IN MORTE DI CORRADO MARVASI – Il ricordo di Luca Savarese

Più che Corradone, Corrad…one: veliero del contatto in un mare di troppe barche che creano distacco

(Luca Savarese) – Quando Quelli che il calcio fece irruzione nella sua Aquila Longhi, per l’occasione, fu una delle prime ed uniche volte che si perse una trasferta crociata.

4 febbraio 2013: Fiorentina – Parma, al Franchi non si registrò la sua presenza.  Fa niente se le reti di Jovetic e Toni permisero ai viola di vincere, ma la sua simpatia, aveva già vinto.

 Si Corrado Marvasi, per tutti Corradone, seguiva il Parma, ovunque. Ma non lo seguiva semplicemente, lo lasciava entrare volentieri nelle sue fattezze da zio, tutto preso a render conto di un lembo di novità.

Dove giocava il Parma, lui c’era. Senza se e senza ma.

L’Aquila Longhi la sua basilica degli incontri e dei segreti, volentieri vi ospitava amici e chi, come il sottoscritto vi fece per la prima volta il suo ingresso nel 2013: “Prego accomodati, benvenuto tra noi”. Queste le su prime parole che mi disse.

E quando sempre all’Aquila presentai il mio libro sull’epopea crociata europea: On the road con l’Euro Parma, mi preparò un disegno, che serbo ancora gelosamente, con tanto di dedica: ma non le squallide dediche che fanno adesso, on linee quasi asettiche, la scrissi direttamente lui, di suo pugno.

Prima e molto prima dell’on line, lui è stato in linea con tutto quello che il Parma viveva, febbre e termometro assieme.

Una persona ruspante, se stessa fino in fondo, in quel sottobosco sociale e cittadino che sono i club al seguito di una squadra, ma senza il minimo snobismo che spesso ne incarnano i padri fondatori o i pezzi grossi di tali club

Corradone non ti faceva venir voglia di non venir più, ma bastava sentirlo parlare cinque minuti con la sua voce rauca ed autorevolmente dolce, figlia di quelle figlie a cui proprio non riusciva a non voler bene: le sigarette.

Un exemplum che splende, in un mare tutto omologato, dove più le fredde barche creano solchi di distanza, lui è stato il veliero del contatto: conosceva le persone, non solo, le aiutava, mica finiva qua: faceva sorgere iniziative concrete: come la raccolta degli occhiali usati e tante altre.

Due occhi che vedevano oltre e non solo perché era nato Oltretorrente il 16 dicembre del 1950.

Due occhi e uno sguardo che mancheranno e che difficilmente saranno riproducibili. Ti sia lieve la terra, Corradone, anzi Corrad…one. Luca Savarese

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