CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / TOTO ALLENATORI O TODO MODO?

(Gianni Barone) – Mentre impazza dalle nostre parti il toto allenatori, visto lo stop al tele-calcio giocato (per motivi che non te sto a dì come affermano a Roma e dintorni), da altre parti, leggi la Rosea di ieri, scopriamo una sorta di Todo modo… (calcistico), sulla scorta degli «esercizi spirituali» di Sant’Ignazio di Loyola, fondatore dei Gesuiti, ripresi nel titolo dal romanzo giallo, omonimo, del 1974 di Leonardo Sciascia. “Todo modo para buscar la volontad divina”, tradotto per chi suole, come me, parlare come magna: “Ogni mezzo per cercare la volontà divina”. L’esercizio “spirituale”, di ieri della Gazzetta dello Sport ci dice che nel calcio non conta più il ruolo per i giocatori 3.0, ma cosa fanno in campo i medesimi. O meglio: il ruolo non c’è più, come, va affermando, da tempo, sul web, Lele Adani, perché esistono le funzioni, i compiti, e, in ultima analisi, se i calciatori sono cambiati, occorre trovare nuove definizioni che non tengano più conto della posizione occupata sul terreno di gioco. Una rivoluzione verbale, secondo Luca Bianchin, estensore del pezzo, sulle colonne di un giornale, che pervicacemente, con tutte le sue firme, anche le più illustri, continua, a confondere, dichiarandoli sinonimi, i termini “modulo”, e “sistema di gioco”, che in realtà definiscono due entità tattiche differenti: uno, il modulo, afferente il tipo di marcatura (a uomo o a zona), e l’altra “il sistema di gioco”, la disposizione degli elementi sul campo, in soldoni ovviamente. Ecco, si cercano nuovi nomi sulla scorta di un metodo di analisi fatto dalla ricerca di un’azienda milanese la “Soccerment”, che partendo dall’analisi di 28 statistiche semplici, come palloni intercettati, lanci, tiri di testa (forse meglio colpi sarebbe), e più complesse come: passaggi progressivi, dribbling nell’ultimo terzo di campo, è arrivata ad individuare, per il calcio moderno, volontà divina diffusa presso ogni tipo di tifoseria, ben 13 nuovi ruoli. Alcuni dei quali come regista, rifinitore, marcatore, sono già conosciuti, ben assimilati dal volgo e sono largamente usati, mentre gli altri 10, suddivisi nei 3 vecchi e diremmo obsoleti reparti di difesa, centrocampo e attacco, sono nuovi di zecca. Infatti ora avremo i “registi difensivi”, coloro i quali dalla difesa iniziano l’azione, nella famigerata costruzione dal basso, al fianco dei “difensori di rottura”, e tal proposito mi viene alla mente un dialogo tra un arbitro e un calciatore del Palanzano che in amichevole affrontava il Langhirano: il giocatore, dopo ripetuti interventi duri di un mediano avversario se ne uscì così: “Arbitro il 4 ha rotto i coglioni”, al che il direttore di gara, con gran buon senso dell’ironia, replicava con “Si, centrocampista di rottura”. Ora abbiamo il difensore che rompe il gioco (e non sappiamo cos’altro…) e ai suoi fianchi non ha più terzini o esterni alti e bassi, ma “laterali difensivi”, e “laterali creativi”, tiè proprio come nelle squadre di Guardiola e di Maresca, che non ha fatto in tempo, suo malgrado, a dimostratecelo con successo a Parma. Andando nella zona centrale, nevralgica come qualche cronista d’antan, amava definirla, scopriamo tra i nuovi ruoli quello del “recupera palloni”, affiancato dall’ “invasore box-to-box”, d’inserimento, sarebbe meglio dire, oltre al “dribblatore”, più croce che delizia di ogni allenatore vecchio stampo. Poi, giunti all’attacco, si configurano tre tipologie di punte: il “finalizzatore mobile”, il “finalizzatore completo”, “la boa offensiva”, tanta fatica per dire centravanti o punta centrale, seconda punta o attaccante esterno. Chissà se questo nuovo vocabolario calcistico entrerà di diritto nel lessico “famigliare”, del calcio, o se come sostenuto dal giornale sportivo “rosa”, servirà per le varie strategie di mercato per meglio individuare, ad opera degli operatori del settore, gli obiettivi idonei e i calciatori adatti alle varie categorie e ai rispettivi campionati di appartenenza. Sarà forse un qualcosa di “propedeutico”, come amava dire a corollario di ogni suo acuto articolo o discorso televisivo il compianto, giornalista bolognese Stefano Biondi, mio coetaneo, venuto a mancare proprio in queste ore, all’età di 64 anni: è stato uno dei migliori interpreti del giornalismo sportivo di Bologna dalle colonne del “Resto del Carlino”, con puntate anche a Parma, nei favolosi anni 90, con critiche e cronache argute ed attente. Se n’è andato troppo presto seguendo dopo pochi mesi il decano Civolani, e a piangerlo oltre alla moglie Sabrina Orlandi, pure lei cronista sportiva, ci sono il grande vecchio “Stracandido Cucci”, il popolare Ivan Zazzaroni, e l’istrionico Giorgio Comaschi, famoso sempre ai tempi del Parma fu, per il suo “e allora si allontana il maccherone”, ogni qualvolta si appalesava lo “spettro dei supplementari”, in occasione delle notturne ad eliminazione diretta. Se ne va un grande giornalista sportivo esperto di calcio e non solo, esempio per le giovani generazioni, aveva condiviso con me e con Majo memorabili trasmissioni televisive in terra felsinea dalle frequenze di Rete7, dove noi eravamo definiti, non a torto, “polemici”. E ora dopo un altro “esercizio spirituale”, alquanto difficoltoso ci accostiamo all’ennesimo “Toto allenatori”, per il Parma che francamente non appassiona tanto perché, come due anni fa, dopo il gioco dell’oca siamo ritornati al punto di partenza: si liquida Iachini, forse troppo frettolosamente, e si rincorre l’ennesimo “emergente”, o “perdente di successo”, che dir si voglia, ripetendo l’operazione che portò Liverani sulla panchina per l’inizio di un progetto tecnico mai realizzato. Ora, dopo Zanetti, che chiede un triennale, già concesso con scarsi esiti lo scorso anno a Maresca, e con Gattuso defilato, si azzarda un De Zerbi che non arriverà mai e un Fabio Grosso che credo convinca pochi solo quelli che, romanticamente, apprezzano il suo secondo l’ex capitano Crociato Morrone. Troppo poco a mio avviso per credere che sia il profilo giusto per affrontare il prossimo torneo da protagonisti. Si era detto cerchiamo di non ripetere gli errori fatti quest’anno. Ecco appunto cerchiamo di evitare “Todo modo para buscar ancora e basta”. Credo che la tradizione sia superflua per tutti, perché qui non si tratta di cercare la volontà divina, ma qualcosa di materialmente più terreno da non farsi sfuggire ancora. Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

3 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / TOTO ALLENATORI O TODO MODO?

  • 13 Maggio 2022 in 06:20
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    Auguriamoci solo che Invest Corp, City Group o chiunque altro, magari nervoso per il prolungarsi delle trattative venga a liberarci da questa disgrazia. Se no almeno Setti ti prego vieni tu. Grosso e Zanetti sono la summa massima della totale inadeguatezza dei giostrai capitanati dallo spagnolo retrocesso in C col Novara. Il povero bresciano pelato mandato allo sbaraglio a sparare cannelle faceva quasi tenerezza nella sua incapacità.

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  • 14 Maggio 2022 in 14:33
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    Riguardo …Allenatore …Se si considera un cambiamento
    Con tutto rispetto per le tesi Z. ,Inz. , Gr.
    Non sceglierei nessuno di loro… curriculum: Z. ha portato Venezia in A… ma ritorna in B l’anno prossimo…
    Con Ranieri… se in una stagione riusciremo a tornare in A… avremo un ottimo Allenatore per la A… …
    Se Ranieri non vuole o non vuole venire a Parma…allora molto meglio che stiamo con Iachini…
    My Opinion ,
    Forza Parma

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