PAROLE CROCIATE, di Luca Ampollini / “IO NON CONFERMEREI IACHINI E VI SPIEGO IL PERCHE’…”

(Luca Ampollini) – Alzi la mano chi non era soddisfatto della scelta di ingaggiare Iachini dopo i primi mesi di disastri “marescani”. Serviva un “normalizzatore”, un tecnico che riportasse semplicità e concretezza ad una squadra disorientata da idee inutilmente rivoluzionarie e decisamente poco proficue. Il lavoro del tecnico marchigiano si presentava, perciò, oggettivamente complesso: i suoi brillanti trascorsi nella cadetteria, le 4 promozioni ottenute rappresentavano una garanzia, ma appena arrivato l’esperto “Beppe aggiusta tutto” (rubo provvisoriamente la calzante definizione dal buon Paolo Grossi) si è ritrovato subito una squadra profondamente depressa, moralmente e fisicamente. Il mercato di Gennaio non è stato di alcun aiuto per l’arrivo di giocatori perennemente infortunati (Costa, Cassata), decisamente spremuti (Pandev) troppo acerbi (Oosterwolde), o profondamente deludenti (Simy). Il lavoro del tecnico marchigiano è stato improntato, perciò, a restituire certezze e concetti semplici come una fondamentale solidità difensiva, assolutamente ignorata da chi lo precedeva e un’identità di squadra, altro requisito completamente assente nell’ improponibile Parma di Maresca. E’ evidente che questi due obiettivi non potevano essere raggiunti in pochi giorni, considerando le condizioni dei Crociati al suo arrivo, ma la squadra, piano piano, ha cominciato ad avere l’impronta del tecnico marchigiano, con una fisionomia sempre più evidente e una porta, quella di Buffon, non più perennemente bersagliata come nei primi mesi di questa tormentata stagione. Agli oggettivi miglioramenti di squadra e ad alcune soluzioni tattiche indovinate, come l’inserimento del genietto Bernabè in mediana, libero di svariare in un’ampia zona di campo dove ha potuto valorizzare le sue grandi qualità, va contrapposto un percorso di risultati mai troppo costante, l’asfittico rendimento contro formazioni che precedevano i Crociati in classifica e le poche soluzioni offensive, frutto di una manovra sempre compassata e mai caratterizzata da una certa imprevedibilità nei pressi dei 16 metri avversari. Una certa sterilità davanti dettata un atteggiamento sempre portato a mantenere grande equilibrio e solidità nel reparto arretrato con la conseguenza, sovente, di un numero esiguo di uomini a partecipare alla fase offensiva. A tutto questo vanno sommate le clamorose occasioni fallite nel momento topico della stagione dove buone prestazioni (a Cremona, Pisa, Monza, in casa con Crotone, Reggina e Cittadella) non sono state accompagnate dai 3 punti soprattutto per inopinati errori sotto porta. Non sono un amante delle medie punti tra Maresca e Iachini, tanto simili quanto inattendibili per valutare le due formazioni. Quella del tecnico ex Manchester City non era una squadra, quella di Iachini sì, nella quale, la media punti, inizialmente, è stata fortemente condizionata dal lungo lavoro del tecnico marchigiano impegnato a guarire una squadra profondamente malata. Ma, come detto, la solidità difensiva, coniugata ad una certa sterilità offensiva, non ha portato i tanto agognati risultati, anche per l’assoluta refrattarietà di Iachini a voler cambiare sistemi di gioco e in generale qualsiasi atteggiamento tattico. Il suo integralismo e la riluttanza a cambiare una squadra sempre inesorabilmente uguale nel suo schieramento a prescindere dai risultati è il motivo principale che mi spinge a dire che sarebbe giusto avvicendarlo. Quante volte, in partite bloccate o in svantaggio, sarebbe stato indispensabile smuovere il granitico 3-4-1-2 per cercare di dare un impulso diverso a questa squadra, ma poi : siamo sicuri che questo fosse il sistema di gioco congruo e più adeguato alle caratteristiche di questi giocatori? Non ne sono per nulla sicuro, anche perché questa squadra ha sempre e solo giocato così. Anche a Brescia, quando in assenza di colui che secondo ciò che disse Iachini “determina il sistema di gioco”, ovvero Vazquez, non ha cambiato nulla, schierando l’evanescente e inutile Brunetta pur di non cambiare uno schieramento tattico che non ha mai portato grandi risultati. Un discorso a parte lo merita Dennis Man: l’averlo recuperato come giocatore non giustifica l’ostinazione di schierarlo sistematicamente in una posizione super arretrata, dove ha offerto un buon rendimento per le sue oggettive qualità tecniche, ma che ha privato la squadra di un giocatore di grandi doti davanti, in un reparto tutt’altro che abbondante e copioso di giocatori affidabili. Perché non provare altri sistemi di gioco, perché non riportare il rumeno davanti, anche a gara in corso, in partite, e ce ne sono state parecchie, dove la squadra era sotto e non riusciva a creare pericoli alla porta avversaria? Avrei desiderato quindi una decisa, maggiore elasticità nelle scelte, una presenza molto più evidente a livello tattico, invece di un immobilismo da allenatore anni 80, in un calcio che viceversa va a 1000 all’ora e necessita di continue intuizioni degli allenatori sia prima che a gara in corso. Le colpe del grave insuccesso di quest’anno, sia chiaro, non sono solo di Iachini, che ha cercato di raddrizzare un’annata difficilissima e che ha comunque ridato una fisionomia alla non-squadra che lo ha preceduto, condizionato sempre dai tanti e cronici infortuni che non hanno certamente semplificato il suo lavoro. Ma nel complesso, nonostante le incongruenze di una squadra di cui mi occuperò nelle prossime puntate di Parole Crociate, Iachini ha deluso e mi sarei aspettato da lui decisamente qualcosa in più. E poi sostituirlo non significherebbe ricominciare per forza tutto da zero: la storia del nostro calcio insegna che sono infiniti gli episodi in cui arriva un allenatore e in un solo anno porta al successo la propria squadra; a patto di scegliere un allenatore saggio, capace, sufficientemente esperto e non inutilmente rivoluzionario. Praticamente il contrario del primo scelto quest’anno… Luca Ampollini

Luca Ampollini

Luca Ampollini, classe 1973, giornalista pubblicista dal 2005, ha cominciato a Radio Onda Emilia nel 1998, prima con il commento delle azioni più importanti delle partite di campionato sulle radiocronache di Gianluigi Calestani, poi con la conduzione della trasmissione post partita “Diretta Stadio”. Passa successivamente alla Tv, su Teleducato, commentando il posticipo della domenica sera di serie A a Calcio e Calcio, condotto da Fulvio Collovati. Passa, quindi, alla neonata Teleducato Piacenza come telecronista delle partite del Fiorenzuola in serie C2 e nel 2000-01 commenta, sempre per Teleducato Piacenza, le partite del Piacenza Primavera. L’anno successivo torna a Parma e diventa il telecronista del Parma calcio fino al 2008. Partecipa a Calcio e Calcio, prima come opinionista poi come conduttore in 3 edizioni dal 2005 al 2008. Nella stagione 2004-05 conduce Calcio e Calcio Speciale Coppe e i collegamenti esterni nell’edizione di Calcio e Calcio condotto da Fulvio Collovati. Dal 2005 al 2008, è responsabile della redazione sportiva di Teleducato e, oltre a Calcio e Calcio, conduce Calcio d’Estate prima di passare a Tv Parma dove partecipa come opinionista a Pronto chi Parma e come conduttore, con Carlo Chiesa, delle due trasmissioni “A tutta A“ e “A tutta B”. Dopo alcuni anni in cui collabora come opinionista fisso anche a "Bar Sport" torna a Teleducato dove partecipa come opinion leader a Calcio e Calcio fino al 2018. Con la fusione delle due televisioni continua la sua collaborazione, tuttora in corso, con 12 TV Parma e con Calcio e Calcio. Oltre alle centinaia di telecronache e conduzioni ha collaborato, commentando alcune partite del Parma con le emittenti radiofoniche Radio Bruno (Coppe Europee) e Lattemiele (Campionato). E’ lo speaker ufficiale del Parma calcio allo Stadio Tardini dal 2015

14 pensieri riguardo “PAROLE CROCIATE, di Luca Ampollini / “IO NON CONFERMEREI IACHINI E VI SPIEGO IL PERCHE’…”

  • 19 Aprile 2022 in 00:50
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    Ampollini, hanno fallito quattro allenatori in due anni. Citofonare ai piani alti e chiedere il perchè di questo. Grazie.

  • 19 Aprile 2022 in 06:13
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    Sono d’accordo con te Luca , anch’io sarei per ricominciare con una guida tecnica diversa , con un allenatore che riesca ad inculcare una mentalità vincente,perché secondo me questa è mancata quest’anno, i giocatori giovani con qualità li abbiamo vanno però indirizzati e serve una guida giusta , io azzarderei ancora con un tecnico giovane, non però stile Maresca, mi piacerebbe puntare su Daniele Derossi , un leader carismatico, intelligente calcisticamente era un allenatore anche in campo, ed è uno che riesce a trasmettere quelle motivazioni che servono, poi una società al suo fianco che dia appoggio , mi piacerebbe una figura stile Leonardi, un direttore che si faceva sentire sia nello spogliatoio e sia in comunicazione, ecco tutte queste cose in questo Parma latitano e sono miscele fondamentali per far girare una squadra. Adesso il tempo è a loro favore per fare un ottimo lavoro, io ci conto, se nn riescono allora io dico “sbagliare è umano perseverare è diabolico”.

  • 19 Aprile 2022 in 07:30
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    Articolo che propone interessanti spunti di riflessione.
    Io resto della mia idea. Iachini sarà un integralista, avrà pure sbagliato qualche formazione e alcuni cambi, ma parto da un presupposto: quando arrivò a Novembre io ero contento ma non perchè puntavo alla serie A ma perchè pensavo che dovevamo SALVARCI.
    I fatti mi hanno dato ragione, la rosa è modesta a parte 4 o 5 elementi, il 13mo posto è la nostra dimensione e con Maresca adesso saremmo a pari del Vicenza. Alcune sue scelte sono state forzate, Iachini sa bene che questa squadra se sbilanciata ne prende tre a partita (vedere il recente passato), non poteva stravolgere tutto in funzione della fase offensiva.
    Su alcune cose Ampollini ha ragione, concordo, ma a parere mio Iachini deve essere la base, ora occorre una Società dietro le spalle che vada a prendere i giocatori che indica l’allenatore, e che soprattutto la si smetta con esperimenti ed estetismi fini a sè stessi.
    Ci vogliono quelli buoni e adatti alla categoria. E un altro DS. Etòr che bali.

    • 20 Aprile 2022 in 12:38
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      Sono d’accordo, io lo confermerei, basta ricominciare da capo ogni anno. Iachini in serie B è uno dei migliori allenatori in circolazione e sa come si vince. Non dimentichiamoci che, come dice Gaio74, ha ereditato una squadra scarsa, depressa e più vicina al fondo classifica che alla vetta.
      Credo che Kk dovrebbe affidarsi a lui per acquistare i giocatori più adatti al suo gioco, evitando di prendere inutili figurine. In caso contrario temo che la A resterà una chimera per parecchio tempo.

  • 19 Aprile 2022 in 08:04
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    Fosse per il Presidente, Iachini verrebbe esonerato. Si sa che kk preferirebbe Cannavaro o inzaghi.
    Per. Una volta condivido l’articolo del signor ampollini specialmente laddove evidenzia l’immobilismo tattico di Iachini ( forse determinato dalla qualità dei giocatori) e la clamorosa lentezza del suo gioco e dei suoi giocatori rispetto alle altre squadre e al calcio in generale.
    Ma mai come oggi condivido il pensiero passato del signor ampollini ovvero ripartire da Vazquez? Il Parma può permetterselo? La. Mia risposta è : No mai. Lui non è più un calciatore. Tanti atteggiamenti sbagliati nel corso dell’anno, tante ostinazioni nelle partite, tante partite giocate in dieci. Purtroppo rimarrà anche l’anno prossimo ( ha un anno di contratto a cifre che solo a Dubai gli pagherebbero), perché nessun club di serie A di nessuna nazione si porterebbe a casa uno che col calcio vero ha mentalmente chiuso.
    Iachini io lo terrei solo per non avere anche l’anno prossimo tre allenatori a libro paga e cercherei di prendergli i giocatori funzionali al suo gioco ma anche il ribaltone di quest’anno è stato inutile. Prima dell’allenatore serve una società sportiva e non sarà l’arrivo solo di un nuovo AD a risolvere questo problema

  • 19 Aprile 2022 in 08:12
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    Basterebbe cambiare il saggio americano. Due anni fallimentari, Tardini terra di conquista di tutti. Tutti quelli che arrivano a Parma diventano brocchi…. e poi voi giornalisti non avete mai fatto una critica costruttiva…. andava sempre tutto bene… se non ci liberiamo in fretta di questo americano raschieremo il barile

  • 19 Aprile 2022 in 09:47
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    Il problema di Iachini è lo stesso di Liverani, D’Aversa e Maresca. Si chiama Krause.
    Finché non si risolve il problema alla radice il futuro del Parma sarà sempre lo stesso.
    Possiamo discutere di Iachini come abbiamo discusso degli altri 3 allenatori prima di lui, tutti avevano pregi e difetti. Ma alla fine per tutti quanti il risultato è stato lo stesso. Fallimento totale.

    Possibile che erano tutti imbecilli?

    Non sarà invece che tutti quanti si sono trovati a gestire un branco di PIPPE colossali all’interno di un club che non è altro che un Club Med per procuratori speculatori e vecchi volponi in cerca dell’ultimo stipendio della carriera?

    Se la gestione Krause resterà la stessa di questi anni, cosa mai potrà cambiare se resta Iachini o arriva Inzaghi?

    L’unica svolta possibile per il prossimo anno è che Krause se ne vada.
    Visto che purtroppo resterà, che almeno deleghi tutto ad un AD di comprovata esperienza che si affidi ad un DS vero e che insieme all’allenatore che avranno scelto loro, facciano la squadra da ZERO per il prossimo anno.

    Perché anche quest’anno, esattamente come lo scorso anno, degli oltre 30 giocatori impiegati in stagione, non se ne salvano che un paio. Tutti gli altri, giovani e vecchi, sono ERBACCIA PUTRIDA da estirpare il prima possibile anche a costo di pagare per vendere!

    • 20 Aprile 2022 in 14:20
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      Peccato che negli ultimi 7 anni Iachini non sia stato alle dipendenze di Krause, ma la sua media è stata di 1,2 punti a partita, puntualmente confermata a Parma

  • 19 Aprile 2022 in 10:13
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    Sembra un deja-vou… commenti per un cambio di panchina per “ripartire finalmente” dopo annate balorde. Chi vuole salvare l’attuale allenatore ripartendo da una base “funzionale” di giocatori per cominciare ad essere squadra e tornare “dove ci compete”.
    Ecco, tutte queste frasi fatte servono a nulla se non si cambia dapprima il problema principale di questa squadra-società. Ossia l’idea manageriale che ha del Parma il Presidente. Se non cambia lui questi concetti, se non si adopera per dare davvero un’impronta societaria solida e seria allora tutto questo parlare sarà come sempre inutile. Occorre prima di tutto un DG. Si facciano progetti seri e non ponti d’oro a persone competenti e di mestiere. Si affidi a loro la gestione della squadra e si evitino pericolosi incroci con algoritmi, special teams, preparatori metodologici ed altro. Cose semplici. DG gestisce, chi è sotto di lui recepisce le sue indicazioni. Stop.
    Da qui l’ipotesi di Ampollini per il cambio allenatore. Fosse per me manterrei Iachini ma ho come l’impressione che se vi sarà ancora una campagna trasferimenti estiva con nomi esotici e relative bandierine in arrivo anziché creare una spina dorsale Italiana nella squadra il suo lavoro sarà vano e dovrà ripartire da zero. Il problema è che effettivamente lui è un integralista del modulo e usa sempre e solo quello. Cosa vogliamo fare? prendiamo l’ennesima scommessa a libro paga? che progetti abbiamo veramente? Da qui si capirà tutto. Come alternativa, se proprio fosse necessaria ipotizzerei Inzaghi. Conosce la categoria, è un “nome” che piace a KK ed ha diverse idee di gioco. A me piacerebbe tanto Tudor ma dubito che voglia scendere in B dopo questa annata all’Hellas.
    Chi vuole bene al Parma dunque consigli KK su cosa fare invece di scrivere sui social. Gli dia l’idea di calcio e di società che ci si aspetta qui in Italia e a Parma in particolar modo. Non ci interessa in questo momento un club da Europa League, ma una squadra che ci faccia nuovamente innamorare ed appassionare. Che riempia lo stadio e porti entusiasmo a questa piazza sportivamente derelitta dopo 2 anni pessimi. Perchè questo manca ora. Il fascino, la voglia di vedere giocare la propria squadra e tifare per lei. Stiamo prendendo una pericolosa deriva di indifferenza e questo non deve accadere per nessun motivo.
    Una svolta è necessaria ma deve partire dall’alto.

  • 19 Aprile 2022 in 12:14
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    Dipende tutto da kk, se lui vuole proseguire con il suo progetto di giovani stranieri e di belle speranze comprati con gli algoritmi il ns destino è segnato e sarà una metà classifica di b come massimo risultato

    • 19 Aprile 2022 in 15:00
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      KK proseguirà sicuramente con le Sue idee perchè evidentemente ha un suo tornaconto personale.
      Torno sulla necessità immediata di epurare vazquez per ricordare la sua pochezza nell’occasione della punizione di ieri dal limite. Prende la palla Bernabè che è ” on fire” per dirla all’americana e lui decide di tirarla per non lasciare spazio al giovane motivato. Risutato palla in curva. Ma quando si era trattato di tirare il rigore col cittadella, lì si è chiamato fuori al 95….e lasciato al connazionale triste.
      Questo insieme al famoso permesso chiesto prima di Brescia – Parma per la nascita del figlio/a e di cui si discorre tanto nel vocale dell’ultra di ritorno da Brescia che gira su whattsup..
      Se si vuole vincere ci deve essere la forza di tagliare i rami secchi e dunque il presidente deve creare una società sportiva forte e sovraintendere senza immischiarsi.
      Lo farà? dubito ma spero di essere smentito dai fatti

      • 20 Aprile 2022 in 03:40
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        Il rigore contro il cittadella lo ha voluto tirare Brunetta e vazquez ha detto che sono una squadra che Brunetta era sicuro di fare gol. Contro il Brescia mn e mancato per la nascita del figlio e nn aveva permesso aveva la febbre come detto da iachini era diverso informati

        • 20 Aprile 2022 in 09:46
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          Sul discorso permesso/febbre girano altre voci. E lunedì anche bernabe’ voleva calciare ma lui ha tirato. Se sei un leader, capitano, calci tu il rigore al 95 di un partita decisiva. Non me ne frega un c. se Brunetta lo vuole tirare. Li è mancanza di p… Altro che squadra

  • 20 Aprile 2022 in 02:55
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    iachini in parte ha deluso ma se va via lui bisogna fare tabula rasa nessuno saprebbe gestire sto branco di balordi …..con maresca si retrocedeva . Concordo la colpa è solo di kk ma nessuno osa criticarlo parlo dei giornalisti !! manco critiche costruttive così lui pensa di essere amato ! ultima cosa ma poi ci sono tanti allenatori in giro migliori di iachini ? sopratutto che vogliono venire a parma !!! l anno scorso i vari zanetti italiano e compagnia bella li hanno contattato ma mica vengono al parma di krause ormai non ha credibilità . Lo additano come esempio da non seguire in tutte le trasmissioni .Sicuro ci vuole un leonardi se no qualunque allenatore fallirà sarebbe troppo isolato e solo a gestire la baracca ci vuole un rappresentante serio e autoritario che rappresenti la società a parma tutti fanno ciò che vogliono vasquez in testa e anche buffon è sparito

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