venerdì, Maggio 24, 2024
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IL COLUMNIST di Luca Russo / BASTEREBBE QUALCOSA DI DIVERSO, NON IN PIU’…

(Luca Russo) – Questa sera a Salerno, nei trentaduesimi di Coppa Italia, si consuma il primo atto ufficiale del Parma edizione 2022/2023. A confronto due realtà che hanno sorpreso, e non poco, nel corso della passata stagione, l’una in positivo e l’altra in negativo. Mentre la Salernitana è riuscita nell’impresa di conservare la massima serie, a dispetto di un girone d’andata e un pezzettino di quello di ritorno deficitari, nel Ducato e dintorni si è vissuta una stagione ricca di bassi e solo raramente rinvigorita da qualche timido alto, il tutto a scapito delle proiezioni della vigilia che vedevano i nostri investiti del ruolo di squadra da battere, salvo poi ritrovarsi addosso i panni della grande delusa. Lungi da noi stare qui a ripercorrere e a rianalizzare i contorni della disfatta sportiva cui abbiamo assistito pochissimi mesi fa, la si deve però tenere a mente a ché se ne traggano gli insegnamenti necessari per evitare che si ripeta. Non esiste altro modo per individuare e fissare correttamente i paletti da cui partire, e di riflesso quelli dai quali non ripartire, in maniera tale che questa annata possa portare in dote le soddisfazioni che non sono arrivate nel 2021/2022, leggi restituire i Crociati alla Serie A. E qui non si deve commettere l’errore di banalizzare le indicazioni espresse dalla deludente stagione passata e finire col credere che per riscattarsi serva che tutte le varie componenti dell’universo Parma diano qualcosa di più rispetto all’anno scorso. No, sarebbe sufficiente che dessero qualcosa di diverso rispetto all’anno scorso. Alla società chiedo di abbandonare l’idea che il calcio sia più indotto che campo e sposare la convinzione per cui ciò che accade sul terreno di gioco è importante tanto quanto ciò che si decide in sede. Va bene perfezionare e impreziosire la comunicazione facendola stare al passo dei tempi, vanno benissimo gli investimenti collaterali (che poi tanto collaterali non sono) affinché la realtà Parma ritorni ai fasti del suo recente passato, va ancor meglio avere come modus operandi l’attitudine ad allargare continuamente gli orizzonti, ma poi tutto questo si svuota di contenuti e di significato se dal campo non giungono i risultati necessari per dare forza ai buoni propositi e alle altrettanto valide strategie di chi governa il club. A Pecchia chiedo di non lasciarsi sedurre troppo dalla tentazione di “piegare” la squadra alle proprie idee tattiche, svista in cui sono incappati coloro che lo hanno preceduto ad eccezione di Iachini, e anzi di cucirle addosso l’abito che le permetta di “sfilare” il meglio possibile in un campionato che notoriamente prende di mira con insidie e trappole di ogni tipo quelli che pensano di poter affrontarlo in smoking. Ai calciatori chiedo di riempire ogni istante della loro esperienza all’ombra del Battistero di applicazione, capacità di fare gruppo, concentrazione, dedizione alla causa, la giusta emotività e soprattutto tanta voglia di combattere. Salerno è la prima tappa di un percorso che si annuncia perlomeno tortuoso. Il Parma, quest’anno, non parte come squadra da battere, ma può diventarlo se tutti i suoi componenti sapranno dare qualcosa di diverso rispetto a ciò che è stato proposto durante la stagione scorsa. Luca Russo

4 pensieri riguardo “IL COLUMNIST di Luca Russo / BASTEREBBE QUALCOSA DI DIVERSO, NON IN PIU’…

  • Air bituin tiit, aria ai denti, frasi fatte come le vecchie “per il calcio di Maresca ci vuole tempo” e “la classifica conta in primavera”. Servono 3 giocatori pronti nei ruoli scoperti o tutto il resto sta a zero. Siamo arrivati 13 esimi e abbiamo la stessa squadra (tranne Colombi per fortuna).

  • Lo scorso anno però lei dava il Parma tra i strafavoriti. Bentornato sulla terra.

  • Siberianhusky

    Potrebbe essere utile anche evitare di trascurare i giocatori di proprietà.
    Dopo avere visto giocare Cheddira oggi, in qualsiasi società che si rispetti la proprietà farebbe passare un brutto quarto d’ora a chi lo ha ceduto al Bari.
    Probabilmente il prestito iniziale era dipeso dalla considerazione che non si sarebbe integrato nella squadra dell’anno scorso, visto che gioca bene e segna.
    Però quest’anno avrebbero dovuto portarlo in ritiro e farlo valutare da Pecchia, invece di venderlo al Bari per una somma modesta

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