CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / VOLERE, VOLARE

(Gianni Barone) – A che serve volere, sempre volere, se il campionato non aspetta più te. Abbiamo iniziato dalla fine, parafrasando il testo di una vecchia canzone di Roberto Carlos, ricordata forse solo da pochi nostalgici, sostituendo il verbo «volare», poetico ed ascetico sin che si vuole con il più prosaico e terreno verbo «volere», per significare una stagione, la seconda, in cui gli obiettivi prefissati in partenza sono stati letteralmente e clamorosamente falliti. Non è bastato volere e volerlo per riuscire a volare pur con mezzi a disposizione quasi spropositati per la categoria. Non è bastato opporre i tanti nomi esibiti ai vari Collocolo, Calligara e Falasco, ultimi Carneadi in ordine di apparizione, per spuntarla una volta di più e avere ragione finalmente di una squadra che precedeva i Crociati in classifica di tanti, troppi punti, talmente tanti da non credere che la cosa potesse essere vera o realistica, financo credibile. Invece al Tardini, alla fine, l’onesta e non trascendentale truppa ascolana di Sottil, fatta di guerrieri accaniti e determinati è riuscita a lasciare tra sé e gli avversari, blasonati, ricchi e nobili a dismisura, ben 13, dico 13 punti. Un’enormità si sarebbe supposto alla vigilia e nemmeno chi se ne intende, avrebbe potuto, reconditamente, immaginarlo o sognarlo a fronte di analisi e valutazioni dotte ed argomentate a dovere. Nemmeno i campioni dei grandi giornali sportivi, quelli che confondono ancora, in questo millennio, il modulo con il sistema di gioco, tanto per intenderci sarebbero stati in grado di preconizzare un evento di tale portata. Il grande Parma, che a tre giornate dalla fine, é fuori completamente da ogni tipo di gioco, al contrario di due neopromosse come Perugia e Ternana ancora aritmeticamente in lotta per un posto agli spareggi promozione. Incredibile, ma vero. Eppure Iachini, ormai sotto accusa anch’egli sembrava una garanzia di successo, di recupero e di salvataggio della stagione, “strasicura”. Ma nel calcio sperare, credere, volere non basta, serve volare a quanto pare, sul campo, dopo aver incrociato i bulloni con avversari, meno belli da vedere, ma che si fanno tremendamente sentire in quanto a corsa ed agonismo o che ti fanno tremendamente “sentir l’usel”, ogni qualvolta (quagnalalagna come recitavano i Fratelli De Rege) gli eventi lo esigono. Adesso occorre fare i conti, visto che gli stessi non tornano più, ma non si sa bene con chi o con che cosa. Alcuni dicono che il salvabile è più dello scartabile, altri sostengono che occorra un colpo di spugna tecnico/sportivo laddove si sceglie, si decide o addirittura si allena. Noi, non dico crediamo, speriamo, o pensiamo, ma temiamo che non occorra più sentire parlare di gioco «propositivo», «posizionale», ed offensivo come udito, per voce di Carillo, secondo di Iachini, al termine dell’ultima sconfitta con l’Ascoli, e nemmeno di «episodi sfortunati», che hanno girato dalla parte sbagliata, o di conclusioni non andate a buon fine. Qui serve altro, la fortuna non esiste nel calcio, mentre la sfortuna, quando si gioca bene e non si vince oppure non si segna, non deve diventare un alibi o una scusa. Serve essere umili, utili, pratici e non vergognarsi del giocare in difesa e saper ripartire in contropiede perché l’ Ascoli – e chi andrà ai play off con lui – fanno questo e lo fanno bene e raggiungono obiettivi con mezzi economici di gran lunga inferiori a quelli profusi da KK. E poi in serie B, speriamo che la lezione serva, meglio avere Gargiulo, Branca, Cambiaghi, Palumbo, Di Chiara, Bianchetti, Partipilo e chi più ne ha più ne metta piuttosto che pezzi pregiati e costosi che non hanno mai saggiato i terreni di Cosenza, Reggio Calabria, Terni o Perugia. Perché l’importante non è chi arriva o da dove arriva, ma è riuscire ad arrivare davanti agli altri non solo, sulla carta, o sui giornali per i voti di mercato, e se é il caso essere in grado oltre che di volere anche di saper finalmente volare e farlo meglio del «tacchino», per non cadere ancora più giù. Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

3 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / VOLERE, VOLARE

  • 19 Aprile 2022 in 18:54
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    Lezione di umiltà a Krause chiara e netta.

  • 20 Aprile 2022 in 11:53
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    ma l amerikano non cambierà farà un altro bagno di sangue e rimarremo se va bene in B , addirittura conferma Ribalta che ha sbagliato due campagne acquisti per cui …….. cosa vogliamo sperare

  • 20 Aprile 2022 in 13:20
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    Con kk il massimo a cui possiamo aspirare è la permanenza in serie b

I commenti sono chiusi.