PRESENTATO IL NUOVO RESPONSABILE DEL SETTORE GIOVANILE DEL PARMA MATTIA NOTARI: “L’AMBIENTE HA BISOGNO DI POSITIVITÀ” (VIDEO)

(www.parmacalcio1913.com) – Introdotto dal Direttore Sportivo Mauro Pederzoli, nella sala stampa dello Stadio Ennio Tardini di Parma, il Parma Calcio 1913 ha presentato il proprio nuovo responsabile del Settore Giovanile, Mattia Notari.

“Vi ringrazio per essere venuti qui oggi, nel giorno della mia presentazione, giorno di emozione, ma mi presento carico di entusiasmo per questo ruolo che la proprietà, nel nome del presidente Kyle Krause, mi ha affidato. Varcando i cancelli del Tardini si può respirare comunque l’aria della storia di questo club: dando uno sguardo al campo di gioco, prima di presentarmi davanti a voi, ho rivissuto anche immagini di quando io ero bambino quando alla televisione vedevo giocatori importanti che hanno segnato la storia di questo Club e ancora oggi lo vogliono fare. Ho un ruolo importante, ma sono pronto: sono pronto ad accettare questa sfida e con grande positività ed energia cercherò di onorarlo al meglio.

 

Se ci sarà continuità con quanto è stato fatto fino ad ora dico che ho grande rispetto per le persone che sono venute prima, professionisti che ho conosciuto personalmente: quello che ho fatto dal primo giorno è stato tuffarmi nel quotidiano e vedere le risorse che oggi compongono il Parma Calcio e che hanno voglia di dare ancora tanto per questi colori sociali. E’ dal primo giorno nel quale sono stato investito di questo ruolo che sto incontrando persone, dai calciatori agli allenatori, fino ad arrivare alle persone più vicine a me che oggi sono anche venute qui a farmi compagnia, che fanno parte della Segreteria, persone che sono fondamentali perché poi si arrivi a raggiungere quegli obiettivi aziendali che tutti noi auspichiamo; però senza la collaborazione e l’aiuto di quelle persone che stanno dietro le quinte e che ogni giorno passano ore a lavorare perché tutti gli ingranaggi funzionino, questo sarebbe impossibile.

Quello che oggi cerco di portare sono sicuramente le mie idee e le mie esperienze, ma partirei intanto dai rapporti umani, che secondo me sono fondamentali al di là delle generazioni: mi capita di parlare con delle persone che hanno a che fare col calcio da anni, ma anche con chi ha intrapreso questo percorso da poco tempo, fino ai nostri ragazzini che guardano con curiosità e magari anche paura a questi grandi cambiamenti: il mio compito penso che sia quello di comprendere motivazioni ed obiettivi che ognuno di noi si può dare e cercare di spingere al massimo perché questi obiettivi si raggiungano nel minor tempo possibile.

E’ normale, quando si parla di settore giovanile, che uno voglia avere tanti ragazzi che, da un momento all’altro, possano avere la possibilità di giocare in prima squadra: penso che il Parma abbia dimostrato, ad oggi, di avere una visione importante da questo punto di vista, l’anno scorso alcuni ragazzi hanno avuto la possibilità di poterlo fare e questo è davanti agli occhi di tutti, non solo in Italia, ma anche fuori: questo, però, non deve abbagliare; i ragazzi che stanno crescendo nel settore giovanile devono essere coscienti che non basta un allenamento in prima squadra per essere arrivati. Credo che bisogna costruire una mentalità forte, partendo dalle radici di questi ragazzi, non solo tecniche, ma umane: devono essere pronti a fare sacrifici, perché per arrivare a raggiungere certi livelli, bisogna rimboccarsi le maniche e lavorare tanto sulle proprie aree di forza, quanto uscire dalla propria zona comfort per sforzarsi di migliorare quei punti deboli. Penso che questo sia un punto di partenza che debba accomunare ognuno di noi in questo processo formativo: ci vorrà pazienza, però, come ho detto, cercheremo, in un progetto pluriennale, di poterlo fare il più in fretta possibile, già a partire dalla fine di questa conferenza stampa, quando tutti assieme ci tufferemo a fare il meglio possibile nel tempo necessario.

La collaborazione con la prima squadra? Non si può ragionare per compartimenti stagni: all’interno di un club ci sono tante aree, ma il punto di partenza è che lavoriamo tutti per un club e al di là delle gelosie che possano riguardare ambizioni e risultati personali di squadra o di categoria, dobbiamo sempre mettere davanti che dobbiamo fare il bene del Parma Calcio. Non sta a me oggi cercare di definire quelle che saranno le strategie della prima squadra e penso anzi che sarà un argomento che riguarderà altre interviste o altre conferenze stampa. Il compito di chi è alla guida del settore giovanile è far sì che questi ragazzi arrivino preparati al primo allenamento, dunque non solo alla prima partita, ma anche al primo allenamento in cui possano essere chiamati e faremo in modo che il livello medio dei ragazzi possa elevarsi al punto che il mister o lo staff della prima squadra siano contenti di avere dei ragazzi che possano essere utili anche per il campionato degli adulti.

Molto parte da quello che è l’approccio di ogni singolo ragazzo alle varie situazioni: abbiamo dei ragazzi del nostro settore giovanile andati a fare esperienze in prestito e pronti per tornare, altri che hanno mostrato la voglia, la curiosità, la necessità di potersi confrontare con il Parma stesso: dobbiamo essere bravi noi a comprendere il momento di ogni singolo ragazzo e capire che c’è una grande opportunità, perché c’è un club che vuole proprio questo, cioè che i giovani abbiano spazio. Il presidente Krause è stato chiaro fin dall’inizio: i giovani sono al centro del progetto Parma: oggi, domani e nel futuro. Questa è+ una grande fortuna che abbiamo come dirigenti e dobbiamo essere bravi a delineare, per ogni ragazzo, il percorso migliore. Vivendo la quotidianità sarà più facile, anche per me, con i miei collaboratori, capire i momenti utili affinché questi piccoli step possano essere fatti.

Dobbiamo lavorare in tutte le aree di miglioramento, senza scindere il risultato sportivo dalla crescita del singolo: sbaglieremmo completamente. Ci deve essere una visione più ampia e dobbiamo essere consapevoli che ogni ragazzo ha delle peculiarità e dovremo essere bravi a dare ad ognuno gli strumenti e i mezzi per poter raggiungere individualmente il livello più alto e quindi tutti auspichiamo che possano essere pronti a rifornire la prima squadra di nuove leve. Dall’altro canto, però, a nessuno piacere giocare per perdere e questo, al di là della Primavera, penso che debba riguardare un po’ tutte le squadre del settore giovanile. Ma questo non significa fare proclami di voler vincere dei titoli: ogni allenamento va affrontato con la consapevolezza che l’agonismo è parte di questo gioco e ogni singolo giorno dobbiamo metterlo affinché la domenica produca il risultato e poi alla fine dell’anno tireremo le somme.

Al di là degli slogan, chi fa settore giovanile deve essere cosciente che ci vuole tempo: il tempo è la ricetta migliore che possa sanare paure e preoccupazioni. Io penso che a questi ragazzi vada dato il tempo di comprendere e recepire, però dobbiamo avere anche la voglia, con questi ragazzi, di provare a spingere affinché si raggiungano dei risultati: un mese? Un anno? Per me non c’è un limite di tempo oggi che dobbiamo prefissarci che sia necessario affinché si raggiungano dei risultati: se c’è la volontà di poterlo fare, io credo che tutti noi, ad ogni livello, in ogni area, ci dovremmo armare di voglia affinché questi risultati vengano conseguiti.

Per rispetto di tutti gli allenatori che fanno parte del Parma Calcio fino al 30 Giugno preferirei non affrontare la questione di chi, a livello singolo, sia confermato o meno o possa avere altri incarichi: appena avremo prodotto le scelte definitive gli organigrammi verranno diffusi, ma è solamente per rispetto di tutti quelli che oggi sono sotto contratto col Parma Calcio che preferisco evitare. Per quanto riguarda la Primavera, ma io continuo a fare un discorso generale, credo che dovremo essere coscienti di dover sempre scindere il nostro settore giovanile in tre aree: il reclutamento, la formazione e l’ambiente. In tutte le aree noi dovremo essere proiettati nel dare il massimo affinché si ottengano risultati migliori, quindi valutare che i giocatori che abbiamo in rosa siano validi o se ci sarà il caso o l’opportunità migliorare la rosa, dovremo lavorare affinché i tecnici, tutti gli staff siano coordinati e proiettati a migliorare il ragazzo nel singolo giorno e poi una missione che io non sottovaluterei, che cito per ultima, ma che per me è fondamentale, è l’ambiente. Serve positività, perché partire ad esempio, come è stato per la Primavera, da una sconfitta nell’ultima gara può bruciare: noi dobbiamo partire da zero, rinfrescando la memoria. Partire dal giorno zero alla ricerca di risultati, al di là di quello che avrebbe potuto essere la vittoria di una categoria. Dobbiamo partire dal primo giorno per spingere: l’ambiente ha bisogno di positività e di voglia di lavorare: se riusciremo a creare questo tipo di ambiente, io penso che non solo il Parma Calcio, ma anche il movimento giovanile italiano possa trarne benefici.

Il sapere se un ragazzo sia pronto o meno ci spinge ogni giorno ad interrogarci su dove i grandi sistemi stiano sbagliando: poi oggi alla fine conta capire se un ragazzo del 2007 è felice, se si diverte quando viene a giocare a calcio, se è convinto del percorso che sta facendo, specie se è lontano da casa. Dobbiamo essere bravi a capire i distacchi dalla famiglia: noi, secondo me, abbiamo la funzione sociale, determinante, al pari della famiglia e della scuola, del doverci rendere conto di caricarci di queste responsabilità, senza guardare il risultato sportivo, ma al fatto che stiamo concorrendo alla formazione di futuri uomini. Questo è un aspetto per me determinante che va al di là dei risultati.

Siamo in un periodo di mercato: quando le rose saranno definitive ai blocchi di partenza, e magari anche dopo, visto appunto che quando si partirà il mercato sarà ancora aperto sia per noi che per chi frequenta i piani più alti, comunicheremo gli effettivi: ora le rose sono ancora suscettibili di variazioni. Stiamo facendo le analisi tutti assieme – non solo io, ma pure tutti i membri del Parma Calcio 1913 – affinché si valutino le qualità tecniche, quello che è stato l’anno scorso e oggi come han voglia di approcciare a questa nuova sfida, anche con un nuovo responsabile, con le paure, ma anche con la convinzione che tutti debbano rimettersi in discussione, perché tutto quello che è stato fatto fino all’altro giorno va superato, perché chi si occupa di settore giovanile sa benissimo che ogni tre mesi qualcosa può cambiare, perché tre mesi in un ragazzino di quindici anni sono tre centimetri, possono essere tre chili e questo va a cambiare proprio la prospettiva di un ragazzo, la conoscenza del proprio corpo e quella che può essere l’efficacia immediata o futura: dovremo essere bravi tutti i giorni ad essere presenti e partecipi nel processo formativo.

Il Parma Calcio è composto da più aree che collaborano e devono trovare una sintesi perfetta affinché si raggiunga il risultato migliore per i ragazzi. Abbiamo un’area metodologica composta da Filippo Galli, Edgardo Zanoli e Domenico Gualtieri, abbiamo un’area performance, un’area di scouting, quella medica e sono tutte importanti alla stessa maniera, per il raggiungimento del risultato finale. Circoscrivere una singola area può essere limitativo: per me un ragazzo va visto con un’ottica più ampia, che riguarda la metodologia del campo, ma anche la vita nel convitto, la salute per quanto riguarda l’alimentazione o il fatto che venga da un paese straniero. Dobbiamo essere bravi tutti a mettere insieme questi pezzi e produrre il risultato migliore.

Tanti stranieri? A volte ci sono delle questioni tecniche, ma anche di opportunità: a me è capitato che fosse più facile, anche dal punto di vista economico, valutare l’acquisizione di un giocatore straniero piuttosto che italiano. A volte questi aspetti vengono banalizzati quando si parla di giovani e di ragazzi, però queste sono componenti che portano a delle riflessioni dal punto di vista aziendale. Sicuramente si parte da un aspetto tecnico, perché noi vorremmo avere dei giocatori forti a prescindere, che siano di Parma lo auspichiamo tutti, ma se dovessero anche venire da altre parti lavoreremmo affinché possano alzare il livello medio, perché allenandosi con i bravi è più facile migliorare. Cercheremo di valutare tutte le aree geografiche che si sono cercando di essere, qui a Parma molto operativi affinché il ragazzino che magari abita di fronte a noi, possa avere l’opportunità, poi, di scendere in campo al Tardini.

Sul fatto che oggi un ragazzo possa o meno essere pronto per la serie B nel Parma allargherei il tema al fatto che nel calcio si discute il valore assoluto anche di coloro che possono avere 300 o 400 presenze nei campionati professionistici, interrogandoci se possano valere 100 milioni o se siano dei bidoni: io penso che ci sia un tempo di maturazione che vada dato a questi ragazzi. Io penso che il club stia offrendo loro una grande opportunità: il club oggi lancia un messaggio, se ci sono dei giovani e sono bravi, a Parma possono avere l’opportunità di giocare. C’è questa visione, secondo me straordinaria, che non va banalizzata. Poi, se anche dovessero commettere degli errori, penso che vada messo in conto, perché abbiamo visto dei campioni del mondo poterlo fare, per cui semmai li perdoneremo, ma l’importante è che noi non perdiamo fiducia in loro, e questi ragazzi l’autostima, perché alti e bassi, in questa generazione, sono più frequenti. Secondo me il lockdown ha portato delle variazioni di umore ancora più accentuate, sia negli eccessi positivi che in quelli negativi, per cui dobbiamo essere tutti bravi nel sostegno e nel supporto, affinché queste oscillazioni siano sempre di meno e ci sia la voglia di ripartire dall’errore per poter fare meglio.

Vedremo durante il mercato se qualcuno sarà attirato dal fatto di poter venire al Parma bene, capendo, però, che non stenderemo un tappeto rosso solo per il fatto che sono giovani, ma dovranno avere voglia di confrontarsi e di contribuire, nel loro piccolo, a mettere il mattoncino affinché il Parma possa fare qualcosa di importante nella storia del calcio italiano da qui fino ai prossimi anni. Per cui c’è una opportunità, però devono avere voglia di calarsi nella parte, con la mentalità giusta da cui ripartire: per cui i ragazzi dovranno essere i primi a dare il buon esempio”.

DAL CANALE UFFICIALE YOUTUBE DEL PARMA CALCIO 1913 IL VIDEO DELLA CONFERENZA STAMPA DELLA PRESENTAZIONE DEL NUOVO RESPONSABILE DEL SETTORE GIOVANILE MATTIA NOTARI

Stadio Tardini

Stadio Tardini

13 pensieri riguardo “PRESENTATO IL NUOVO RESPONSABILE DEL SETTORE GIOVANILE DEL PARMA MATTIA NOTARI: “L’AMBIENTE HA BISOGNO DI POSITIVITÀ” (VIDEO)

  • 22 Giugno 2022 in 18:35
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    oh la dopo amalgama ,il guizzo l’approccio la fame etc etc adesso accraus comprace positivita’ ,in do gioca ? ,mo lilu’ in do l’ani cate’ in tal tide ? lo fanno ancora negli states ?

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  • 22 Giugno 2022 in 19:31
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    Tutto sorrisi e pacche sulle spalle? Concretezza, please.

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  • 22 Giugno 2022 in 20:27
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    Basta disfattisti, polemici e lamentosi. Avete sostenuto proprietà di improvvisati e di dirigenti dilettanti, capitata in Serie A per una pura serie di botte di culo, senza alcuna programmazione ne’ investimenti e adesso che dopo 20 anni avete una proprietà stabile e che vuole programmare ad almeno 10-20 anni, fate gli schizzinosi ! Sicuramente avranno commesso errori di inesperienza ed ingenuità, ma la strada è quella giusta. Puntare su giovani di proprietà e non su cariatidi da pensione. Affidarsi a manager con curriculum e non ad un gruppetto di amici prestati al calcio, pianificare investimenti sulle strutture ed affidarsi ai dati e alla scienza. Sono sicuro che presto inizieranno a vedersi i frutti!

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    • 23 Giugno 2022 in 07:45
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      “Avete sostenuto proprietà di improvvisati e di dirigenti dilettanti, capitata in Serie A per una pura serie di botte di culo”
      Questa mi sembra una esagerazione. Certo, ci vuole anche il culo, ma non sali di tre categorie solo con quello. Bisogna dare atto che hanno fatto una grandissima impresa.
      Riguardo a KK&C: direi che i primi due anni sono proprio da buttare nel cesso, tutti ci auguriamo che l’abbia capita che lui deve metterci la pila e deve lasciar fare a chi ne sa… vedremo.
      Certo, il DS ad oggi ancora pare non ci sia ma ripeto: seppur con fatica ma mi tocca dire che sto aspettando di vedere cosa accadrà. Con fatica perchè la stanchezza accumulata è tanta…

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  • 22 Giugno 2022 in 21:03
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    Quando sento parlare di giovani e progetto giovani mi viene un prolasso intestinale. È come commentare il calendario. La fiera delle banalità inutili. I progetti in Italia NON esitino. Si lotta per sopravvivere con gente che fa vincere le partite. I progetti li fai al Politecnico

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  • 23 Giugno 2022 in 11:00
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    academy, summer camp, preseason.. figa, a sème internasionel dabò! e parchè l’area metodologica l’as ciame ancorè area metodologica?
    an ghe mighe un nom ingles che al fa pù figo?

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  • 23 Giugno 2022 in 12:54
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    Comunque noi siamo qui a cincischiare di giovani stranieri di belle speranze per giocare dal basso e fare come l’Aiacs tra lo Stirone e l’Enza mentre la Rudarola, tra i soliti bollettini quotidiani su contagi e tamponi “processati”, mai sazia di disgrazie, pandemie, disastri, flagelli informa che le coltivazioni dei preziosi pomi d’oro, materia prima dei tomaccari e architrave del Territorio sono messi sotto attacco dal temibile “ragnetto rosso”. Gli industrialotti dell’UPI, sono già a razionare l’acqua nei cessi dei rispettivi opifici per far fronte alla potenziale disgrazia e gli sponsor del Territorio resteranno per il Parma una chimera.

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  • 23 Giugno 2022 in 14:26
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    L’errore di impostazione compiuto in questi due anni dalla proprietà, che ha comunque investito tanto ed ha strutturato la società su modelli al passo con i tempi, è quello dell’eccessiva esterofilia. Imbottire l’organico di una squadra di Serie B con giocatori provenienti da ogni dove non è una buona idea. Il Parma diventa per loro solo una tappa intermedia verso altre destinazioni e in una situazione del genere è ben difficile che si sviluppi senso di appartenenza. Aggiungiamoci i comprensibili problemi di ambientamento, le difficoltà linguistiche e teniamo conto delle difficoltà tattiche alle quali questi atleti non erano abituati. Se si vuole riportare in alto il Parma, si deve formare un forte nucleo italiano nel quale integrare giocatori stranieri funzionali alla squadra.
    E nel nucleo italiano puntare anche su giocatori cresciuti nel territorio, come capitava anche nelle squadre importanti prima del “calcio moderno”.
    Solo così si può ricreare un legame con la tifoseria, non con l’85% di stranieri in lista gara tra titolari e panchina.

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    • 24 Giugno 2022 in 12:07
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      Concordo e mi sembra che questo calciomercato condotto dal tanto criticato DS stia andando proprio in questa direzione (la giusta).

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  • 24 Giugno 2022 in 09:21
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    Per parlare di Territorio basta chiedere al Ponte Caprazucca. A Palazzo Soragna il Territorio è una divinità pagana da adorare insieme al pomi d’oro e alla bottiglie di plastica in pet da soffiare.

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  • 24 Giugno 2022 in 11:25
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    Siamo ormai ai calendari…per fortuna a quelli di B mancano ancora un paio di settimane. Poi inizia il cilicio della ridda di banalità, frasi fatte (prima o poi bisogna affrontarle tutte, la classifica si guarda in primavera, in B nessuna partita è scontata, è la B più difficile degli ultimi 20 anni, è una A2, etc.) e articolesse sull’analisi dei calendari utili come le mosche su un bida.

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  • 24 Giugno 2022 in 16:37
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    Leggere le dichiarazioni di Perinetti e saperlo al Brescia mi fa gelare il sangue. Un posto dei due già andato.

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  • 24 Giugno 2022 in 19:17
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    Davide, inutile che t’ncazzi, che le debbano incontrare tutte è una verità. Tu chiamalo, se vuoi, girone all’italiana, mica ad eliminazione..
    Che sia una stagione molto difficile per il Parma… forse sì, o no?

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