lunedì, Febbraio 26, 2024
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CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / CAVALLI DI ANDATA E DI NON RITORNO

(Gianni Barone) – Visto che il calcio di luglio attuale, a detta di tutti, risulta essere ancora più bugiardo del calcio di agosto di una volta (quando i campionati non iniziavano prima delle ferie di agosto), occuparsi della prima uscita del Parma contro la Samp può considerarsi esercizio pleonastico, da parte di chi dovrebbe spiegare ai tifosi come si giocherà da qui a un mese. Quindi anche un santone del calibro di Arrigo Sacchi, in arte breriana Righetto, stimolato da Schianchi della rosea, si è occupato d’altro (ciò che tifosi disdegnano definendolo cultura o filosofia di poco conto e di scarsissimo appeal), rispolverando un suo vecchissimo cavallo di battaglia: quello che per diventare fantino o intendersi di ippica tout court, non occorre essere stati, in passato, un cavallo. Fuori di metafora, l’ex CT, ha ribadito, a distanza di decenni, quello che rivendicava appena giunto sulla panchina del Milan (del primo Berlusconi), ogni qualvolta qualcuno lo definiva un signor nessuno del calcio solo perché nel suo curriculum non figurava il ruolo di calciatore professionista di A e di B. All’epoca egli fu un epigono di quella figura di allenatore, anche bravo, ma senza vissuto e passato calcistico degno di nota. Il suo non essere stato un “cavallo”, lo accomunava ad altri ex carneadi (del calcio giocato), divenuti tecnici di serie A, tipo Zaccheroni, Maifredi solo per citarne alcuni. Ecco, anche ora a distanza di anni, viene riproposto il tema in quanto Coverciano, massima ed unica Università, che forma tecnici professionisti, prevede per l’accesso ai corsi UEFA A Pro, un punteggio a scalare dalla A alla terza categoria, attribuito in base all’esperienza maturata come calciatore. Meccanismo che, secondo Sacchi, puzza di consorterie e clientelismi a scapito della tanto famigerata meritocrazia che permetterebbe al nostro calcio di usufruire dell’abilità e della competenza anche di chi, non cavallo di professione, potrebbe ricalcare le sue orme e quelle di illustri suoi colleghi tipo Zeman. Nel discorso vengono inseriti anche i nomi di Helenio Herrera, Eriksson e Mourinho, ma trattandosi di tecnici stranieri, le norme di ammissione del Settore Tecnico, ora come allora, permettono a chi proviene da federazione estera di essere equiparato come “direttore tecnico”, agli allenatori over 65, italiani, già inseriti nei quadri. Viene invocata, quindi, una liberalizzazione della professione, per poter utilizzare risorse umane extra calcio che conta, che potrebbero fornire idee nuove per un movimento che rischia di essere modesto ed involuto, per eccesso di autoreferenzialità. Infatti, se ci limitiamo alla serie B, che dovrebbe essere di nostra competenza vista la presenza del Parma, su 20 panchine ben 17 sono occupate da ex calciatori professionisti, quindi “ex cavalli”, diventati fantini, mentre le 3 restanti sono occupate da “ronzini”, definiamoli così, come Castori del Perugia, che da dilettante ha iniziato anche come allenatore arrivando a vincere il campionato cadetto un paio di volte; come Venturato della Spal, nato in Australia, ritornato nella patria dei genitori, militando in D, per poi allenare, come secondo lavoro fino a giungere sulla panchina del Cittadella dei miracoli per qualificazioni consecutive ai play off di B; lo spagnolo Clotet, del Brescia, che a quanto ci risulta, prima di diventare allenatore in terra iberica, pare abbia giocato, solo, nei campionati studenteschi e universitari. Eccezioni, queste, che confermano ciò che Sacchi ha lamentato e che ci inducono a più di una riflessione circa la difficoltà di emergere in questo mondo che lascia ben poche possibilità a chi “equino” non è mai stato in nessuna vita precedente. Per alcuni questi discorsi in riva al mare o nella canicola urbana, lasciano, sicuramente il tempo che trovano, e sono di scarsissimo interesse e sostituiscono le ipotesi di formazione futura del nuovo vecchio Parma di Pecchia, su cui chiunque , preferirebbe almaccare, ma tant’è. Di tempo ce n’è per questo, ma per chi vorrebbe fare l’allenatore oggi il tempo in cui si poteva bleffare nei punti di ammissione, per mancanza di archivi digitali, e di cui forse hanno usufruito Righetto e suoi nipotini negli anni 70-80, non esiste, purtroppo più. Tant’è anche in questo caso, e a furia di tant’è ci trasciniamo nella rassegnazione di chi essendo figlio di “calzolaio” o “maresciallo” e non di calciatore o giù di lì, vede svanire ogni sogno di gloria equino/calcistica, in una sorta di situazione di non ritorno. Scusate le divagazioni, giuro che la prossima volta parlerò di Coulibaly, Ooesterwolde, Sohm, Valenti e Zagaritis (credo che tutti non aspettino altro) e tutto ciò che i tifosi sognano per un futuro prossimo, si spera un tantino luminoso o leggermente più illuminato. Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

16 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / CAVALLI DI ANDATA E DI NON RITORNO

  • Poi c’è il Ciarlatano…la perla di Craus

  • Ma i 5 calciatori menzionati sono fantini, cavalli o ronzini?

    • credo si entri più nella famiglia dei ciucci

  • La buona notizia, l’unica è che se ne va Colombi. 14 partite e 27 reti subite e pure sempre rotto (per fortuna visti i numeri quando è in campo). Due reti subite a partita. Non serve aggiungere altro. Il lettone che avevamo in D non avrebbe fatto peggio.

  • Intanto i tomaccari devono anticipare la raccolta del prezioso frutto causa siccità. Dalle ville al Forte si sentono i piagnistei e le geremiadi degli industrialotti che chiedono al governo aiuti. Purtroppo quest’anno tra caro energia, variante Cerberus, guerra nel Donbass e in ultimo siccità, non potremo aspettarci le robuste e generose sponsorizzazioni che ogni anno palazzo Soragna riversa sul Parma Calcio.

    • se ci parlerà di somh zagaritis osorio valenti ostereord e magari di bob inglish spero lo faccia per avvisarci della loro vendita o nuova destinazione !!! ma sono i famosi giovani che kk ha chiesto di amalgamare a pecchia chissà che kk non comperi anche l amalga

      • Zagaridis e Oster sono per distacco i peggiori terzini sinistri della serie B

  • Il sior Pedersoli è andato in ferie a godersi un meritato riposo?

    • A compiano. C’è una struttura per anziani molto elegante vicino al castello. Aria buona in uno dei borghi più belli d’Italia.

      • Mi hanno detto che ci sono 30 gradi anche li però

        • Mica si può avere tutto.
          È emblematico il tentativo della gazzetta di Parma di divulgare i supposti interessi di club svariati per inglese.
          Anche ammettendo possa esserci qualcuno interessato, quanti pensano veramente di dare 2,4 milioni lordi a stagione a inglese? Lui non ha mai parlato di tagliarsi lo stipendio e dunque quelli servono.
          A me pare che kk stia diventando genovese e guardi ai soldini che gli costano i suoi grandi campioni.
          PS oosterwolde non è nemmeno definibile terzino. Lui potrebbe veramente fare il cavallo da corsa. Solo quello però.

          • Veramente, a proposito dell’interesse di Bari e Sampdoria ne parlavano pure la Gazzetta del Mezzogiorno, ed il Secolo XIX, che Faggiano avesse il pallino di Inglese e lo volesse portare a Genova se ne era parlato anche nella sessione di mercato invernale, certo l’ingaggio frena molto. Per quanto riguarda Oosterwolde, vado controcorrente, ha fisico, corsa e tecnica, deve adattarsi a ritmi e tattiche diverse, per il potenziale che ha, vale la pena lavorarci sopra, fra poco potrebbe essere una piacevole sorpresa.

  • Krause allora è Don Chisciotte: fa le battaglie contro i mulini a vento.

    • E il sior Pedersoli è Sancho Panza a cavallo del somaro

      • 😆🤣😄

  • Quindi siccome la punta non arriva perchè puntiamo dopo 4 anni sulla rinascita di Inglese che se sta bene in B fa la differenza, il terzino sinistro almeno il sior Pedersoli intende prenderlo scendendo da Compiano o anche li puntiamo su Zagaridis?

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