IL COLUMNIST di Luca Russo / NESSUNO VOLEVA PRENDERSI LA RESPONSABILITA’ DI BATTERE UN RIGORE COSI’ PESANTE

(Luca Russo) – Coi se e coi ma ci si fa ben poco nel calcio. Ieri sera, però, uscendo dal Tardini il pensiero non poteva che correre agli ultimi tre pareggi consecutivi collezionati dal Parma. Dall’1-1 di Monza a quello strappato meno di ventiquattro ore fa al Cittadella, passando per il punto raccolto, sempre in casa, contro la Reggina, gli uomini di Iachini hanno gettato via le residue speranze di prendere al volo il treno che porta ai playoff e che quindi regala una possibilità, sia pure minima, di poter sognare ancora la promozione in massima serie. Sappiamo tutti come è invece andata e quale sia la classifica che ne è venuta fuori: l’ottavo posto dista otto lunghezze e di giornate da disputare ne mancano appena nove. Eppure, riavvolgendo il nastro degli ultimi 270 minuti non si può non nutrire qualche rammarico. E con “qualche” ci siamo tenuti stretti. Col Monza i tre punti ce li avevamo in mano e ci siamo fatti riprendere, lo stesso è accaduto con la Reggina, mentre ieri dopo aver rimontato lo svantaggio abbiamo avuto dal dischetto l’occasione ghiottissima di portare a casa una gara che fin lì forse non si meritava nemmeno di pareggiare. Tre gare praticamente vinte che alla fine per una ragione o l’altra ci siamo fatti scappare di mano. Con nove punti, invece dei tre effettivamente conquistati, ora il Parma sarebbe a quota 41, ovvero in piena corsa per i playoff e ad una distanza molto più contenuta dalle posizioni di vertice. Tutta un’altra storia e tutto un altro campionato, assai diverso da quello cui stiamo assistendo e che in troppe circostanze ci ha offerto prove bene al di sotto della sufficienza come lo è stata la prestazione col Cittadella. Una performance che sintetizza alla perfezione la stagione al momento fallimentare dei gialloblu. Due immagini raccontano abilmente cosa siano stati i Ducali finora. La prima è la ciabattata con la quale Simy nel primo tempo a due passi due dalla porta avversaria ha cestinato la palla deliziosa che gli è stata recapitata da Vazquez, ieri ancora una volta in modalità fantasia al potere. La seconda è l’alternarsi di candidati al tiro in occasione del rigore assegnato nei minuti di recupero: prima Vazquez, poi Danilo e Pandev, infine Brunetta e dopo la traversa sulla quale si sono infranti il pallone calciato dall’argentino e, definitivamente, il progetto di ritornare immediatamente in massima serie elaborato dal club. Dalla curva si è avuta l’impressione che nessuno volesse prendersi la responsabilità di battere un penalty così pesante. Iachini a fine partita ci ha rassicurati: “I rigoristi sono tre, Vazquez, Brunetta e Pandev. Goran tornava da un mese, ha fatto ieri il primo allenamento con la squadra e può darsi che non se la sentisse. Hanno parlato in campo, Vazquez lo ha lasciato a Brunetta, era molto stanco e ha preferito fare calciare uno che tra l’altro in allenamento non lo sbaglia mai”. Non vogliamo sostituirci all’allenatore, mestiere che non ci compete non avendone conoscenze, competenze e titoli, ma non è sufficiente che ci siano genericamente dei rigoristi, deve esserci una gerarchia tra quelli designati e il primo di questo elenco si presenta sul dischetto anche se è stanco, anche se ha appena preso una botta alla caviglia o un colpo al ginocchio e anche se “hanno parlato in campo”. Dubitiamo che il primo rigorista fosse Brunetta e le titubanze tra le quali si è deciso di affidarsi a lui dimostrano quali e quante fossero le incertezze di chi lo precede in lista. Due immagini, queste, che dimostrano e confermano come il Parma quest’anno di possibilità per diventare grande ne abbia avute, gli è però sempre mancato il classico centesimo per arrivare all’euro. Una volta la tecnica indispensabile per convertire in gol il gioco espresso e le occasioni create, l’altra la fermezza, la lucidità e la concentrazione che si richiedono a chi vuole competere per le prime posizioni. Ma l’aspetto che più degli altri desta perplessità è l’incapacità del Parma di cambiare passo, di cambiare musica, di dare battaglia e lanciarsi all’assalto, più o meno garibaldino, dell’area avversaria. Avete mai visto, durante il campionato in corso, Vazquez e compagni produrre il cosiddetto forcing alla ricerca di un gol o l’arrembaggio per ribaltare l’andamento di un incontro? Non credo. Che si debba difendere il vantaggio, evitare la sconfitta o semplicemente salvare la faccia, i gialloblu giocano sempre alla stessa (bassa) velocità, come se non ci fosse differenza alcuna tra l’essere avanti di una sola rete e lo stare sotto di una lunghezza a venti minuti dal triplice fischio. E così invece di trascinare i propri tifosi, il Parma spesso finisce col trascinarsi zavorrato dai suoi stessi limiti, da un bagaglio di idee poco e male assortito e dalla scarsa volontà di ribellarsi al corso degli eventi quando gli eventi non gli sorridono. Col Cittadella si è rivisto di nuovo il Parma monotono, piatto e indifferente allo sviluppo del match che abbiamo appena descritto. Da qui a Maggio non si pretende che i Crociati facciano l’impresa quasi impossibile di acciuffare i playoff, si chiede solamente di vedere una squadra disposta a lottare. Innanzitutto per sé stessa, per amor proprio. E poi per i suoi tifosi. Luca Russo

8 pensieri riguardo “IL COLUMNIST di Luca Russo / NESSUNO VOLEVA PRENDERSI LA RESPONSABILITA’ DI BATTERE UN RIGORE COSI’ PESANTE

  • 12 Marzo 2022 in 12:27
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    La poca convinzione la si è vista in tutte le partite. Trovare alibi o scusanti che 90′ sono pochi è da giocatori di poco spessore, se in campo non rendi in 90′ cosa ti cambia averne 1 o 5 in più?
    Se in tutta la stagione hai avuto un solo rigore non domandarti perché… domandati come mai lo hai sprecato?
    Non hai rigorosi esperti?
    Non hai neppure una squadra all’altezza di lottare per raggiungere un obbiettivo…
    Hai mai avuto il progetto di risalita????
    A vedere la pochezza dei fatti è palese che il nulla regna sovrano e oscura i pochi flash di luce proposte dai singoli.

  • 12 Marzo 2022 in 14:10
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    Fiato sprecato caro Russo. Finiremo esattamente dove siamo ora tra vittorie contro squadre più scarse, pareggini qua e là e sonore sconfitte.

  • 12 Marzo 2022 in 14:27
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    “Però la classifica va guardata in primavera” come ci avete sempre detto da agosto in avanti. Quindi dobbiamo aspettare 10 giorni io oggi non so nemmeno se siamo primi o ultimi.

  • 12 Marzo 2022 in 18:53
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    Coraggio. L’Alessandria ha perso e siamo a + 10 dai play out. È un punto d’oro.
    Dobbiamo essere felici.
    Certo… con il Vicenza è uno scontro salvezza e siamo senza Vazquez… sarà dura uscire imbattuti.
    Ps. Io vi parlo del mondo reale, voi continuate pure a parlare di quel che accade su Saturno.

    • 12 Marzo 2022 in 19:42
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      Meno male che in fondo perdono, ci dobbiamo consolare così

  • 12 Marzo 2022 in 19:21
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    La scarsa qualità complessive (tecnica, agonistica, psicologica, atletica etc.) la si è vista sin dalle prime prove (ricordate ad esempio Lecce – Parma ?) e si manterrà sino alla fine del campionato.
    Diversi elementi, diciamolo francamente, sono impresentabili in serie B e zavorrano in modo pesante le prestazioni, condivido: pensiamo a salvarci con tranquillità e per quest’anno rassegnamoci, lo dico da mesi e non da oggi.
    Piuttosto chi gestirà la prossima campagna estiva? Spenderanno ancora centinaia di miliardi delle vecchie lire per la legione straniera di prospetti esotici, superpagati e superbrocchi? Sarà servita la ennesima lezione o persevereranno con ostinazione a sbagliare, confido che faremo bene….auto da fè
    Forza Parma.

    • 12 Marzo 2022 in 22:19
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      Molti calciatori non sono all’altezza ( e il livello in B è bassissimo) e troppi sono sempre infortunati.
      Bernabe’ ha preso il posto di schiattarella e lo abbiamo dimenticato ma qualcuno sa cos’abbia? Cassata, costa, inglese, valenti , colombi sempre e solo infortunati, oosterwolde, Coulibaly, Traoré, zagaritis, dierckx, balogh meteore, Brunetta, Osorio, danilo, simy grami a livelli siderali, altri giocatori non pervenuti. Ieri hai cambiato la partita con Pandev e sits ma sits è un 2004 che con tutto il rispetto, non avrebbe dovuto giocare. Come lui circati, Bonny, turk. Abbiamo 35 calciatori, ancora dei fuori rosa a libro paga e vari calciatori in prestito. Non si può lasciare a quei due mong… la gestione della prossima stagione.

      • 14 Marzo 2022 in 22:15
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        Però Krause sarà contentissimo ogni volta che gioca un primavera : più giovane è l’esordiente, più prospettiva può avere

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