CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone – PAERMA VOLADORA

(Gianni Barone) – Quando ho visto Bernabé – che d’ora in poi verrà definito in altro modo, che so campioncino, fuoriclassino, talentino, (tutti in diminutivo stante la categoria in cui milita) – saltare come birilli, in dribbling, avversari, fintare e battere a rete, per due volte nella stessa partita, ho pensato di non aver capito. Cosa? Direte, voi. Non ho capito come un giocatore del genere, giovane, dal passato recente già travagliato, possa essere capace di tanto, dopo che in lui pochi avevano creduto, forse solo uno che adesso non è più l’allenatore in carica, a cui bisognerebbe riconoscere il merito di averlo voluto con sé, e di averlo regalato (metaforicamente) al Parma. Ma come può essere possibile tutto ciò? Ma per quale assurdo accidente si è potuto verificare che un giocatorino, non strutturato, mingherlino, sia stato in grado di fare a fette una difesa intera, anche se la stessa era quella del Cosenza, con cotanta facilità ed altrettanta abilità? Misteri del calcio, qualcuno dirà. Si ma come si fa a spiegare tutto questo a chi vive di, e tifa calcio in questo momento non propriamente felice e brillante, per i colori azzurri e quelli gialloblù in salsa crociata, per una serie di motivi che non stiamo qui a ripetere in quanto l’esercizio risulterebbe oltremodo ozioso, fastidioso e sicuramente inutile. Però, se il moderno invecchia, il vecchio ritorna di moda, e i gesti tecnici di Bernabé, tanto ammirati e osannati, hanno un sapore antico: un qualcosa che si stava stemperando in mezzo a tutto il nuovo che avrebbe dovuto avanzare che invece arranca più che mai. Non neghiamolo: le azioni personali in dribbling, all’interno dell’area avversaria, non hanno età, e non vengono allenate e sperimentate a livello giovanile, per non dire che vengano bandite del tutto in nome del gioco collettivo e propositivo sempre e comunque predominante nella scala dei valori largamente diffusa presso chi guida e ha la responsabilità tecnica della gestione delle squadre di calcio ad ogni livello. Il gesto tecnico individuale, fatto di finta e dribbling, frutto del pensiero verticale di un singolo non viene mai preparato da nessun tecnico perché resta a livello d’intuizione come elaborazione mentale rapidissima di chi è dotato di fantasia motoria e tecnica, superiori alla media o fuori dal comune intendere e sentire. Non vi è metodologia atta ad arrivare a tali risultati, non vi sono tipi di apprendimento per imitazione, per riflessi condizionati o per prova ed errori che possano garantire risultati di tale portata. Qui si va oltre alla tecnica individuale fatta di movimenti con o senza o palla in contesto gara, e oltre anche alla tecnica di base tipica dei fondamentali di gioco nel rapporto giocatore/palla. Non è neanche solo tecnica applicata, non è tattica di squadra o di reparto non dipende da strategie di gioco particolari, non è insita al sistema di gioco attuato, inteso come razionale distribuzione sul campo e nemmeno dal tipo di modulo a zona o a uomo in riferimento al tipo di marcatura adottato. No non è niente di tutto questo o per lo meno non è solo questione di tutto questo messo assieme, anche se nel miglior modo possibile. E’ un istinto che esula e che risulta difficile da capire e di conseguenza da spiegare. Allora cos’è? Però, come dicevano in combinato in epoche diversi due talenti dell’aforismo, entrambi editori come Leo Longanesi e Lord Northcliffe: “il giornalista vero (non necessariamente quello bravo o quello che sa scrivere) è colui che deve spiegare agli altri ciò che lui stesso non ha capito. E di cose in questo Parma che esce dal “Marulla-San Vito”, vittorioso, che non si riescono ancora a capire ve ne sono molte, però vanno ugualmente spiegate, e non importa se per farlo si ricorre a luoghi comuni “comunissimi”, o se riesce nell’impresa di far meglio attraverso spunti brillanti o colpi di genio, di testa, di coda o di culo. Un Parma che in fondo è bello, però, si guarda intorno ancora un po’, e scopre di essere ancora lontano da quella meta in cui qualcuno ancora, crede spera o forse solo sogna. “A te che sogni una stella ed un veliero, che ti portino su isole dal cielo più vero”, cantava Rino Gaetano in “Ti,ti,ti,ti,ti,ti,ti,ti,ti” ripetuto nove/dieci volte come i punti che separano il Parma di Iachini al sogno play off a meno sei (giornate), dalla fine. Però le vittorie fanno bene e sono belle ugualmente proprio come le note di Paerma Voladora, che la magica voce di Henri Rotelli, ha reso indimenticabili, quasi eterne “Paerma voladora , io ti sogno ancora, … l’impeto e la forza ce l’hai tu… come la corrente bella e travolgente…”. Bello e travolgente proprio come questo tardivo ricorso ad un orgoglio mai esibito in dosi cosi massicce prima dal Parma, il quale in questo finale di realtà vorrebbe coltivare un sogno, che nella mente di molti, ahi loro, potrebbe risultare anche vano. Però i gesti di Bernabé ci hanno fatto capire, anche, quanti errori si commettono nei vivai e non solo alfine di reclutare e formare i giocatori del domani, e quanti giocatori come lui vengono scartati perché non rispondenti a determinati parametri: quando cioè la struttura che si va a ricercare risulta essere solo quella fisica (e Righetto ne sa qualcosa…). Speriamo di aver spiegato bene ciò che non sappiamo, da veri giornalisti, non ho detto bravi, perché quelli ancora confondono sistema di gioco con modulo. Quando qualcuno glielo farà notare sarà sempre troppo tardi. Ma in fondo nel sogno del Parma vola – d’ora in poi, un po’ “io ci sto”. Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

8 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone – PAERMA VOLADORA

  • 3 Aprile 2022 in 01:51
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    Ora non voglio fare paragoni assurdi, ma un certo Modric fu scartato da piccolo dall’Hajduk Spalato perchè considerato “troppo piccolo e troppo magro” per giocare a calcio. Ora è diventato una leggenda del calcio moderno.

  • 3 Aprile 2022 in 09:03
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    È evidente che la vittoria di ieri è frutto di giocate e intuizioni individuali, la nazionale che più ha dominato negli ultimi anni il panorama calcistico mondiale, era formata dalla cintola insù da brevilinei non strutturati veloci nel breve e non, dalla grande tecnica individuale e dalle intuizioni geniali, gli Xavi, gli Iniesta, i Silva per citarne qualcuno, con le debite proporzioni ricordano il nostro Bernabè, anche nella disponibilità di adattarsi e farne un abito su misura, in qualsiasi ruolo venissero impiegati, da appassionato di calcio devo dire che vederli e vederlo giocare era ed è un piacere per gli occhi, mi associo a tanti nel dire “ma quanto può essergli mancato a Maresca un giocatore simile”, rientrato dopo mesi da una operazione delicata, ha finalmente raggiunto standard di rendimento elevati e guardando i filmati dei gol al City, ci si accorge che quelli fatti ieri e con la SPAL non sono un caso.

  • 3 Aprile 2022 in 09:39
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    Beh certo. Se Maresca avesse avuto Bernabè adesso saremmo primi o secondi.
    Mo su laaaa par piesèr…

    • 3 Aprile 2022 in 11:27
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      Mah…guardi per quanto riguarda Maresca penso che tutto è opinabile, ma è innegabile che di grandi progressi sotto il punto di vista del gioco non ne sono stati fatti, le ultime due vittorie sono arrivate grazie ad un rigore e a due prodezze individuali, le grandi difficoltà del Parma Mareschiano erano soprattutto nell’impostare il gioco per mancanza di piedi buoni a centrocampo e nel difendere sulla fascia destra con Sohm, il ruolo che avrebbe dovuto ricoprire Bernabè nelle idee di Maresca, tante partite non sono state vinte per un nonnulla (Frosinone e Ferrara), anche dal punto di vista fisico non è che sono stati fatti progressi enormi, anzi, un trentaduenne che boccheggia già a fine primo tempo è difficile da vedere in A in B ma anche in C, forse tra gli amatori, quando poi non è neanche in giornata è più un peso che altro, non esiste la controprova a tal riguardo, la mia è la constatazione di un tifoso innamorato della squadra del cuore, che non ha mai pensato di non vedere la partita anche quando le cose andavano malissimo, e che ci crede fintanto che la matematica non ci condanna.

  • 3 Aprile 2022 in 10:31
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    rido da mezz’ora con bernabe maresca chissà dove sarebbe ? domanda assurda ahahah ma su dai non facciamo ridere Maresca non è un allenatore vedrete non riuscirà mai a finire un campionato verrà sempre esonerato !! e smetterà presto !! ! piuttosto chiederei dove saremmo con iachini dall inizio ? la squadra farcita di infortuni e ‘ solida 8 risultati consecutivi in b pochi li fanno e giochiamo con un portiere diciottenne che non prende goal perché non gli tirano in porta …purtroppo anche in gennaio il genio di ribalta non ha rinforzato la squadra ha preso costa cassata e simy non dico altro …….se la rinforzava con una buona punta ora saremmo li a giocarcela e poi basta pietas human per inglese !! fuori dalle balle , di bob inglish non ne posso più solo vederlo demoralizza tutti squadra compresa , !! pagatelo ( perché i soldi li vuole ) ma fuori dalle palle il più grande buco di bilancio del parma 18 ml di cartellino de laurentis ancora ci campa ….cazzo prende 1,8 ml anno manco fosse pelé e non vuole giocare con un dolorino va bhe che è meglio che non gioca ….

    • 3 Aprile 2022 in 16:43
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      Io invece non riesco a ridere pensando a Iachini. Che Maresca abbia fallito, è fuori dubbio i numeri non mentono, ma dire che con Iachini dall’inizio avremmo fatto meglio, ho i miei seri dubbi, Maresca ha fallito facendo 17 punti in 13 partite (1,3 punti a partita), Iachini ha fatto 25 punti in 19 partite (1,3 punti a partita). Iachini ha avuto un mese di stop per preparare la squadra, ha avvallato gli acquisti di gennaio, nessuno si è lamentato dell’acquisto di Simy, anzi, quando alcuni organi di stampa lo davano vicino al Monza, ci si scandalizzava perché quelli buoni vanno altrove….
      Iachini ha un rendimento medio negli ultimi 6 anni di 1- 1,2 punti a partita.
      I numeri dicono che Iachini dal dicembre 2012 è stato in panchina per 194 volte (una media di 19 partite a stagione) prima di venire a Parma, essendo stato esonerato 6 volte negli ultimi 7 anni. L’errore è prendere un allenatore con questi numeri, è vero che ha ottenuto 3 promozioni, si ma 10 anni fa. Queste non sono opinioni sono semplici dati.

      • 3 Aprile 2022 in 22:40
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        Al di là dei numeri le prestazioni parlano chiaro, adesso in campo ci va una squadra, è da due anni e mezzo che non si vedeva nemmeno una parvenza di squadra. Inoltre lo stop di un mese ha fatto sicuramente più male che bene, troppo lungo e senza possibilità di fare partite amichevoli. Non si può ogni anno rifare tutto e ripartire da zero. Ripartiamo dalle certezze che abbiamo e non iniziamo il campionato zoppi poi ne parliamo.

        • 4 Aprile 2022 in 11:57
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          Prestazioni? Squadra? Forse intendevi la Cremonese o il Lecce. Noi mandiamo in campo 11 giocatori ed ogni tanto qualcuno si inventa la giocata individuale e risolve le partite, vedi Vazquez o Bernabè. Le uniche certezze sono alcuni buoni giocatori, che il prossimo anno, probabilmente non avrai più, vedi Man, Vazquez, Bernabè.

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