, strettissimi. Ci serve solo una botta di culo.

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