IN RICORDO DI MIO FRATELLO MASSIMO, di Gabriele Majo

(Gmajo) – Finalmente riesco a ritagliarmi qualche attimo per ricordare, in questo spazio, mio fratello, Massimo Maio. Sì, con la “i” normale nel cognome perché la “j” è un mio vezzo artistico, dal momento che all’anagrafe siamo entrambi “Maio”. Fratelli diversi, per certi versi, perché lui era tutto quello che non sono io. Non contrari, ma complementari. Appena – io, etereo – avevo bisogno di qualcosa di pratico, ecco che ricorrevo a lui, non a caso ingegnere, anche se magari c’era bisogna di qualcosa di più semplice da risolvere che non necessitasse un percorso di studi così impegnativo come il suo. E lui accorreva sempre a risolvermi i problemi, e mo’ dovrò arrangiarmi… a meno che non si mettano una mano sul cuore i nipoti Pietro e Chiara a dare una mano a quello zio un po’ così… Che magari non si vede dal vivo troppo, ma che almeno col pensiero (che è più comodo…) c’è. Morire a 60 anni neanche compiuti è una ingiustizia bestiale, che ci sarebbe da far causa all’Organizzatore del gioco, a volte sadico, sovente pessimo, che si chiama vita, con disegni imperscrutabili su quello che è il nostro percorso di – mi si scusi per il plagio di cui usufruisco di sovente – discese ardite e di risalite. Ma, tolto quest’ultimo anno, penso che Massimo, nell’esiguo tempo che ha avuto a disposizione, abbia vissuto una vita bella, invidiabile, per lo meno per quelli che sono i valori che abbiamo ereditato dai nostri genitori e che a nostra volta abbiamo cercato di riproporre al prossimo. Massimo ha saputo costruirsi una bella famiglia, scegliendo come moglie Cristina che ha saputo accompagnarlo sempre nel modo migliore non solo nelle gioie, ma anche (e soprattutto) nei dolori, quando è più semplice scappare o nascondersi. Invece lei si è dedicata a lui con amorevoli cure in questi 12 mesi di calvario ed era pronta ad affrontarne ancora, pur di avere il suo Massimo ancora lì. “Anche così” (virgoletto, perché sono parole sue), come era ultimamente, immobilizzato su una poltrona attrezzata dove, con gli occhi, continuava a seguire tutto, dispensando poche parole, ma sempre profonde e mai di lamento, pur con quel male dentro. Serenità. Massimo è sempre rimasto sereno, che, se fosse toccato a me, invece, probabilmente avrei reagito in maniera più “spettacolare”. Massimo ha saputo scegliersi, nel bacino della Parrocchia di Maria Immacolata (chiesa nella quale questa sera, Venerdì 25 Marzo 2022, alle ore 21, si terrà il Rosario, mentre l’esequie, avverranno domani, Sabato 26 Marzo 2022, circa alle ore 11.15, dopo la partenza dall’Ospedale Maggiore di Parma alle 11) anche tutta una serie di affiatati amici saputisi naturalmente alternare quasi fosse una “comune” per non lasciarlo mai solo, dando così ulteriore carburante a Cristina per tirare avanti, scusatemi la deformazione professionale, una partita così difficile. Top player anche Enrico Tateo, medico del Pronto Soccorso di Parma, che il pronto soccorso lo ha fatto costantemente in tutto questo anno a casa Maio, stando vicino a Massimo più che suo fratello (io). Proprio Enrico, guardandolo in faccia e vedendo il labbro (impercettibilmente per chiunque, ma non per lui) non naturale, aveva scoperto che qualcosa non andava. Poi la botta di scoprire cosa effettivamente non andava, botta che lo ha fatto letteralmente sprofondare sulla sedia. Massimo era consapevole di tutto, anche che era stato nel frattempo fatto partire il cronometro con il conto alla rovescia, e l’epilogo, con una precisione cronometrica, è arrivato appunto ieri, lasciando in tutti noi il vuoto più profondo. Ricordo ancora la telefonata di Massimo per comunicarmi la diagnosi precisa, e appunto la severa prognosi: avevo appena finito di filmare una partita delle Giovanili del Parma, un derby con la Reggiana al campetto sportivo “Bellarosa” di Calerno: se fosse stato possibile glielo avrei estirpato io con le tenaglie quello sgradito ospite. Purtroppo, però, non era possibile né per le mie meccaniche brusche maniere, né tanto meno per la scienza che subito ha alzato le mani di fronte alla posizione occupata. Io non ci stavo: dentro la mia testa c’era il lieto fine, come per Filippo di “Un posto al Sole”, ma la vita non è una fiction, per cui il ragionamento “Se Enrico si è accorto di questa cosa, vuol dire che c’è modo di risolverla” valeva solo per me, ma non per l’Organizzatore, nonostante Massimo, a quell’Organizzatore fosse particolarmente devoto. L’ultimo pranzo esterno con mio fratello, a Maggio dell’anno scorso, fu al Circolo Toscanini (foto in apertura) e ci trovammo assieme al Presidente del Centro Coordinamento Parma Clubs Angelo Manfredini (che ringrazio come tutti gli associati per le condoglianze, così come dico grazie a tutti – e sono davvero tanti, e questo mi conforta – coloro che hanno esternato a me e ai famigliari il proprio sentimento di compartecipazione al dolore): in quella occasione parlammo, magari, di tribolazioni sportive, distraendoci dalle altre tribolazioni da poco iniziate. Durante le mie visite a Massimo frequentemente ricordavamo i tempi (lontani) della nostra gioventù: dei leit motiv, magari ripetitivi, con un nostro slang, e frequenti riferimenti a letture di fumetti di allora, o a episodi simpatici come quando, da piccola associazione a delinquere, in Piazza Lubiana ci inventavamo regole inesistenti per vincere a figurine, l’un chiamando l’altro come giudice nelle dispute con gli ignari avversari, facendo finta di non conoscerci. Minuscole licenze giocose, in una vita specchiata di valori. Ricordavo prima la vicinanza a Massimo della famiglia e degli amici nella malattia: penso che abbia saputo seminare bene e nel momento del bisogno ha raccolto. E questa resta una grande lezione di vita oltre che una consolazione. Massimo continua a vivere in chi lo ama. Gabriele Majo

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

23 pensieri riguardo “IN RICORDO DI MIO FRATELLO MASSIMO, di Gabriele Majo

  • 25 Marzo 2022 in 17:20
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    Condoglianze direttore e un’ abbraccio per questa sua grave perdita

  • 25 Marzo 2022 in 18:05
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    Condoglianze

  • 25 Marzo 2022 in 18:55
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    …hai scritto parole belle e nelle quali ritrovo Massimo…il caro, carissimo Mammo
    Mi mancherà tanto, tantissimo e non accetterò mai questa cosa…Massimo vive in me e nei Suoi amici

  • 25 Marzo 2022 in 19:20
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    Condoglianze

  • 25 Marzo 2022 in 21:18
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    Condoglianze Gabriele

  • 26 Marzo 2022 in 08:56
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    Le mie Condoglianze Direttore

  • 26 Marzo 2022 in 09:14
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    Sentite condoglianze direttore 🙁

  • 26 Marzo 2022 in 09:54
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    Ciao Gabriele, mi permetto di darti del tu perché così facevamo in Cortile dai salesiani.
    Ho saputo di Massimo, mio coetaneo della sezione A, mi sono tornate tutti i suoi sorrisi di ragazzo per bene con un qualcosa in più della norma e come tale l’ho incontrato nuovamente in ufficio a Sorbolo dopo tanti anni . Dirti che mi dispiace vale poco ma dirti che abbia lasciato un bel ricordo penso abbia più valore. Un abbraccio. Lino

  • 26 Marzo 2022 in 11:33
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    Condoglianze direttore.

      • 26 Marzo 2022 in 21:44
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        Ringrazio di cuore tutti i lettori di StadioTardini che mi hanno espresso condoglianze in questo spazio o attraverso comunicazioni personali. E’ di sollievo sapere di avere persone vicine in momenti come questi. Grazie anche a chi ha letto ed apprezzato il mio ricordo di Massimo che, tra l’altro, quando eravamo bambini aveva fondato “L’Eco del Quartiere”, di fatto favorendo quella che sarebbe stata la mia vita, visto che per scrivere un reportage sul giornalino rionale sulla nascita di Radio Parma, nel lontano 1975, conobbi il direttore Carlo Drapkind che a solo 11 anni mi ingaggiò nello staff. Persone che non ho più, purtroppo, fisicamente qui accanto a me, ma che continueranno a guidarmi nel percorso che mi resterà ancora da compiere. Un forte abbraccio e grazie a tutti. Gabriele Majo

  • 26 Marzo 2022 in 13:31
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    Condoglianze
    🙏🙏🙏🙏🙏🙏

  • 26 Marzo 2022 in 14:11
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    Condoglianze, direttore

  • 26 Marzo 2022 in 15:19
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    Sentite condoglianze

  • 26 Marzo 2022 in 17:04
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    Condoglianze direttore

  • 26 Marzo 2022 in 17:43
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    Sentite consiglianze Direttore, a te ed alla famiglia tutta del compianto Massimo.

    • 27 Marzo 2022 in 14:20
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      sentite condoglianze

  • 27 Marzo 2022 in 16:03
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    Caro Gabriele sono sinceramente dispiaciuta non è giusto perdere un fratello perché si dovrebbe invecchiare insieme ma così è la vita un fortissimo abbraccio e condoglianze alla famiglia Valeria Bonazzi

    • 2 Aprile 2022 in 13:54
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      Nel ringraziare di cuore Valeria, Crociata doc, unisco anche tutti gli altri che nel frattempo mi sono stati vicini nel dolore sia postando qui un messaggio di vicinanza, sia di persone. È bello sentire calore vicino. Dunque grazie di cuore

  • 28 Marzo 2022 in 10:25
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    Condoglianze sincere anche da parte mia.

  • 31 Marzo 2022 in 07:42
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    Caro Gabriele, da tempo non guardavo stadiotardini.it – mi ero copiato qualche video, qualche mese fa -, neanche sapevo avessi un fratello, sai quanto io stia male, da anni, per tutte le vicende di cui racconto. Ti sono vicino, con mia moglie Silvia, come ho fatto con Calisto Tanzi – ma lì avevo un forte interesse giornalistico -, avrei provato a venire al funerale, dopo avere disertato quello di tua madre. La mattina come sai per me è terribile. Al decennale di stadiotardini.it forse ti fece raccontare da un tuo ex compagno di classe, davvero è una sorpresa scoprire che avessi un fratello. Va beh, passato qualche giorno spero di strapparti un sorriso, via. Ricordo quanto mi disse il professor Leonardo Alloro, alla scomparsa di mio padre: “I primi giorni con i parenti, gli amici si resiste, al dolore, la mancanza si avverte di più nel tempo, la famosa elaborazione del dolore”. Ma insomma hai la compagna, la società, la tifoseria ad alleviarti il pensiero. Un grande abbraccio, di cuore. Idealmente anche da tutte le persone di Reggio che ti conoscono.

  • 31 Marzo 2022 in 07:57
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    Condoglianze Direttore

  • 2 Aprile 2022 in 00:40
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    Ho letto solo stasera, un abbraccio

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