mercoledì, Luglio 24, 2024
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IL COLUMNIST di Luca Russo / E SE IL VERO TOP PLAYER FOSSE FABIO PECCHIA?

(Luca Russo) – E se il vero top player fosse Pecchia? Per quanto s’è visto nel precampionato e in occasione della prima gara ufficiale della stagione – vinta per 2-0 contro la Salernitana nei trentaduesimi di Coppa Italia con conseguente accesso ai sedicesimi dove si affronterà il Bari col quale i nostri venerdì sera daranno il via alle danze della cadetteria – l’interrogativo, volutamente retorico, è legittimo. E la risposta, almeno per ora, ci sembra chiarissima: si, il vero top player del Parma è colui che lo guida dalla panchina. Intendiamoci, si tratta della fotografia del momento, di quanto abbiamo ammirato dal giorno del raduno alla sera della sfida dell’Arechi, non di un giudizio insindacabile. Il tempo e soprattutto prestazioni e risultati ci diranno se questo amore a prima vista si potrà tradurre in una relazione che va oltre la luna di miele o se si sarà trattato solo di una cotta estiva. Due gli elementi che il mister ha inserito nel propulsore che si spera spinga i Ducali ai vertici della classifica proiettandoli in massima serie: tranquillità ed entusiasmo. La tranquillità si è percepita lungo tutto l’arco delle amichevoli estive e pure in quel di Salerno, quando cioè al cospetto di avversarie di rango superiore i Crociati sono rimasti costantemente dentro la partita sia in termini di presenza tecnica che, ed è questo il vero step di crescita rispetto alle ultime deludenti annate, di tenuta nervosa. Si guardi, in tal senso, al duello che si è consumato in terra campana: quando gli uomini di Nicola ci hanno messo sotto, bersagliandoci con una conclusione dopo l’altra, i nostri non si sono mai disuniti né scollati o allungati, hanno anzi serrato le fila e fatto proprio il motto per cui “uno per tutti e tutti per uno”, mostrando una compattezza e uno spirito di gruppo e di squadra che nel recente passato sono stati merce assai rara. In altri tempi un Parma alle corde sarebbe ben presto diventato un Parma al tappeto e in balia dei rivali di giornata. Non con Pecchia, almeno per ora, non con una guida tecnica che promette ulteriore crescita in carattere e personalità. L’entusiasmo, che lentamente si sta ricreando tra i tifosi e nel rapporto tra società e piazza, è la diretta conseguenza della tranquillità che fin qui ha permesso al Parma di affrontare qualsiasi tipo di avversario senza alcun timore reverenziale: una squadra tranquilla mette in campo tutto il potenziale che ha e una squadra che mette in campo tutto quello che ha, evidentemente riscuote il gradimento dei propri sostenitori, entusiasmandoli ed entusiasmandosi a sua volta per la spinta che ne riceve. Un circolo emotivo virtuoso in cui ogni componente aiuta l’altra a dare il meglio di sé stessa. Se fino a pochi mesi fa i migliori propositi non venivano adeguatamente trasferiti sul campo, oggi, sulla scia della tranquillità che libera risorse prima nascoste dal peso di dover interpretare il ruolo di squadra da battere, sembrerebbe che ai buoni propositi corrispondano prestazioni dello stesso tenore. “Si viene da due anni di aria negativa, ora da parte della squadra c’è quella voglia di creare quel clima, quell’entusiasmo, di accorciare le distanze con il pubblico, con la nostra gente e noi dobbiamo solo creare entusiasmo per i 5mila abbonati che siano orgogliosi delle nostre prestazioni. L’entusiasmo si alimenta partita dopo partita e il nostro compito è proprio quello”. Questo il pensiero di Pecchia dopo l’impresa di Salerno. Per quanto s’è visto finora, in materia di entusiasmo da creare per accorciare le distanze con il pubblico, il Parma è già sulla buona strada. Luca Russo

7 pensieri riguardo “IL COLUMNIST di Luca Russo / E SE IL VERO TOP PLAYER FOSSE FABIO PECCHIA?

  • E se fosse il sior Pedersoli?

  • E se fosse che se giocano tre partite a questi ritmi sono già tutti in cagona?

    • Sei veggente, Vazquez ha impomato i cessi dell’albergo.

  • Alla fine quindi il mister conta, altro che “siamo scarsi, non si può fare di più”.

  • Non credo che Pecchia sia un Top Player, al momento la carriera al top solo in B, parla per lui,
    sicuramente sa come si vince il campionato cadetto, come si rivitalizzano e motivano i giocatori con il lavoro, con un gioco semplice efficace ed aggressivo. Poi vedremo se troverà la chiave per scardinare anche le difese chiuse. Dalle interviste pare avere le idee chiare, la palla passa alla società.

  • Ormai anche quei poveracci di uomini mercato hanno gettato la spugna 🧽 e non provano neanche più a ipotizzare fantasmagoriche operazioni del sior Pedersoli. È palese che la cassa è tornata vuota come ai bei tempi dei 7, con la differenza che allora Faggiano lavorava di fantasia e all’ultimo faceva le nozze coi fichi secchi tentando qualcosa. Il sior Pedersoli promosso perché tanto non avrebbe dovuto fare nulla se ne sta a Compiano e i leccapomelli giù a scrivere che Inglese se sta bene in B fa la differenza…👩‍🌾

  • un Pecchia non fa primavera, squadra e società pare abbiano quelche problema di coerenza.freniamo entusiasmi e depressioni contingenti. Calma e gesso, direbbe il Direktor

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