CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / CAMBIARE NIENTE PER CAMBIARE TUTTO

(Gianni Barone) – Come sono lontani, ahinoi, i tempi in cui qualcuno scriveva  «Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi», stabilendo un vero punto fermo della nostra narrativa del Novecento. Lontani poiché ora ciò che nel «Gattopardo» di Tomasi di Lampedusa il protagonista Principe Fabrizio di Salina (col volto di Burt Lancaster nella riduzione cinematografica di Luchino Visconti), affermava con forza, all’indomani dell’impresa dei Mille di Garibaldi, nel nostro ambiente calcistico, sia locale che nazionale, viene letteralmente sovvertito e rivoluzionato. Voi direte cosa c’entra col calcio tutto questo? Forse poco o forse molto chissà? Però, se analizziamo la situazione paradossale sia del Parma che della Nazionale, la frase iniziale potrebbe essere ribaltata nella forma e in ciò in cui si sostanzia assumendo tale impostazione: Cambiare niente, per cambiare tutto. Nel senso che se si vogliono cambiare i risultati, negativi sia per i Crociati che per gli azzurri, accomunati, nelle rispettive Waterloo (leggi mancata promozione in A e fallita qualificazione ai Mondiali 2022), occorre cambiare niente, in fatto di uomini al comando della dirigenza e alla guida tecnica, cosa decisamente inusuale nel mondo del calcio ad ogni livello. Quindi nessun cambio sembra previsto: Krause e Iachini ancora in sella al pari del duo Gravina/Mancini a cui nessuno pare, voglia imputare colpe in merito alle rispettive «debacle» rimediate. Per il futuro non cambieranno i protagonisti, o almeno pare sia così. Per la prima volta al mondo le cose cambiano, per cambiare i risultati, ma i «perdenti di successo», del momento restano saldamente al loro posto. Incredibile, ma vero. Che sia cambiato veramente il trend? Che si sia, veramente, acquisita quella mentalità giusta in un mondo, quello del pallone, solitamente immaturo per definizione? Ma qualche dubbio permane, anche se ci piace credere che, finalmente, questa nuova consapevolezza potrebbe farci migliorare e crescere tutti. In mezzo a tutti questi discorsi, però se per la Nazionale, il destino stagionale, pare segnato, per il Parma, nel suo vaso di Pandora, da cui sono usciti tutti i mali e vizi possibili immaginabili, è rimasta solo la speranza. Che se non è quella tipica dei malvestiti che sperano in un buon inverno, poco ci manca. Speranza di vincere quasi tutte le sette partite rimaste, per raggiungere e superare chi al momento (Ascoli), ha dieci punti in più in classifica. Impresa (a suo tempo plaatonicamente centrata da Donadoni, quando non serviva a un tubo, ma record rimasto negli annali) molto vicina al miracolo sportivo, che si dovrebbe compiere da qui ad un mese o poco più. Quanti, anche tra i giocatori, ci credono ancora veramente? E anche fra chi il prossimo anno ci sarà, presidente e allenatore compresi, quanto, nella loro testa, sia credibile questo eccesso di speranza? Che non si tratti solo di «onor di firma», o poco più? Quindi cosa resta, oltre all’orgoglio ferito da dimenticare in fretta? Anche se i tifosi, credono, sperano, pensano, che per cambiare tutto veramente qualcuno potrebbe anche saltare. «In fondo è bello, però, è il mio paese e io ci sto», dice Mancini proprio come cantava, quarant’anni fa il grande Rino Gaetano, e noi aggiungiamo «il mondo è bello però, fateci divertire ancora un po’». Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

8 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / CAMBIARE NIENTE PER CAMBIARE TUTTO

  • 29 Marzo 2022 in 14:00
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    e’ preoccupante i dati che sono usciti Il parma paga 10 ml gli agenti !!! più della metà del complessivo della serie B !! chi vince il campionato brescia lecce poco più di 1 ml !!! Meditate meditate ……. fossi nel presidente un indagine la farei oltre naturalmente mandare via a calci non nel nul culo ma negli zibidei il responsabile dell area tecnica !!! che cosa aspetta ad allontanarlo ? addirittura spendiamo come le squadre che giocano in champion per i procuratori solo un milione in meno dell atalanta roba da matti siamo al 5 posto a livello nazionale dietro le grandi ma siamo in B al 13 posto ! ma krause non si fa delle domande ? ma signori svegliatevi quanto può resistere l americano ! stanno distruggendo il calcio a parma di positivo mi sentirò una bella telecronaca di barone lentigione vs parma

    • 30 Marzo 2022 in 12:14
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      Ribalta non sapeva come andare in A?

      • 30 Marzo 2022 in 12:31
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        No, ma sapeva come andare in c

      • 30 Marzo 2022 in 19:16
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        Ribalta ha speso per i procuratori, quanto ha speso il Monza, circa 3 milioni, il resto sono ereditati dalla serie A ed in parte ancora della vecchia gestione ( vedi Grassi, Sepe, Inglese eccc.), anche se il Monza, guardando i risultati ha speso sicuramente meglio

      • 31 Marzo 2022 in 20:44
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        I dati usciti testimoniano le pazzie di faggiano con riscatti fuori mercato con conseguente fuga di nuovo inizio

    • 30 Marzo 2022 in 16:31
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      Dati economici spaventosi che vanno sommati alla cifra mostruosa sul pagamento degli stipendi ai calciatori del Parma Calcio in serie B.
      Dati che creano imbarazzo se confrontati con i risultati sportivi scadenti di queste ultime stagioni, ma che dovrebbero suonare anche come forte campanello di allarme sulla stabilità finanziaria futura di questo club.

      – Un bilancio così drammaticamente in passivo, come potrà essere sostenuto da un club che naviga nella bassa serie B e che non possiede i numeri di tifosi e di fatturato di un grande club europeo?
      – Fino a che punto la proprietà potrà espandere i suoi aumenti di capitale a fondo perduto?
      – Un club con un bilancio che presenta queste passività, può aggiungere un ulteriore investimento per lo stadio di oltre 80 mln di euro?

      Queste sono domande serie sulle quali la stampa parmigiana dovrebbe interrogare il presidente Krause, perché ne va del futuro del Parma Calcio.

      • 30 Marzo 2022 in 23:07
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        ha centrato il problema markness fino a quando potra ‘ o meglio vorra’ !! sostenere la voragine krause ma veramente siamo cosi ingenui da pensare che possa andare in eterno a mettere decine di milioni all ‘anno per tappare le perdite ?

  • 29 Marzo 2022 in 17:40
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    Iachini una stagione completa se la merita in B, dato che non bastavano pochi mesi per resuscitare una squadra letteralmente morta. Mancini invece non ha semplicemente alternative al momento.

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